1 gennaio 2022
Si è svegliato uno scrittore che ha deciso di smettere di scrivere e anche forse di leggere: ha ormai cinquant'anni e la testa piena come quella di don Chisciotte delle sue epiche vicende.
Non vuol essere ridicolo a ripassare il suo curriculum di pubblicazioni, studi, premi che comunque rispetto a quelli di un premio Nobel per la letteratura sono ridicoli. Se non sei un genio da Nobel forse meglio non saper neanche che tesori nascondono quei libri e quei saperi: è come vivere in un limbo: "senza speme, vivemo in desio.
"Senza la speranza di essere dei grandi scrittori, poeti e filosofi come quelli che hanno acceso a diciassette anni i nostri "eroici furori", meglio forse non aver intrapreso un cammino di cultura che ti fa sempre più desiderare di sapere e continui a vedere solo quello che non sai.
Allora lo scrittore ha l'alternativa, molto vicina, di impazzire come don Chisciotte e inventare storie e creare personaggi. Ma gli è rimasto un lume di ragione: come tutto ciò che è pubblico (diventare un politico, anche un semplice amministratore comunale, un dirigente scolastico, un personaggio noto), ringrazia tutti coloro che svolgono questo ruolo perché non lo vorrebbe,.
Solo che questa mattina si è svegliato con accanto una specie di ameba. non si può ancora offendere il personaggio- che non vuole per niente essere piegato alla necessità della coerenza di genere e di stile, di trama, di pubblico, di mercato, un personaggio non come quelli di Pirandello che cercavano un autore, eprché avevano una storia da raccontare, ma un personaggio che non ha niente da dire! Non vuole dire niente, perché sa che poi tutto viene rimestato dalla razionalità , dallo stile, ...la vita non è un romanzo coerente, la vita inizia per un caso biologico e finisce per casi che non possiamo prevedere: la letteratura da millenni gioca a fare Dio e a dare un senza all'inizio, alla fine, ma anche a tutto ciò che sta in mezzo.
Il realismo è un gioco come il verismo e il naturalismo: i protagonisti non avrebbero saputo dire nulla di sé e del perché, come non lo sanno dire gli animali.
Questo personaggio è così, astratto da tutti i suoi compagni personaggi, non vuole diventarlo e per questo è andato da uno Fu- scrittore, disgustato del suo stesso scrivere! Basta parole, per fortuna le scrivono gli altri, che bisogno c'è di me?
Perché è questa la vera domanda di uno scrittore o di un poeta o di un filosofo: cosa importa che ci sia io, ci sono già tutti gli altri, librerie e biblioteche piene....!
La stessa domanda se l'è posta il personaggio ben lontano dal "così è se vi pare", "io sono colei che mi si crede".... : si è trovato lì , proprio vicino all'ex scrittore giusto , che vuole smettere, che ha smesso, che pensa che ciò che ha scritto sia addirittura da distruggere, se ne vergogna persino.
Solo che in quella camera da letto si sono trovati come due che dopo la notte di capodanno si sono infilati nelle case sbagliate e si sono guardati: due amebe di scrittore e di personaggio, che non vogliono giocare al gioco della letteratura, ma della vita, che non vogliono la coerenza, il finale, l'antefatto, la spannung... tutto ciò che vi insegnano a scuola... aiutanti e oppositori, analessi e prolessi.
Insomma si guardano e non hanno la minima idea di cosa combineranno insieme, ma un nuovo tipo di scrittura, come un nuovo tipo di vita, che rispetti il personaggio come un essere vivente e lo scrittore come un essere vivente, non come un architetto di un'opera.
Ora non so cosa si dicano, preferivano non in contrarsi, con le stesse idee sulla letteratura, i personaggi, gli scrittori, volevano trovare l'innocenza dei primitivi, della parola neanche scritta, appena un gemito.
Il 1 gennaio 2022 è iniziato così, se la vedranno loro.... io vi riferirò se qualcosa si muove, se nasce qualcosa di nuovo, come dalle uova della cugina Ines.
Nessun commento:
Posta un commento