La plastica ruvida, come pelle screpolata, giallastra, con qualche macchia... di vino... di sangue da versare in quella bottiglia bordolese, da nascondere sotto il lavandino ... come fosse aceto.
Sembra un lampadina, di quelle a tortiglione ... per uno strano caso, mentre è qui davanti a me, la luce sembra colare dentro, come da dentro di lui ci fosse una luce.
Sembrano i cerchi danteschi, fino in bocca a Lucifero... eppure è solo un imbuto, che di travasi ne ha visti e ha sempre taciuto...
La sua plastica non è più inodore e incolore...fino all'ultima goccia lo beve, quel succo scuro che sa ancora di vino e di lacrime.
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