domenica 14 marzo 2021

Filosofica-mente: "Resilinte"? No, oppositivo! Mi spezzo, ma non mi piego! (Conatus di B. Spinoza e di Vico)

 Ci sono proverbi che segnano la vita di una persona, anche se culturalmente si sovrapporranno aforismi di filosofi e scrittori! 

"mi spezzo, ma non mi piego"... era scontato come indicazione morale, per una volontà che sarebbe andata contro qualunque evidente buon senso, pur di non piegarsi! Che non sia sempre stato possibile, non vuol dire che quello non fosse l'obiettivo, il valore! 

Tutto il contrario di questo termine "resilienza", non dico nuovo, ma inusuale in ambito psicologico e morale, almeno nel linguaggio comune. Eppure da mesi e anni un tormentone: sembra quasi il precetto di una nuova religione laica, atea, se non fosse un ossimoro.

Ma ha un senso applicare questo termine di ambito tecnico, per classificare caratteristiche di metalli, capaci di sopportare urti, essendo "elastici" senza che si siano rotture, catastrofiche anche, dico applicarle in ambito psicologico e morale, anche politico ed economico!?

Per esempio accadde con il temine conatus, usato dalla Fisica del '600, mentre Spinoza lo declinò in ambito morale e così continuò G. Vico. Conato, come sforzo di permanere nel proprio essere, contro le forse esterne, fisiche o morali!

Quindi potremmo dire che il "conato" (conatus nell'Ethica di Spinoza, già in Hobbes, De Corpore), un concetto ibrido tra resistenza e inerzia... è molto simile a questo "resilienza" applicato ad oggetti in metallo e alle nostre indoli o caratteri, di fronte al trauma, alla rottura di equilibri affettivi, emotivi, psicologici... dovuti a forze esterne.

Il conato di Spinoza nell'Ethica more geometrico demonstrata, spiegava il fatto che ogni essere si sforza (conatur) di mantenere e incrementare il proprio essere, per cui ama ciò che dà gioia e potenzia il proprio essere, odia ciò che decrementa il proprio essere. Odio e amore, in base a questo criterio, non solo ci permettono di conoscere le cose esterne come causa di gioia e dolore, ma anche noi stessi, che proviamo gioia- quindi amiamo- o dolore- quindi odiamo la causa, di ciò che a noi - non necessariamente ad altri o a tutti- provoca piacere e gioia o dolore, incrementando o indebolendo il nostro essere.

Se non mi faccio sopraffare dal Odio o da Amore, posso arrivare alla completa conoscenza di me e delle cause esterne.

Certamente capendo la causa e le caratteristiche di ciò che dà gioia o dolore, sarò portato a cercare o a fuggire poi cause simili, consapevolmente e non in balia di passioni che mi tengano sottomesso e non libero... In quest'ottica potrei certo anche arrivare a non dovermi mai spezzare, dopo che ho imparato a cercare - senza sperare che arrivi la felicità senza mia ricerca e fatica, come potrei essere più disposto a sfuggire a eventi e persone che mi possono recare dolore.

Quindi nulla a che fare con una elasticità che reagisce agli urti, riassorbe le pressioni esterne...

Chi vuol esser resiliente sia... di doman con c'è certezza!

Nonostante tutti gli "stress" post traumatici... non siamo ancora oggetti che devono essere testati ad assorbire urti per non crollare e creare catastrofi.

L'anima oppositiva di Antigone... che non si piega... come la sorella Ismene al "nomos", alla legge positiva del re, loro zio Creonte e cognato dell'infelice Edipo, alle due ragazze sia padre che fratello... per terribile e incolpevole vicenda... dicevo, l'anima oppositiva di Antigona, che si fa seppellire viva, ma ma obbedisce alla legge naturale contro la legge emanata... ecco ispira la tragedia di Sofocle.

Tutti i personaggi tragici che ammiriamo e che hanno fatto la grandezza letteraria sono OPPOSITIVI, non resilienti" 

Dante nel suo esilio, nel suo lasciarsi condannare in contumacia... senza volere mai tornare a Firenze... da transfuga... fu OPPOSITIVO  e non resiliente!


Ognuno ha i suoi modelli, letterari e filosofici, culturali, di una tradizione popolare che  si afferma anche sulla cultura...ma non è possibile che siamo diventati... laici, per diventare "laici fideisti"!

Non ci sono più ideologie, lo Stato è laico e noi spesso sembriamo comunque fideisti, fedeli, ciecamente...

Il famoso "credo quia absurdum", credo, perché è assurdo, può andar bene con il dogma religioso, con la fede, ma accettare che "essere resilienti" sia una prescrizione psicologica... morale e politica mi sembra troppo

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