La parola può ferire, dividere, far innamorare, calmare, esasperare, portare speranza, rieducare, insegnare, ricordare e addirittura discolpare, accusare come assolvere in senso religioso e giuridico.
Il Silenzio è terribile!
Per questo hanno cercato di demitizzarlo "chi tace acconsente".
Me lo immagino come un Titano, un Atlante che regge sulle spalle il Mondo delle parole quotidiane e millenarie da quando l'homo erectus ha iniziato ad articolare qualcosa di significativo.
Il Silenzio che è come una montagna che non si lascia scavare con nessuna dinamite, che non puoi raggirare, non ci sono valichi e neppure terremoti emotivi.
Il Silenzio che inghiotte e che che sembra tanto simile alla morte che cerchiamo sempre di riempirlo con rumori, con parole, fraintendimenti pur di non stare imbarazzati a tacere, uno di fronte all'altro, o di fronte a noi stessi.
La parola scritta non è silenzio, ma urlo soffocato, un po' vigliacca, perché crede di non essere letta, lo spera, ma intanto.... qualcuno ha detto. Quel silenzio l'ha scalfito.
Ci sono Silenzi che gli anni hanno coperto di ragnatele così pesanti che sembrano cappotti e ci sono silenzi che non vuoi violare perché ne va della tua vita.
Abbiamo creato le parole e poi la scrittura, i rumori, anche la musica per sconfiggere il Silenzio, ma è più forte di noi, quando è dentro di noi e possiamo anche parlare, anche scrivere, anche spiegare per ore, ma noi sappiamo che in realtà questo è il più forte e intoccabile dei Silenzi, quello delle parole che coprono, della musica per non ascoltare, delle parole per distrarre...
Siamo tanto più colti quanto più lo evitiamo, sì con parole lette, scritte, con parole ascoltate, origliate dalla mente di chi ci sta accanto.
Neppure Dio ha sopportato il Silenzio e ha creato.
Quanto deve essere pesante, implacabile, giudicante, mortificante il Silenzio se la nostra società, ormai inquinata anche acusticamente, non può far a meno del rumore, ti deconcentri persino al supermercato e in un negozio sbagli a comparare ciò che volevi....
Il Silenzio: guardare e sapere di aver detto tutto, per un'ultima volta.... da questo Silenzio non si torna indietro, come Pollicino che ha sparso briciole di pane e i giorni glieli hanno beccate.
Da un Silenzio di due sguardi che si sono detti tutto nel Silenzio non si torna più indietro, non c'è via, neanche quella dell'amore, dei ricordi, delle abitudini.
Chi ha guardato il Silenzio negli occhi, una, due volte perde la voglia di parlare, di vivere, di essere ancora qualcosa. Tutta la sua energia l'ha data al Silenzio....il resto è solo perché lo credano ancora vivo.
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