venerdì 26 marzo 2021

Un cuore di plastica ... non riciclabile: Nuovo romanzo tra distopia e fantasy, tra romanzo di formazione e romanzo psicologico, anche per bambini

 Un cuore di plastica..

non riciclabile


di Mariagrazia Pia 


Capitolo I 

Mi presento

Sono un gatta nera ed elegante, mi chiamo Minou, perché la figlia della mia padrona, aveva visto tante volte gli Aristogatti.  Ho una coda che mi piace avvolgermi accanto, che esibisco sinuosa, minacciosa quando mi sento in pericolo... la mia padrona me la invidia! 

Lei, certo, non si può permettere anche questo trapianto, questo look da Avatar,  da quando le hanno trapiantato un cuore di plastica, quella non riciclabile, perché quello con bio-polimeri era troppo caro o, forse, le si sarebbe sciolto nel petto! 

Quindi è un cuore di plastica... immangiabile! 

La mia padrona controlla una volta al giorno la pressione e i battiti... da sei mesi a  questa parte, sembra che tutto funzioni! Perché da sei mesi? Un attimo, siamo solo al primo capitolo!

L'altro, il suo vero cuore ... che fine ha fatto?

Quando glielo hanno estratto, per qualche giorno lo hanno conservato per studiarlo e analizzarlo in laboratorio! 
Quante ferite, infarti, trombi! Che arterie occluse, orribili i ventricoli e gli atri? Horribile visu avrebbero scritto i latini!

Sanguinava ancora amore e pulsava da solo... per abitudine, era un cuore di madre e non poteva farne a meno! Lo hanno dovuto... sedare!

 Era solo un muscolo sanguinante, senza il corpo, eppure continuava a battere e non aveva la minima idea dell'inutilità di tanto sforzo!

Lei aveva chiesto, prima dell'operazione, comunque andasse, che lo riportassero a casa in una borsa a ghiaccio!
Lo voleva seppellire?
Seppellire il suo cuore nella vigna della bisnonna, divenuta quasi una foresta di acacie, quanto miele per le api, se fossero a sciame accorse lì, a suggere a giugno quei dolci grappoli di fiori... 
Come nella vita di lei, sentendo il profumo della dolcezza, a sciami erano arrivati e lei non aveva più nettare... ecco che lo sciame era andato lontano: certo, è autoconservazione!

Lei voleva che lo mangiassi io quel cuore, voleva sapere che la gattina nera, che le dormiva accanto e sentiva il suo incubo e le si accoccolava sul petto a tranquillizzare quel cuore, che le asciugava le lacrime con la lingua rasposa... ecco si sarebbe nutrita di quel cuore...

Non volevo offenderla, ma già io mi cibavo e mi cibo solo di croccantini, ma era troppo straziato quel cuore, lo avrei vomitato!

Credo che lo abbia alla fine incenerito e ne abbia sparso i resti profumati di ceppi di vite sul lago Maggiore... dove viviamo, forse lo ha portato a Mergozzo, tanto le correnti sotterranee per dislivelli si gettano nel Maggiore! Oppure lo ha disperso sul lago d'Orta... dove insegnò un anno al Liceo Artistico... non so che fine abbia fatto quel cuore... 

Da quando ha il suo cuore di plastica... va meglio: dicono che abbia raggiunto non l'atarassia degli Stoici, ma l'Alessitimia dei Celebrolesi... non ha più emozioni, non soffre, non gioisce, non spera e non paventa, anche gli incubi hanno smesso di darle fastidio, come i fantasmi di Canterbury... diventano ridicoli se non ne hai paura!

Ora nessuno le può più fare del male, perché la pietosa e crudele scusa di volerle fare del bene, non regge più: lei non può più provare né felicità né dolore.

La pietosa scusa di volerla aiutare... non regge più: non ha più bisogno di nulla!  

Così povera che anche i ladri, quelli veri, che dentro e fuori dalla galera hanno vissuto, gli omicidi a cui lei dava lezione in carcere... e le promettevano di darle una mano... nel caso avesse avuto problemi... fuori...non la toccherebbero, non la sfiorerebbero, altro che picchiarla! Sì, è capitato anche questo!

 Se entrassero qui in casa, direbbero, scusi, non sapevamo, ce ne andiamo subito! Gli altri non hanno detto così! E parlavano di essere di aiuto, di amarla, di capirla, di essere... meglio degli altri! Almeno avessero fatto quel che volevano fare... senza complimenti, si fossero serviti... senza mai pagare il conto, paga sempre lei! 
 (Quel giovane ergastolano... sarà ancora in carcere? La promessa di un ergastolano vale sempre e chissà che non siano in quel carcere di Asti gli unici amici che avrebbero potuto e potrebbero darle una mano, perché lei non aveva avuto esitazioni a stringere le loro mani, come quella di Roberta, a cui lei chiese il nome, nell'agosto 2019 a Milano e le parlò... e non poté aiutarla...)

Insomma ora che ha questo cuore di plastica, va molto meglio: la vedo, non casca più nelle trappole per topi di chi le vuol essere di aiuto, dare consigli, perché non ha altro da darle! 
Non si lamenta, non si inquieta per nulla, non rimprovera per nulla e nessuno!

Ora vi racconterò le sue giornate, quelle di prima e quelle ... con il cuore di plastica!

Questo romanzo non sarà sponsorizzato da nessuna casa farmaceutica... non vi posso dire quale bio-ingegnere lo abbia brevettato e quale azienda lo abbia prodotto.

Posso solo dirvi che funziona... lei non soffre più e io posso dormire la notte! 

Ora vado perché mi sembra che la sua bimba sia a fare il bagno nella vasca, io sono sempre una gatta e anche se so scrivere storie, non ho perso il mio istinto felino... so che in caso di pericolo, miagolando forte qualcuno arriva... e non vorrei che la figlia della mia padroncina, a giocare nella vasca ci annegasse!
Come dite è impossibile ha già nove anni! 
La mia padrona quasi cinquanta ed è riuscita più volte ad annegare in un bicchier d'acqua!

Al prossimo capitolo! Miao a tutti.


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