lunedì 31 gennaio 2022

Quando un inizio coincide con la fine, quando la volontà ha seguito le indicazioni della ragione (cartesiana)

 31 gennaio 2022


Ci sono inizi che sono la punta della coda del serpente che si avvolge su se stesso, il sì dell'Oltre Uomo, all'eterno ritorno dell'identico, Nietzsche.... Al di là del bene e del male, Aurora, Genealogia della morale, Umano Troppo, umano, L'anticristo, Ecce homo, Così parlò Zaratustra.., Le considerazioni inattuali !Ecco che questo dire sì alla Necessità, all'eterno ritorno dell'identico, con la forza di sopportare tutto, anzi di volere tutto, è davvero qualcosa che va al di là del bene e del male e dei valori borghesi.

Così, molto umilmente in questo ultimo giorno del mese di gennaio, cerco un inizio dalla fine di uno scritto che ho concluso, che voglio concluso, almeno nella redazione del mio cuore.

Sincero come le parole di una bambina, tragico come un destino che ha due scelte, comunque sbagliate.

Scrivere è il mio destino.... è pesante scrivere senza la mediazione della fiction, dell'invenzione letteraria.

Duro come un diario di guerra, leggero come le poesie degli idilli greci e latini, perché io vengo dalla campagna e l'idillio, la poesia pastorale, le Bucoliche e le Georgiche mi sono molto più affini dell'Eneide di Virgilio o dell'epica.

Nata un secolo prima come la mia bisnonna Maschio Cristina nel 1871, sarei analfabeta e avrei accettato il destino del matrimonio combinato con il caro e bel cugino Maschio Giuseppe, la bella casa in dote, in cui sono vissuta io ancora per quasi quarant'anni.... gli otto figli con la perdita dei figli maschi e anche delle femmine... Tutto dicendo che Dio dà e Dio toglie, sia lode al Signore!

Se fossi nata cento anni fa, mi asciugherei le lacrime con fazzoletti che hanno la mia cifra, che sapevo ricamare, vicino al camino e aspettavo che finisse la mia giornata terrena, con i vestiti pronti nel cassetto, come aveva anche mia nonna Gemma.

Invece che un destino di accettazione contadina, che guarda al cielo per tutto,( la semina il raccolto, le potature e gli innesti, la luna per svinare, imbottigliare, per sapere quando partoriscono le donne...) sono nata cent'anni dopo, ho studiato tanto e credo di non sapere della vita niente di più della mia bisnonna analfabeta!

Ma queste storie le ho già scritte nel romanzo "Il ballo dell'uva" e le vite di quelle persone, i loro nomi, rimarranno oltre il loro sospetto.

Chi racconterà mai la mia storia? Forse ci vorrebbe un'analfabeta che capisca i segni del cuore al posto dell'uso del pc!

Ma la mia vita è un romanzo che non sarebbe mai pubblicato, incoerente, incredibili, troppi personaggi, troppi colpi di scena, troppa storia politica infiltrata in quel paesino del Monferrato che è stato il mio.

La mia vita non è un romanzo, quando si vuole dire avventuroso, pieno di colpi di scena, ma un antiromanzo e se io avessi il senso dell'umorismo che non ho scriverei un 
Tristam Shanday come fece L. Sterne, oppure scriverei i "viaggi di Gulliver"  come J. Swift, tra giganti e nani della morale, dell'arte, della politica....Un antiromanzo di formazione, un prontuario di tutto ciò che non si deve fare, dire....

"Siamo nani sulle spalle dei giganti": così risolsero la querelle degli antichi e dei moderni nel seicento, nani che se osiamo e a fatica ci arrampichiamo sulle letture e gli esempi dei giganti artisti, filosofi, scienziati, vediamo qualcosa di nuovo anche noi.

Dal mio nanismo, cercherò di salire su un qualche gigante congeniale alla mia scrittura e di vedere un po' se mi porta oltre queste nuvole di nebbia, che non sono la nebbia delle mie colline, ma nebbia di città.

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