Credevo fosse una banalità, un mare senza onde, che serenità, come fosse assenza di emozioni, vuoto, senza dolore, senza piacere.
Invece è una emozione forte, che prende alla gola, che vivo ora, in questo preciso momento 18.18 ora italiana del 2 gennaio: i miei figli e mia mamma che cucinano e ritorna la sapienza degli avi, l'entusiasmo dei piccoli, ma forse ancora di più della nonna che sa di comunicare le sue ricette e di imparare dal nipote diciottenne a fare i biscotti allo zenzero mai prodotti nonostante abbia fatto professionalmente la cuoca nel ristorante di famiglia. oltre che la maestra. La mia maestra per tutti e cinque gli anni.. I fratelli (il bimbo e la bimba che sembrano quasi gemelli) più piccoli guardano e questa è la magia, di ricordi, di affetti, intramontabili, nonostante tante burrasche.
Penso sempre anche a te, figlio che non ci sei, ma la serenità, questa serenità la auguro anche a te...
A cinquant'anni ho capito che non è acqua ferma di mare, palude o assenza di piacere; serenità è sapere che oggi può essere il mio primo o il mio ultimo giorno, ma ho scoperto che la serenità esiste e ha dei volti ben definiti, una storia e in cucina.... noi ci troviamo con le nostre passioni secolari, di generazioni contadine e sono felice di averlo scoperto con i miei figli e mia mamma oggi.... non è mai tardi, come non è mai abbastanza presto per scoprirlo.
Buon anno a tutti.
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