Alla fine.... anche quelle finiscono! neppure ti basta l'umido degli occhi per le lenti a contatto, che sfregano sulla cornea...e ritornano le immagini, capovolte, di retine di sentimenti, che ormai sono conchiglie vuote del mare e le impronte dei tuoi piedini sulla sabbia di Tirrenia....
Giocavate tu e tuo fratello con bambini stranieri e finse...l'Italia a quel campionato di sole e di falsa spensieratezza.
Quando hai finito di essere bambino , tu?
Quando ho finito di essere bambina , io?
Tu mi odi eppure sono l'unica che può capire e per questo mi odi....
Non importa. Le lacrime sono salate, come il mare in cui voglio tornare, ne ho bisogno: non sono un pesce d'acqua dolce.
Una mamma di acqua salata.... ma senza coda, non sono una sirena divora uomini, sono una mamma divora sogni.... i miei, i tuoi, chissà.
Tu sei classificatorio, io ho una mia mnemotecnica emotiva: sei la parte di me che pulsa come se fosse la ferita al fianco aperta, quella di Prometeo.... l'aquila di Giove gli mangia il fegato che ricresce per un dolore eterno.
Ricresce e non si rimargina, ogni notte, si riapre la ferita, tra incubi e angoscia, me la tampono con la mano e mi trascino a vivere.... normalmente, come se normalmente fosse una parola di cui tu ed io conosciamo il significato.
Sii felice, io non ho più lacrime, ma legata a quella rupe caucasica, forse qualcuno un giorno saprà liberarmi o almeno darmi il conforto delle Oceanine...
Vale!
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