martedì 25 gennaio 2022

L'inizio della storia.... sembrava una scherzo di carnevale....: Coronavirus

quando due anni fa i bambini non sono più rientrati dalle vacanze di 
Carnevale, sembrava uno scherzo, anche piacevole, di carnevale, un prudenza che in   nulla avrebbe intaccato la didattica.... poi le notizie a spizzichi , di settimana in settimana, e i colori delle regioni, i provvedimenti, i coprifuochi, le strade deserte come se attendessimo un'invasione aliena....

 A te, figlio mio, la didattica a distanza con l'università di Milano non dispiaceva: io feci mettere il modem, ti comprai il computer con la ram per il disegno tecnico e tutto sembrava funzionare.... chiusi in un bunquer, ma io te questo abbiamo in comunque, che stiamo bene chiusi, isolati, nel silenzio e forse anche al buio con le finestre sprangate.... come lo insegnarono a me da piccola, per vari motivi i miei nonni , così i primi anni di vita eravamo a Montegrosso in un continuo crepuscolo nella mia casa nel centro storico, il campanello faceva sussultare me e te....all'unisono. 

Eravamo due cuori di passeri spaventati su un nido, aspettando il ritorno di tuo padre, la sera tardi...stavamo abbracciati i primi mesi, nel letto della prozia, quello in noce, che ora non c'è più solo l'armadio e i comodini, il latte... io ne avevo per due e tu... minuto crescevi in quell'odore di vaniglia di cui tutta la stanza sapeva. Quando poi andai a scuola, ti comprai un libro sugli animali e tu li conoscevi tutti, già a sei mesi e i numeri a diciottto mesi , quando non riusci a finire l'anno alle medie statali, ma l'anno di prova sì, ecco che  erano il nostro passatempo.

Riccio biondo, paffuto, ti intromettevi sempre quando la sera arrivava papà e parlava della sua giornata: volevi essere al centro dell'attenzione....due anni fa questo Covid entrò prima nelle nostre teste che nel sangue, ma già prima tutto era cambiato e vorrei sapere da quando.

La Pandemia mi mette sul piano degli altri: con le stesse ansie, le preoccupazioni per tutti i meiei cari oltre che per me malata, mi fa sentire accomunata ad un planetario dolore, ad un'ansia che ci tira per i capelli da due anni, in tutti i modi: la salute, le relazioni sociali e familiari, l'economia, le persone abbandonate al loro destino se non rientrano in categorie precise.

Noi siamo già dei privilegiati.... 

Posso così nascondere il mio dolore per te come un tempo le zingare sotto gonne colorate, il pollo che avevano rubato da un pollaio.

Sotto la gonna variopinta del mio dolore ci se tu, ma non se ne accorge nessuno....

L'emergenza Covid dà delle priorità.

Perderti è stata la mia grande sconfitta di donna e di madre, se vuoi anche di insegnante.

Ora sono malata anche io...sono la zingara di un tempo che nasconde il pollo che le si agita sotto le gonne, ma io a questo dolore.... non posso tirare il collo. 

Posso sperare solo che un giorno....


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