domenica 23 gennaio 2022

Tutto mi sfugge, nulla controllo, nulla aspetto, accetto (Lettera ad un figlio)

 Evidentemente aver superato la cinquantina è un giro di boa che cambia la visuale: mi accorgo che nella mia vita là dove mi sono più impegnata, dove ho esercitato più la volontà ho fallito, e i Filosofi che ho studiato mi dovevano ben aver insegnato che la volontà deve seguire il raziocinio, la senza tenza del ragionamento cartesiano, l'idea chiara e distinta.... che forse mi è sempre mancata su tutto, come una miopia anche mentale, per cui i quadri degli impressionisti non sono una tecnica, ma ciò che vedrei realmente senza lenti. I quadri degli impressionisti senza linee precise sono la mia realtà mentale, emotiva, esistenziale, non una nuova tecnica,

Così ho vissuto cinquant'anni, miope, astigmatica e ora anche presbite, per cui non vedo bene con nessun tipo di lente.... le multifocali sono troppo care per me.

Quindi con questa miopia, astigmatismo, presbiopia mentale e sentimentale ho vissuto, sbagliando gli occhiali da indossare con le persone che avevo davanti, leggendo i loro gesti in modo confuso, reagendo  in modo approssimativo, deludendo gli altri o rimanendo delusa....

Non controllo nulla della mia vita, da sempre, anche quando ho detto sì, ho detto, no c'era qualcosa di esorbitante, di esterno che preveniva qualunque decisione e non si mostrava, come il fantasma del castello.....

Nulla aspetto, accetto  che il Padrone alla fine della mia giornata di lavoro mi dia qualcosa oppure anche niente.

La giornata di lavoro comunque l'ho vissuta: ho studiato tra Pisa Parigi, Torino, Napoli, La Scuola Normale di Pisa e l'Ecole Nomale, la Sorbona e le conferenze, ho scritto.... quando mi sembrava importante farlo, ho avuto quattro figli, che ho amato come se ciascuno fosse un figlio unico e in pericolo sempre....  La mia famiglia d'origine e i miei antenati, da ambo i rami famigliari, tanti parenti li sento come i Lari e i Penati dei Romani.

Chiedo scusa dei miei errori e dei miei innumerevoli difetti e se qualcuno ancora mi resta amico, mi dà il suo affetto, ringrazio come chi guarda l'ultimo tramonto immeritato e se lo gode ancor di più

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