lunedì 31 gennaio 2022

Il vento di Gennaio

 Il vento di gennaio è freddo e sembra arrivare dagli inferi eppure ha un sapore di primavera, di Proserpina che presto torna dalla madre Cerere in Primavera e questo vento è forse l'ululato di Ade che non vuol lasciarla andare....

Un vento Infero che nulla può sulla vita, sul germoglio che trema sull'albero di magnolia qui di fronte alla mia finestra, ma resiste, le radici sono una morsa di forza e di linfa, che non vuol che Ade l'abbia vinta. Tutti gli anni torna la Primavera, il marito Ade o Plutone si adira, si agita negli ultimi mesi...ma ha mai generato il dio dei morti con la bella figlia dea delle Messi, Cerere?

La mia anima contadina sa che ci si può ingannare a novembre, dicembre e gennaio, ma sa anche che già si potano i tralci d'uva che lacrimano linfa viva! Tornerà la vita,  il verde, i fiori spontanei e non questi messi in aiuole per turisti sul Lago Maggiore... 

Ora lo so non ci sono ancora le viole, nascoste tra l'erba secca dell'autunno e la nuova vita, non ancora i tarassachi, ma presto sì e io come Persefone e Proserpina...aspetto la primavera....anche se a cinquant'anni ha più senso l'autunno, la calma... io sono metà di Ade e metà di mia madre Cerere!"

Quando un inizio coincide con la fine, quando la volontà ha seguito le indicazioni della ragione (cartesiana)

 31 gennaio 2022


Ci sono inizi che sono la punta della coda del serpente che si avvolge su se stesso, il sì dell'Oltre Uomo, all'eterno ritorno dell'identico, Nietzsche.... Al di là del bene e del male, Aurora, Genealogia della morale, Umano Troppo, umano, L'anticristo, Ecce homo, Così parlò Zaratustra.., Le considerazioni inattuali !Ecco che questo dire sì alla Necessità, all'eterno ritorno dell'identico, con la forza di sopportare tutto, anzi di volere tutto, è davvero qualcosa che va al di là del bene e del male e dei valori borghesi.

Così, molto umilmente in questo ultimo giorno del mese di gennaio, cerco un inizio dalla fine di uno scritto che ho concluso, che voglio concluso, almeno nella redazione del mio cuore.

Sincero come le parole di una bambina, tragico come un destino che ha due scelte, comunque sbagliate.

Scrivere è il mio destino.... è pesante scrivere senza la mediazione della fiction, dell'invenzione letteraria.

Duro come un diario di guerra, leggero come le poesie degli idilli greci e latini, perché io vengo dalla campagna e l'idillio, la poesia pastorale, le Bucoliche e le Georgiche mi sono molto più affini dell'Eneide di Virgilio o dell'epica.

Nata un secolo prima come la mia bisnonna Maschio Cristina nel 1871, sarei analfabeta e avrei accettato il destino del matrimonio combinato con il caro e bel cugino Maschio Giuseppe, la bella casa in dote, in cui sono vissuta io ancora per quasi quarant'anni.... gli otto figli con la perdita dei figli maschi e anche delle femmine... Tutto dicendo che Dio dà e Dio toglie, sia lode al Signore!

Se fossi nata cento anni fa, mi asciugherei le lacrime con fazzoletti che hanno la mia cifra, che sapevo ricamare, vicino al camino e aspettavo che finisse la mia giornata terrena, con i vestiti pronti nel cassetto, come aveva anche mia nonna Gemma.

Invece che un destino di accettazione contadina, che guarda al cielo per tutto,( la semina il raccolto, le potature e gli innesti, la luna per svinare, imbottigliare, per sapere quando partoriscono le donne...) sono nata cent'anni dopo, ho studiato tanto e credo di non sapere della vita niente di più della mia bisnonna analfabeta!

Ma queste storie le ho già scritte nel romanzo "Il ballo dell'uva" e le vite di quelle persone, i loro nomi, rimarranno oltre il loro sospetto.

Chi racconterà mai la mia storia? Forse ci vorrebbe un'analfabeta che capisca i segni del cuore al posto dell'uso del pc!

Ma la mia vita è un romanzo che non sarebbe mai pubblicato, incoerente, incredibili, troppi personaggi, troppi colpi di scena, troppa storia politica infiltrata in quel paesino del Monferrato che è stato il mio.

La mia vita non è un romanzo, quando si vuole dire avventuroso, pieno di colpi di scena, ma un antiromanzo e se io avessi il senso dell'umorismo che non ho scriverei un 
Tristam Shanday come fece L. Sterne, oppure scriverei i "viaggi di Gulliver"  come J. Swift, tra giganti e nani della morale, dell'arte, della politica....Un antiromanzo di formazione, un prontuario di tutto ciò che non si deve fare, dire....

"Siamo nani sulle spalle dei giganti": così risolsero la querelle degli antichi e dei moderni nel seicento, nani che se osiamo e a fatica ci arrampichiamo sulle letture e gli esempi dei giganti artisti, filosofi, scienziati, vediamo qualcosa di nuovo anche noi.

Dal mio nanismo, cercherò di salire su un qualche gigante congeniale alla mia scrittura e di vedere un po' se mi porta oltre queste nuvole di nebbia, che non sono la nebbia delle mie colline, ma nebbia di città.

domenica 30 gennaio 2022

Il dio del Sonno non ama i rimorsi o i rimpianti

 Il dio del Sonno non accompagna rimorsi o rimpianti, nostalgie o malinconie. Preferisce uno stomaco pieno ad un cuore pieno di amore o di dolore, di gioia o di speranza.

Il dio del Sonno non ha simpatia per gli onesti che continuano a rivedere i conti della propria vita, se tornano, se non hanno fatto la cresta su dubbi, paure, sempre con il bilancino del giusto e dell'errore.

Il dio del Sonno vuole che si sappia dormire: non è banale, almeno non per tutti.

Vuole essere onorato da una preghiera e da un ringraziamento, la giornata trascorsa è acqua versata... basta pensarci. 

I bambini più sono stanchi meno si addormentano, diventano frenetici....poi crollano quando è ora di alzarsi per andare a scuola o all'asilo... gli adulti... più vogliono dimenticare nel sonno, più non trovano quiete.

"Per oggi basta" dice il dio del Sonno e bisogna obbedire.

Domani sarà già abbastanza ....


sabato 29 gennaio 2022

Mariagrazia " soror" (lettera ad un figlio...e ad un fratello)

 Oggi è il compleanno di mio fratello Fabrizio e faccio un salto indietro negli anni, nell'attesa condivisa con mia mamma: avevo quasi dodici anni in più e forse l'ho sentito più come il mio primo figlio, un quasi figlio, che un fratello. 

Quando sono andata a trovarlo in clinica S. Giuseppe ad Asti (in realtà i bambini non erano ammessi come portatori di malattie dell'infanzia, morbillo,  varicella...) nell'entusiasmo della sua nascita, per poco non mettevo a repentaglio la sua vita, perché dopo qualche giorno mi ammalai di scarlattina, malattia letale se si ammala un neonato, infatti fui isolata... sperando di non averlo contagiato... e iniziai a sentirmi di nuovo la causa della morte di un altro fratello.... una disgrazia nella vita delle persone a me care.

Oggi sono isolata per Covid19, ma non sarebbe così grave per lui ammalarsi, ma meglio non festeggiare insieme.

Gli sono stata vicina fino ai sei anni, poi mi sono allontanata con l'Università, ma non ho mai capito che lui poteva avere bisogno di una sorella alla pari e non di un'altra autorità: a me non chiedeva di greco e di latino, preferiva chiedere ad altri, non accettava il mio aiuto.

Ho sbagliato a duplicare il ruolo di chi dà consigli, può fare meglio perché ha più esperienza e lui è cresciuto con tre figure di autorità e di emulazione: i genitori e me. Un discorso alla pari mai, anche perché poi i problemi della mia vita mi hanno travolta e allontanata, ma il mare riporta sempre a riva levigati gli oggetti che ha rubato, persino i corpi....

Ecco io mi sento  a cinquant'anni in questo riflusso del mare che porta a riva disarticolati, levigati, modificati non solo pezzi della mia vita, ma me stessa: una sorella che ha capito di essere stata più la sorella del bambino morto a sei giorni, perché le era quasi gemello, con solo un anno di diversità, che del fratello con dodici anni in meno, la madre che deve ripensare a tutto e ripartire da capo per un viaggio non solo interiore, ma di umile accettazione di sbagli, anche in buona fede...ma sempre sbaglia sono!

Chiedo a mio figlio che non perda il contatto vero con i fratelli, che poi lo accompagneranno tutta la vita, che hanno i ricordi, i suoi stessi primi ricordi, che hanno avuto le stesse possibilità e difficoltà, ma in anni diversi, anche lui ne ha a distanza di otto, undici anni.

Essere fratelli e sorelle, quest'anima sororale che c'è in me è stata troppo rivolta al piccolo perduto dopo sei giorni, al senso di colpa per essere stata io a togliere energia a mia madre in quella gravidanza, io che mi sento in colpa di esistere al posto di chi avrebbe risolto la vita ai miei genitori: un lutto che non avrebbe segnato mia madre, il figlio maschio in un'azienda al momento giusto.

Sono stata troppo presa da questa anima sororale piena di sensi di colpa, di confronto con un angelo perfetto, mentre a me sembra di vivere solo per sbagliare...

Voglio essere d'ora in poi più la sorella di Fabrizio, che la sua "seconda mamma" come mi dicevano di essere appena nato per accudirlo!

Per questo faccio gli auguri a lui di buon compleanno e buon inizio di una vita più sua e a me gli auguri di saper distinguere i ruoli: di madre, di sorella, di figlia!


venerdì 28 gennaio 2022

E' sparita la fata dei libri: Cristina Tartaglino

 Ci sono ancora le fate dei libri, ragazze che fin da piccole, alle elementari mettono in imbarazzo i genitori artigiani o commercianti, con domande di letteratura e chiedono "mamma, parlami di Dante"! E questo Dante per la mamma era forse il barbiere, o un vicino di casa. Una bambina precoce negli interessi culturali, un tempo avrebbero sospettato che fosse una "masca" una "strega", come si dice da noi nel Monferrato piemontese. 

Ne sentii parlare fin da piccola, come una delle prime allieve di mia madre maestra e invidiavo il suo precoce interesse per la lettura.

Credo che in paese, a parte me, sia stata l'unica a scegliere di studiare Filosofia: in un ambiente contadino, di commercianti, impresari è una scelta atipica, da persone che non si inseriscono nella realtà.  Lei scelse di essere la bibliotecaria della Città di Nizza Monferrato, in provincia di Asti ora biblioteca "U. Eco", nella sede principale.

Consigliava libri a giovani e timidi studenti, che magari in classe non avrebbero osato chiedere al professore per non essere derisi dai compagni, o proprio perché lei aveva un fluido magico che trasmetteva al lettore, lo conduceva al libro giusto, come una sensitiva della lettura, degli autori, ma anche dei lettori che incontrava.

Ci sono persone speciali, che credi eterne; di Cristina, forse senza mai averla incontrata di persona, ho come un mito: i miti non si incontrano, di loro si sente parlare da persone diverse, in momenti della vita che non hanno nessun contatto l'uno con l'altro. Si tratta di pezzi di tradizione orale, come per i miti del passato.

Poteva essere una ninfa, nata in una paese agricolo per sfuggire ad una sorte malvagia, ma poi attirata verso il suo destino di studi, di libri, di riflessioni filosofiche, anche esoteriche, per quella necessità che è dentro di noi.

Qualunque sia stata la sua scelta credo sia stata sempre molto coerente e caparbia, una linea retta, per quel che può essere retta la linea di uomini che vivono su una terra sferica!

Ti immagino in un paradiso di libri e di scrittori.... il Paradiso che mi piace immaginare esista, oltre tutti i cari che abbiamo conosciuto, anche Dante il barbiere, che comunque sarà stato fiero di portare quel nome.

Grazie a chi legge...., anche solo visualizza

 Non so se visualizzazioni sono anche letture frammentarie, anche solo un controllo che una persona da qualche parte del mondo continui a scrivere, senza conoscere i suoi lettori, scriva, perché è il suo modo di respirare.

Non ho ringraziato ancora in questi due anni, quasi di blog, e in quest'ultimo mese in particolare intenso, anche per le mie riflessioni. Volevo che ci fossero rubriche tematiche, recensioni di libri, di fatti quotidiani, mondiali e europei, ma non sono un'opinionista, non una giornalista.... sono una che scrive romanzi, poesie, racconti, su un fiore, le basta per inventarsi una trama, ma quando ha una trama complicatissima si blocca... non le interessano i fatti e i misfatti, ma le menti che li hanno creati e allora tutto sfugge, può diventare noioso per i lettori.

Ma di fatti.... sono già piene le vostre vite, le vite dei Big, ci sono i Gossip, per i più colti i libri storici su personaggi ed epoche anche su questa che stiamo vivendo....la Pandemia.

Non avete bisogno di me, una madre, un'insegnante, una donna, una figlia, un'Italiana che vi dia altre opinioni.

Io vorrei darvi il Silenzio di una parola che non c'entra nulla con il presente, con l'immediato, con ciò che serve oggi e serve domani, una parola inutile, come la bellezza, come un fiore: non cambia il mondo se non c'è: eppure lui c'è e fa il suo dovere di fiore, se le condizioni metereologiche glielo permettono: fiorisce.

Ecco questi due anni sono pensieri inutili come un fiore che può non esserci, non cambia nulla che ci sia ma c'è.

PEr questo ringrazio chi ha anche solo visualizzato questi post, come se avesse scorto questo fiore, che poteva non esserci, ma c'è, caparbio e solitario, non in un'aiuola, in fila, nessun giardiniere lo ha piantato, seminato; è nato così, per sbaglio, per caso, per necessità.

"L'Essere è" e in qualche modo dobbiamo accettarlo, se non spiegarlo, ma il non Essere, non è solo puro Non essere, è l'ombra, la possibilità che non è arrivata alla realtà, come diceva Hegel (solo il Reale è razionale e il razionale è reale). Solo che poi ha preso preso l'irrazionalismo del '900...

Ma a parte Hegel, il non essere è secondo me tutto ciò che poteva essere quel fiore (chi lo poteva coltivare, dove, vicino a quale fiore, per chi farlo crescere, a chi donarlo...)

Ecco, grazie a chi ha anche solo visualizzato in tante parti diverse del mondo questo blog, senza leggere, magari, solo per controllare che quel fiore fosse ancora lì a lasciare un segno di sé.

Grazie.

Mai inflazionare le manifestazioni di dolore

 Al lupo, al lupo.... poi non ti credono più!

Se da bambino il lupo era anche solo l'ombra che si creava in camera con il raggio della luna o della luce che non volevi mai spegnere, se il lupo e la paura erano il tuono o le mezz'ore in cui non ti venivano a prendere i genitori sempre in ritardo e ti sentivi abbandonato, un dolore per una caduta, per un'offesa dei compagni, una sgridata degli insegnanti... ecco che poi la vita ti chiude porte in faccia e non ti chiede scusa, le persone ti abbandonano ed è sempre colpa tua del tuo carattere, del fatto che non sei mai felice con loro e ti porti quella scia di tristezza che rovina sempre tutto.

Quando hai veri motivi, alzano le spalle, tanto soffrivi già, come un asino che raglia per il peso, si può ancora caricare, tanto raglia ugualmente....

Che poi fossero motivi veri....gli anni lo sanno e persone che non ci sono, molto spesso, più. 

Nessuno più ti ascolta, non valgono le tue lacrime nemmeno se fossimo nel deserto e fosse l'unica sorgente d'acqua....

Allora raccogliti in te, non dispensare più consigli, neppure spiega più perché soffri o senti la mancanza di qualcuno, chi ti ha fatto del male pensalo ridicolo come insegnavano nel film di Harry Potter e ridi del tuo nemico ridicolizzato... anche senza bacchetta magica si può fare.

Rispondi a tutti che stai bene, benissimo, mai stata meglio.

Chiudi come in uno scrigno le pietre preziose che sono i tuoi giorni, tutti, che siano stati belli, gioiosi o tragici... spensierati o disperati sono stati la tua vita, sono stati Te! amali con quel sì di cui è capace l'oltre uomo di Nietzsche, l'eterno ritorno dell'identico, dal 3 giugno 1971 a oggi.

Sei pronta a dire sì a tutto anche a quello che sai che non dovevi fare, che non era la strada giusta....

Sei pronta ad amare chi ti odia senza sentire dolore e a non volere che sia diversamente, senza muovere un dito per cambiare nulla?

Necessità ed eterno ritorno, un serpente che si arrotola su se stesso....

Sei disposta e dire sì a tutto?

Pensaci prima di scriverlo.

Ma pensaci e non sprecare più, mai più i tuoi sentimenti, non inflazionare il dolore, che verrà disprezzato e negato proprio quando è più vero e insuperabile, di una verità oggettiva che se ne potessi parlare tutti capirebbero che è dolore.

Ma tu hai dolori di cui non si può parlare....per questo il ricatto dura e durerà per sempre: la tua vita è incredibile, le trame dei romanzi hanno una coerenza che la tua vita non ha, nessuno leggerebbe la tua vera biografia.

Quando saprai dire di Sì all'eterno ritorno dell'identico, senza fermare la moviola, faccelo sapere...lettore.

Per quel che mi riguarda mi sto approssimando a farlo, perché ciò che mi è rimasto sono i miei giorni, vissuti, ero io comunque e non mi voglio buttare via, neanche nello sbaglio. Sono io e alla fine sono disposta a dire di sì a tutto ciò che ho avuto fin da piccola, a ciò che ho perduto, fino all'altro giorno....

Tutto questo sono io, con i miei ricordi, i giorni belli e quelli terribili.

Non posso togliere nulla senza mentire, senza barare.

Sì, dico sì a tutto, non senza giudicare l'errore dal successo, il male dal bene, l'amore, dalla fuga per solitudine e disperazione, la passione per lo studio e la necessità di lavorare, ma tutto ciò sono io.

E voi? 

Avete la forza di dire Sì al ritorno dell'identico della vostra vista, giorno per giorno, senza cambiare nulla, neanche un bacio, un pugno, uno schiaffo, un matrimonio, un divorzio, una malattia o un figlio che vi odia...ma che voi continuate ad amare?

giovedì 27 gennaio 2022

Memoria: "Mnemosune" e Zeus sono i genitori delle nove Muse che ispirano le arti

 La Memoria si è congiunta al Padre degli dei per generare le Muse, che, invocate ispirano gli artisti, i poeti, gli scrittori: creaimo in questa Giornata della Memoria, come nei 365 giorni che,  a ben cercare nei secoli e nei millenni,  racchiudono la Memoria di un personaggio storico, di un evento collettivo, di una scoperta, di una battaglia vinta o perduta, di una Nazione o di uno Stato che nascono o spariscono dalla carta geografica politica.... di muri innalzati e di muri abbattuti, di stragi o di trattati di pace epocali, di diritti civili che resteranno inviolabili e di diritti ancora da far rispettare con vittime che combattono per essi chiusi in carceri e sotto tortura.... Ecco  la Memoria dei Greci, con le sue nove figlie  ( e non sapeva che sarebbe nata Fotografia, Cinema, video arte.....), ci spinge a essere creativi nel ricordare: non la "ricordanza" intima di Leopardi, del tutto soggettiva, dolce e struggente, che rende dolce anche il dolore passato, se si è ancora giovani per sperare nel futuro....

Questa e tutte le altre giornate della Memoria, del Ricordo, dovrebbero anche produrre idee, senza indagare sullo status artistico del prodotto, soprattutto se si tratta di studenti delle scuole primarie, secondarie di primo o secondo grado.... Prima del giudizio, venga l'ispirazione della memoria, l'affidarsi empaticamente al ricordo di qualunque fatto, personaggio, anche quando studiano semplicemente storia: si parla di guerre, saccheggi e pestilenze, di sommosse e rivoluzioni, di gravi ingiustizie sociali e culturali e le leggiamo come fossero lettera morta.

Ogni giorno, per ogni pagina del presente, come del passato, dovremmo farci creativamente ispirare dalla Musa (anche fotografia, cinema e video) che più ci è vicina per fermare quel personaggio, quel ricordo con un segno nostro, un aforisma, un disegno, una foto ritoccata ad arte, riattualizzata....

Insomma: Memoria ha generato le 9 Muse e nei secoli sono aumentate.

Per ricordare bisogna farsi ispirare e creare nel nostro piccolo il volto dell'ebreo nel campo di sterminio, come del bambino nel gulag o con un fucile a tracolla ancora oggi....oppure scrivere un testo teatrale atto unico, una poesia , un racconto...  e se non piace ai professori.... sfidiamoli a fare di meglio, nel loro settore!

Ricordare è creare: La Memoria ha generato le Muse sono  ispiratrici, non di una lapide su cui scrivere nomi e date, come a volte si pensa che a scuola si debbano studiare gli autori, o gli avvenimenti storici.


La Memoria storica è creativa e noi studiamo persone che in altri luoghi e altri tempi sono stati vivi come noi e questo dolore per il loro dolore sofferto può  anche essere insopportabile, soprattutto in giovane età, respingente, e in epoca di pandemia e difficoltà siamo tutti esausti.... Forse vorremmo credere che il documentario o il film che ci mostrano nel giorno della Memoria sia solo uno dei tanti film d'invenzione, invece dobbiamo accettare che è verità, vita, carne ossa e sangue, gli stessi elementi di cui siamo stati fatti noi.

Per questo, ricordare che Mnemosune ha generato le Muse ispiratrici dell'arte, significa pensare che chi ricorda crea, non rimane passivo di fronte ad una lettura, ad un film , ad una conferenza. Anche i minuti di silenzio possono diventare fiumi in piena di idee dei nostri giovani che oggi a scuola celebrano, come in altre occasioni, il giorno della Memoria.

Ragazzi ricordate, poi create, ispiratevi alla vostra Musa!


Giorno della Memoria

 

27/01/2022



Proprio oggi che è il giorno della Memoria dell’Olocausto, mi permetto di ricordare i primi Ebrei, vittime delle stragi naziste sul Lago Maggiore, a Meina, Stresa, Baveno, ma anche a Intra…

 Il bel film “Hotel Meina” racconta i fatti e li rende terribilmente vicini agli occhi di ragazzi e di adulti.

Ci sono poi pubblicazioni e testimonianze dirette sull'argomento, su cui mi ero documentata anni da per un mio romanzo, "l'uomo della Palude"

Mai dimenticare il passato, ma anche essere convinti che il male non può assumere le stesse forme, altrimenti sarebbe presto riconosciuto.

Ricordare il passato, sapendo che olocausti, stragi, umiliazioni continuano ancora nel nostro mondo e noi a volte ci sentiamo a posto già solo per il ricordare in una giornata speciale quei dolori….

Certo, molto importante, ma quanti dolori sommersi, 365 giorni e forse anche 366 non bastano per avere ciascuno una data di dolore, di olocausto, di male da scongiurare…. Come ci sono troppi santi per il calendario, purtroppo ci sono troppo eventi e atteggiamenti di malvagità da ricordare. 

I giorni non basterebbero…. Per fortuna lasciamo qualche giorno di festa….di gioia, 

Ma la memoria del dolore la capisce e la può avere  davvero chi purtroppo ha dei grandi dolori nella propria vita… quindi mi auguro che siano in pochi a capire veramente, perché vuol dire che hanno ancora sofferto poco nella loro vita.

Così i giorni della Memoria, nelle istituzioni pubbliche e a scuola rendono viva una coscienza civile, che per alcuni raggiunge l'empatia, la compassione, il coinvolgimento, ma non è il caso. Meglio ricordare con razionalità e fermezza, perché mai più e in nessun luogo della terra capiti ciò che è già capitato.

Il Male è più inspiegabile del bene, credo anche per gli Storici, i Filosofi, gli Psicologi, sia quando è il male compiuto da un singolo, come negli omicidi, nelle violenze, negli abusi, nei reati in genere, che di massa.

Il Male mette in discussione Dio e  solo l'uomo e per questo ci imbarazza, come il Bene lo glorifica e lo dimostra...il Male è un problema anche teologico e non solo storico. 

martedì 25 gennaio 2022

L'inizio della storia.... sembrava una scherzo di carnevale....: Coronavirus

quando due anni fa i bambini non sono più rientrati dalle vacanze di 
Carnevale, sembrava uno scherzo, anche piacevole, di carnevale, un prudenza che in   nulla avrebbe intaccato la didattica.... poi le notizie a spizzichi , di settimana in settimana, e i colori delle regioni, i provvedimenti, i coprifuochi, le strade deserte come se attendessimo un'invasione aliena....

 A te, figlio mio, la didattica a distanza con l'università di Milano non dispiaceva: io feci mettere il modem, ti comprai il computer con la ram per il disegno tecnico e tutto sembrava funzionare.... chiusi in un bunquer, ma io te questo abbiamo in comunque, che stiamo bene chiusi, isolati, nel silenzio e forse anche al buio con le finestre sprangate.... come lo insegnarono a me da piccola, per vari motivi i miei nonni , così i primi anni di vita eravamo a Montegrosso in un continuo crepuscolo nella mia casa nel centro storico, il campanello faceva sussultare me e te....all'unisono. 

Eravamo due cuori di passeri spaventati su un nido, aspettando il ritorno di tuo padre, la sera tardi...stavamo abbracciati i primi mesi, nel letto della prozia, quello in noce, che ora non c'è più solo l'armadio e i comodini, il latte... io ne avevo per due e tu... minuto crescevi in quell'odore di vaniglia di cui tutta la stanza sapeva. Quando poi andai a scuola, ti comprai un libro sugli animali e tu li conoscevi tutti, già a sei mesi e i numeri a diciottto mesi , quando non riusci a finire l'anno alle medie statali, ma l'anno di prova sì, ecco che  erano il nostro passatempo.

Riccio biondo, paffuto, ti intromettevi sempre quando la sera arrivava papà e parlava della sua giornata: volevi essere al centro dell'attenzione....due anni fa questo Covid entrò prima nelle nostre teste che nel sangue, ma già prima tutto era cambiato e vorrei sapere da quando.

La Pandemia mi mette sul piano degli altri: con le stesse ansie, le preoccupazioni per tutti i meiei cari oltre che per me malata, mi fa sentire accomunata ad un planetario dolore, ad un'ansia che ci tira per i capelli da due anni, in tutti i modi: la salute, le relazioni sociali e familiari, l'economia, le persone abbandonate al loro destino se non rientrano in categorie precise.

Noi siamo già dei privilegiati.... 

Posso così nascondere il mio dolore per te come un tempo le zingare sotto gonne colorate, il pollo che avevano rubato da un pollaio.

Sotto la gonna variopinta del mio dolore ci se tu, ma non se ne accorge nessuno....

L'emergenza Covid dà delle priorità.

Perderti è stata la mia grande sconfitta di donna e di madre, se vuoi anche di insegnante.

Ora sono malata anche io...sono la zingara di un tempo che nasconde il pollo che le si agita sotto le gonne, ma io a questo dolore.... non posso tirare il collo. 

Posso sperare solo che un giorno....


lunedì 24 gennaio 2022

Covid 19 : deponi la tua corona!

 Lo sfacelo globalizzante di un virus, l'insicurezza nei gesti più comuni e italiani, (stringere la mano per un saluto, per un'intesa, baciare chi si ama e persino dare uno schiaffo a chi fa l'impertinente... )quelle che erano manie di isolati ipocondriaci nel lavarsi le mani, nell'evitare contatti, un film di Jack Nicholson, ora sono le prescrizioni quotidiane. In più siamo vaccinati alla seconda terza dose. Sperimentiamo questo farmaco...In "Qualcosa è cambiato" il protagonista migliora lentamente dalle sue idiosincrasie, noi le stiamo peggiorando; dalla mascherina chirurgica alla FFP2 o P3, detergenti sempre a portata di mano, green pass, grenn pass  rafforzato, tamponi...paura di condividere anche una biro se non c'è subito l'igienizzante e siamo plurivaccinati o già abbiamo superato la malattia.... 

La paura dell'altro che deve stare a distanza "buccale" di un metro, ora due, non si può mangiare uno di fronte all'altro a scuola, se non a due metri.... e non si può passare nulla, nemmeno il foglietto con il suggerimento, i cellulari sequestrati.... i docenti comunque malati.... e questo solo per chi come genitori, nonno, insegnante, personale scolastico, vicino di casa conosce le vicende del mondo della scuola! Poi ci sono i trasporti, le regole per i ristoranti e i bar, i negozi....

Ci ha messi in ginocchio emotivamente, oltre che dal punto di vista sanitario, economico, affettivo, per le perdite, per l'ansia verso le persone che amiamo, ansia che certo non fa che ingigantire la paura.

Le paranoie degli ipocondriaci, degli igienisti sono nulla rispetto a queste regole implacabili, ma in costante cambiamento.... un green pass che doveva durare un anno ,,, al terzo mese non protegge più.

Ci vuole un rito tribale, rispetto a questo totem, un rito espiatorio, come nelle antiche tragedie si cercava il colpevole, il capro espiatorio che aveva costretto tutta la sua comunità a soffrire per le sue, anche inconsapevoli, malefatte.

Un Edipo innocenti, che si "accechi" per aver commesso i misfatti che ha compiuto proprio volendo evitare il funesto vaticinio.....

Siamo stanchi ...due anni sono tanti per un nemico così invisibile, che ci ronza sul capo più silenzioso delle zanzare estive, ma che ci condiziona, come un dio che vuole rituali, abluzioni, purificazioni.

Una divinità globalizzata e globalizzante, un Leviatano asettico, igienista, anafettivo, pretende che tutti pratichino la stessa liturgia e non con grandi risultati, perché ci troviamo malati....nonostante tutti i riti.

Hobbes forse non sarebbe arrivato a tanto, il suo Leviatano....faceva paura, ma quando nel Seicento ancora l'ignoranza purtroppo era di massa, l'educazione non passava attraverso la scuola.... e non c'era neppure ancora stata la modernizzazione dell'Illuminismo.

Siamo stanchi di questo assolutismo neppure illuminato: abbiamo bisogno di vivere e si sa la vita ha i suoi rischi, ma lasciatecela vivere, senza colpevolizzare chi vuole vivere anche un giorno da Leone e non cento da pecora.

Eppure al sistema servono le pecore vive e dei Leoni che si lasciassero anche morire per orgoglio non importa più a nessuno.

Non è un'età di eroi, di proteste, siamo stanchi e abbiamo bisogno di portare a casa il nostro chicco di grano, non possiamo cantare come le cicale.... anche se non le lascerei mai fuori dalla porta!


Un brivido e un ricordo

 Ci sono brividi di febbre, di paura, di emozioni, di debolezza.

C'è chi come me ha la certezza che solo raccontando tutta la verità, quella che non chiedono nei Tribunali, ma sotto le lenzuola, quando le rimbocchi ai tuoi figli.... ecco la verità del giudizio di re Salomone, che si rinunci il figlio, piuttosto che averne una metà....

Un brivido è ricordare che a quaranta giorni i tuoi nonni erano preoccupati che non alzavi ancora la testa da solo e pensavano fossi celebroleso e tuo padre me lo disse la sera, quando non potevo chiamare nessun medico, una notte d'inferno, mentre lui si era scaricato di un peso.... uno dei tanti rimproveri dei suoi....

Invece quel collo reggeva una testa intelligentissima, e la mia paura era solo di non aver capito in tempo.

Ci sono brividi che fanno svenire, come quando ti chiesi di prendere un libro degli animali, che avevamo alla casa dei nonni e tu classificatorio come eri già a tre anni potevi anche ricordare.... desmosontide che era un vampiro.... svenisti.....

Un brivido è ad ogni temporale pensare se quel bambino ha ancora paura come se cascasse il mondo.... ti ho troppo abituato ai primi mesi nella casa chiusa, al buio.... il mio buio e tu poi alla luce e agli estranei gridavi come fossero selvaggi, o noi selvaggi e il medico con la barba lo aspettavi con il fucile, come lo zio di tuo padre.... che imbarazzo con i nonni il tuo pianto con quello zio tanto amato dalla tua nonna paterna....

Il giardino era bello e profumato, c'era anche l'amaca e tuo nonno aveva improvvisato giostrine da bambini.... ma     quando ti disse che il "tempo passa" non ci volevi più andare.... con il terrore di morire, come se il tempo passasse solo dalla casa dei nonni.

Ipersensibile, molto intelligente, forse per non soffrire hai scelto la strada giusta.

Ti voglio bene, anche se i ricordi di te sono come pietre che mi linciano, la anche se mi linciassi a morte, ti vorrei sempre bene, sempre e per sempre, fino all'ultima goccia di sangue che mi rimane.....

Riposa tranquillo.

L'isola e il mare opere di Roberto Sironi e scritti miei (sirena) e suoi (marinaio)

https://play.google.com/.../details/Roberto_Sironi_BLEU... 

Le risposte degli altri....e il mio sguardo da lontano (lettera ad un figlio)

 Arriveranno anche quelle, come schiaffi in faccia, come carezze o come baci, come abbracci pieni di comprensione oppure come sguardi pieni di disprezzo.

Le ho provate tutte e tutte mi hanno fatto sia male che bene, comunque mi hanno cambiata.

Combinazione questi di anni di pandemia Covid 19 sono stati anni di avvicinamenti e allontanamenti sentimentali, familiari, amicali, emotivi, di riavvicinamento, di incontri inaspettati di gentilezza in un nuova scuola, proprio quando mi aspettavo di essere ancora castigata per la mia ricerca di un luogo in cui sentirmi a casa, anche come insegnante.... non ci speravo più.

Sono una "scorticata viva" : senza pelle, come quando mi sono bruciata il braccio con il brodo a sette anni: la maglia di lana ha cotto la parte più alta, che per difesa è ricresciuta come una pelle dura, una macchia di vergogna, come se fossi timbrata a vita....

Scorticata viva vuol dire che non ho pelle come sul braccio destro nel 1978 a sette anni: sfiorarmi può essere dolore anche se è amore.... a volte l'amore mi fa più male dell'indifferenza, che non vede il mio dolore e non mi fa sentire un peso, una disgrazia, qualcosa di brutto, come il mio braccio scoperto al mare, che cercavo di coprire con la mano.... perché i bambini non mi prendessero in giro, le signore non mi chiedessero se era una vaccinazione antivaiolosa venuta male, la mia tremenda cugina non mi dicesse: "che schifo"!

Ecco sono stata assolutamente in balia delle parole degli altri, di quelle negative, perché quelle positive le ritengo frutto di compassione, se non di scherno, di compatimento.

Una presenza che è come Edipo che contamina Tebe e non sa cosa ha fatto di male, anzi, il male che ha fatto era proprio per sfuggire il suo oracolo.....

Solo chi si sente una presenza contaminante nella vita degli altri e ha paura che a questi che si affezionano e sono gentili capiti qualcosa di male può capire cosa dico....


Ora il figlio lontano è protetto dalla mia lontananza e il mio amore per lui.... che lo segue da lontano , non può più fargli alcun male,

domenica 23 gennaio 2022

Tutto mi sfugge, nulla controllo, nulla aspetto, accetto (Lettera ad un figlio)

 Evidentemente aver superato la cinquantina è un giro di boa che cambia la visuale: mi accorgo che nella mia vita là dove mi sono più impegnata, dove ho esercitato più la volontà ho fallito, e i Filosofi che ho studiato mi dovevano ben aver insegnato che la volontà deve seguire il raziocinio, la senza tenza del ragionamento cartesiano, l'idea chiara e distinta.... che forse mi è sempre mancata su tutto, come una miopia anche mentale, per cui i quadri degli impressionisti non sono una tecnica, ma ciò che vedrei realmente senza lenti. I quadri degli impressionisti senza linee precise sono la mia realtà mentale, emotiva, esistenziale, non una nuova tecnica,

Così ho vissuto cinquant'anni, miope, astigmatica e ora anche presbite, per cui non vedo bene con nessun tipo di lente.... le multifocali sono troppo care per me.

Quindi con questa miopia, astigmatismo, presbiopia mentale e sentimentale ho vissuto, sbagliando gli occhiali da indossare con le persone che avevo davanti, leggendo i loro gesti in modo confuso, reagendo  in modo approssimativo, deludendo gli altri o rimanendo delusa....

Non controllo nulla della mia vita, da sempre, anche quando ho detto sì, ho detto, no c'era qualcosa di esorbitante, di esterno che preveniva qualunque decisione e non si mostrava, come il fantasma del castello.....

Nulla aspetto, accetto  che il Padrone alla fine della mia giornata di lavoro mi dia qualcosa oppure anche niente.

La giornata di lavoro comunque l'ho vissuta: ho studiato tra Pisa Parigi, Torino, Napoli, La Scuola Normale di Pisa e l'Ecole Nomale, la Sorbona e le conferenze, ho scritto.... quando mi sembrava importante farlo, ho avuto quattro figli, che ho amato come se ciascuno fosse un figlio unico e in pericolo sempre....  La mia famiglia d'origine e i miei antenati, da ambo i rami famigliari, tanti parenti li sento come i Lari e i Penati dei Romani.

Chiedo scusa dei miei errori e dei miei innumerevoli difetti e se qualcuno ancora mi resta amico, mi dà il suo affetto, ringrazio come chi guarda l'ultimo tramonto immeritato e se lo gode ancor di più

sabato 22 gennaio 2022

Siamo figli dell'Illuminismo e nipoti del Romanticismo: forse questo è post moderno negli anni del Covid 19

 Sono ormai due anni che viviamo in questa emergenza sanitaria, economica, sociale, emotiva, esistenziale, in cui i rapporti umani sono a rischio e quasi c'è la caccia all'untore, cercando di tracciare da chi possiamo essere stati contagiati...Ci si può anche vergognare, sentire isolati, se pur pluri vaccinati ad essere malati, oppure finalmente sapere che quella spada di Damocle da due anni sulla testa ora l'abbiamo al fianco e fa male, ma è reale, non un sospetto, un'ansia di controllo continuo.

Le procedure sono complicate, a volte sembrano più complicate del male che se non hai gravi patologie e sei giovane, come i miei studenti, devi affrontare, le persone con cui hai avuto contatto le senti un po' come vittime della tua imprudenza, in realtà del tuo amore. Già scegliamo il minimo di persone essenziali con cui stare e con dolore non ne vediamo altre perché sarebbe fatale danneggiarle...

In questa ristrettezza affettiva, in cui anche un abbraccio di una madre ad un figlio o di un figlio ad una madre può essere pericoloso se la classe del figlio o della figlia è in DAD totalmente, se ci sono casi sul posto di lavoro dei genitori.... ecco che quel lato umano, quasi animalesco dell'abbraccio, della vicinanza, del condividere viene messo a repentaglio.

Siamo angosciati dalla paura di contagiare, di essere trasformati, anche se con due o tre dosi di farmaco sperimentale nelle vene, in untori...

Illuminismo è alla fine credere che il progresso scientifico migliorerebbe il la vita delle persone e ancora con il Positivismo dell'Ottocento, abbiamo bisogno anche del Romanticismo, delle passioni forti, che ci possa aiutare a pensare all'Infinito, alla Natura, alla Storia, alla "Ginestra di Leopardi": se la Natura è matrigna e non si occupa dei suoi figli, almeno non danneggiamoci tra noi uomini, troviamo una solidarietà vera nel dolore, nella mancanza di denaro per mantenere la vita di prima, per avere una speranza per il dopo.

Questa sintesi di Illuminismo e Romanticismo, senza ideologie, eclettico, come voleva Diderot e spiegava nell'Enciclopedia: prendiamo quel che ci serve dal pensiero altrui per crearne uno nostro.

I dolori familiari di questi due anni di Covid19 sono superiori al Covid19... Ho visto le persone che mi sono state vicine nonostante tutto e quelle che sono sparite, non per il Covid!

C'è una pandemia emotiva ed esistenziale, sentimentale e affettiva che si è evidenziata tramite l'emergenza sanitaria...

Il senso di colpa di poter danneggiare qualcuno.... e il bisogno di quel qualcuno a volte entra in un conflitto tragico.

Però sia ancora bello avere persone di cui non puoi fare a meno nel rischio, persone che rischiano con te, spero solo non vengano punite per questo atto immenso di amore di e di generosità.


venerdì 21 gennaio 2022

Jacques le Fataliste di Diderot.... Lettera ad un figlio nato

 Ormai sono fatalista: dove metto impegno e volontà mi scivolano tra le mani i giorni come la sabbia asciutta....dove non cerco nulla, presso c'è la soluzione.

Mi sento su una zattera, in balia dei venti,  non so dove sto andando, ma so benissimo da dove sono partita, ricordo tutti i naufragi, gli approdi in isole meravigliose, le baie e i fari che sembravano indicare la rotta.

Di vita ne ho vissuta, spostandomi con inquietudine, alla ricerca di un'emozione oppure di serenità, oscillando come il pendolo che cita Shopenhauer, tra il dolore e la noia, il piacere...

I legami e gli affetti famigliari sono stati le radici, il mio tronco lo studio fin da piccola, come ciò che sosteneva anche la mia solitudine e la mia malinconia e la fronda i miei figli! Tutti e quattro, tu per primo.

Ora sono fatalista: non mi propongo più nulla.... accadrà, non sogno, immagino che la mia vita alla fine non poteva essere che questa, con questi dolori e queste gioie. Sarei disposta all'eterno ritorno dell'identico e a dire sì alla necessità di Spinoza, Hegel, Nietzsche.... 

Che poi ciò che è sia ciò che dà serenità pace, gioia è altra cosa, ma io accetto tutto, perché non ho più la forza e neppure la presunzione di mettere tutto in discussione.

Cosa sono io.... un granello di sabbia, che il vento sposta, l'acqua si porta via e poi riporta, le persone calpestano o i bimbi usano per i loro castelli di sabbia, facendomi sentire utile... con me un0infinità di altri granelli.... non sono certo sola in questo ignoto essere e dover essere.

sabato 15 gennaio 2022

La forza dell'Amore (Lettera ad un figlio nato)

 Credo che l'Amore sia la forza più potente e credo di averlo sperimentato nel crogiuolo dei rimorsi, delle discussioni infinite, delle ripicche, degli abbandoni e dei ritorni più accorati della mia famiglia d'origine! 

Il legame con i miei genitori, i miei fratelli (uno vissuto solo sei giorni, ma, non per questo, per me di meno   una presenza e un confronto: lui la perfezione della purezza, io l'errore quotidiano, l'inadeguatezza, la delusione per le persone che amo e vorrei felici, ma non sono mai bastata....).

 Ecco questo legame con i miei antenati, le sorelle di mia nonna, i bisnonni che sono i protagonisti de "Il Ballo dell'uva", tutto ciò mi fa pensare che io sia quasi ossessionata da un Amore atavico per le  mie origini, legato ai consanguinei, come nelle tragedie greche: io appartengo ad una stirpe e poi c'è  il lato materno oltre a quello paterno. Mi sembra di avere tutti che vivono in me, che mi cercano per dare vita alle loro storie alle loro sofferenze.

L'Amore nella famiglia, è stato e ed è ancora così contrastante, controverso, un "odi et amo" non rivolto all'amante, come Catullo all'infedele Clodia, ma da parte del fratello alla sorella, del padre al figlio,  tra sorelle, tra cugini..., madre e figli....

Un amore e una storia che si nutrono nel contrasto eppure non è solo legame, è amore, è appartenenza, è indimenticabile consapevolezza che veniamo da lontano, almeno dall'ultima generazione di cui abbiamo sentito parlare: io sono nata cent'anni dopo la madre di mia nonna paterna... mio figlio cento dopo mio nonno paterno... Non credo per cultura nelle reincarnazioni, ma non le escludo, credo in queste presenze affettive, quelli che erano i Lari e i Penati per i Romani, e che arrivavano ancora più da lontano, dal  Troiano Enea.

Credo in un Amore .... che fa soffrire, che allontana in certi momenti, come un taglio di spada e l'ho provato sia con mio padre che con mia madre, l'ho visto tra mio padre e sua sorella...

Le vere storie d'Amore tragiche, passionali  le ho vissute o conosciute all'interno della famiglia, con quelle somiglianze che poi portano alla competizione, al confronto, al capire troppo e non va bene, ad un'empatia che distrugge, perché non si regge il dolore che si capisce.

L'altro, il marito, il compagno di vita,  la moglie, i cognati, le suocere.... i non consanguinei possono essere di ostacolo o di aiuto, ma non riescono a creare quell'odi et amo....

Forse la mia identità contadina, l'essere cresciuta nella casa che fu dei miei bisnonni e che lasciai solo a 39 anni, l'isolamento in una cascina nel verde, mi ha abituato ad una solitudine in cui la compagnia erano i miei pensieri, i miei giochi, recite in camera, già dai finali tragici....

I bambini con cui giocavo e litigavo i miei cugini, anche al mare, non facevamo amicizia con altri....

Gli altri che sono poi entrati tardi nella mia vita, come compagni di scuola alla medie, (nelle elementari ero sempre per cinque anni la figlia della maestra della classe, protetta.... non me ne accorgevo.), nelle superiori, ma soprattutto dagli anni dell'Università in poi sono stati sempre ...Altri

Le ferite degli altri, gli amori da ragazza sono stati di incontri che potevano essere o non essere. 

Necessari, struggenti, passionali i legami con i famigliari, i ricordi ancora brucianti dei miei nonni, dei loro contrasti, e ora con te, il figlio che riassume tutto.

Che riassume tutto l'Amore, che non siamo capaci di gestire.... che non sono capace di gestire e di esprimere.

venerdì 14 gennaio 2022

La forza della vita....un bulbo di ciclamino che si apre alla vita giorno dopo giorno (Lettera ad un figlio nato)

 Vorrei che tu fossi così come questo bulbo di ciclamino che quando lo ha acquistato la nonna giorni fa sembrava una insignificante cipolla... lo guardo e ogni giorno è più bello, un'infiorescenza, un grappolo di colori delicati.... poi cercheremo un vaso adatto.... ecco la cosa importante .... il luogo in cui lasciar crescere e nutrire la bellezza. Tu fosti subito un bambino bellissimo e di un'intelligenza fuori del comune.

Con te a due anni si parlava come ad un adulto e a diciotto mesi facevi già le operazioni entro il dieci...Perfetto nella bellezza del viso, nella magrezza addolcita dal sorriso, un sorriso che anche quando avevi il dente storto era bello....

Quel bulbo forse non l'ho saputo curare nel modo giusto, era già perfetto... cosa poteva rovinarlo?

La bellezza è la cosa più inutile: questo bulbo è bello e non sa per chi e perché, ma lo diventa ogni giorno ....Lo Spirito inconscio della filosofia idealista di Shelling.... la filosofia della natura!

Per lo spirito conscio che è l'uomo è tutto più difficile....

Fiorisci, anche lontano da me, ma fiorisci: lo devi alla vita, a te stesso, alla bellezza e all'intelligenza che non hai lasciato venir fuori, ma che hai nascosto.

Fiorisci, hai tutta la vita per farlo....ovunque lo farai, ma la certezza che ce la farai è in me, come so che non riuscirò a trascorrere un giorno senza pensare che le parole pesano troppo e a volte bisognerebbe tacere, anche se sembra la cosa migliore dire....

Non l'ho fatto... so che il fiore lontano farà quello che deve fare: fiorirà!

giovedì 13 gennaio 2022

La forza delle lacrime... (Lettera ad un figlio nato)

 Alla fine.... anche quelle finiscono! neppure ti basta l'umido degli occhi per le lenti a contatto, che sfregano sulla cornea...e ritornano le immagini, capovolte, di retine di sentimenti, che ormai sono conchiglie vuote del mare e le impronte dei tuoi piedini sulla sabbia di Tirrenia....

Giocavate tu e tuo fratello con bambini stranieri e finse...l'Italia a quel campionato di sole e di falsa spensieratezza. 

Quando hai finito di essere bambino , tu?

Quando ho finito di essere bambina , io? 

Tu mi odi eppure sono l'unica che può capire e per questo mi odi....

Non importa. Le lacrime sono salate, come il mare in cui voglio tornare, ne ho bisogno: non sono un pesce d'acqua dolce.

Una mamma di acqua salata.... ma senza coda, non sono una sirena divora uomini, sono una mamma divora sogni.... i miei, i tuoi, chissà.

Tu sei classificatorio, io ho una mia mnemotecnica emotiva: sei la parte di me che pulsa come se fosse la ferita al fianco aperta, quella di Prometeo.... l'aquila di Giove gli mangia il fegato che ricresce per un dolore eterno.

Ricresce e non si rimargina, ogni notte, si riapre la ferita, tra incubi e angoscia, me la tampono con la mano e mi trascino a vivere.... normalmente, come se normalmente fosse una parola di cui tu ed io conosciamo il significato.

Sii felice, io non ho più lacrime, ma legata a quella rupe caucasica, forse qualcuno un giorno saprà liberarmi o almeno darmi il conforto delle Oceanine...

Vale!

sabato 8 gennaio 2022

La forza del Silenzio

 La parola può ferire,  dividere, far innamorare, calmare, esasperare, portare speranza, rieducare, insegnare, ricordare e addirittura discolpare, accusare come assolvere in senso religioso e giuridico.

Il Silenzio è terribile!
Per questo hanno cercato di demitizzarlo "chi tace acconsente".

Me lo immagino come un Titano, un Atlante che regge sulle spalle il Mondo delle parole quotidiane e millenarie da quando l'homo erectus ha iniziato ad articolare qualcosa di significativo.

Il Silenzio che è come una montagna che non si lascia scavare con nessuna dinamite, che non puoi raggirare, non ci sono valichi e neppure terremoti emotivi.

Il Silenzio che inghiotte e che che sembra tanto simile alla morte che cerchiamo sempre di riempirlo con rumori, con parole, fraintendimenti pur di non stare imbarazzati a tacere, uno di fronte all'altro, o di fronte a noi stessi.

La parola scritta non è silenzio, ma urlo soffocato, un po' vigliacca, perché crede di non essere letta, lo spera, ma intanto.... qualcuno ha detto. Quel silenzio l'ha scalfito.

Ci sono Silenzi che gli anni hanno coperto di ragnatele così pesanti che sembrano cappotti e ci sono silenzi che non vuoi violare perché ne va della tua vita.

Abbiamo creato le parole e poi la scrittura, i rumori, anche la musica per sconfiggere il Silenzio, ma è più forte di noi, quando è dentro di noi e possiamo anche parlare, anche scrivere, anche spiegare per ore, ma noi sappiamo che in realtà questo è il più forte e intoccabile dei Silenzi, quello delle parole che coprono, della musica per non ascoltare, delle parole per distrarre...

Siamo tanto più colti quanto più lo evitiamo, sì con parole lette, scritte, con parole ascoltate, origliate dalla mente di chi ci sta accanto.

Neppure Dio ha sopportato il Silenzio e ha creato.

Quanto deve essere pesante, implacabile, giudicante, mortificante il Silenzio se la nostra società, ormai inquinata anche acusticamente, non può far a meno del rumore, ti deconcentri persino al supermercato e in un negozio sbagli a comparare ciò che volevi....


Il Silenzio: guardare e sapere di aver detto tutto, per un'ultima volta.... da questo Silenzio non si torna indietro, come Pollicino che ha sparso briciole di pane e i giorni glieli hanno beccate.

Da un Silenzio di due sguardi che si sono detti tutto nel Silenzio non si torna più indietro, non c'è via, neanche quella dell'amore, dei ricordi, delle abitudini.

Chi ha guardato il Silenzio negli occhi, una, due volte perde la voglia di parlare, di vivere, di essere ancora qualcosa. Tutta la sua energia l'ha data al Silenzio....il resto è solo perché lo credano ancora vivo.


venerdì 7 gennaio 2022

Il bambino impertinente: ve lo ricordate?

 In questa giravolta di personaggi e di titoli, di comparse e di ricomparse, eccolo lì, come se volesse proporsi lui come personaggio per lo scrittore negligente... così negligente che ha perso, forse, l'indice dei capitoli, ma chi li avrebbe mai seguiti? 

Il bambino impertinente è qui, con gli occhi di un furetto e ti chiede, scrittore da strapazzo che lo hai dimenticato: ma tu che vita vuoi per te?

C'è qualcuno che sappia attaccarvi così, guardandovi negli occhi, senza darvi tregua e il cellulare è sparito e non c'è nessuna via di fuga....

Lo scrittore già non vuol più scrivere, poi ha quella medusa che lo insegue e lui ci vede attraverso, come dei pensieri, poi si è ritagliato questo spazio sul blog, come se fosse molto più modesto che dichiarare di scrivere romanzi e poesie... ma al bambino impertinente, non ci aveva più pensato!

Lo ha inventato lui e poi lo lascia lì come uno dei tanti calzini spaiati, che non butta nella speranza di trovare il compagno....

La risposta ce l'ha..... scrivere, scrivere e scrivere, le storie più vere, più intime, più colte, più misteriose, storie che siano  davvero scritte con il sangue di chi le ha vissute!

Ti basta, impertinente di un bambino a cui non riesco a mentire: voglio smettere di scrivere eppure non ho mai sentito come ora che non so chi legge e cosa ne pensa, ma so che io esisto solo quando il mio mondo si placa e si racconta... vero, allegro, ridicolo, forse incredibile, doloroso e fastidioso, banale, quotidiano, eroico.

Tu bambino pertinente ora vattene e torna tra le pagine dove ti ho lasciato.

La verità te l'ho detta.

Ora lascia trovi il modo di nascondermela!

Perché lo scrittore e il personaggio non riescono a trovarsi?

 In questi mesi si sono cercati, nascosti, non volevano impegnarsi l'uno con l'altro: forse si sono traditi, lo scrittore dissipando il suo tempo in rivoli di scritti diversi, dai saggi, alle poesie alle traduzioni in latino, dando lezioni di greco....tanto per non incontrare faccia a faccia lui, il suo personaggio, che una volta lo avesse sentito suo non avrebbe potuto smettere di scrivere di lui.

Lo ha confuso con tanti altri personaggi, comparse, con racconti, lo ha depistato, volutamente allontanato da sé: continua a dire che non vuole più scrivere eppure quel personaggio, che non si sa chi sia è come un rimorso che non gli dà pace.

Soprattutto non sa chi sia, se sia un personaggio storico, del passato, del futuro, un personaggio di cui ha già letto, ma lui lo vuole riscrivere.... no... niente di tutto questo.

Niente biografie e men che mai autobiografie, non saggi specialistici su qualche scrittore, poeta o filosofo, nulla di religioso e nulla di ateo, né sacro, né profano.

Quindi la fine della scrittura di questo scrittore! Molesto a sé e ben poco agli altri.... per i lettori che lo seguono.

Allora cosa stiamo ancora a dire qui, a parlarne.

Non riescono a trovarsi, ma neppure a lasciarsi per sempre.... ci sono storie d'amore così, iniziate con uno sguardo, una domanda banale dalla risposta scontata che sono diventate grandi storie e poi sono lì, tra la vita e la morte, nessuno dei due riesce a dire basta per sempre, non ci vediamo più, intanto non si credono mia.

Così il nostro scrittore e il suo personaggio devono avere una grande storia, che non sanno neanche loro, che li unisce, anche se non sanno da dove sia cominciata e come cominciare.

Sarà la giornata degli addii: della madre al figlio che l'ha dimenticata, dello scrittore al personaggio che non vuole lasciarsi prendere dalle parole e lo scrittore non vuol più parlare, né scrivere. Forse dovrebbe cambiare arte.... oppure...morire.


giovedì 6 gennaio 2022

Non me parlerò più. (Lettera ad un figlio nato)

 Oggi 7 gennaio mi faccio questa promessa: non scriverò più a te, di te: come avevo cercato con il "cuore di plastica" di cui ho scritto e neanche quello ha funzionato (è esploso proprio a inizio scuola, forse vedendo tanti studenti, che mi ricordavano te..) non penserò più a te.... sei felice mi hai detto e soprattutto sei libero dall'affetto per me e da quella pena comporta, quando una persona sta male.

Sei libero, sono libera e siamo liberi, facciamo finta che sai stato un sogno di venti anni, una gravidanza isterica, immaginaria e la vita insieme uno dei miei romanzi.

Dovevo farlo da tempo, ma non ci sono riuscita.

Ora è finita. Non  posso sprecare sentimenti, disprezzarli e disprezzarmi mostrandoli.

Buon viaggio per la tua vita.... io sono solo stata un mezzo.


Lettera ad un figlio nato: venti anni insieme non sono facili da dimenticare, come non lo sono sei giorni di vita!

 Ci sono dolori tremendi per separazioni ineluttabili: mia madre perse un figlio di sei giorni, ma quel figlio è come noi altri due sopravvissuti, è con noi ad ogni Natale (16-23 1972) e sempre ogni giorno. E' lo zio dei miei figli, anche lui.

Quei sei giorni di vita sconvolsero la  vita  di mia madre, anche la mia, con la perdita, non voluta, una disgrazia forse in questi tempi non più possibili. Ho sempre pensato che era lui che doveva sopravvivere non io nata poco più di un anno prima, a togliere energie a mia madre. Lui avrebbe portato vanti l'azienda di mio padre, non avremmo perso tutto quello che avremmo perso e soprattutto lui, sarebbe vivo!

"Muore giovane chi è caro agli dei": questo mi consolò al liceo più che saperlo angelo in Paradiso. Lui fu caro agli dei....io a cinquant'anni penso proprio di essere odiosa a dei e uomini.

Difficile se non impossibile superare quel lutto per mia madre, ma anche il mio distacco da mio figlio, vivo e felice, fidanzato e studente universitario... a cui nulla manca.... certo è solo un egoismo il mio, faccio paragoni che non reggono....

Parlo, infatti, di un figlio che si allontanato, non è morto, ma venti anni insieme sono venti anni che non riesci a non sentire come un vuoto immenso a non vederlo ogni giorno, o almeno alcune volte....

Certo saperlo felice è il massimo che una madre possa aspettarsi...

Allora sarò felice come lui dice di essere felice. 

Posso solo condividere tanta felicità, autonomia, capacità di "tagliare" quel cordone ombelicale che tanto ci aveva allarmato quando nacque, come ci disse il medico, ... aveva una sola arteria, avrebbe potuto avere problemi cardiaci, renali.... Invece quel cordone così poco efficiente, che lo legava a me, lo avranno così in fretta reciso che io non mi sono neanche accorta a quale età l'ho perso....non vederlo da 15 mesi è solo l'"epifania", la manifestazione, del nostro male, della nostra lontananza che non si sa quale inizio abbia avuto. 

Non dovrei più scriverne eppure è per me l'unico modo per non pensare che sia morto, che posso parlarne e scrivere e che lui possa reagire e un giorno dire che sono tutte storie.... le mie storie di scrittrice e che a lui non andava solo di fare il personaggio, il protagonista o la comparsa.... tutto qui.

Forse non vuol solo che parli di lui, per questo da quindi mesi non lo vedo.... certo.... solo per questo ed io come una stupida lo rincorro con le parole

Epifania: significa manifestazione.....

 Epifania, festa religiosa, di una manifestazione ai sapienti dell'Oriente:....da quanto tempo la confondiamo con le calze delle befane, streghe buone che portano doni, in concorrenza con Babbo Natale.... ai miei tempi Gesù bambino....

In questo consumismo di doni, per cui già nei supermercati ci sono le chiacchiere o bugie di Carnevale, i vestiti e le maschere e a ridosso le colombe e le uova pasquali... (non hai ancora finito una festa che già si pensa non tanto ai giorni di vacanza, ma a cosa spendere e come in quei giorni....)ecco che bisognerebbe riflettere laicamente- perché religiosamente già lo fanno- sul significato filosofico di Epifania, questo mostrarsi (che non è solo quello del filosofo Heidegger...Verità che deriva da Aletheia, uscire dal nascondimento, e apparire....), ma il mostrarsi delle debolezze, delle falsità, delle menzogne, delle accuse infondate, delle ostilità senza senso, della propaganda....

L'Epifania non è solo quella del bambin Gesù ai sapienti, ma anche quella delle nostre miserie a noi stessi: perché se si aspetta solo la luce, si ricorda solo quella luce, pur senza rinnegarla non basta.

Non si tratta di confessare in segreto i peccati, ma di accettare che ci sia una pubblica Epifania di errori pubblici e privati, storici e letterari, culturali e tradizionali, dovuti al vivere in luoghi troppo chiusi come  le campagne o in luoghi troppo aperti come le città, le grandi città della moda, dell'industria, del potere, ma anche delle stragi.

Accettare la manifestazione di ciò che vediamo in questo 6 gennaio 2022  sarebbe la vera Epifania, per credenti e non credenti. I credenti di sicuro hanno già quella di 2022 anni fa, ma oggi.... non si manifesta davvero più nulla o forse, in altra forma, anche Dio per i credenti ci chiama a vedere e per i non credenti c'è comunque qualcosa che si manifesta più grande di noi e della cronaca giornaliera: ricordiamoci che la cronaca di oggi tra poco sarà Storia giudicata.... magari sempre con quei sessanta, settanta anni di distacco per non offendere...non colpire più nessuno, ma è Storia quella che viviamo e non solo quella che studiamo sui libri.

La facciamo noi. Epifania è vederla tutti i giorni!

martedì 4 gennaio 2022

"Lettera ad un figlio nato" : riuscire a cancellare i ricordi è possibile?

 Non credo sia possibile, dal primo gesto, dalla prima paura che diventava subito terrore per te, cancellare i bei ricordi di giochi al mare, oppure in quella che per voi (anche per il tuo fratellino) il nonno aveva trasformato in una vera fattoria: tra asini, faraone, vitelli, galline, anche pulcini nati in incubatrice. Uno mi ricordo lo tenevi in mano tu accanto al fratellino neonato nel seggiolino poggiato sul muretto del cortile, mentre la nostra cagnolina vegliava e vigilava che non piangesse.

La piscina che il nonno ti aveva fatto mettere in cortile, quelle che si montano e si smontano ed è già una cosa assurda pensarci, alte due metri, i giochi in quella casa che abbiamo perso, proprio come te, con tutti i ricordi fino al 2009! Come l'enorme albero di natale vero al centro del cortile addobbato con scale apposta.

Addirittura una volta non riuscivo ad andare al corso di aggiornamento ad Alba perché tu avevi gettato le chiavi nella cenere del camino che usavamo e non dicevi niente...

Poi ci sono i ricordi nella casa mia, non quella dei nonni, che tu non hai più voluto abitare dopo il 2006...

Ricordi degli altri fratelli nati e ricordi dell'addio, ma anche oggi è un ricordo di te che non vedo da 15 mesi.

Eppure vieni qui a salutare i fratelli che sono fratelli solo perché la madre sono io, non avete lo stesso padre e con questi tu tieni un legame. Perché?

So che non leggi e per questo scrivo senza problemi .

La Verità tra noi è accecante e meglio pensare ciascuno alla propria vita come se fossimo estranei e poi chissà....

I consigli degli altri a me non interessano: scrivere una lettera ad un figlio mai nato certo è dura, ma scrivere ad un figlio nato e che non vedi, che ti ha lascito come l'amante più odioso, per un'altra, per motivi di soldi, per noia, per vigliaccheria, perché non voleva riconoscere suo figlio.... così te ne sei andato, non come un figlio, ma come un uomo che lascia una donna da cui non ha più nulla da chiedere, di cui ha paura di richieste, della noia dei giorni che seguitano e ha tanto di meglio. Ma ha anche mantenuto un ìa educata comunicazione telefonica, finta, fasulla, per non avere il fastidio delle sue repliche, per non sentirla parlare, sei riuscito a parlare d'altro per mesi ... perché non mi insospettissi rispetto altri provvedimenti che tu, tuo padre e i tuoi nonni paterni stavate prendendo nei miei confronti.

Ma da quando hai iniziato ad odiarmi.... non so.... Dalla terza media, quando la tua prima vera menzogna è stata scoperta, con l'orario della fine dello scritto di italiano, per caso e tu candidamente hai mantenuto la parte di chi aveva appena finito, mentre per tuta disgrazia ti avevo visto due ore prima con il tuo amico... Da  Quando ho scoperto che fumavi  a quattordici anni e bastava dirlo, dalle bollette della Vodafone del tuo cellulare ed erano ben altre, imbarazzanti per l'operatore che cambiò il contratto.... 

Oppure prima ancora....Da sempre. Da quando non sei più stato figlio unico...., non so

Non lo so da quando hai iniziato ad odiarmi e facevi solo il conto delle convenienze economiche...

Non mi hai mai sorpresa in realtà e questo ti irritava molto, nei piccoli e nei grandi momenti: non mi ha mai sorpreso il tuo tradimento, il tuo odio, celato e forse questo ti costava tutto il nervosismo che avevi, anche quando perdevi alla play. Ero sempre lì ad aspettarmelo, anche l'ultima volta a Milano...o qui quando tu mi credevi altrove sono comparsa all'improvviso dopo aver sentito una tua frase sgradevole, proprio appena per telefono mi chiedevi come andavano i lavori nella casa di Asti.

Anche io sono stata costretta a fingere e bene!

Allora sai che faccio: ti chiedo scusa di esistere. Forse, come ti ho già scritto, bastava che morissi di parto e tu eri libero. Sinceramente scusa se ho continuato ad esistere dopo il 4 ottobre 2000

Scusa se sono sopravvissuta e se ho ancora accanto persone che vogliono che viva per loro, che si preoccupano per me.

Scusa se anche i miei studenti hanno gli occhi più limpidi dei tuoi anche quando li rimprovero.

Gli unici occhi e modi che non voglio più vedere tra i miei allievi sono i tuoi sguardi, i tuoi gesti melliflui, diplomatici, per non arrivare allo scontro fino a che non è il tuo momento. 

Tu stesso dicevi di essere un "manipolatore" e di saper far fare alle persone ciò che vuoi... e il tuo eroe nel "Trono di spade" era il saggio "Dito corto".

Ma sai sono tutti ricordi, ridicoli, dovrebbero essere come le foglie di un albero, tutte cadute a concimare la pianta per avere altre foglie e altri fiori in primavera.

Li ho scritti con questa intenzione: per liberare l'albero anche dall'ultima foglia.... perché la primavera torna e ci sono altre figlie e altri fiori, oltre tutto io ho altri tre figli e per ora le loro foglie e i loro fiori profumano ancora d'amore.



lunedì 3 gennaio 2022

Qualcosa da fare e molto da non fare più (da lo scrittore e il personaggio)

 4 gennaio 2022


Si sono incontrati da soli tre giorni e non si sono ancora detti nulla di importante, a parte le pulizie in casa, che servono a mantenere il contatto con la realtà oltre che con la pulizia. 

L'odore di antimuffa, acre, respirato senza mascherina, forse un po' tossico, li deve liberare da quelle letture, di cui entrambi sono saturi, non perché abbiano letto tutto quello che vorrebbero (per questo sperano l'eternità sia fornita di una biblioteca completa di tutto lo scibile e con tutti gli autori a cui chiedere notizie), ma perché ora entrambi sanno che vogliono essere una cosa diversa: il personaggio non vuole essere pensato, costruito, ideato, nei minimi particolari, non vuole essere immaginato secondo le teorie di Taine, "race", "milieu", "moment", non vuole essere l'oggetto di un romanzo sperimentale, ma vuole... Vivere, in autonomia, decidere lui quando incontrare lo scrittore. 

Lo scrittore poi non vuole più scrivere romanzi, neanche poesie e quindi è ben contento che prenda l'altro l'iniziativa, quasi lo sfida e ci spera: non avrà mai il coraggio di presentarsi e da vivo raccontarsi come uomo e non come personaggio. Che poi sia una donna o un uomo, un ragazzo o un bambino, che possa essere tutto contemporaneamente nel senso di poter essere autenticamente parti separate della sua esistenza, oppure sia un monolitica inscalfibile dal dubbio e dalla critica di uno scrittore e di un eventuale critico non si sa.

Diciamo che lo scrittore, non vuol più scrivere e solo se questo personaggio che aleggia come un fantasma, ma sa usare la candeggina e pulire i bagni.... avrà qualcosa da raccontare, da mostrare, lo ascolterà, senza ritocchi, senza elissi, sommarti, anelessi, prolessi, figure retoriche, antefatti, 

Lo vuole scrivere senza Teoria della Letteratura, senza le Poetiche di Aristotele che hanno creato i critici anche per i romanzi, che in origine, in quanto popolari erano un genere libero da regole, ma divenendo popolari, sono stati anche loro sistematizzati, irrigiditi.

Come ognuno è genitore del proprio figlio nel bene e nel male e non c'è teoria , così dovrebbe essere del proprio romanzo... oppure chiamiamola opera di cre-azione.

Lo stile vien da sé unico, come tutto il resto; un 'opera imprevedibile come la vita! 

Non so davvero se ce la faranno ad incontrarsi anche se hanno le stesse intenzioni: Vita e non Letteratura, istinto e non teoria letteraria, reminiscenze, echi e omaggi ad altri autori o luoghi.

Per ora su questo blog nato proprio all'inizio della pandemia, posso dire che si sono trovati questi due: il personaggio (chiamato così solo per semplificare) deve convincere uno scrittore che vuole smettere, che ha smesso il vizio della scrittura, lo deve...convincere a fare qualcosa di nuovo, semplicemente lo deve convincere a Vivere!

Perché non meno del personaggio, lo scrittore non sta vivendo, sta sopravvivendo per ragioni economiche e familiari, ma non sta vivendo, anche lui è una medusa a cui si vedono attraverso i pensieri, ma talmente urticante che nessuno più lo cerca a parte i parenti stretti ... forse meduse anche loro che sanno come abbracciarsi con i tentacoli....

Il personaggio non sta vivendo e non vuol essere paragonato ai personaggi in cerca d'autore di Pirandello: lui non è un personaggio più coerente e finito degli esseri umani con un terribile dramma, lui è un essere che aspetta la vita...la stessa del suo scrittore.

Ma prima magari cucineranno insieme, faranno le solite cose di tutti i giorni per affiatarsi, per accorgersi uno dell'altro, per non ricadere nello schema personaggio -autore, narratore interno esterno, punti di vista e tutte queste cose che si insegnano a scuola e che ammazzano la lettura a doverle analizzare, perché l'autopsia si fa su un cadavere e dopo questa analisi la bella pagina viva è un corpo sezionato in obitorio, sappiamo come fatto , perché era così bello e funzionante, ma non lo portano più alla vita e questo allontana anche dalla lettura.

Bisogna leggere, anche senza capire, questa mania di capire tutto e di dover riassumere, spiegare, recensire? Ma si recensisce la Vita? Da quale punto di vista la guardiamo dal nostro, da quello di quante persone?

Insomma basta con la narratologia che lo scrittore conosce bene. 

Basta con le definizioni e la caccia alle metafore.

Per ora hanno tolto la muffa insieme e forse l'hanno tolta dalla loro testa oltre che dal bagno, in cui si vede subito il risultato.

Come andrà non lo so, ma io ci spero che si trovino e vivano, non solo sopravvivano.

domenica 2 gennaio 2022

Ancora sulla serenità

 Mi rendo conto che la mia generazione nata negli anni '70 aveva paura della terza guerra mondiale e ad ogni crisi mediorientale si temeva la deflagrazione finale. 

Con Cernobyl anche il nucleare ad usi civili ci fece sentire esposti a poteri incontrollabili.

 Erano gli anni di Piombo, del terrorismo,  gli anni dei sequestri di persona, della lotta alla criminalità organizzata e gli attentati ai magistrati, anni delle guerre nel Golfo e delle guerre nei Balcani, per poi iniziare il  nuovo millennio con il terrorismo dell'attacco alle torre gemelle addirittura negli Usa e nuove guerre.  La Seconda repubblica dopo lo scandalo delle tangenti e di "Mani pulite" ....Nuovi dittatori deposti e nuove aree in cui l'Onu interviene per portare pace, democrazia e stabilità, aree petrolifere o aree strategiche,  la crisi con la Corea, dal 2008 la crisi finanziaria fino a questa pandemia Covid19 che però entra nelle vite di tutti, come un nuovo totalitarismo.


Strappare momenti di serenità ai bambini e anche ai ragazzi a scuola è sempre più difficile: per noi nati negli anni '70 i problemi erano comunque "alibi", altrove, li sentivamo, potevamo anche schierarci politicamente, perché c'era ancora fin dal liceo un coinvolgimento politico, ma erano essenzialmente le guerre degli altri, dalla Palestina all'Iran, ai Balcani etc...

Ora tutti ci sentiamo fragili a qualunque età dai bambini da vaccinare con mascherine, con la paura che i nonni, i proprio cari si ammalino: ogni azione è gestita da un protocollo: non solo a scuola, ma dal prendere l'autobus, al sedersi al tavolino per un cappuccino, ad un semplice kebab, per andare a musei o fare una festa tra amici sicuri che non ci siano positivi anche tra i vaccinati.

Parlare di serenità per chi non l'ha      quasi mai provata a livello psicologico o esistenziale  come me è difficile, ma non per questo non ne vedo maggiormente l'urgenza soprattutto per bambini e giovani spaventati, che poi certo si rifugiano in un mondo virtuale asettico e glielo rimproveriamo anche.

Questa generazione di bambini e di studenti, che hanno vissuto la pandemia, la stanno ancora vivendo, oltre al dolore per le perdite e le malattie reali in famiglia o tra conoscenti, non saranno neanche come la generazione che aveva paura dell'AIDS.

La serenità è un lusso,  un punto di arrivo, almeno per ora, non di partenza, al di là di chi sia geneticamente e psicologicamente portato ad essere poco sereno, per tutti è qualcosa da costruire.

La priorità è poter fare le cose normali tutti i giorni: andare a scuola per i piccoli, al lavoro, stare in casa alle proprie faccende, poter uscire per le solite spese, per sport.... ritornare alla vita di prima, ma con la consapevolezza che nulla è scontato.  Questa è una guerra psicologica e soprattutto i più piccoli e i più giovani la stanno subendo, anche perché, per loro fortuna, non hanno ancora affrontato altre difficoltà.

Poi certo noi siamo ancora i privilegiati rispetto ai popoli in stato di guerra endemica, di fame, di sfruttamento, noi siamo ancora, nonostante tutto, dalla parte degli "oppressori" come scriveva Manzoni nella tragedia L'Adelchi:(di chi muore per fame e per guerra non ci danno i numeri ogni giorno da paragonare ai decessi Covid). I Longobardi soccombono ai Franchi e solo questa è la loro "provida sventura" di passare anche loro dalla parte degli oppressi, quando il principe Adelchi consola il padre , fortunato di non essere più re. L'alternativa è "far torto o partirlo". Adelchi che sta morendo ha questa lucidità al padre che gli sopravvive: ricorderai come felici i giorni in cui non sei stato re e chiede per lui una mite prigionia al cognato traditore Carlo.


Dopo alcuni secoli riusciamo a trovare un'alternativa,  anche laica, al "far torto o partirlo" sia a livello personale, familiare, delle piccole comunità lavorative o abitative sia che mondiale?

Serenità sarebbe trovare questa terza via laica, tra fare il torto o patirlo, la libertà delle scelte e il rispetto di quelle altrui, senza più usare la Paura che tutti i poteri hanno sempre fatto agire, anche familiari, soprattutto familiari, a volte anche scolastici e allora se agisci per paura e non per passione, per interesse, per un tuo progetto finisci con obbedire sempre in casa, a scuola, sul lavoro, nel condominio con i vicini.

Serenità sarebbe anche riuscire finalmente dopo secoli, che siamo tutti più colti a livello di massa e non solo di élite a ragionare con la nostra mente, anche se poi dobbiamo obbedire pubblicamente, stabilire una nostra gravità dei problemi economici, sanitari, anche se poi dobbiamo subire le scelte politiche.


Serenità è una resistenza filosofica, che non deve essere confusa con il terribile termine di "resilienza" che odio, una serenità diciamo riflessiva, a quanto ci capita, nel dare priorità anche se poi obbediamo a quelle che ci impongono per leggi, ma non aderire con il cuore e con la mente se non ce la sentiamo e non trasmettere alle nuove generazioni  in ogni contesto il vecchio sistema della Paura o del Premio per il servilismo.

Il bastone non si deve usare neanche con gli animali.... le carote.... sono un cibo per i conigli e non metodi pedagogici, la Paura e il Premio, l'aiuto o il clientelismo per placare gli animi.

Non vogliamo "Panem et circenses" come nell'antica Roma il popolo stanco di lotte civili.

La serenità ce la dobbiamo conquistare e chi non è per nulla predisposto psicologicamente come me.... credo che a maggior ragione abbia il diritto di volerla per chi non ha ancora la vita e l'animo così compromesso dell'ansia e dalla Paura.

Come se ci fosse un coniglio che fa forza ad un leoncino... non deridetelo: non vuole che il leoncino da grande diventi un coniglio enorme in uno zoo, ma viva da leone nella sua foresta.



Che cos'è la serenità: da "lettera ad un figlio nato"

 Credevo fosse una banalità, un mare senza onde, che  serenità, come fosse assenza di emozioni, vuoto, senza dolore, senza piacere. 
Invece è una emozione forte, che prende alla gola, che vivo ora, in questo preciso momento 18.18  ora italiana  del 2 gennaio: i miei figli e mia mamma che cucinano e ritorna la sapienza degli avi, l'entusiasmo dei piccoli, ma forse ancora di più della nonna che sa di comunicare le sue ricette e di imparare dal nipote diciottenne a fare i biscotti allo zenzero mai prodotti nonostante abbia fatto professionalmente la cuoca  nel ristorante di famiglia. oltre che la maestra. La mia maestra per tutti e cinque gli anni.. I fratelli (il bimbo e la bimba che sembrano quasi gemelli) più piccoli  guardano e questa è la magia, di ricordi, di affetti, intramontabili, nonostante tante burrasche.

Penso sempre anche a te, figlio che non ci sei, ma la serenità, questa serenità la auguro anche a te...

A cinquant'anni ho capito che non è acqua ferma di mare, palude o assenza di piacere; serenità è sapere che oggi può essere il mio primo o il mio ultimo giorno, ma ho scoperto che la serenità esiste e  ha dei volti ben definiti, una storia  e in cucina.... noi ci troviamo con le nostre passioni secolari, di generazioni contadine e sono felice di averlo scoperto con i miei figli e mia mamma oggi.... non è mai tardi, come non è mai abbastanza presto per scoprirlo. 

Buon anno a tutti.

Il personaggio ...resistente e lo scrittore nolente

 2 gennaio 2022

Cosa avranno fatto oggi, dopo essersi intravisti, riconosciuti e, per questo evitati, nel fingere le più umili manovalanze....?( In bagno comunque non c'è più muffa e sono compiaciuti di saper fare insieme qualcosa di diverso che non il solito personaggio e il solito scrittore!)

Non hanno più pensato al progetto che metta in discussione tutta la narratologia, la critica letteraria, le scuole di scrittura, gli editor.... meglio starsene nascosti e fingere di non essere l'uno indispensabile all'altro!

In realtà vorrebbero una letteratura verista e realista, ma allora sarebbero le persone che dovrebbero scrivere di sé e non ne possono essere capaci o non averne affatto intenzione. 

La verità c'è solo nell'autobiografia, se fosse vera e non censurata, soprattutto da chi la scrive ancora di più dal dott. Freud che ci ha abituato a pensare che siamo più subconscio che conscio!

Veramente hanno in comune questo, che vogliono essere degli analfabeti,  che usino una parola ingenua, spontanea, anche a volte imprecisa, non da vocabolario della Crusca, ma che unisca sicuramente loro due e poi chissà un qualche lettore....

Per ora stanno evitandosi, non si sono ancora presentati, lo scrittore non sa nulla del personaggio, che potrebbe anche essere un marziano, un venusiano, un sopravvissuto di Atlantide ritrovato e  riportato alla  vita da qualche fulmine ....

Ma il più sospettoso è proprio il personaggio che si aggira nel salotto dello scrittore, con la puzza sotto il naso, guarda la sua libreria, cerca di capire cosa abbia studiato e poi guarda la vanità di rassegne stampa appese, premi... non si fida...

Capisce perché abbia smesso di scrivere... come prima, ma non vuol essere lui a fare da cavia.

Il rapporto autore e personaggio è molto stretto: non te lo inventi un personaggio, ti viene a trovare lui. A volte fa moine perché vuole che lo accetti, altre volte a muso duro ti sfida perché vuole uno scrittore più bravo, di successo, da vetrine piene!

Comunque il personaggio viene  e se è arrivato proprio da questo scrittore deluso primo o poi lo provocherà, gli rovinerà il sonno, gli farà rimandare appuntamenti.... insomma lo vorrà per sé e non gliene importa cosa ne verrà fuori, chi li leggerà.

Loro due si sono incontrati. 

Certo non basta un personaggio, ma poi sarà lui a portare amici e conoscenti, i suoi peggiori nemici per una resa dei conti su carta stampata.

Comunque sia, il personaggio inteso in questo modo è l'opposto di quel che si è sempre pensato: fa suo lo scrittore, lo segue, lo plasma da dentro, risponde per lui e non si presenta ancora...

Lo scrittore non voleva più scrivere nulla, in un certo senso mantiene la sua parola. Non è colpa sua se ha incontrato proprio il primo dell'anno nuovo un personaggio, un Personaggio.

Voi lettori volete subito la storia, ma la state già leggendo, perché loro stanno facendo di tutto per non essere i soliti autori e personaggi, non credono nella storia, nella trama, nei colpi di scena: quale colpo di scena più strabiliante che un personaggio proprio il primo dell'anno si intrufoli in casa di uno scrittore che voleva smettere?

sabato 1 gennaio 2022

Poesia per l'anno nuovo

 Troppi anni 

sulle spalle del mondo

troppi sogni 

negli occhi dei bambini

troppi rimpianti e dolori 

nelle menti degli adulti 

di adulti che non hanno un'età 

per dirsi reduci di battaglie 

l'anagrafe è ridicolo riferimento.....

Troppo grande il mondo da scoprire

Così tanti i libri da leggere, 

troppe le persone da amare

per dire .... basta!

Anche quest'anno ci proveremo, 

chi più stanco, chi più entusiasta

sapendo che questo peso di Atlante

non si è ancora stancato

di farsi portare in giro per lo spazio.

Atlante ormai è abituato 

come Sisifo,  con il suo masso,

Sempre ci rotolano 

addosso

 le delusioni, 

ma noi

continuiamo

 a voler riportare 

alla cima 

il cumulo 

della nostra vita.

Cosa hanno fatto di male per incontrarsi così, il primo dell'anno? da Il Personaggio e lo scrittore .

 Se fosse una favola, ci sarebbe un incantesimo che poi viene scongiurato e anche il ranocchio diventa principe, la principessa si sveglia oppure qualcuno la salva, invece in questa realtà, dopo l'incontro accidioso di entrambi, per non sfiorarsi nella parola, essendosi riconosciuti come un personaggio che non vuol più saperne di scrittori, poeti e filosofi, di regole di narrativa e  di critica, e lui come chi non ha nulla da aggiungere al peso di parole  inutili come ghiaccioli in alta montagna....ecco cosa hanno fatto, ma davvero, questa mattina. 

Non dovrei dirlo così senza avvertirli, ma ormai per loro le parole sono qualcosa che non li riguarda più e di loro si può dire ciò che si vuole, proprio la verità.

Si sono messi a pulire in bagno, a togliere la muffa, arrampicandosi lo scrittore su una scala che aveva improbabili equilibri, come le sue storie e l'altro, il personaggio, che ora è ancora trasparente come una medusa fluttuante nell'acquario di Genova, e ci vedi attraverso... ecco che sta lì ad aiutare lo scrittore dismesso, fallito, finito.... senza che lui se ne accorga, gli sta appiccicato come l'ombra, ma non vuol che sia detta che si aspetta qualcosa da lui.... come un racconto, come l'altro che sente quasi un prurito, non cerca di farci caso, come se dovesse smettere di frugare senza guanti nel meno nobile dei servizi igienici, per togliere calcare e disinfettare da ogni microbo e muffa...


Non prova disgusto né il fu scrittore, né il personaggio che non vuol più essere raccontato....: senza accorgersi uno dell'altro, sanno benissimo che tirando lo sciacquone c'è la prova se la loro idea di uscire fuori dalla letteratura pur essendo qualcosa è escremento oppure qualcosa che resta nella mente.

Si incontreranno a parlare della loro telepatia oppure non ne sentirete più parlare? Chissà

Risveglio 2022: uno scrittore che non vuole più scrivere e un personaggio che non ci sta a stare alle regole della letteratura

 1 gennaio 2022


Si è svegliato uno scrittore che ha deciso di smettere di scrivere e anche forse di leggere: ha ormai cinquant'anni e la testa piena come quella di don Chisciotte delle sue epiche vicende.

Non vuol essere ridicolo a ripassare il suo curriculum di pubblicazioni, studi, premi che comunque rispetto a quelli di un premio Nobel per la letteratura sono ridicoli. Se non sei un genio da Nobel forse meglio non saper neanche che tesori nascondono quei libri e quei saperi: è come vivere in un limbo: "senza speme, vivemo in desio.

"Senza la speranza di essere dei grandi scrittori, poeti e filosofi come quelli che hanno acceso a diciassette anni i nostri "eroici furori", meglio forse non aver intrapreso un cammino di cultura che ti fa sempre più desiderare di sapere e continui a vedere solo quello che non sai.

Allora lo scrittore ha l'alternativa, molto vicina, di impazzire come don Chisciotte e inventare storie e creare personaggi. Ma gli è rimasto un lume di ragione: come tutto ciò che è pubblico (diventare un politico, anche un semplice amministratore comunale, un dirigente scolastico, un personaggio noto), ringrazia tutti coloro che svolgono questo ruolo perché non lo vorrebbe,.

Solo che questa mattina si è svegliato con accanto una specie di ameba. non si può ancora offendere il personaggio- che non vuole per niente essere piegato alla necessità della coerenza di genere e di stile, di trama, di pubblico, di mercato, un personaggio non come quelli di Pirandello che cercavano un autore, eprché avevano una storia da raccontare, ma un personaggio che non ha niente da dire! Non vuole dire niente, perché sa che poi tutto viene rimestato dalla razionalità , dallo stile, ...la vita non è un romanzo coerente, la vita inizia per un caso biologico e finisce per casi che non possiamo prevedere: la letteratura da millenni gioca a fare Dio e a dare un senza all'inizio, alla fine, ma anche a tutto ciò che sta in mezzo.

Il realismo è un gioco come il verismo e il naturalismo: i protagonisti non avrebbero saputo dire nulla di sé e del perché, come non lo sanno dire gli animali.

Questo personaggio è così, astratto da tutti i suoi compagni personaggi, non vuole diventarlo e per questo è andato da uno Fu- scrittore, disgustato del suo stesso scrivere! Basta parole, per fortuna le scrivono gli altri, che bisogno c'è di me?

Perché è questa la vera domanda di uno scrittore o di un poeta o di un filosofo: cosa importa che ci sia io, ci sono già tutti gli altri, librerie e biblioteche piene....! 

La stessa domanda se l'è posta il personaggio ben lontano dal "così è se vi pare", "io sono colei che mi si crede".... : si è trovato lì , proprio vicino all'ex scrittore giusto , che vuole smettere, che ha smesso, che pensa che ciò che ha scritto sia addirittura da distruggere, se ne vergogna persino.


Solo che in quella camera da letto si sono trovati come due che dopo la notte di capodanno si sono infilati nelle case sbagliate e si sono guardati: due amebe di scrittore e di personaggio, che non vogliono giocare al gioco della letteratura, ma della vita, che non vogliono la coerenza, il finale, l'antefatto, la spannung... tutto ciò che vi insegnano a scuola... aiutanti e oppositori, analessi e prolessi.

Insomma si guardano e non hanno la minima idea di cosa combineranno insieme, ma  un nuovo tipo di scrittura, come un nuovo tipo di vita, che rispetti il personaggio come un essere vivente e lo scrittore come un essere vivente, non come un architetto di un'opera.


Ora non so cosa si dicano, preferivano non in contrarsi, con le stesse idee sulla letteratura, i personaggi, gli scrittori, volevano trovare l'innocenza dei primitivi, della parola neanche scritta, appena un gemito.

Il 1 gennaio 2022 è iniziato così, se la vedranno loro.... io vi riferirò se qualcosa si muove, se nasce qualcosa di nuovo, come dalle uova della cugina Ines.