Ormai sono fatalista: dove metto impegno e volontà mi scivolano tra le mani i giorni come la sabbia asciutta....dove non cerco nulla, presso c'è la soluzione.
Mi sento su una zattera, in balia dei venti, non so dove sto andando, ma so benissimo da dove sono partita, ricordo tutti i naufragi, gli approdi in isole meravigliose, le baie e i fari che sembravano indicare la rotta.
Di vita ne ho vissuta, spostandomi con inquietudine, alla ricerca di un'emozione oppure di serenità, oscillando come il pendolo che cita Shopenhauer, tra il dolore e la noia, il piacere...
I legami e gli affetti famigliari sono stati le radici, il mio tronco lo studio fin da piccola, come ciò che sosteneva anche la mia solitudine e la mia malinconia e la fronda i miei figli! Tutti e quattro, tu per primo.
Ora sono fatalista: non mi propongo più nulla.... accadrà, non sogno, immagino che la mia vita alla fine non poteva essere che questa, con questi dolori e queste gioie. Sarei disposta all'eterno ritorno dell'identico e a dire sì alla necessità di Spinoza, Hegel, Nietzsche....
Che poi ciò che è sia ciò che dà serenità pace, gioia è altra cosa, ma io accetto tutto, perché non ho più la forza e neppure la presunzione di mettere tutto in discussione.
Cosa sono io.... un granello di sabbia, che il vento sposta, l'acqua si porta via e poi riporta, le persone calpestano o i bimbi usano per i loro castelli di sabbia, facendomi sentire utile... con me un0infinità di altri granelli.... non sono certo sola in questo ignoto essere e dover essere.
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