sabato 27 marzo 2021

Un cuore di plastica... non riciclabile Capitolo II La gatta racconta: reazione di rigetto: nessuna!

 Capitolo II 


Capitolo II

Reazioni di rigetto... nessuna!


Sono qui che mi riposo, con la zampina con cui mi copro gli occhi" Mi vedete? Non sono un cucciolo, dovrei già essere una gatta adulta, proprio oggi è il giorno del mio compleanno, tre anni e sembra che sia al massimo di sei mesi!

In questi anni quanti cambiamenti! A parte l'aver lasciato la mia mamma e i tre fratellini, in una gabbietta, il 1 maggio del 2018, quando il mio padroncino Leonardo Ferrari mi portò su quest'altra sponda del lago Maggiore, a Verbania!

In questa mia nuova casa c'era una, anzi c'erano due lumache in gabbietta, che con la loro lentezza avevano un po'esasperato, anche se quella bava trasparente diventava un velo di fata.

I bambini aspettavano me con immensa gioia, ma io ci mi un po' ad ambientarmi: ero terribilmente spaventata e spaesata, mi facevo male rimanendo con le unghie appese tra le fessure dei termosifoni, mi sporgevo troppo sul davanzale della finestra al secondo piano e appena potevo volevo uscire ....

Ho fatto i miei bei disastri, ma la madre della mia padroncina... non mi ha mai neppure sgridata: dava sempre a se stessa la colpa di non aver previsto e messo al sicuro occhiali non infrangibili, computer in bilico! Allora aveva ancora il suo cuore che sanguinava... ma era già capace di non turbarsi per nulla se si rompeva qualcosa anche di importante che doveva sostituire...

Con loro comunque sono stata anche a Pisa, in un piccolo alloggio: tanto avevano paura che io saltassi via dal primo piano che ad agosto era tutto chiuso e la mia padrona dormiva in una stanza con me... mentre il suo compagno e i figli nell'altra, aprivano le finestre. Lei per me ha sopportato il caldo, ha ricomprato lenti e sostituito lo schermo nuovo di un Hp... e si stupisce ancora che io le dorma accanto, in qualunque stanza di questa stanza dorma, accorra se piange o se ha un incubo, se vomita in bagno perché ad ingoiare dolore non ce la fa più... Sì lei si stupisce dell'amore e da me lo accetta perché non crede che possa avere un secondo fine: solo lei mi pulisce la lettiera, mi riempie la ciotola di acqua e croccantini, forse crede che per questo io le voglia un po' di bene!

Mi ha anche fatto conoscere il gatto dei suoi genitori, Oliver, un enorme gatto che di notte va in giro per le colline, tra le vigne, a visitare le gattine in una cascina abbandonata e di giorno riposa su una specie di canapé ... Quando mi ha visto nella mia gabbietta mi ha anche soffiato addosso! Che modi! Non gliela prendo la sua casa ... io sto solo con la mia padrona a casa sua! Lui è un gatto di padre greco e si vanta di questa origine, bianco e nero, con un muso enorme, il doppio del mio. Bisogna dire, però, che la mia padrona sa parlare anche con lui: lo guarda negli occhi e lo saluta e lui risponde subito, con due miao... ciao, come stai? Stai bene? Lei gli dice qualcosa e lui risponde ancora con un Miao...Infatti sono anche un po' gelosa: quando sento che lo racconta ai suoi figli, dice che io non so dialogare: miagolo per segnalare un pericolo o se ho bisogno di qualcosa, ma non converso come Oliver: un miao... poi ascoltare cosa mi dicono gli umani... rispondere con un altro miao!

Sarà perché è greco e la mia padrona vorrebbe tanto visitare i luoghi in cui il padre di Oliver, un Odisseo felino, faceva strage di cuori, anche delle turiste (la madre di Oliver una aristogatta che non fece tante storie... le rimarrà certo un bel ricordo, dopo la fecero sterilizzare! Ecco cosa consiglio anche alle donne... dopo un grande amore, almeno non avrete figli da chi quell'amore non ve lo saprà mai dare! certo che se quell'amore non lo avete mai conosciuto, come me, qui chiusa in questo appartamento, pur con tanto amore e preoccupazione, appena la porta si apre scappate e sul tetto vi mostrate sperando che quel grande amore arrivi....

Poi però basta! Così la padrona di Oliver fece con la madre di Oliver: la bella avventura addirittura in Grecia, una cucciolata e poi dal veterinario a sterilizzarla! Ma lei è architetto, giustamente la cultura fa la sua parte: che la sua gattina italiana abbia amato all'ombra delle colonne di un tempio greco o sull'isola di Odisseo... certo è un bel pensiero per la sua gattina! Anche proteggerla da volgari amori, da banali accoppiamenti... da desideri naturali, ma che avrebbero appagato solo ordinari gatti...è stato un pensiero di una donna colta e di una donna che certo, da parte sua, sapeva qualcosa dell'Amore.

Ora stanno suonando alla porta e non vorrei che i miei padroni non sentissero, tutti in Dad, questa didattica a distanza per cui ognuno è chiuso in una camera diversa e io ... devo avvisare se qualcuno suona. 

Ciascuno di loro ha un suo modo riconoscibilissimo! Invece qui il postino... non suona due volte! O apri o sono file interminabili alla posta e con il Covid19 peggio che mai!

Ma io sto attenta.

Oggi è il 30 marzo 2021 è più di un anno che facciamo questa vita, ma almeno capiscono come mi sento io! Sempre chiusa e appena posso, non solo fuggo sul loggiato... lì ci arriva anche la mia padrona, a rimettere a posto strisce... di plastica... che vola non via al vento e le piove quasi in casa... no! io riesco a salire sui tetti... dove lei non mi può raggiungere!

Comunque con questo lock down anche loro chiusi come me, un po' capiscono come mi sento! Mi hanno comprato un guinzaglio per gatti... per farmi uscire in cortile, ma come me lo mettono perdo in agilità, mi sento... sedata!

Devo andare, non so se oggi vi scriverò ancora. Ho solo paura che quel suo cuore di plastica... le faccia qualche brutto scherzo... 


Miao a tutti!


venerdì 26 marzo 2021

Ein Herz aus Plastik (mit Reverso )

 Ein Herz aus Plastik.nicht recycelbar



von Mariagrazia Pia

Kapitel 1

Ich stelle mich vor

Ich bin eine schwarze und elegante Katze, mein Name ist Minou, weil die Tochter meiner Herrin, viele Male die Aristocats gesehen hatte. Ich habe einen Schwanz, den ich gerne zupacke, den ich kurvig, bedrohlich ausführe, wenn ich mich in Gefahr fühle... meine Herrin beneidet mich!


Sie können sich diese Transplantation, diesen Avatar-Look natürlich nicht leisten, da sie ein nicht recycelbares Plastikherz transplantiert haben, weil das mit Bio-Polymeren zu teuer war oder vielleicht in ihre Brust geschmolzen wäre!


Es ist also ein Plastikherz...ungenießbar!


Meine Herrin kontrolliert einmal täglich den Druck und die Herzschläge... Warum die sechs Monate? Warte, wir sind nur im ersten Kapitel!


Der andere, sein wahres Herz ... wohin ist er gegangen?


Als sie es herausnahmen, bewahrten sie es für ein paar Tage zum Studieren und zur Analyse im Labor auf! 

Wie viele Wunden, Herzinfarkte, du Arsch! Welche Arterien sind verschlossen, schreckliche Herzkammern und Vorhöfe? Schrecklicher Visu hätte die Lateiner geschrieben!


Er blutete immer noch Liebe und pulsierte allein... aus Gewohnheit, es war das Herz einer Mutter und er konnte nicht anders! Sie mussten ihn sedieren...


 Es war nur ein blutender Muskel, ohne den Körper, und doch schlug er weiter und hatte keine Ahnung von der Nutzlosigkeit so großer Anstrengung!


Sie hatten vor der Operation gefragt, wie auch immer Sie gingen, dass sie ihn in einem Eisbeutel nach Hause bringen!

Du wolltest ihn begraben?

Begrabt sein Herz im Weinberg seiner Urgroßmutter, der fast zu einem Akazienwald geworden ist, als Honig für Bienen, wenn sie dort Schwärme waren, um im Juni diese süßen Blumenbüschel zu versiegeln... 

Wie in ihrem Leben, das Gefühl der Duft der Süße, Schwärme angekommen und sie hatte keinen Nektar mehr... siehe, der Schwarm war weit gegangen: natürlich, es ist Selbsterhaltung!


Sie wollte, dass ich dieses Herz esse, sie wollte wissen, dass das schwarze Kätzchen, das neben ihr schlief und ihren Albtraum spürte und sich an ihre Brust schmiegte, um dieses Herz zu beruhigen, das ihre Tränen mit ihrer Zunge abwischte...


(...)

Un coeur de plastyque, non recyclable (tr. avec Reverso, avec ma revisione)

 Un cœur en plastique, non recyclable



de Mariagrazia Pia 

Chapitre I

Je me présente

 

Je suis un chat noir et élégant, je m’appelle Minou, parce que la fille de ma maîtresse, avait vu tant de fois les Aristochats. J’ai une queue que j’aime m’enrouler à côté, que j’exhibe sinueuse, menaçante quand je me sens en danger... ma maîtresse me l’envie!


Elle, bien sûr, elle ne peut pas se permettre cette transplantation, ce look d’Avatar, depuis qu’on lui a transplanté un cœur en plastique, celui qui n’est pas recyclable, parce que celui avec des bio-polymères était trop cher ou, peut-être, il aurait fondu dans sa poitrine !


Donc c’est un coeur en plastique... immangeable !


Ma maîtresse contrôle une fois par jour la pression et les battements... depuis six mois, il semble que tout fonctionne ! Pourquoi depuis six mois ? Attendez, c’est juste le premier chapitre !


L’autre, son vrai cœur... qu’est-il arrivé ?


Quand ils l’ont retiré, ils l’ont gardé quelques jours pour l’étudier et l’analyser au labo!

Que de blessures, d’infarctus, de caillots ! Quelles artères obstruées, les ventricules et les oreillettes horribles? Horribile visu écriveraient les Latins !


Il saignait encore de l’amour et battait tout seul... par habitude, c’était un cœur de mère et il ne pouvait pas s’en empêcher ! Ils ont dû... le sédater !


Ce n’était qu’un muscle sanglant, sans le corps, et pourtant il continuait à battre et n’avait pas la moindre idée de l’inutilité de tant d’effort !


Elle avait demandé, avant l’opération, qu’on le ramène dans un sac à glace !

Elle vouliait l’enterrer ?

Enterrer le cœur dans la vigne de son arrière-grand-mère, devenue presque une forêt d’acacias, autant de miel pour les abeilles, s’ils étaient en essaim accourut là, à suggérer en juin ces douces grappes de fleurs...

Comme dans la vie d’elle, sentant le parfum de la douceur, les essaims étaient arrivés et elle n’avait plus de nectar... voici que l’essaim était allé loin: bien sûr, c’est l’auto-préservation!


Elle voulait que je mange ce cœur, elle voulait savoir que le chat noir, qui dormait à côté d’elle, qui, sentant son cauchemar, s’accroupissait sur sa poitrine pour apaiser ce cœur, qui lui essuyait les larmes avec la langue râpeuse... voilà qu’il se nourrissait de ce cœur...


Je ne voulais pas l’offenser, mais je me nourrisse et me nourrissais de croquettes, mais ce cœur était trop déchiré, je l’aurais vomi!


Je crois qu’il l’a incinéré et qu’il en a dispersé les restes parfumés de souches de vigne sur le lac Majeur... où nous vivons, peut-être qu’elle l’ait conduit à Mergozzo, tant les courants souterrains pour les dénivelés se jettent dans le Majeur! Ou l’a dispersé sur le lac d’Orta... où elle a enseigné une année au lycée artistique... je ne sais pas ce qui est arrivé à ce coeur...


Depuis qu’elle a son coeur en plastique... c’est mieux: ils disent qu’elle a atteint non pas l’Atarassia des Stoïciens, mais l’Alessitimia des Foux, ... elle n’a plus d’émotions, elle ne souffre pas, elle ne se réjouit pas, elle n’espère pas et elle n’a pas peur, même les cauchemars ont cessé de la déranger, comme les fantômes de Canterbury... deviennent ridicules si tu n’as pas peur !


Maintenant, personne ne peut plus lui faire du mal, parce que l’excuse, pitoyable et cruelle, de vouloir lui faire du bien, ne tient plus: elle ne peut plus éprouver ni bonheur ni douleur.


La pitoyable excuse de vouloir l’aider... ne tient plus: elle n’a plus besoin de rien !


Si pauvre que même les voleurs, les vrais, qui ont vécu dans et hors de prison, (les meurtres auxquels elle donnait des leçons en prison... et lui promettaient de l’aider... au cas où elle aurait eu des problèmes... dehors…) ne la toucheraient pas, ne la toucheraient pas.



S’ils entraient, ils diraient, désolé, pardon... je ne savait pas, je m’en va!


Les autres... n’ont pas dit ça!

Et ils parlaient d’aider, de l’aimer, de la comprendre, d’être... mieux que les autres ! Au moins, ils auraient fait ce qu’ils voulaient faire... sans compliments, servi... sans payer la note, c’est elle qui paye toujours!

(...)


Bref, maintenant qu’elle a ce cœur en plastique, c’est beaucoup mieux: je la vois, elle ne tombe plus dans les pièges à souris de ceux qui veulent l’aider, donner des conseils, parce qu’elle n’a rien d’autre à lui donner !

Il ne se plaint pas, ne s’inquiète pas du tout, ne reproche rien ni personne!


Je vais vous raconter ses journées, celles d’avant et celles... avec le cœur en plastique !


Ce roman ne sera parrainé par aucun laboratoire pharmaceutique... je ne peux pas vous dire quel bio-ingénieur l’a breveté et quelle société l’a produit.


Je peux juste vous dire que ça marche... qu’elle ne souffre plus et que je peux dormir la nuit!


J’y vais parce que j’ai l’impression que sa petite fille est en train de se baigner dans la baignoire, je suis toujours un chat, et même si je peux écrire des histoires, je n’ai pas perdu mon instinct félin... je sais qu’en cas de danger, en miaulant fort quelqu’un vient... et je ne voudrais pas que la fille de ma petite maîtresse, va nous noyer !


Comme vous dites, c’est impossible, elle a déjà neuf ans !


Ma maîtresse près de cinquante et a réussi, plusieurs fois, à se noyer dans un verre d’eau !


Au prochain chapitre !




Un cuore di plastica ... non riciclabile: Nuovo romanzo tra distopia e fantasy, tra romanzo di formazione e romanzo psicologico, anche per bambini

 Un cuore di plastica..

non riciclabile


di Mariagrazia Pia 


Capitolo I 

Mi presento

Sono un gatta nera ed elegante, mi chiamo Minou, perché la figlia della mia padrona, aveva visto tante volte gli Aristogatti.  Ho una coda che mi piace avvolgermi accanto, che esibisco sinuosa, minacciosa quando mi sento in pericolo... la mia padrona me la invidia! 

Lei, certo, non si può permettere anche questo trapianto, questo look da Avatar,  da quando le hanno trapiantato un cuore di plastica, quella non riciclabile, perché quello con bio-polimeri era troppo caro o, forse, le si sarebbe sciolto nel petto! 

Quindi è un cuore di plastica... immangiabile! 

La mia padrona controlla una volta al giorno la pressione e i battiti... da sei mesi a  questa parte, sembra che tutto funzioni! Perché da sei mesi? Un attimo, siamo solo al primo capitolo!

L'altro, il suo vero cuore ... che fine ha fatto?

Quando glielo hanno estratto, per qualche giorno lo hanno conservato per studiarlo e analizzarlo in laboratorio! 
Quante ferite, infarti, trombi! Che arterie occluse, orribili i ventricoli e gli atri? Horribile visu avrebbero scritto i latini!

Sanguinava ancora amore e pulsava da solo... per abitudine, era un cuore di madre e non poteva farne a meno! Lo hanno dovuto... sedare!

 Era solo un muscolo sanguinante, senza il corpo, eppure continuava a battere e non aveva la minima idea dell'inutilità di tanto sforzo!

Lei aveva chiesto, prima dell'operazione, comunque andasse, che lo riportassero a casa in una borsa a ghiaccio!
Lo voleva seppellire?
Seppellire il suo cuore nella vigna della bisnonna, divenuta quasi una foresta di acacie, quanto miele per le api, se fossero a sciame accorse lì, a suggere a giugno quei dolci grappoli di fiori... 
Come nella vita di lei, sentendo il profumo della dolcezza, a sciami erano arrivati e lei non aveva più nettare... ecco che lo sciame era andato lontano: certo, è autoconservazione!

Lei voleva che lo mangiassi io quel cuore, voleva sapere che la gattina nera, che le dormiva accanto e sentiva il suo incubo e le si accoccolava sul petto a tranquillizzare quel cuore, che le asciugava le lacrime con la lingua rasposa... ecco si sarebbe nutrita di quel cuore...

Non volevo offenderla, ma già io mi cibavo e mi cibo solo di croccantini, ma era troppo straziato quel cuore, lo avrei vomitato!

Credo che lo abbia alla fine incenerito e ne abbia sparso i resti profumati di ceppi di vite sul lago Maggiore... dove viviamo, forse lo ha portato a Mergozzo, tanto le correnti sotterranee per dislivelli si gettano nel Maggiore! Oppure lo ha disperso sul lago d'Orta... dove insegnò un anno al Liceo Artistico... non so che fine abbia fatto quel cuore... 

Da quando ha il suo cuore di plastica... va meglio: dicono che abbia raggiunto non l'atarassia degli Stoici, ma l'Alessitimia dei Celebrolesi... non ha più emozioni, non soffre, non gioisce, non spera e non paventa, anche gli incubi hanno smesso di darle fastidio, come i fantasmi di Canterbury... diventano ridicoli se non ne hai paura!

Ora nessuno le può più fare del male, perché la pietosa e crudele scusa di volerle fare del bene, non regge più: lei non può più provare né felicità né dolore.

La pietosa scusa di volerla aiutare... non regge più: non ha più bisogno di nulla!  

Così povera che anche i ladri, quelli veri, che dentro e fuori dalla galera hanno vissuto, gli omicidi a cui lei dava lezione in carcere... e le promettevano di darle una mano... nel caso avesse avuto problemi... fuori...non la toccherebbero, non la sfiorerebbero, altro che picchiarla! Sì, è capitato anche questo!

 Se entrassero qui in casa, direbbero, scusi, non sapevamo, ce ne andiamo subito! Gli altri non hanno detto così! E parlavano di essere di aiuto, di amarla, di capirla, di essere... meglio degli altri! Almeno avessero fatto quel che volevano fare... senza complimenti, si fossero serviti... senza mai pagare il conto, paga sempre lei! 
 (Quel giovane ergastolano... sarà ancora in carcere? La promessa di un ergastolano vale sempre e chissà che non siano in quel carcere di Asti gli unici amici che avrebbero potuto e potrebbero darle una mano, perché lei non aveva avuto esitazioni a stringere le loro mani, come quella di Roberta, a cui lei chiese il nome, nell'agosto 2019 a Milano e le parlò... e non poté aiutarla...)

Insomma ora che ha questo cuore di plastica, va molto meglio: la vedo, non casca più nelle trappole per topi di chi le vuol essere di aiuto, dare consigli, perché non ha altro da darle! 
Non si lamenta, non si inquieta per nulla, non rimprovera per nulla e nessuno!

Ora vi racconterò le sue giornate, quelle di prima e quelle ... con il cuore di plastica!

Questo romanzo non sarà sponsorizzato da nessuna casa farmaceutica... non vi posso dire quale bio-ingegnere lo abbia brevettato e quale azienda lo abbia prodotto.

Posso solo dirvi che funziona... lei non soffre più e io posso dormire la notte! 

Ora vado perché mi sembra che la sua bimba sia a fare il bagno nella vasca, io sono sempre una gatta e anche se so scrivere storie, non ho perso il mio istinto felino... so che in caso di pericolo, miagolando forte qualcuno arriva... e non vorrei che la figlia della mia padroncina, a giocare nella vasca ci annegasse!
Come dite è impossibile ha già nove anni! 
La mia padrona quasi cinquanta ed è riuscita più volte ad annegare in un bicchier d'acqua!

Al prossimo capitolo! Miao a tutti.


mercoledì 24 marzo 2021

Ringraziamenti : 25 marzo 2021 Dantedì a 700 anni dalla Morte del Poeta. Una segnalazione... Conversazioni con Dante di Roberto Sironi. Noblesse... oblige

 



Ringraziamenti dovuti

al Maestro Roberto Sironi, alla suggestione delle sue opere pittoriche, alla sua prosa graffiante o elegiaca, come le canzoni… che sarebbero in realtà poesie trobadoriche...alle letture che mi ha consigliato, non mi vergogno a confessarlo.....

Sono un' insegnante  (anche di Lingua e di Letteratura italiana)  e i miei ex studenti ... sanno come e con quale spirito e finalità... didattiche, (aggettivo che è sempre meglio citare... dal greco "didasco ...), consigliassi autori e romanzi, poeti e filosofi in  modo che diventassero un punto di partenza per parlare di noi! Come quando ci confrontavamo con la Divina Commedia, sul banco e sulla cattedra e da quella "cattedra vuota" chiedevo.. ma tu in che cerchio, girone, cornice, cielo saresti e dove collochereste me?

Dante ... come un modo per capire noi stessi, la nostra forzatura! 

Se reciprocamente ci collocavamo ... in un determinato luogo dantesco... non solo avevamo capito quel canto ... ma noi stessi! 

Per me e per i miei allievi Dante è una via, un metodo, secondo una spinoziana  "ethica more geometrico demonstrata"... per vivere e nel vivere ci metto tanto l'essere studente come l'essere docente... La vita non è un'altra cosa...non dovemmo dire... quando suona il campanello e tutti usciamo, come non dovremmo mai essere costretti a pensare... ma quando suona il campanello della mia vita... non ce la faccio più: noia, delusioni, fallimenti, fatica...

Ci sono comportamenti paradossali apparentemente, ma coerenti secondo una logica più raffinata: il filosofo e pedagogista J. J. Rousseau, (l'autore dell'Emilio su cui generazioni di maestre si sono formate, anche mia ma per il concorso ne aveva tutta una copia sottolineata. e annotata...)  sapeva talmente bene cosa volesse dire educare, senza corrompere con la civiltà, un bambino, che, non sentendosi all'altezza abbandonò i suoi in un orfanotrofio. 

Molto più modestamente e senza creare traumi o dare questa possibilità da Repubblica di Platone... so così precisamente come vorrei insegnare e come vorrei che potessero apprendere in miei studenti, con lo spirito delle Arti medievali, che se non fosse per un problema economico... lascerei l'insegnamento.

Come scrissi nel romanzo "Francesca da Rimini"...e si legge sul quarto di copertina: "Amare non è restare"... non per forza! 

Università nel medioevo non voleva solo indicare un livello di istruzione, ma una comunanza di intenti, interessi, di intelligenza condiviso tra studenti e docenti. Non dovrebbe essere il caso per sentirsi tutti studenti, docenti, dirigenti scolastici, famiglie da opposte parti della trincea: siamo tutti in trincea contro un analfabetismo di ritorno, di cui mi parlava al liceo il prof. di filosofia,  T. Griffero, da anni docente ordinario a Roma.

Contro questo subdolo analfabetismo di cultura, di sentimenti e di emozioni che non capiamo più e non sappiamo gestire...

 La contrapposizione a cui ancora assistiamo - docenti vs studenti, docenti vs famiglie, insieme di studenti e insegnanti della stessa disciplina, con la stessa passione per la disciplina, non per quella professione da Arti maggiori avrebbero potuto esercitare dopo la laurea!

Quanto alloro sprecato... meglio usarlo per una bella grigliata di carne, che averlo in testa, se non si è capito che... non deve servire questo studio, perché non è servo, schiavo di nessuno, questo studio non deve rendere schiavi di una professione, di un posto fisso o precario... nessuno! Meno che mai asservire gli studenti alle ragioni degli altri, neanche degli autori che studiano!

 Devono viverli... empaticamente, la distinzione bellissima di Dilthey per la divisione in Scienze dello spirito...(Einfuhulug, empatia) e scienze fisico matematiche (Verstendnis, da verstanden). Il positivismo ha applicato il Verstehen anche alle Scienza dello spirito: grave errore non solo epistemologico,  ma esistenziale e culturale. Non è d'altra parte un elogio dell'irrazionalismo, quasi un nuovo misticismo... ateo. Si tratta solo di una sensibilità diversa ... dall'intuizione geniale... che pure avranno tutti i geni scientifici: quante mele cadute sulla testa dei Taugenicht... i Nullafacenti personaggi del romanticismo...A loro non capitava nulla, nessuna rivoluzionaria scoperta

Alla mia prosa mancava la sintesi e alla mia poesia… mancavano charme e leggerezza, al mio pensiero filosofico rigore, come alla mia vita… e a quella delle persone che frequentavo mancava l’Etica, le regole del Giambellino, mentre le leggi le sapevamo e le sappiamo seguire benissimo. Nei miei romanzi c’era troppa filosofia… nessuna concretezza, cercai di andare in questa direzione…

Troppa religione… sono andata nella direzione di una scrittura laica.

Ringraziamento a Roberto Sironi, che mi ha aiutato a fuggire dallo Statalismo dell’anima, da posto fisso, da qualunque posto fisso metaforicamente inteso.

Mi ha insegnato una "nuovissima arte critica", se già conoscevo la "nuova arte critica" della Scienza Nuova di Vico: questa di Sironi la sto applicando e  ha cambiato la mia scrittura, è evidente.

Non mi vergogno anzi sono contenta quando senza accorgermene, ci sono si "sironiani" come ci furono poesie petrarchiste, manzoniane!

Lui potrebbe imprimere uno stile nella parola, continuo a ripeterlo, lui... è uno scrittore e un poeta nei testi delle canzoni, mentre poi si è affidato al percorso musicale... la parola è poetica, comprendendo tutti i generi (elegiaco, epico, lirico, lirica modica, corale dell'antica Grecia, dai menestrelli, minnesanger, trovatori, in lingua d'oc epici il lingua d'oil).


Certo sono in ruolo dal 2020… da quando nacque il mio primogenito: ci sono anni con coincidenze… deraglianti! A volte ci disperiamo nel perdere la coincidenza in stazione, a volte… il Destino, il Caso… Qualcuno sta dalla nostra parte, ma siamo ostinati a salire su certi treni...io sono saltata in corsa… credetemi mi sono fatta molto male e me ne faccio ancora… ma sul treno su cui non voglio viaggiare, per la destinazione verso cui non voglio andare… se anche tirando il freno di emergenza… non si ferma… io salto giù… se non c’è sosta… si salta!

Roberto Sironi ha trovato titoli per le mie opere (come Soste poetiche, compreso in Femmes en bouteille”, il primo romanzo biografia o biografia romanzata di Donne senza confini), ha creato appositi quadri che io ho poi riprodotto come immagine di copertina. Grazie! Gli ho anche “rubato” titoli, come “Il ballo dell’uva”...

Ringrazio l’artista milanese Roberto Sironi, ma anche l’editore americano Fabrizio Catalfamo, che con la sua casa editrice in Florida, Hoffmannehoffmann mi fece incontrare il pittore milanese, invitandolo ad esporre i suoi quadri per la presentazione del libro dello scrittore, pittore e medico palermitano Michele Iacono, autore de “L’imperfetta bellezza”, romanzo di cui nel lontano… lontanissimo 2018 scrissi la prefazione, oltre a curarne l’editing.

Ad una combinazione di fascino: un cielo limpidissimo a Milano, che mi abbagliò, uscita dalla metropolitana, linea rossa, fermata Duomo! Alla signora Sironi, Elisabeth Boudjuema, che con il suo fascino e la pronuncia francese mi fece per un attimo pensare di essere a Parigi e non a Milano!

Grazie al “ChiAmaMilano”, a cui arrivai dopo essere andata per un’ora nella direzione opposta, fino alla Scala...c’è nella mentalità contadina quasi un rifiuto della città metropolitana, ma anche dei suoi abitanti… lo sappiamo di essere topi di campagna e non topi di città, l’importante è non essere topi di fogna! Ricordo la gentilezza con cui i signori Sironi mi accompagnarono per un tratto della metropolitana, carichi dei quadri che avevano subito riportato a casa, dopo averli esposti come scenografia della presentazione.

Roberto Sironi mi scambiò per la giornalista che doveva arrivare a momenti… iniziammo a parlare a partire dalla domanda sul perché tra quadri di vari temi (risaie, biciclette, vino, agglomerati metropolitani) mi fossi fermata proprio a osservare… “Il Ballo dell’uva”….

Credo che sia davvero tanto lavoro a cui accenno sotto, per una persona come me, che, al Ballo dell’uva… se costretta a prendervi parte, ha sempre risposto e sempre d’ora in poi risponderà: non grazie… io… ballo da sola!

Breve biografia

25 gennaio 2019-25 marzo 2021 (Dantedì e 700 anni dalla morte del poeta):

(M. Pia- R. Sironi) Appunti amorosi di un’umanità in bottiglia: poesie di Mariagrazia Pia su cartonicini (tecnica mista, vino e acrilico). 125 opere originali poi raccolte nel volume (In vino VeritArt. Love Notes of a bottled humankind, Hoffmannehoffmann, prima edizione giugno 2019)

(M. Pia-R.Sironi) La Bellezza è mia. Come una biografia. Slalom Artistico-letterario nella vita e nelle opere di Roberto Sironi. Con testi inediti, testimonianze, rassegna stampa, report di rassegne e mostre in Europa e in Italia. (Amanzon, 2021)

(M. Pia) Un caso letterario: Roberto Sironi, il suggeritore di parole (Amazon 2021)

Prefazioni e saggi critici per

R. Sironi, “Conversazioni con Dante” (Amazon 2021)

R. Sironi, “ Conversazioni con Vico” (Amazon 2021)R. Sironi, Taccuino di un selvaggio (Amazon 2021)

R. Sironi- Pia Mariagrazia: L’isola e il mare, testi in prosa per le immagini che riproducono i quadri dell’artista (in uscita Hoffmannehoffmann, Florida 2021)

Credo che sia davvero tanto lavoro, per una persona come me che al Ballo dell’uva… se costretta a prendervi parte, ha sempre risposto: no grazie… io… ballo da sola!



martedì 23 marzo 2021

Poetica-mente: le tarme dell'anima

Ho i cassetti pieni... delle ragioni degli altri!

Li svuoto e metto in ordine le mie!

Le tarme hanno selezionato: hanno rosicchiato le migliori (lana pura, angora... ) per questo la contemporaneità è un elogio alla plastica e al sintetico! 

Anche se la mia vita, la mia anima saranno ancora cibo per tarme sentimentali, prima che il mio corpo lo sia per i vermi... preferisco avere la prova che sia di lana, commestibile per le tarme.... dei ripensamenti, mai dei ri-morsi!!!


La mia anima come la lana... se la indossi tiene la temperatura corporea. Per questo mi ha cotto il braccio, quando il brodo bollente lo rovinò per sempre, perché era protetto! Ciò che ti protegge in condizioni normali, in casi speciali può essere una rovina.

Non vorrei mai essere.... una lana così! 

Ma una calda coperta verde, che ti avvolge e se anche nella tua vita c'è l'incendio... puoi attraversare le fiamme...ma se prendi la coperta sbagliata.. il sintetico brucia e diventerai una torcia umana...

Dipende dai casi... fare la scelta giusta. 

A tutti coloro, che pur a malincuore la compiono, coraggio! L'importante è farne una!



Critica-mente: è così importante avere "ragione" o è meglio avere "intelletto d'amore"?

 Chissà perché detti popolari e contadini, proverbi piemontesi... simili a quelli siciliani di Padron 'Ntoni nei Malavoglia di Verga si intromettono tra aforismi letterari e filosofici, fanno anche a pugni... eppure la mia coscienza avrebbe dovuto dirli superati... 

"La ragione la si dà agli asini" ... certo non è che il torto allora debba essere offerto al purosangue che vince il palio della mia città, Asti o di Siena!


Cosa avrà voluto dire questo proverbio contadino? 

Dire che abbiamo ragione o che un altro ha ragione, per quella sapienza popolare non era poi molto, gli asini erano sinonimo di ottusità, non importa che sia dimostrato che sono animali intelligenti: il mondo contadino ha le sue certezze, molto conservatore, reazionario, una Vandea della coscienza, una Russia bianca da conquistare....

A questo mondo appartengo, con le sue certezze, saggezze, umiliazioni e difficoltà e mi chiedo, kantianamente, se ci stiamo ancora dibattendo tra la Ragion pura, (come dovrebbe essere, ma non è... ) e  l'Intelletto con le sue categorie?

Cosa vorrà dire... la ragione si dà agli asini? E ai cavalli, ai buoi (il pio bove di Carducci è ancora aggiogato! Gli asini, invece, se si intestardiscono non si muovono! Oppure fuggono all'improvviso, ve lo garantisco, mio padre ne aveva tre nella sua fattoria!)

Allora critica-mènte e critica-ménte....cosa vuol dire che la "ragione si dà agli asini" ?

Quando si ha "intelletto d'amore" come le "donne" a cui si rivolgeva, forse la solita ragione, contrapposta al torto, si può mettere da parte...

Ancora una volta una scelta da fare: meglio soli che ma accompagnati? Meglio la ragione o l'intelletto d'amore? Aver o voler avere sempre ragione e non scusarsi mai... (forse perché si è riusciti a non doverlo mai fare..) e avere intelletto d'amore,  sono la stessa cosa oppure una dicotomia?

Preferisco avere "intelletto d'amore" che "sempre ragione! Forse è virile avere ragione, femminile avere intelletto d'amore? Possiamo uscire da questi stereotipi di genere e di numero e di coniugazione di declinazione....

A quale genere di conoscenza, il filosofo B. Spinoza avrebbe fatto corrispondere l'intelletto d'amore di cui parla Dante, di cui, in altri termini, tutta la sua "Ethica more geometrico demonstrata "ci parla?

L'amore è fonte di conoscenza dall'Eros platonico in poi...perché ci porta a conoscere la causa... della felicità per cui amiamo e del dolore per cui odiamo! Conosciamo non solo la causa esterna, ma noi stessi che reagiamo più o meno al dolore, al piacere, alla felicità!

Se ho un'alta soglia di dolore e non mi accorgo della ferita se non quando vedo la lesione... è una lebbra dell'anima, una forma di insensibilità, un caso di alessitimia, oppure un'abitudine al dolore?

Sono il fachiro della mia esistenza oppure la causa esterna non è così dolorosa.... per me?

Il fuoco ... brucia, la lama taglia... ma io non soffro come gli altri... quindi, anche se sono per altri causa di dolore... non lo sono allo stesso modo per me... così nel piacere e nella gioia!

Non è relativismo, ma realtà!

Se alcuni camminano sui carboni ardenti, riescono a contorcere il proprio corpo o a dormire sui chiodi... certo con una disciplina dell'anima prima che del corpo...


Chi ha "intelletto d'amore" non è troppo interessato all'aspetto teoretico. C'è qualcosa d'altro oltre alla ragione, che forse basta agli asini... ma sono troppo intelligenti come animali, per fermarsi a questa biada dell'anima, quando manca amore... cosa te ne fai della ragione???

lunedì 22 marzo 2021

Critica-mente: non solo una nuova collana di "saggi" letterari e filosofici. Aut - aut ( non vel, , vel)

 Questa collana "Critica-mente"  nasce certo dalla mia vocazione alla critica letteraria:  ingenua  al liceo confessai al mio insegnante di Filosofia, che "da grande" avrei voluto fare la critica letteraria e per questo mi sarei iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Colui che poi divenne Professore ordinario a Roma, mi disse che dovevo intraprendere un cammino ben più lungo e difficile e che critici letterari lo sono solo i docenti universitari. Se questo ammonimento del mio Viriglio lo capii, poi non mi lasciai da lui guidare, mentre molto più saggiamente lo fece la mia compagna di classe, con altri meriti, certo e certo con ben altri risultati! 

 Per questo il percorso della carriera universitaria fu immediatamente, presuntuosamente, appassionatamente il mio obiettivo. 

Non sapevo, però, che serve anche visitare inferni esistenziali e sentimentali, purgatori umilianti, come per me fu l'insegnamento, docente di ruolo... per un concorso che vinsi subito, l'ordinario del 1999, stesso anno del mio matrimonio: due decisioni sbagliate in un anno solo! 

Due decisioni in cui c'entrava sempre la stessa persona sia perché insieme ci iscrivemmo a quel concorso, sia perché a dirla tutta, mi sposai anche per dimenticarlo! 

Certo non solo, volevo anche una giuridica attestazione che uscivo dalla mia famiglia d'origine, una "manucaptio", per passare dalla potestas del padre di famiglia a quella del marito. Non m i sarebbe bastato convivere, no... nella mia mente la "manucaptio", questo " vendere due volte, con una cerimoniale ben spiegato nelle XII taovle e nel diritto romanzo successivo (di cui mi occupai prima per il pensiero giuridico di G. Vico, di Gravina per poi diventare traduttrice delle Origines juris civilis, occupandomi poi di giusnaturalisti e di cotrattualisti....

Ora che riscrivo, per spiegare la nascita di questa mia nuova collana, devo dire che ho sbagliato con un rigore stupefacente, dimostrando una vocazione al paralogismo ... da manuale! 

Ecco che se prima funzionavo con paralogismi, ora che ho creato questa collana... critica-mente devo cambiare testa, ma anche vita.

I miei studenti mi direbbero che studiare troppo fa male, che mi ha fatto male! 

Direi ancora di no, ho proceduto per paralogismi, ho fatto errori di logica aristotelicamente parlando

... e fui di ruolo senza neanche capire che volesse dire... non scendere più da quel treno, quella che per me è stata una tradotta in un campo di lavoro.... come quando mi trovai sposata, subito madre... e non mi ero neppure resa conto... "nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi trovai in una selva oscura/, che la dritta via era smarrita. / Ahi quanto a dir qual era cosa dura/ esta selva selvaggia e aspra e forte/ che nel pensier rinnova la paura! Tant'è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch'i' vi trovai dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte. Io non so ben ridir com'i' v'intrai, tant'era pien di sonno a quel punto/ che la verace via abbandonai"!

Quali fossero le ragioni del mio sonno... le ricordo tutte, ma quando spiego Dante ai miei studenti...capiscono che io ci vivo dentro quei versi, anche fraintendendo, parafrasandoli male a livello esistenziale e morale... ma li ho nella testa. Come la mia "Francesca da Rimini", se vogliamo dirla tutta, è una donna che vive sentendosi Francesca e convincendo tutti di ciò, fino a provocare il suo stesso omicidio!


 Venti anni di insegnante di ruolo...un'espiazione e un'umiliazione, forse un masso che doveva servire a piegare la sua superbia, forse a stroncare la sua volontà, cingendosi come il Poeta, di quel salice che si piega, per una virtù che oggi viene tanto citata... "la resilienza"!

 Piegarsi e non spezzarsi! Solo che per indole e caparbietà contadina, nipote di un nonno bersagliere, ardito nella seconda guerra mondiale, anche io ebbi l'ardire di preferire spezzarmi, come tante volte ho rischiato mi succedesse, soprattutto nella vita privata e familiare, sentimentale, amorosa, piuttosto che cedere, che piegarsi. 

Come Dante, come Pitigrilli, preferisco fuggire in contumacia dalle false accuse, dai falsi amori, dalle amicizie morbose, piuttosto che spiegare... a chi non avrebbe mai voluto, ma forse anche potuto, capirmi.

Quindi a questa collana di brevi saggi letterari e filosofici arriva a cinquant'anni, molto, ma molte oltre il "mezzo del cammin di nostra vita", per un esilio da se stessa... che inizia nel 1999, pericoloso anno per i cabalisti e i profeti! Se ci fu colpa, qualcuno le ha fatto capire che le porte della prigione si sono aperte per me: buona condotta, amnistia, carceri super affollati, grazia del Presidente della Repubblica... chissà?

Direi che è un'"evasione"!!! Ma attenzione non nel senso lato: leggi e scrivi per evasione, come se fosse un colto intrattenimento, un nobile "otium" latino, sull'amaca della borghesissima vita che mi sono costruita e chi è causa del suo male, deve solo piangere se stesso!

Dopo più di venti anni di lacrime, le ho tutte esaurite! 

A questo punto... decidere se "fare torto o partilo", perché la giustizia non si trova nei Tribunali, quella è la verità processuale, non la Verità, quante volte me lo sono sentita dire costituendomi parte civile, oppure ancor prima essendo testimone, anche solo spettatrice!

 Aletheia, la Verità,  non solo esce heideggerianamente dal nascondimento, ma fugge in camicia da notte, quasi una pazza di quei manicomi che il dottor Basaglia fece chiudere, non per questo non c'è più la città dei matti, ma non sono quei matti che giustamente voleva salvare dai ghetti e dai nosocomi  Basaglia a fare paura! Certo quelli avevano un esasperato senso critico, la loro idea non era in discussione, piuttosto si nega tutto il resto, ma a patti con i "normali" mai!


Fatto sta che questa collana, accanto a "Il caso Roberto Sironi", "A lume spento" , "Intimità liquorose" "Tradere", accoglierà saggi letterari e filosofici condotti "critica-mente", ricordando il criticismo kantiano e reimpostandolo, secondo la "nuova arte critica", pratica di Filosofia e di Filosofia, di certo e di vero, in termini kantiani... si sensazione e categorie, perché senza le sensazioni il giudizio è vuoto, ma senza le categorie le sensazioni, anche le sensazioni estetiche, sentimentali, affettive, sono cieche.  G. B. Vico propose la nuova arte critica  nel lontano 1744, ma se non è stata completamente applicata, forse è ancora nuova

La sua Scienza nuova, ai tempi della nuova scienza galileiana, era niente meno che la "Storia" del corso che fanno le nazioni!  Solo che non era la scienza nuova che procede a ricostruire come gli storici e gli storiografi, da Erodoto a Tucidide, da Plutarco a Sallustio, a Tacito...! 

L'Ethica di Spinoza, la Ragion Poetica di G. V. Gravina, la Scienza Nuova di Vico, le tre critiche di I. Kant, la Filosofia dell'identità di Schelling, sono alcune pietre angolari su cui costruirà i canoni della sua critica letteraria e filosofica, anche a proposito di Etica e di Estetica.

Se una mente non critica, che mente è? L'intelligenza artificiale può avere una mente critica? Interrogativi sul presente e sul futuro, perché sono  anche madre di quattro figli e voglio  immaginarmeli... in quel "pianeta futuro" dipinto da Roberto Sironi: sarà un futuro distopico senza critica, senza libertà e quindi senza filosofia, oppure, qualche Spartaco guiderà la ribellione e anche la croce, anche il rogo, la gogna mediatica potranno essere sfidati, perché uno scienziato non ha bisogno di sacrificare la sua vita, per dimostrare la coerenza con una teoria che altri scienziati confermeranno, ma gli artisti, i poeti, gli scrittori, i filosofi, le menti critiche non possono delegare, subappaltare, subaffittare la loro mente, il loro pensiero. Sanno che possono ancora essere condannati al rogo, alla gogna mediatica, crocifissi come Spartaco o come Gesù, condannati ed esiliati come Dante: lo sanno e più sanno che rischiano, più si sentono sulla strada giusta! 

Non hanno la vocazione cattolica al martirio, ma se sono disposti a vivere critica-mente, sono anche disposti a morire critica-mente e questo può voler dire "morire" per chi quella mente non ce l'ha e non vuole educarsi ad averla. 

 Critica-mente, però, si può anche imporre alle persone che non condividono, che non hanno lo stesso coraggio, di scegliere e di andarsene! 

Critica-mente non si può patteggiare, concludere accordi, fare compromessi, essere diplomatici, ignavi che mai non furon vivi!

A mio figlio e agli allievi a cui spiego, on line, la Divina  Commedia, cerco di far capire che non serve a loro saper fare la parafrasi, una consoscenza puntuale di tutti i canti, certo serve per il voto e la media!

Ma serve alla loro vita sapere che c'è un Anti inferno morale, esistenziale, filosofico, sentimentale pieno di ignavi, di chi non sceglie per non soffrire, con la scusa di non voler far soffrire gli altri (padri, madri, amanti, moglie e mariti, figli e nipoti, amici e colleghi, allievi e e genitori di allievi... in ogni situazione c'è la possibilità di essere ignavi! Non è il caso di indicare solo l'omertà in situazioni di criminalità, ci sono tante omertà in contesti in cui prendere una parte, magari anche sbagliandosi, avrà conseguenze economiche, certo, forse anche sentimentali, ma essere tra coloro che potrebbero essere respinti anche dall'inferno- anche l'inferno, anche il Diavolo... non fa patti per tutte le anime, anche lui sceglie! E non compra in svendita!

Sarà che mi è anche rimasto nella testa Aut -Aut di Kierkegaard, sarà che posso dire quanto mi è costato tute le volte nella mia vita che ho scelto chi difendere, da che parte stare... mi sento di poter dire a mio figlio, ai miei figli... scegli, se sbagli, pazienza, ma scegli!

Agli adulti che sono ormai troppo cristallizzati nelle loro vite... capisco sia difficile o impossibile per molti. L'importante eè non imporre ad altri la dolorosa condizione delle loro non-scelte.

domenica 21 marzo 2021

Fine di un blog! Sentimental-mente! Un anno blogg-ato , blocc-ato o blok-ato?Mai i piedi in due scarpe (calzini spaiati, vite spaiate)!

 Ci sono anni di crisi! "Crisi" deriva dal greco, dal verbo "crino" che significa giudicare!

 Pensate un po' che volo pindarico! 

(Pindaro, il poeta greco degli epinici, dell'elogio delle morti gloriose in battaglia, con le ali di cera della poesia volò meglio di Icaro! Ma non per la prudenza di Dedalo, architetto di labirintici pensieri")

Allora questo periodo in cui siamo immersi non solo fino al collo, ma spesso boccheggiamo e la corrente ci tira giù... può essere un anno di "giudizi", rese dei conti! In ordine: conti sentimentali, esistenziali, economico- lavorativi!

I conti... devo tornare, altrimenti c'è il fallimento, ma ci possono essere fallimenti "fraudolenti"! Chissà come mai l'industria, quel brand è al tracollo, ma gli azionisti o i proprietari... sono belli e tranquilli, nei paradisi fiscali!

Ecco, capita anche nella vita, nelle storie sentimentali, familiari addirittura: l'impresa è in fallimento, gli azionisti sono sul lastrico, se hanno comprato solo quelle azioni... sentimentali, emotive...ma l'architetto, l'amministratore delegato, i proprietari... sono nei loro paradisi o almeno in un sicuro limbo...

Allora viene da chiedersi se conviene... giocare in borsa, anche se seguiti da bocker professionisti, soprattutto comprare azioni di un'unica azienda! 

Vogliono "fidelizzare il cliente"?

 Se tutto funziona non è il caso di fare tanta fatica... siamo pigri! 

Il nostro conatus (spinozianamente e filosoficamente inteso) ci porta a permanere nel nostro essere, ad odiare la causa esterna di dolore, ad amare la causa esterna di piacere e di felicità: fin che dura il dolore si odia e si fugge da quella causa, fin che dura il piacere e la felicità si è rivolti a quella causa di piacere e di felicità, ma se si trasforma in causa di dolore... non può vivere di rendita e pensare che il nostro "conatus" continui a muoversi in quella direzione!  

Quindi per pigrizia, per "conatus" , noi ci sforziamo (conamur) a stare in quello "status quo" che ci appaga!

Chi sta bene non si muove! 

Giustamente Spinoza parlava di Necessità, non di Libertà: necessariamente amiamo le cause della nostra felicità e odiamo le cause del dolore!  Siamo poi "liberi" dalle passioni, dal subire le nostre emozioni, quando conosciamo, ri- conosciamo la causa esterna del dolore e del piacere!

Senza scomodare psichiatri, psicologi, far uso di antidepressivi, di sedute psicanalitiche... sei felice se ami e sei riamato, sei infelice se non sei riamato o reso felice dalla persona che ami (in senso molto ampio: dai genitori ai figli, dai coniugi e dai compagni di vita, dagli amici ai colleghi di lavoro).

Cosa dite? Mi sono tolta dei sassolini dalle scarpe, come Govi in "Colpo di timone"? Dice la verità perché crede di avere pochi mesi di vita?

Sì mi sono tolta i sassolini dalle scarpe, già che c'ero ho intenzione, se non l'ho ancora fatto del tutto, di togliermi le scarpe spaiate che mi hanno dato ( eri scalza... ti ho dato una scarpa, una mano? Certo, ma le mani sono due, come i piedi! L'altra mano, in che tasca , chi tieni per mano e non sono io?  L'altro tuo piede... in che scarpa è? In che letto dormi tutte le sere, sotto quale tetto, sotto quale tavolo ti siedi...?)

Allora per il mio compleanno, segno dei Gemelli come Dante... mi faccio un regalo: non solo mi tolgo i sassolini, ma anche le scarpe spaiate, le calze che mi hanno accusato di spaiare, a piedi nudi appena finito questo lock down... camminerò... per le strade di polvere che ancora ci sono tra le mie colline, non sarà la polvere di cui parla John Fante in chiedi alla polvere! LA polvere argillose delle colline dell'alto Monferrato, quei percorsi di Fenoglio, Pavese, Lajolo, dalle Lanche a Vinchio ad Agliano anche citato da C. Pavese, che scollinava da S. Stefano Belbo! ... 

Partendo da Montegrosoo d'Asti, dalla piezza del Castello assediato da Federico Barbarossa, sceso contro i Comuni, passerò per Agliano...dove il nipote di quel primo Federico, si innamorò, a cercare il castello di Bianca Lancia d'Agliano, la madre di Manfredi, lo generò niente meno che dall'imperatore Federico II, lo Stupor mundi, l'eretico, il sapiente, ammiratore della cultura araba, della cultura ovunque fosse... Ma lo ricordano ad Agliano Terme, o sanno solo del loro turismo enogastronomico e Termale? Hanno avuto niente meno che un Imperatore (e che imperatore!) come amante della loro Signora, padre di un figlio che poi divenne Re di Puglia... che Dante salva... in extremis, immagina il pentimento... perché anche per Dante... quello ci vuole!

Farò anche un video... sperando che non mi rinchiudano come folle... perché tra le tante libertà che dovremmo avere, non c'è quella di essere liberi!

Come disse il Filosofo Aristippo ai suoi compagni dopo il naufragio a Rodi, colmati di doni come la sacra ospitalità richiedeva... portate solo quei doni che nessun naufragio, nessuna guerra, nessun cataclisma vi può portare via...La sapienza e la Filosofia!

Viaggiate leggeri!

Perché carichi d'oro in caso di naufragio... non si sta a galla, si può essere derubati, anche uccisi... poi in tempi di crisi economica... è pericoloso essere ricchi!

Viviamo, mai Lesbia, e amiamo ! Ammoniva Catullo, diceva alla sua infedele, bellissima Clodia! Chiamata Lesbia, come omaggio alla grandissima poetessa greca Saffo!

Viviamo ed amiamo e non curiamoci dei "borbottii" degli anziani che ci rimproverano... ci toccherà dormire, un'unica nera notte!

Viviamo e amiamo!

Catullo morì a trent'anni e fu prudente ed accorto a vivere così di amore e di poesia.


 Puntare su un cavallo solo, su un unico numero che prima poi deve uscire su quella ruota... è un metodo, una autolesionista impostazione?

Si rischia di essere cinici, ma è un anno di crisi e di giudizio?

Allora forse è ora di togliere... la scarpa ... la nostra a tutti coloro che tengono i piedi elegantemente in due scarpe, che siano figli, genitori, amici, mariti, mogli, amanti, fidanzati o compagni!


Non basta ancora, vogliono di più?

Allora vi consiglio di andare scalzi, anche su cocci di vetro, su strade non asfaltate, ma mai più i piedi in due scarpe, camminare a fianco di chi vive così... perché non vuole allontanarsi troppo da riva!

A tutti coloro che tengono i piedi in due scarpe... anche se dicono che non si possono permettere la scelta...la scelta ci sarebbe, andare scalzi piuttosto.

Ecco, cinicamente, a tutti coloro che chiedono di essere di aiuto, ma in realtà si assicurano bene di non cadere nelle sabbie mobili in cui siamo, che protendono rami... fanno quel che possono...rispondo cinicamente, come il cinico Diogene, con un abbaio: l'unico aiuto è spostarvi dalla mia vista, mi togliete il sole. Per il resto, posso anche vivere in una botte, scalza e senza cibo!

Tenetevi le vostre scarpe... ! Una ex suocera mi fece notare con rimprovero altezzoso, che io spaiavo i calzini di suo figlio! 

Ecco io mi sono ben presto spaiata da lui e da tutti coloro che non hanno ancora capito che io posso, come i contadini delle mie terre del Monferrato, camminare scalza e non mi vergogno! Ma i piedi in due scarpe... se anche io li ho mai tenuti e non per proteggere i miei piedi, ma piedini di bimbo, comunque sia, in due scarpe mai più.

Un anno di crisi è un  anno di scelte!

Citando un personaggio, un socrate  ebreo... vissuto duemila anni fa... Per seguirlo, bisognava non solo rispettare tutti i comandamenti, fare offerte ai poveri, pagare le tasse, dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, ma in piena fiducia, abbandonare tutto e seguirlo!

Quel giovane tanto buono e devoto... che si credeva già perfetto se ne andò tristemente! Eppure credeva di fare già tanto e se fosse stato più istruito, potrei dire che aveva posto a quel socrate ebreo e giudeo una domanda trabocchetto, come tanti... genitori, figli, mariti e moglie, amici e compagni di vita pongono all'altra persona: ma non faccio già tanto, cosa mai posso fare ancora?

Ecco che la risposta ce l'hanno in tasca, ma le loro tasche sono bucate!


Lascia tutto e seguimi! Si può dire di amare una persona solo se si è disposti a questo, come figli... non sai dove ti porterà quel genitore se sotto i ponti di Parigi o sul palco dell'Ariston, come moglie e mariti, come amanti e fidanzati, come madri e come padri... 

Disposti a tutto per l'altro o per l'altra!

Quindi dopo questo semplice test mentale, esistenziale, sentimentale, erotico in senso platonico, quell'Eros che porta a contemplare il mondo delle idee... farete le vostre scelte, darete i vostri giudizi sulla vostra vita, sulle persone che avete accanto e quelle che vorreste.

Un consiglio: non fate mai domande trabocchetto, retoriche, specie a persone che vi vogliono bene o ve lo hanno voluto e non rispondete a domande trabocchetto da parte vostra!

A chi vi chiede cosa posso fare: togliti dal sole che mi fai ombra!

A chi vi chiede... ma cosa posso fare ancora per te? Rispondete come il socrate ebreo: vendi tutto e dallo ai poveri e poi seguimi! 

Non sempre, attenti, si parla di vendere beni materiali, ma di lasciare la situazione di partenza, completamente, per seguire l'altro- padre/madre, figlio/figlia, marito/moglie, amante/ compagno-a...

Siate pronti a vederne molti, tristi, con gli occhi bassi, offesi da una tale richiesta! Ma se in cuor vostro sapete, come io so per quel che mi riguarda per le persone che mi possono fare tale domanda, che sareste o siete stati disposti a fare quello che chiedete, senza sapere perché, dove, quando e come sareste poi vissuti... non fatevi scrupolo a dare questa risposta!  

Forse per spiegarmi meglio... vi devo fare sentire... sì sentire la musica delle parole di questa bellissima canzone, poesia da trovatore medievale, minnesanger delle corti germaniche, menestrello... nmiente a che fare con i cantautori del suo tempo, è caduto qui per sbaglio... Roberto Sironi, si ostina a credersi del '900... ma non lo è! Comunque ora ci interessa il suo testo:

" Cosa dici? Vuoi fare un viaggio con me?

Non ti importa dove... purché sia con me!

Non stare in piedi davanti ad un mare così!

Meglio che ti siedi e fermati un po' qui!


Cosa bevi? Vuoi farti un giro con me?

Non t'importa dove... purché sia con me!

Cosa vedi? Davanti ad un mare così...

C'è una nave pronta che ti aspetta lì!


Marinai in coperta!

Vieni qui, che si salpa... qui!

Chi sarai, non importa...

Onde e guai... andiamo al largo, dai!


Cosa dici? Vuoi innamorarti di me?

Non ti importa come... perché sia di me!

Cosa vedi... Davanti ad uno così...

C'è una nave sempre... epr sparire... sì!

Marinai in coperta!

Stringimi, che si ballo... qui!

Chiudi un po' quella porta...

Onde e guai... ma che importa ormai...

Un ammonimento a tutte le donne ( visto che la voce narrante è un uomo, ma non cadiamo in restrizioni: una persona dice ad un'altra persona, essere umano, sapiens sapiens) a tutte le persone che hanno risposte ad una domanda del genere: sì sono disposto/a a salpare, a viaggiare, ad innamorarmi... non importa dove, come, quando , pur che sia con te... e a questo slancio sono salpati/e come Arianna sulla nave di Teseo, Medea su quella di Giasone, Elena su quella di Paride, Didone contro tutti i suoi giuramenti si è innamorata di Enea....e si sono poi trovate... come Arianna abbandonate- e già è stata fortunata, perché poi è passato niente meno che Dioniso sull'isola di Nasso!, Ma Medea la terribile matricida, certo, abbandonata per una moglie greca, lei "barbara", per una situazione stabile, accettata, oppure per una situazione di comodo... lavoro, casa, figli in comune... le solite cose! 

Ecco, a queste belle domande... che mettono alla prova la devozione, ci deve essere la stessa devozione e disponibilità: uomini e donne che hanno intelletto d'amore... rispondete pure... sì non mi importa dove, pur che sia con te... ma l'altro che vi ha fatto questa bella domanda... chi ha in coperta? Cosa ha in coperta da difendere, da non poter abbandonare?

Come se lo dicessi a mia figlia- che ora a solo 9 anni- ai miei figli maschi di 17 e di 11... che forse a loro servirà fare domande corrette, ma anche rispondere accettando una sfida esistenziale, sentimentale che non sia mai sbilanciata...

Si deve essere sempre entrambi o in più con questa disponibilità d'animo! Se l'altro mi mette alla prova... anche io lo devo fare! 

"Non m'importa come... pur che sia con te"! Attenzione in quel non m'importa come... c'è un inganno!

Va tutto bene, ma quel "non m'importa come" deve dirlo anche chi fa la domanda!

Sapete... a tutto c'è un limite... di dignità.


Scegli, giudica e scegli!

Io ho scelto, continuerò a scegliere, e tu? 


Certo a guardarvi indietro e a non trovare nessuno... sulle prime è triste... poi come Forrest Gamp... quando si mise a correre, perché era l'unica cosa che sapeva fare... correre, non camminare, correre! ecco che poi lo seguirono in molti e quando smise di fare quella corsa... gli altri non avevano più una guida, una forza!

Ecco lui sapeva correre... e non camminare se non con un tutore per gambe... ci sono persone che sanno far bene una sola cosa... non la più facile... 


Correte, da soli, alla fine con questo sistema le persone che correranno con voi... saranno tante... ma non saranno quelle con cui siete partiti e a cui avreste dato... letteralmente la vostra vita!

Non si studia filosofia per trent'anni come ho fatto, per non sapere poi dire, come Diogene: vivo in una botte, non ho bisogno neanche delle ricchezze di Alessandro magno... figuriamoci delle briciole sentimentali cadute dal tavolo del ricco epulone. Ricco... non è detto in senso economico, ma sicuro anche solo di piccole certezze sociali, economiche, lavorative....

Per me è stato un anno blogg-ato! Tutti i testi saranno pubblicati mese per mese, in parallelo 2020/2021.

Chiuderò qui... con questo bogg! 

E' stata una bella esperienza... ma i blok erano nei campi di concentramento e di sterminio nazisti! Piuttosto bruciatemi come strega... ma nel blok non voglio sopravvivere e ne ho cambiati molti. 

Meglio passare... per il camino di chi mi brucia con il suo odio, con la sua indifferenza, con quel non voler capire ... 

Forse un addio a molti, un arrivederci ad alcuni, un buongiorno a chi d'ora in poi sarà disposto a camminare scalzo, come me, nella mia vita, i piedi gli diventeranno callosi, come suole di scarpe, saranno infangati, impolverati? ci sarà sempre un torrente, una sorgente... per pulirli.

Ma quei piedi in due scarpe, mai più li metto io, mai più li metterà chi sta con me a partire dai figli!


Come dite, sarò sola?  Bene, potrò viaggiare al mio passo!







martedì 16 marzo 2021

Filosofica- mente. Le parole che odio...le parole che amo. Dante, Spinoza, Vico, la libertà nella necessità.

 Ho iniziato a riflettere sull'uso, sull'abuso del termine "resiliente": ha una mente e una sensibilità...dispettosa, sospettosa. Quando un termine diventa uno slogan pubblicitario mi infastidisce.

Così la capacità di sopportare urti, di assorbire i colpi...che può essere una caratteristica dei materiali che utilizzano ingegneri edili, architetti, interessante per la natura chimica e fisica dei materiali, che sia utilizzato in ambito morale, psicologico, esistenziale non mi stupisce- come ho già scritto il termine "conatus" sforzo, resistenza agli urti esterni, dalla Fisica del '600 passò tramite il filosofo B. Spinoza niente meno che alla sua "Ethica more geometrico demonstrata", facendone un essenziale elemento interpretativo di Gioia e Dolore, quindi di "necessario" Amore/Odio per ciò che potenzia o indebolisce il nostro essere, dal momento che tutti gli esseri si sforzano "conantur" non solo a permanere nel proprio essere, come autoconservazione fisica, psicologica, esistenziale, ma a potenziarlo. Provano dolore ad essere frenati, bloccati in questo sforzo e provano gioia ad essere aiutati dalla causa esterna a provare Gioia. Amare la causa esterna della gioia e odiale quella del dolore è necessario, ma in realtà questa necessità non è altro che libertà- termine che Spinoza non utilizza e non vuole utilizzare, ma per lui siamo liberi quando seguiamo la necessaria nostra natura e capiamo sia chi siamo noi che ciò che è la causa esterna di gioia e dolore. Lo capiamo intellettualmente e per lui anche con il terzo genere di conoscenza intuitiva, ricordando che non è un mistico, perché il Dio a cui fa riferimento è un "Deus sive Natura", Natura Naturans e Natura Naturata". Non per nulla la Spinoza renessance (come la Bruno Renessance) avvenne nel Romanticismo, con Schelling e la sua Filosofia dell'Identità, con Nietzsche!).

Dopo l'incursione nell'Etica di Spinoza, nel '700 il termine "conatus" fu ripreso da G. Vico, nella sua Scienza Nuova (1725, 1730, 1744): ecco che il concetto si amplia ai corsi e ai ricorsi che fanno le Nazioni, allo sforzo di perseverare nel loro essere.

In base a questo concetto... "Amor ch'a nullo amato amar perdona" sarebbe da integrare: non è vero che basta amare una persona perché questa sia, come Francesca nei confronti di Paolo, costretta a riamare, assolvendosi in quel caso da qualunque colpa, in realtà non pentendosi di una colpa, la lussuria, oltre tutto consumata con il cognato, il fratello del proprio marito.

Amor ch'a nullo amato amar perdona... se l'altro che ama per primo rende felice chi ama, anche prima di esserne riamato, diventa causa esterna - conoscibile conosciuta- di piacere, gioia e felicità!

A quel punto- potrebbe dire Spinoza allo stesso Dante, ai poeti del Dolce stil novo... a Petrarca e a tutti i cantori e cultori di amori di "anime nobili ossia suori gentili..."solo se prova piacere e felicità l'amato è costretto per il proprio "conatus" sforzo di accrescere il proprio essere, a rimare.

Francesca doveva essere felice, provare gioia per essere costretta a riamare Paolo, non bastava che lui l'amasse...! 

Particolare che proprio un'anima dell'inferno... non perdonata dal suo Dio, non pentita, parli di "perdono", come inflessibilità di un altro dio, il dio Amore, in realtà di quella natura - che è comunque divina come natura naturata, secondo Spinoza, inflessibilità a "non perdonare" chi è amato, nel non permettergli di ri-amare il proprio amante, prima in senso sentimentale e poi certo in senso fisico e passionale.

Questa necessità della natura naturata... ad amare chi e cosa dà felicità, quindi potenzia il suo essere, in tutti i sensi. 

Quindi nessun amore tormentato, amori umilianti, di uomini o donne succubi dell'altro, asservite ad un sentimento che a volte porta ancora ad omicidi, violenze psicologiche e fisiche, annullamento della personalità. 

Non sto aprlando di femminicidi in particolare, come quello di Francesca o di Pia dei Tolomei di dantesca memoria... ma di qualunque violenza- fisica, verbale, psicologica, economica- su un individuo nei confronti di un altro, senza misoginia, maschilismi, femminismi, preconcetti.

Chi crea dolore - in modo gratuito, compiaciuto del proprio potere su un'altra persona, sia uomo o donna... all'anagrafe questo sì è da mandare all'inferno subito, a parole certo, allontanare dalla propria vita, perché non è possibile amare chi ci deprime, comprime, fino ad annullare a volte quell'essere che invece si sforza(conatur) verso il potenziamento di sè. 

Il segnale, che troppo spesso dimentichiamo e una tradizione anche letteraria e filosofica, di amori tormentati... ci ha diseducati a cogliere: amate chi vi rende felice, non siate succubi di chi vi rende infelici (al di là del ruolo: padri o madri, figli o mariti, mogli, compagni/e, fratelli e sorelle amici....colleghi di lavoro....).

Si ama chi è causa di felicità.... si odia chi è causa di dolore!

Quando si usa la parola amore, passione, innamoramento per chi invece crea dolore... c'è qualcosa di sbagliato, filosoficamente, esistenzialmente, emotivamente!

Non si deve essere resilienti... si deve saper dire basta al dolore e accoglienti verso chi in vari modi e con vari situazioni affettive ci dà gioia nella nostra vita.

So che vi sembra troppo filosofico... ma in realtà è solo esperienza di vita... "more philosophico demostrata"! Accetti Spinoza la citazione!

domenica 14 marzo 2021

Filosofica-mente: "Resilinte"? No, oppositivo! Mi spezzo, ma non mi piego! (Conatus di B. Spinoza e di Vico)

 Ci sono proverbi che segnano la vita di una persona, anche se culturalmente si sovrapporranno aforismi di filosofi e scrittori! 

"mi spezzo, ma non mi piego"... era scontato come indicazione morale, per una volontà che sarebbe andata contro qualunque evidente buon senso, pur di non piegarsi! Che non sia sempre stato possibile, non vuol dire che quello non fosse l'obiettivo, il valore! 

Tutto il contrario di questo termine "resilienza", non dico nuovo, ma inusuale in ambito psicologico e morale, almeno nel linguaggio comune. Eppure da mesi e anni un tormentone: sembra quasi il precetto di una nuova religione laica, atea, se non fosse un ossimoro.

Ma ha un senso applicare questo termine di ambito tecnico, per classificare caratteristiche di metalli, capaci di sopportare urti, essendo "elastici" senza che si siano rotture, catastrofiche anche, dico applicarle in ambito psicologico e morale, anche politico ed economico!?

Per esempio accadde con il temine conatus, usato dalla Fisica del '600, mentre Spinoza lo declinò in ambito morale e così continuò G. Vico. Conato, come sforzo di permanere nel proprio essere, contro le forse esterne, fisiche o morali!

Quindi potremmo dire che il "conato" (conatus nell'Ethica di Spinoza, già in Hobbes, De Corpore), un concetto ibrido tra resistenza e inerzia... è molto simile a questo "resilienza" applicato ad oggetti in metallo e alle nostre indoli o caratteri, di fronte al trauma, alla rottura di equilibri affettivi, emotivi, psicologici... dovuti a forze esterne.

Il conato di Spinoza nell'Ethica more geometrico demonstrata, spiegava il fatto che ogni essere si sforza (conatur) di mantenere e incrementare il proprio essere, per cui ama ciò che dà gioia e potenzia il proprio essere, odia ciò che decrementa il proprio essere. Odio e amore, in base a questo criterio, non solo ci permettono di conoscere le cose esterne come causa di gioia e dolore, ma anche noi stessi, che proviamo gioia- quindi amiamo- o dolore- quindi odiamo la causa, di ciò che a noi - non necessariamente ad altri o a tutti- provoca piacere e gioia o dolore, incrementando o indebolendo il nostro essere.

Se non mi faccio sopraffare dal Odio o da Amore, posso arrivare alla completa conoscenza di me e delle cause esterne.

Certamente capendo la causa e le caratteristiche di ciò che dà gioia o dolore, sarò portato a cercare o a fuggire poi cause simili, consapevolmente e non in balia di passioni che mi tengano sottomesso e non libero... In quest'ottica potrei certo anche arrivare a non dovermi mai spezzare, dopo che ho imparato a cercare - senza sperare che arrivi la felicità senza mia ricerca e fatica, come potrei essere più disposto a sfuggire a eventi e persone che mi possono recare dolore.

Quindi nulla a che fare con una elasticità che reagisce agli urti, riassorbe le pressioni esterne...

Chi vuol esser resiliente sia... di doman con c'è certezza!

Nonostante tutti gli "stress" post traumatici... non siamo ancora oggetti che devono essere testati ad assorbire urti per non crollare e creare catastrofi.

L'anima oppositiva di Antigone... che non si piega... come la sorella Ismene al "nomos", alla legge positiva del re, loro zio Creonte e cognato dell'infelice Edipo, alle due ragazze sia padre che fratello... per terribile e incolpevole vicenda... dicevo, l'anima oppositiva di Antigona, che si fa seppellire viva, ma ma obbedisce alla legge naturale contro la legge emanata... ecco ispira la tragedia di Sofocle.

Tutti i personaggi tragici che ammiriamo e che hanno fatto la grandezza letteraria sono OPPOSITIVI, non resilienti" 

Dante nel suo esilio, nel suo lasciarsi condannare in contumacia... senza volere mai tornare a Firenze... da transfuga... fu OPPOSITIVO  e non resiliente!


Ognuno ha i suoi modelli, letterari e filosofici, culturali, di una tradizione popolare che  si afferma anche sulla cultura...ma non è possibile che siamo diventati... laici, per diventare "laici fideisti"!

Non ci sono più ideologie, lo Stato è laico e noi spesso sembriamo comunque fideisti, fedeli, ciecamente...

Il famoso "credo quia absurdum", credo, perché è assurdo, può andar bene con il dogma religioso, con la fede, ma accettare che "essere resilienti" sia una prescrizione psicologica... morale e politica mi sembra troppo

lunedì 8 marzo 2021

Lettera aperta agli uomini... "che hanno intelletto d'amore" il giorno della festa della donna

 Citando Dante, settecento anni dalla sua morte, possiamo chiederci se è lecito e consolatorio,  rivolgersi, da parte di una donna, ad uomini che abbiano intelletto d'amore... come nel '300 fece lui  appellandosi alle donne che potevano comprendere le sue sofferenze d'amore.

Un privilegio di sensibilità che accordava al genere femminile, di cui essere onorate ancora oggi, sempre che ci sia rimasto l'"intelletto  d'amore" delle donne di allora..

Sto pensando anche come madre, come tutte coloro che, come me, hanno figli in relazioni affettive stabili o meno, alle donne che sono sorelle di ragazzi e di uomini che dovrebbero capire meglio una compagna, essendo cresciuti accanto ad una ragazza...mentre la madre appartiene ad un'altra generazione e le nonne... le immaginano quasi ai tempi dei dinosauri, con modi di vivere l'amore che a loro sembrano di un altro pianeta.

Che amore hanno in mente le nuove generazioni, i nativi digitali? E le altre due che sono contemporanee, ma non coetanee, cosa pensano, cosa provano, vorrebbero essere giovani oggi, per affascinare e corteggiare o essere corteggiati e scelti?

Questi mariti, compagni, fidanzati... (anche ex mariti... ex compagni...), questi fratelli e figli hanno "intelletto d'amore"?

Se lo avessero sarebbe  e sarebbe stata da tempo davvero una bella festa della donna, tutti i giorni.

Queste feste... sembrano più un giorno della memoria, un consumistico omaggio, un necessario tributo... ad una donna... che non è "domina", signora del cuore di qualcuno, perché non sarebbe rispettoso delle pari opportunità...Allora bisogna cambiare termine... perché altrimenti... gli esseri di sesso femminile, almeno anagraficamente, sono "signore" di una terra di nessuno, di una casa di nessuno, di nessun cuore. 

Certo che non si pensa sempre all'etimologia, ma l'affascinante termine francese "femme" non ha a che fare con il dominio... non allude a nessuna signoria.

Chissà cosa ne pensano... gli uomini "che hanno intelletto d'amore"?

Gli altri, ovviamente, possono far a meno di leggere e di rispondere.

domenica 7 marzo 2021

Filosofica-Mente e Vichiana-Mente

Perché dedicare  un webinar  a G. B. Vico come ho intenzione di fare il 12 marzo? Non alla Scienza Nuova di G. B. Vico (1668-1744), filosofo napoletano, a qualche altra sua opera, al ruolo nella Filosofia moderna e contemporanea, al di là del luogo comune... "corsi e ricorsi storici", che come sempre ricordava l'esperto vichiano Paolo Cristofolini, non scrisse mai...

Piuttosto confrontarsi con il presente, con il XXI secolo, con i giovani di oggi a cui ancora chiederebbe di avere "menti eroiche" come nelle sue prolusioni ad inizio anno accademico. 

La sua nuova Arte critica, cos'è e come rientra  nella prassi degli studi umanistici, ma anche nell'Etica, nella Politica....

C'è bisogno di Pratica di questa Scienza, di quella scienza nuova, che quasi con anacronismo chiamava la Storia nel secolo che ormai avrebbe dato un impulso decisivo alle discipline scientifiche scienze nuove e di innovazione esponenziale.

Eppure non era una provocazione, se la scienza nuova fosse appunto diventata pratica di questa stessa e non solo teoria.

Ecco perché un webinar dedicato al filosofo che tanto ho studiato e che può ancora essere non solo attuale, ma attualizzante nel XXI secolo, più per i giovani, che per gli adulti, perché l'eroismo e la fantasia sono loro... e di quei pochi... che adulti razionali... non diventeranno forse mai: gli artisti, gli scrittori, i poeti, se diventare adulti significa "riflettere con mente pura" e non " sentire con animo perturbato e commosso" e create, poetare... con una sapienza che è poetica, poesis, (dal verbo greco poieo, fare) non tanto di testi letterari, di opere artistiche ma del "mondo delle nazioni"


Racc-contando: vecchia macchina da cucire Naumann

 Del tutto inutilizzabile, con il nero dipinto di lettere dorate... senza più il tavolo in legno, il pedale di ferro, stile liberty, ora sorregge un piano di vetro... la ruota ancora fa scorrere a vuoto un nastro...

C'è ancora l'ago, potrebbe cucire, forse ricamare sulla pelle dei ricordi, a lume di candela... la cera colava e restava sul pianale in legno. La nonna non se ne curava, erano le sue lacrime nascoste, rapprese.

Alla bambina di allora piaceva giocare con la cera appena colata, plasmarla! Aveva paura dei temporali, ma amava restare a lume di candela, la corrente elettrica saltava per ore...

Già da bambina cercava i momenti che la portavano ad un'epoca che non aveva vissuta.

Le Parche alla fine tagliano il filo... lei lo aveva usato per ricamare un nome... su una tela di canapa grezza, gialla e ingiallita. Il nome del suo assassino o della sua vittima.

La verità... ha le ore contate.

Festa della donna...: un augurio sincero (e preoccupato) a tutte le donne di domani, le bambine di oggi

 Bisogna fare gli auguri a tutte le donne, ma ancora di più a quelle che donne diventeranno i prossimi anni, alle bambine di oggi, ricordando che lo siamo state bambine, con sogni e speranze, ognuna con il sogno e la speranza che la caratterizzava, ma anche con quelli che il decennio del suo essere bambina suggeriva.

Certamente il "principe azzurro" era ancora un sogno per le mie coetanee degli anni '70: chi vide come me i cartoni animati Candy-Candy... aveva la scelta tra due modelli: il malinconico e sfortunato Antony o l'attore, il bruno  e affascinante Terence!

C'era un Kabir Bedi che mostrava un selvaggio e nobile Sandokan, la tigre della Malesia di Salgari, con abiti sontuosi, ma forte, tanto da uccidere una tigre o da combattere per i diritti dei Malesi, gli abitanti di Mombracem... liberi dagli inglesi .... La bellissima perla di Labouan, l'attrice Karole André... rinuncia a tutto per seguirlo e morente gli confessa che era stato meglio un anno con lui di una vita intera, come il destino che le avevano riservato, accanto ad un lord inglese...

Le bambine di oggi hanno bisogno davvero di tanti auguri... per il loro futuro di donne! 

A loro vanno tutti i miei auguri, alle donne di oggi e di ieri certo, ma ne hanno molto più bisogno le donne di domani.

Rac-contando: la verità oggettiva.... Vecchio dondolo

 Un regalo di anni che "il tacer è bello"... , ora è felice di poter accogliere il gatto, stanco delle sue fatiche d'amore per le colline tra i filari dei vigneti che stanno per germogliare.

Alla bambina piaceva come una culla... da muovere lei stessa! La nonna la muoveva appena, sorseggiando la calda acqua e salvia, acqua e malva, un po' aspra per il limone...

Una coperta a scacchi protegge il velluto che un sapiente artigiano già sostituì all'originale tela... a fiori, si ricorda la bambina! 

Sopra c'era l'orologio a cucù... buone cose... di pessimo gusto? 

Difficile oggi giudicare il gusto di anni fa....

Su quel dondolo si siede dopo l'atto che non avrà più bisogno di commenti e di repliche. 

Il commissario aspetta che il cuculo finisca a scandire le ore.... 

La verità ha le ore contate... 

Perché Dante non viene traslato a Firenze?

 Mi chiedo perché dopo 700 anni il sommo Poeta non sia tornato a Firenze, a Santa Croce dove vi sono le tombe dei grandi, cantate da Foscolo ne I sepolcri!  Persino quest'altro esule politico, che aveva creduto in Napoleone... fu poi tumulato nella Chiesa che aveva cantato come luogo di memorie di grandezza culturale e civile!

Quest'anno sono 700 anni dalla morte... quale momento migliore? 

Una riabilitazione politica, in momenti di fazioni, di parcellizzazioni di idee che non possono che disorientare...  Altri Guelfi, altri Ghibellini, solo che trovare figure potenti come Farinata degli Uberti, come il Conte Ugolino della Gherardesca, i Corsi e i Donati, Manfredi e Federico II non è facile!

Ravenna non perderebbe comunque il merito di aver dato ospitalità, ma Firenze deve riaccogliere il suo cittadino, con una pubblica riabilitazione politica, a prescindere dalla grandezza letteraria e poetica.

Non lo dobbiamo a Firenze, ma Firenze e gli Italiani lo devono a Dante!

Lui non volle ritornare anche quando ne ebbe le possibilità, come se tornasse di nascosto. Forse è rispettare la sua volontà lasciarlo a Ravenna.

Ma Firenze e l'Italia hanno bisogno, in questo anno di ricorrenza dantesca, non solo di celebrazioni culturali, anche ludiche, con migliaia di gudget...: Firenze e l'Italia hanno bisogno di far pace con il loro passato e con i grandi che hanno mostrato le miserie, le ipocrisie e i compromessi, perché solo così potrà reintegrare nel proprio corpo culturale, morale e politico, quelle forze di tanti esuli, ostracizzati dalla cultura e dalla politica, dalla scienza perché scomodi.

La storia di Dante Alighieri non è stata solo la sua, certo per lui fu più assurdo e plateale la condizione in cui fu condannato. Firenze avrebbe condannato al rogo Dante... per accuse che lui non si impegnò neanche a controbattere e forse ci sono stati nel nostro recente passato altri grandi scrittori e intellettuali a cui è capitato lo stesso, dimenticati e vilipesi.

Dobbiamo ricordare che condannato e giustiziato al rogo Dante... non avremmo avuto la Divina Commedia di cui ora tanto ci vantiamo e che giustamente celebriamo.

Dante è un esempio di ciò che non deve più succedere: Dante deve tornare a Firenze, con le pubbliche scuse non solo dei Fiorentini, ma degli Italiani.



sabato 6 marzo 2021

Lettera aperta alla madre di Dante

 Illustrissima...

da madre a madre, cosa significa avere un tale figlio?

Un onore certamente, ma di Lei non si parla mai....

Ha capito subito il talento, l'estro, la tenacia e anche la passione politica che lo avrebbe portato all'esilio?

Beatrice le sarebbe piaciuta come nuora, invece di Gemma Donati, della fazione avversa? 

Lo sa che invece due innamorati... a Verona, la città di Cangrande della Scala, a cui suo figlio dedicò il paradiso, morirono per un amore avversato dalle famiglia? Capuleti e Montecchi come Cerchi e Donati!

Come dice? 

Se fosse stato innamorato di Gemma ... non gliela avrebbe fatta sposare?

Non era per motivi politici che Giulietta e Romeo non potevano sposarsi, era che non ci si sposava per amore, per passione... mai!

Lo scrisse  Andrea Cappellano nel trattato... De Amore... 


A parlare con le donne di un tempo... si capiscono molte cose... 

Le famiglie avversano i matrimoni d'amore, le passioni... ancora adesso!

Rac-contando: la verità oggettiva... Vecchio imbuto in bottiglia

 La plastica ruvida, come pelle screpolata, giallastra, con qualche macchia... di vino... di sangue da versare in quella bottiglia bordolese, da nascondere sotto il lavandino ... come fosse aceto.

Sembra un lampadina, di quelle a tortiglione ... per uno strano caso, mentre è qui davanti a me, la luce sembra colare dentro, come da dentro di lui ci fosse una luce. 

Sembrano i cerchi danteschi, fino in bocca a Lucifero... eppure è solo un imbuto, che di travasi ne ha visti e ha sempre taciuto... 

La sua plastica non è più inodore e incolore...fino all'ultima goccia lo beve, quel succo scuro che sa ancora di vino e di lacrime.