Questa collana "Critica-mente" nasce certo dalla mia vocazione alla critica letteraria: ingenua al liceo confessai al mio insegnante di Filosofia, che "da grande" avrei voluto fare la critica letteraria e per questo mi sarei iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Colui che poi divenne Professore ordinario a Roma, mi disse che dovevo intraprendere un cammino ben più lungo e difficile e che critici letterari lo sono solo i docenti universitari. Se questo ammonimento del mio Viriglio lo capii, poi non mi lasciai da lui guidare, mentre molto più saggiamente lo fece la mia compagna di classe, con altri meriti, certo e certo con ben altri risultati!
Per questo il percorso della carriera universitaria fu immediatamente, presuntuosamente, appassionatamente il mio obiettivo.
Non sapevo, però, che serve anche visitare inferni esistenziali e sentimentali, purgatori umilianti, come per me fu l'insegnamento, docente di ruolo... per un concorso che vinsi subito, l'ordinario del 1999, stesso anno del mio matrimonio: due decisioni sbagliate in un anno solo!
Due decisioni in cui c'entrava sempre la stessa persona sia perché insieme ci iscrivemmo a quel concorso, sia perché a dirla tutta, mi sposai anche per dimenticarlo!
Certo non solo, volevo anche una giuridica attestazione che uscivo dalla mia famiglia d'origine, una "manucaptio", per passare dalla potestas del padre di famiglia a quella del marito. Non m i sarebbe bastato convivere, no... nella mia mente la "manucaptio", questo " vendere due volte, con una cerimoniale ben spiegato nelle XII taovle e nel diritto romanzo successivo (di cui mi occupai prima per il pensiero giuridico di G. Vico, di Gravina per poi diventare traduttrice delle Origines juris civilis, occupandomi poi di giusnaturalisti e di cotrattualisti....
Ora che riscrivo, per spiegare la nascita di questa mia nuova collana, devo dire che ho sbagliato con un rigore stupefacente, dimostrando una vocazione al paralogismo ... da manuale!
Ecco che se prima funzionavo con paralogismi, ora che ho creato questa collana... critica-mente devo cambiare testa, ma anche vita.
I miei studenti mi direbbero che studiare troppo fa male, che mi ha fatto male!
Direi ancora di no, ho proceduto per paralogismi, ho fatto errori di logica aristotelicamente parlando
... e fui di ruolo senza neanche capire che volesse dire... non scendere più da quel treno, quella che per me è stata una tradotta in un campo di lavoro.... come quando mi trovai sposata, subito madre... e non mi ero neppure resa conto... "nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi trovai in una selva oscura/, che la dritta via era smarrita. / Ahi quanto a dir qual era cosa dura/ esta selva selvaggia e aspra e forte/ che nel pensier rinnova la paura! Tant'è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch'i' vi trovai dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte. Io non so ben ridir com'i' v'intrai, tant'era pien di sonno a quel punto/ che la verace via abbandonai"!
Quali fossero le ragioni del mio sonno... le ricordo tutte, ma quando spiego Dante ai miei studenti...capiscono che io ci vivo dentro quei versi, anche fraintendendo, parafrasandoli male a livello esistenziale e morale... ma li ho nella testa. Come la mia "Francesca da Rimini", se vogliamo dirla tutta, è una donna che vive sentendosi Francesca e convincendo tutti di ciò, fino a provocare il suo stesso omicidio!
Venti anni di insegnante di ruolo...un'espiazione e un'umiliazione, forse un masso che doveva servire a piegare la sua superbia, forse a stroncare la sua volontà, cingendosi come il Poeta, di quel salice che si piega, per una virtù che oggi viene tanto citata... "la resilienza"!
Piegarsi e non spezzarsi! Solo che per indole e caparbietà contadina, nipote di un nonno bersagliere, ardito nella seconda guerra mondiale, anche io ebbi l'ardire di preferire spezzarmi, come tante volte ho rischiato mi succedesse, soprattutto nella vita privata e familiare, sentimentale, amorosa, piuttosto che cedere, che piegarsi.
Come Dante, come Pitigrilli, preferisco fuggire in contumacia dalle false accuse, dai falsi amori, dalle amicizie morbose, piuttosto che spiegare... a chi non avrebbe mai voluto, ma forse anche potuto, capirmi.
Quindi a questa collana di brevi saggi letterari e filosofici arriva a cinquant'anni, molto, ma molte oltre il "mezzo del cammin di nostra vita", per un esilio da se stessa... che inizia nel 1999, pericoloso anno per i cabalisti e i profeti! Se ci fu colpa, qualcuno le ha fatto capire che le porte della prigione si sono aperte per me: buona condotta, amnistia, carceri super affollati, grazia del Presidente della Repubblica... chissà?
Direi che è un'"evasione"!!! Ma attenzione non nel senso lato: leggi e scrivi per evasione, come se fosse un colto intrattenimento, un nobile "otium" latino, sull'amaca della borghesissima vita che mi sono costruita e chi è causa del suo male, deve solo piangere se stesso!
Dopo più di venti anni di lacrime, le ho tutte esaurite!
A questo punto... decidere se "fare torto o partilo", perché la giustizia non si trova nei Tribunali, quella è la verità processuale, non la Verità, quante volte me lo sono sentita dire costituendomi parte civile, oppure ancor prima essendo testimone, anche solo spettatrice!
Aletheia, la Verità, non solo esce heideggerianamente dal nascondimento, ma fugge in camicia da notte, quasi una pazza di quei manicomi che il dottor Basaglia fece chiudere, non per questo non c'è più la città dei matti, ma non sono quei matti che giustamente voleva salvare dai ghetti e dai nosocomi Basaglia a fare paura! Certo quelli avevano un esasperato senso critico, la loro idea non era in discussione, piuttosto si nega tutto il resto, ma a patti con i "normali" mai!
Fatto sta che questa collana, accanto a "Il caso Roberto Sironi", "A lume spento" , "Intimità liquorose" "Tradere", accoglierà saggi letterari e filosofici condotti "critica-mente", ricordando il criticismo kantiano e reimpostandolo, secondo la "nuova arte critica", pratica di Filosofia e di Filosofia, di certo e di vero, in termini kantiani... si sensazione e categorie, perché senza le sensazioni il giudizio è vuoto, ma senza le categorie le sensazioni, anche le sensazioni estetiche, sentimentali, affettive, sono cieche. G. B. Vico propose la nuova arte critica nel lontano 1744, ma se non è stata completamente applicata, forse è ancora nuova!
La sua Scienza nuova, ai tempi della nuova scienza galileiana, era niente meno che la "Storia" del corso che fanno le nazioni! Solo che non era la scienza nuova che procede a ricostruire come gli storici e gli storiografi, da Erodoto a Tucidide, da Plutarco a Sallustio, a Tacito...!
L'Ethica di Spinoza, la Ragion Poetica di G. V. Gravina, la Scienza Nuova di Vico, le tre critiche di I. Kant, la Filosofia dell'identità di Schelling, sono alcune pietre angolari su cui costruirà i canoni della sua critica letteraria e filosofica, anche a proposito di Etica e di Estetica.
Se una mente non critica, che mente è? L'intelligenza artificiale può avere una mente critica? Interrogativi sul presente e sul futuro, perché sono anche madre di quattro figli e voglio immaginarmeli... in quel "pianeta futuro" dipinto da Roberto Sironi: sarà un futuro distopico senza critica, senza libertà e quindi senza filosofia, oppure, qualche Spartaco guiderà la ribellione e anche la croce, anche il rogo, la gogna mediatica potranno essere sfidati, perché uno scienziato non ha bisogno di sacrificare la sua vita, per dimostrare la coerenza con una teoria che altri scienziati confermeranno, ma gli artisti, i poeti, gli scrittori, i filosofi, le menti critiche non possono delegare, subappaltare, subaffittare la loro mente, il loro pensiero. Sanno che possono ancora essere condannati al rogo, alla gogna mediatica, crocifissi come Spartaco o come Gesù, condannati ed esiliati come Dante: lo sanno e più sanno che rischiano, più si sentono sulla strada giusta!
Non hanno la vocazione cattolica al martirio, ma se sono disposti a vivere critica-mente, sono anche disposti a morire critica-mente e questo può voler dire "morire" per chi quella mente non ce l'ha e non vuole educarsi ad averla.
Critica-mente, però, si può anche imporre alle persone che non condividono, che non hanno lo stesso coraggio, di scegliere e di andarsene!
Critica-mente non si può patteggiare, concludere accordi, fare compromessi, essere diplomatici, ignavi che mai non furon vivi!
A mio figlio e agli allievi a cui spiego, on line, la Divina Commedia, cerco di far capire che non serve a loro saper fare la parafrasi, una consoscenza puntuale di tutti i canti, certo serve per il voto e la media!
Ma serve alla loro vita sapere che c'è un Anti inferno morale, esistenziale, filosofico, sentimentale pieno di ignavi, di chi non sceglie per non soffrire, con la scusa di non voler far soffrire gli altri (padri, madri, amanti, moglie e mariti, figli e nipoti, amici e colleghi, allievi e e genitori di allievi... in ogni situazione c'è la possibilità di essere ignavi! Non è il caso di indicare solo l'omertà in situazioni di criminalità, ci sono tante omertà in contesti in cui prendere una parte, magari anche sbagliandosi, avrà conseguenze economiche, certo, forse anche sentimentali, ma essere tra coloro che potrebbero essere respinti anche dall'inferno- anche l'inferno, anche il Diavolo... non fa patti per tutte le anime, anche lui sceglie! E non compra in svendita!
Sarà che mi è anche rimasto nella testa Aut -Aut di Kierkegaard, sarà che posso dire quanto mi è costato tute le volte nella mia vita che ho scelto chi difendere, da che parte stare... mi sento di poter dire a mio figlio, ai miei figli... scegli, se sbagli, pazienza, ma scegli!
Agli adulti che sono ormai troppo cristallizzati nelle loro vite... capisco sia difficile o impossibile per molti. L'importante eè non imporre ad altri la dolorosa condizione delle loro non-scelte.
Il problema è le scelte sono anche spesso dettate dal fatto che non si può vivere d'aria... Perciò uno rinuncia a ciò che gli piacerebbe e prende il primo lavoro decente che trova! Come ho fatto io, purtroppo
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