Non credo sia possibile, dal primo gesto, dalla prima paura che diventava subito terrore per te, cancellare i bei ricordi di giochi al mare, oppure in quella che per voi (anche per il tuo fratellino) il nonno aveva trasformato in una vera fattoria: tra asini, faraone, vitelli, galline, anche pulcini nati in incubatrice. Uno mi ricordo lo tenevi in mano tu accanto al fratellino neonato nel seggiolino poggiato sul muretto del cortile, mentre la nostra cagnolina vegliava e vigilava che non piangesse.
La piscina che il nonno ti aveva fatto mettere in cortile, quelle che si montano e si smontano ed è già una cosa assurda pensarci, alte due metri, i giochi in quella casa che abbiamo perso, proprio come te, con tutti i ricordi fino al 2009! Come l'enorme albero di natale vero al centro del cortile addobbato con scale apposta.
Addirittura una volta non riuscivo ad andare al corso di aggiornamento ad Alba perché tu avevi gettato le chiavi nella cenere del camino che usavamo e non dicevi niente...
Poi ci sono i ricordi nella casa mia, non quella dei nonni, che tu non hai più voluto abitare dopo il 2006...
Ricordi degli altri fratelli nati e ricordi dell'addio, ma anche oggi è un ricordo di te che non vedo da 15 mesi.
Eppure vieni qui a salutare i fratelli che sono fratelli solo perché la madre sono io, non avete lo stesso padre e con questi tu tieni un legame. Perché?
So che non leggi e per questo scrivo senza problemi .
La Verità tra noi è accecante e meglio pensare ciascuno alla propria vita come se fossimo estranei e poi chissà....
I consigli degli altri a me non interessano: scrivere una lettera ad un figlio mai nato certo è dura, ma scrivere ad un figlio nato e che non vedi, che ti ha lascito come l'amante più odioso, per un'altra, per motivi di soldi, per noia, per vigliaccheria, perché non voleva riconoscere suo figlio.... così te ne sei andato, non come un figlio, ma come un uomo che lascia una donna da cui non ha più nulla da chiedere, di cui ha paura di richieste, della noia dei giorni che seguitano e ha tanto di meglio. Ma ha anche mantenuto un ìa educata comunicazione telefonica, finta, fasulla, per non avere il fastidio delle sue repliche, per non sentirla parlare, sei riuscito a parlare d'altro per mesi ... perché non mi insospettissi rispetto altri provvedimenti che tu, tuo padre e i tuoi nonni paterni stavate prendendo nei miei confronti.
Ma da quando hai iniziato ad odiarmi.... non so.... Dalla terza media, quando la tua prima vera menzogna è stata scoperta, con l'orario della fine dello scritto di italiano, per caso e tu candidamente hai mantenuto la parte di chi aveva appena finito, mentre per tuta disgrazia ti avevo visto due ore prima con il tuo amico... Da Quando ho scoperto che fumavi a quattordici anni e bastava dirlo, dalle bollette della Vodafone del tuo cellulare ed erano ben altre, imbarazzanti per l'operatore che cambiò il contratto....
Oppure prima ancora....Da sempre. Da quando non sei più stato figlio unico...., non so
Non lo so da quando hai iniziato ad odiarmi e facevi solo il conto delle convenienze economiche...
Non mi hai mai sorpresa in realtà e questo ti irritava molto, nei piccoli e nei grandi momenti: non mi ha mai sorpreso il tuo tradimento, il tuo odio, celato e forse questo ti costava tutto il nervosismo che avevi, anche quando perdevi alla play. Ero sempre lì ad aspettarmelo, anche l'ultima volta a Milano...o qui quando tu mi credevi altrove sono comparsa all'improvviso dopo aver sentito una tua frase sgradevole, proprio appena per telefono mi chiedevi come andavano i lavori nella casa di Asti.
Anche io sono stata costretta a fingere e bene!
Allora sai che faccio: ti chiedo scusa di esistere. Forse, come ti ho già scritto, bastava che morissi di parto e tu eri libero. Sinceramente scusa se ho continuato ad esistere dopo il 4 ottobre 2000
Scusa se sono sopravvissuta e se ho ancora accanto persone che vogliono che viva per loro, che si preoccupano per me.
Scusa se anche i miei studenti hanno gli occhi più limpidi dei tuoi anche quando li rimprovero.
Gli unici occhi e modi che non voglio più vedere tra i miei allievi sono i tuoi sguardi, i tuoi gesti melliflui, diplomatici, per non arrivare allo scontro fino a che non è il tuo momento.
Tu stesso dicevi di essere un "manipolatore" e di saper far fare alle persone ciò che vuoi... e il tuo eroe nel "Trono di spade" era il saggio "Dito corto".
Ma sai sono tutti ricordi, ridicoli, dovrebbero essere come le foglie di un albero, tutte cadute a concimare la pianta per avere altre foglie e altri fiori in primavera.
Li ho scritti con questa intenzione: per liberare l'albero anche dall'ultima foglia.... perché la primavera torna e ci sono altre figlie e altri fiori, oltre tutto io ho altri tre figli e per ora le loro foglie e i loro fiori profumano ancora d'amore.
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