domenica 25 aprile 2021

Film : " Una questione privata" , Taviani, (dall'opera di B. Fenoglio)

Quando ci si libera, non solo politicamente, militarmente, come la giornata del 25 aprile ricorda, è sempre perché si hanno nella mente, nel cuore, degli ideali, delle prospettive. Liberarsi non è solo fuggire, cacciare, (la pars destruens), ma anche ricostruire, cercare di raggiungere!

C'è utopia e non solo realismo!

Da quella Liberazione nacque poi la Costituzione e la Repubblica che il 2 giugno ricordiamo.

Lo Stato in cui viviamo è quello per cui hanno combattuto i partigiani come Milton, come Johnny descritti da Fenoglio?

Liberarsi vuol dire molto di più che fuggire! Vuol dire liberarsi da qualcosa e qualcuno per fare di meglio, molto di meglio! Non solo il contrario, non solo l'immediato opposto che risulti un anti-.... qualunque cosa siano stati il precedente regime, la precedente vita. Liberarsi non è solo far dispetto, rinnegare, contraddire, ma dire qualcosa di molto diverso, di "positivamente" diverso ( non nel senso del "positivismo" dal XIX secolo in poi)

Il titolo "Una questione privata" è molto intrigante!

Una questione privata, all'interno della lotta partigiana contro il nazifascismo, è anche una riflessione su come ogni adesione e partecipazione attiva politica sia anche un fatto privato di coscienza intima.

I valori, a cui erano stati educati giovani, come B. Fenoglio, da insegnanti (dissidenti, oppositori di un regime fino alla morte di Cocito!) come Cocito e Chiodi, portarono ad intendere "Partigiano", come "Poeta" , come "Filosofo", parola assoluta: ideali che nulla hanno a che fare con l'Utile privato, ma con il Giusto.

Il fatto che il linguaggio comune confonda i due termini, (come il Bello confuso con il Piacevole, l'imperativo categorico, con una massima), fa pensare che molte persone, troppe, siano davvero morte invano! Per riconoscere le differenze non è necessario aver letto I. Kant, anche se aiuta, semplifica!

Ci sono diritti naturali, leggi non scritte inviolabili che tutti i popoli e tutti gli individui, se appena fai riflettere, non possono che condividere, ma bisogna riportarle al piano del Giusto e non dell'Utile!

Non è "filosofeggiare", non è fumo, non sapere cos'è la vita pratica, come funziona per pagare le bollette a fine mese... o cosa si deve fare per diventare imprenditori e manager....Si tratta di una prospettiva, di un orizzonte che fa collocare i fatti, i misfatti, le parole e i silenzi in un contesto importante, fossero anche le parole più insignificanti e fa trovare commenti e risposte, che non sopportano le statistiche, non sono ragionamenti quantitativi, ma qualitativi.

Il quantitativo, il misurabile lasciamolo alle scienze esatte.

Ritorniamo ad un Umanesimo che prenda semplicemente coscienza del principio di una Commedia - non di un trattato filosofico, senza nessuna particolare pretesa religiosa..., la Commedia di Terenzio, nel II secolo a. C:

"Homo sum, humani nihil mihi alienum puto"

Sono un uomo e nulla di ciò che riguarda gli uomini lo ritengo a me estraneo!


Quindi, tutto ciò che capita agli uomini è una questione privata, anche mia, non nel senso pettegolo, invadente, invidioso, senza rispetto della sensibilità altrui, senza comprensione, con un'arroganza giudicante che non ha limiti, non solo dei dotti, ma anche di qualunque persona che ha disselciato tutto per colpire gli altri, per lapidare!

Terenzio non aveva assolutamente in mente il voyeurismo, che non sono certo stati i mezzi di comunicazione di massa, il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi, ad iniziare, lo hanno solo reso evidente, un'apoteosi della curiosità per le vite altrui, che, quindi, perdono ogni dimensione privata. Lo si nota anche in famiglia, nell'ambiente di lavoro, tra vicini... non è il caso di andare ai format televisivi, che appunto sfruttano questo atteggiamento, almeno distogliessero un po' l'attenzione nella vita reale!

Difficile provare apprensione e condividere ogni dolore... lasciando che resti "privato": si chiama empatia, immedesimazione, comprendere Einfuhlen e non intendere Verstanden, razionalmente, come ben fece capire il filosofo Dilthey, distinguendo tra le Scienze dello Spirito, umanistico-letterarie e le scienze esatte... che intendono, ma non si possono certo immedesimare nell'oggetto di studio (in chimica, in fisica, in matematica, ora anche in informatica o astrofisica... meccanica ma anche in biologia)!

Al di là delle ragioni dell'epistemologia che voleva portare avanti nel XIX secolo Dilthey, difendendo le humanae litterae, non dai testi sacri, come nell'Umanesimo del XV secolo ma da quelli scientifici, come nei confronti del Positivismo del XIX secolo, .. è una chiarezza che può essere ben vissuta nel quotidiano.

Il Materialismo non ha solo negato la trascendenza, ma spesso l'umanità! In questo è andato oltre, forse proprio contro, la laicità!

L'Einfuhlung è immedesimarsi, come ventun secoli prima già indicava Terenzio e in una Commedia, fruibile al popolo, non solo per i sapienti....Tutto ciò che è umano, fatto, subito da un essere umano, mi coinvolge, mi tocca...

Homo homini deus!

Un uomo può essere un dio per un altro uomo! Se non lo abbiamo realizzato in ventun secoli di storia e con tutto il nostro sapere scientifico a cui negli ultimi secoli ci siamo affidati sperando nel progresso... allora almeno una riflessione la dobbiamo fare.

Fosse solo per ... una questione privata.






venerdì 23 aprile 2021

La zattera di Géricault... 130 morti di fronte alle coste della Libia...Mi vergogno di essere europea

 


491x716, olio su tela, 1819, di T. Géricault al Louvre.

Duecento anni dopo, ancora! 

Nel Mediterraneo, non in un lontano Pacifico!

Il Mediterraneo, che  i Romani chiamavano "mare nostrum" e che ci è così familiare e caro, a meno che non diventi luogo di richieste di aiuti.

Siamo così impegnati...a ricordare il passato che siamo indifferenti al presente! Anche quando è identico, non c'è neanche la difficoltà di individuare l'identico nella diversità! Facile!

Ci sono gerarchie nei salvataggi!

Ci sono vite che non vengono salvate! 

Il naufrago... se non è un Odisseo, un principe,  che arriva sulle spiagge dei Feaci, se non è "bello di fama e di svenuta" come lo descrisse Foscolo, allora può anche restare disperso in mare!

Ormai si sa che che ci sono questi viaggi della disperazione, i motivi, le cause politiche ed economiche dei Paesi di partenza non devono interessare a chi presidia, è in allerta per salvare vite, come i medici che salvano e non fanno giustamente distinzione tra nessuno. No è loro compito giudicare, loro hanno giurato di salvare vite.

Allo stesso Odisseo si poteva rinfacciare il suo inganno del cavallo di Troia e il fatto di essere tra i vincitori di una città in realtà attaccata per motivi economici...per una principessa rapita, anzi fuggita con il bel Paride!

Quindi se non si è "belli di fama e di sventura", ma "brutti per dolore e umiliazione!" in mare con tragica evidenza, in terra per metaforica accezione, si è tra i "sommersi", i "dispersi", i senza nome della storia!

Homo sum,  humani nihil  mihi alienum puto! (Terenzio, Heautontimoroumenos, Il punitore di se stesso, 165 a. C)

Sono un uomo e nulla di ciò che riguarda gli uomini considero a me estraneo! Nulla che sia umano mi è estraneo!

Dopo questa sentenza che dovrebbe sintetizzare la cultura occidentale di cui ci vantiamo e poi il resto sono solo attuazioni di tale laico principio, più vicino a noi il poeta John Donne 1572-1631

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te».


John Donne,
Da Meditazione XVII

Questa campana, non suona solo per le morti per Covid19, ma per le morti di fame nel mondo, di guerre, malattie e carestie, per naufragi!

Siamo figli dell'Illuminismo, del Romanticismo, siamo post moderni o viviamo in una "barbarie della riflessione"?

Certo ... anche queste parole sono solo chiacchiere inutili, non salvano nessuno!

Infatti voglio dire che MI VERGOGNO e chiedo scusa alle vittime di essere un essere così inutile!



Un cuore di plastica

 Come sta con il suo cuore di plastica?

Direi che sta diventando bionica! 

Questo cuore ha sempre gli stessi battiti: sessanta e al massimo settanta sotto sforzo! Lei non fa attività sportiva, non va a correre, le palestre, come le coiffeuse chiuse in tempo di Covid, i centri estetici non le possono essere mancati! Dal 2006, dall'anno "terribilis" non è mai più andata da una parrucchiera! 

Come se avesse stabilito che nessuna cura avrebbe più prestato alla sua persona, si punisce anche per il fatto che a lei capitino vicende inenarrabili.

Come fa a percepire ora emozioni?  Non può dire: ho il batticuore, ho il cuore in gola... mi sento il cuore nello stomaco e neppure... ho male al cuore, come sua nonna paterna!

Ecco dormiva sempre su un fianco... non quello del cuore, aveva le labbra viola al minimo turbamento... la nonna che la lasciò quando lei aveva nove anni, sola!

Male al cuore ... ma cos'era? Una conseguenza della casa umida, dei reumatismi mal curati, addirittura in ospedale era andata per mesi... ma erano gli anni Cinquanta! 

Quando conobbe sua nonna, con i suoi stessi capelli fini, legati dietro la nuca, come ora li porta lei... ecco quel male al cuore era una diagnosi indefinibile, di sofferenza generale del corpo e della mente. La nonna rassegnata alla morte, ma non alla vita! Abituata a vedere morire fratelli neonati e sorelle giovanissime e giovani, sapeva che la vita è una malattia mortale, con un solo esisto!

Ma il suo orgoglio non le faceva accettare di attenderla con persone e modi che non fossero quelli che lei si aspettava. Non chiedeva di vivere a lungo, ma di vivere in altro modo! Dal momento che era evidente che le era impossibile, non si accaniva a farsi curare.

Certo era triste, ma non incontentabile, aveva ragioni profonde di dolore, che la mia padrona ha cercato di raccontare, di ripensare scrivendo un romanzo... 

Insomma con il cuore di plastica non si sa cosa provi davvero, tutto è ovattato, limitato, il conto dei battiti è stato programmato fin dall'inizio. I medici hanno stabilito il limite minimo e massimo, se ci sono problemi il cips sottocutaneo attiva non solo la localizzazione ( stesso procedimento di quello che a cani e gatti domestici inseriscono per ritrovarci se ci perdiamo), ma avverte i medici del pericolo!

Perché ha accettato di essere sempre localizzabile? Perché troppe persone, con la solita scusa che le vogliono bene e sono preoccupate per lei, la vogliono sempre localizzare.

Lei era così stanca di telefonare ogni volta che si spostava, che ha preferito che operandola al cuore le mettessero anche il cips. Certo, c'è un'App, scaricabile come per il suo sito, che permette ai suoi "controllori" di sapere sempre dov'è!

Lei paga sempre con carte di credito e bancomat, così sempre si sa dov'è, cosa compra! 

Ha anche vicini umani e passanti che si preoccupano di controllare dove abita e con chi!

Così lei, come ha imparato a fare fin da piccola... stacca mente e corpo! Ha una soglia alta di sopportazione del dolore per questo! Lei non è lì con il corpo che soffre, che viene umiliato in un letto o in un'auto in un parcheggio... come tanti anni fa! 

No, lei è da tutt'altra parte.

Così mentre la localizzazione del cips, delle carte di credito... gli allarmi collegati al suo cuore di plastica dicono agli umani... dove è esattamente, la velocità della sua vita preimpostata dal computer prima del trapianto di cuore... lei è là dove ci sono le persone che le danno forza!

Non le vedete? Meglio così! Loro hanno trovato il modo per sfuggire agli sguardi invadenti, offensivi, indiscreti, pettegoli, malevoli.

La mia padrona è la più localizzabile degli umani, ha accettato che su di lei sperimentassero, oltre  a questo trapianto di cuore, tutti i localizzatori possibili. Certo, lei è una delle poche cavie con la fedina penale pulita! 

Quando si trova in video chiamate on line con il gruppo di coloro che hanno come lei cips e cuori di plastica, si trova bene a parlare con loro, carcerati, in comunità o in ospedali. 

Sono molto leali con lei e la rispettano: nessuno le rinfaccia di essere fortunata! 

Le hanno detto che per nulla al mondo scambierebbero la loro condizione con la sua! Le leggono negli occhi, ciò che le sue parole non spiegano! 

Un ergastolano le ha detto che se ha bisogno di qualcosa nel mondo... fuori lui la potrà aiutare!

Lei sorride, ogni tanto sbircio in queste video chiamate, ci sono persone molto interessanti e per nulla noiose! 

Lei sorride e dice grazie, mi basta che tu abbia capito! 

A quante persone può rispondere così? Pochissime tra quelle che stanno fuori, diremmo libere!


Ma voi lo sapete cosa significa essere liberi? Non basta godere dei diritti civili ed essere fuori da un carcere!

Ora vado perché sento che mi sta versando i croccantini nella ciotola ed io che non ho un cuore di plastica... un po' mi emoziono! Non ho fame di croccantini, ma sono golosa delle sue cure!

Miao a tutti! 





giovedì 22 aprile 2021

Vichiana-mente: Caino non mai smesso di uccidere Abele!

 Ci sono intuizioni che poi avranno una dimostrazione e non sempre chi ha avuto l'intuizione sarà capace di dimostrazione! Il filosofo G. Bruno in Campo dei Fiori a Roma, il 17 febbraio... non so se viene ricordato questo martire laico del pensiero. Con la  "lingua in giova", ossia stretta da una tenaglia, perché non potesse parlare nemmeno quando, legato fu condotto al rogo! Anche le sue ultime parole facevano paura! Ma siamo nel 1600...tempi lontani, tempi superati, vero?? Le sue opere in latino e in italiano sono restate e gli studiosi di tutto il mondo hanno dedicato la loro vita per capirle e divulgarle! 

Gli uomini sono straordinari nel non rendersi conto, come in forme diverse, continuino ad avere gli stessi comportamenti neanche "sotto mentite spoglie", solamente in forme diverse, con la tecnica e la tecnologia del momento, gli strumenti di repressione, controllo delle menti dissenzienti, controllo delle menti in generale!  

Ridicolo è che noi, per evitare che ci siano altri Totalitarismi, per esempio  ci aspettiamo altri dittatori simili a quelli della prima metà del '900 ! 

Siamo allerti a quelle forme, datate storicamente, non alla sostanza!

Così per Caino e Abele!

Certo un mito, un racconto di fratricidio che poi viene ripreso dal mito di Romolo e Remo... 

A parte i miti fondanti, comuni (come già scrisse nella Scienza Nuova del 1744 G. Vico, esiste un "vocabolario mentale comune"  a tutte le nazioni (ossia a tutti i popoli, perché per Vico "nazione" non ha il senso che poi ebbe dal XIX ) un vocabolario mentale di idee, parole e cose, per cui "la storia delle umane idee", non la storia delle idee filosofiche, è rintracciabile anche popoli (nazioni) da noi distanti cronologicamente e geograficamente.

Non è un divagare, ma un necessario preambolo, per prendere tempo, emotivamente, per  consegnare un'intuizione, anche se sarebbe piuttosto il risultato di un metodo induttivo, di una raccolta di indizi, da anni conservati! Anni, non mesi e giorni"

Solo che poi risulta per una "epifanica" situazione tutto chiaro.

Mai cercare la stessa forma che avvolge la stessa sostanza: Caino continua ad uccidere Abele, per l'invidia  non dell'agricoltore verso il pastore, ma per personalissimi motivi.

Caino non uccide Abele sfidandolo ad una prova di coraggio, per vedere chi davvero si meriti stima, dal dio, molto personale, a cui si rivolge, ognuno ha il suo referente d'amore e di stima!

Caino, nel XXI secolo, può uccidere Abele senza versare una goccia di sangue, ancora sorridendogli e parlando con lui...Caino si può servire anche di Adamo e di Eva, che ignorano il suo progetto e il suo risentimento, di una gelosia efferata, mai superata.

Il filosofo greco presocratico, Eraclito (detto l'oscuro) ben ricordava che non ci si bagna mai nello stesso fiume, perché tutto scorre! L'alveo del fiume (anche questo è variabile tra piene e secche" ) diciamo che quello almeno può essere stabile, il percorso del fiume, almeno nell'arco della vita di un uomo....

Quindi non possiamo aspettarci, anche se abbiamo attivato nel corso dell'anno, tutta una serie di giornate della Memoria e del ricordo, di commemorazioni laiche come religiose, che nella stessa forma si debbano difendere i diritti dei lavoratori, delle donne... perché abbiamo il primo maggio e l'8 marzo! Così le dittature che cerchiamo di scongiurare festeggiando il prossimo 25 aprile nulla avranno a che fare con il nazifascismo e i crimini efferati.

Eppure il ricordare è terribilmente necessario, perché un giorno i pezzi di quel puzzle... verranno messi insieme! 

Ci ho messo 15 anni io per capire l'immagine da ricostruire di un mio personale puzzle, e in questi anni non ho fatto altro che cercare tutti i pezzi del puzzle! Perché  ne mancavano e soprattutto, provateci voi a costruire un puzzle da 2000 pezzi!  Quando manca l'immagine di riferimento da costruire... avete i pezzi, ma non l'insieme che vi aiuti!

Anche Giuseppe, figlio di Giacobbe, subì l'odio e l'invidia tremenda dei suoi fratelli, meglio fratellastri che fecero di tutto per allontanarlo dall'affetto del padre, lo avrebbero ucciso, ma preferirono venderlo, per non macchiarsi del suo sangue e allo stesso tempo far credere al padre che il prediletto fosse morto!

Insomma non importa la forma raccontata dai miti di ogni popolo, rivisitata dagli scrittori che come T.Mann dedicarono romanzi e cicli di romanzi, (Giuseppe e i suoi fratelli in sei distinti volumi), come Saramago Caino)... non importano le rivisitazioni, perché comunque ognuna è un insieme di pezzi di puzzle che ha una immagine diversa da costruire. 

Eppure un giorno tutti quei pezzi, li saprete ricomporre e mentre lo state facendo e siete in conclusione, la precisione, in cui i ricordi di parole, di gesti, di fatti,  si incastrano, è assicurata,  vi farà quasi perdere i sensi, perché avrete ritrovato il senso di tutto, avrete l'immagine che doveva essere ricostruita, come l'idea platonica, di cui la vita terrena offre solo copie, mai archetipi.

Caino continua ad uccidere Abele, senza sporcarsi del suo sangue, come i figli di Giacobbe! Lo vende, lo mette nelle situazioni più dure e umilianti perché ne ha sempre riconosciuto il valore e la superiorità! 

Chi sia poi l'Adamo per questo Caino o il Giacobbe padre per Giuseppe...è una storia unica ogni volta... ma ora si parla di Caino, non di Adamo e delle sue colpe! 

Bisogna stare sul pezzo e capire la strategia di Caino!  Del nostro Caino, quello che ora ci appare davanti e noi non dobbiamo essere come gli stupidi che guardano l'indice puntato e non nella direzione!

Abele è sempre troppo ingenuo per accorgersene, troppo leggero come Giuseppe a vantarsi dei propri sogni profetici, in cui era superiore ai fratelli.

Ora capita di vedere... Caino con un ormai stanco Adamo, molto più simili al Gatto e alla Volpe! Cercano sempre di ingannare Pinocchio, lasciarlo appeso ad un albero! Adamo e Caino hanno la loro vittima, ma Caino non uccide più! Caino inganna, come i più astuti fratelli di Giuseppe: vale di più un fratello venduto che un fratello morto! Creduto sbranato da una belva!

Bisogna essere attenti e capire  i tanti miti raccontano verità eterne, come l'odio tra fratelli, la gelosia e l'invidia per cui si è arrivati a tutto: ad uccidere, a vendere come schiavo il fratello più dotato, a farlo credere per morto... ma non l'ingegno umano decostruisce in infiniti modi e li ricostruisce come uno splendido e terribile caleidoscopio, gli stessi pezzi, ma a riconoscere Caino e Abele, Adamo Eva, Giuseppe e i suoi fratelli... Pinocchio e il gatto e la volpe, Geppetto e Magiafuoco ... ce ne vuole...

Collodi ha ripreso il lamento del tronco gemente, che lo terrorizza, ad inizio del romanzo di Collodi, dal  racconto di Virgilio, Polidoro ucciso a tradimento e poi trasformato in arbusto, come Dante se ne servì per la scena di Pier delle Vigne, i suicidi trasformati in alberi.

Ecco che lo stesso elemento è così rivisitato nei secoli e nei millenni, a partire certo da una tradizione popolare, che non lo vediamo neppure più... vedere Caino e Adamo, stanchi per i millenni di bugie e inganni, contro Abele, come il Gatto e la Volpe, spelacchiati... è difficile, quasi impossibile, lo so. 

Sulla settimana enigmistica c'è quel bell'esercizio: Aguzza la vista, sembra che si chiami. Ne facevo molti da bambina... trovare lo stesso particolare in tutt'altro contesto... una maniglia... che diventa un orecchio o una parte del labbro... oppure si possono fare interi dipinti...come Arcimboldo!

Aguzza la vista... lì c'è un Caino, là un Adamo che si nasconde dando la colpa ad Eva! Un gatto e una volpe... che vanno a spasso e hanno solo... nascosto la coda! o l'hanno messa nel posto sbagliato e fa ancora male!






mercoledì 21 aprile 2021

Un cuore di plastica... capitolo VI (il cinque solo nel libro pubblicato)

 22 aprile 2021


La mia padrona non sa perché, ad una persona come lei, che non fa domande e non dà consigli se non su espressa richiesta, le persone che la circondano, con raggi dal suo centro di diversa misura, le diano consigli, la mettano in guardia... 

Iniziò da  quando scelse il Liceo classico e ci fu addirittura una signora, amica di famiglia, che si prese la briga di telefonarle per dirle che era una scelta anacronistica, sbagliata! 

Peggio ancora quando scelse la facoltà di Filosofia!  Diciamo che questa tendenza ad andare verso indirizzi tecnico-scientifici, diplomi che, forse, per gli studenti degli anni '80 dell'altro secolo davano immediate prospettive di lavoro, era già molto forte.

Lei certo ha sbagliato epoca, stato sociale in realtà, perché lei voleva solo studiare! Forse avrebbe dovuto essere un uomo, di famiglia agiata o nobile, a cui la condizione sociale avrebbe permesso lo studio... un Vittorio Alfieri che si "spiemontizza", lascia il feudo  astigiano alla sorella, altrimenti sarebbe stato legato dalle incombenze del suo titolo. Così si permise di viaggiare per l'Europa, cantare la "Parigi sbastigliata" e poi "il Misogallo", perché quella Rivoluzione non voleva ridare potere ai nobili rispetto l'Assolutismo delle corti europee e Alfieri era aristocratico, non repubblicano o democratico!

Insomma vivere per studiare, in quegli otia, studi letterari e anche filosofici, di cui scrisse Cicerone, quando occuparsi di vita politica a Roma era ormai impossibile e la Res Publica... era al tramonto!

Insomma gli otia letterari e filosofici, quando si è consapevoli, forse precocemente, fin da bambini che quella res publica non è quella che sembra e non è quella che si vuole... allora il negotium (sia il lavoro che l'attività politica) non sono ciò che nobilita, ma ciò che avvilisce, rende meschina un'anima e sono preferibili gli otia... se però una persona se li può permettere!

(Io ascolto le sue lezioni on line, cosa credete, imparo! )

Il suo studio, fosse anche stato scientifico, era speculativo, teoretico e basta!  Se avesse scelto una facoltà scientifica, lo sento con le mie vibrisse, avrebbe scelto Matematica pura non Ingegneria! Incoerente che abbia scelto  e abbia sempre continuato con la passione per la lingua e la letteratura greco-latine, che nessuna lingua moderna ha mai sostituito?

Non so perché gli umani la capiscano così poco!

Io la percepisco, la intuisco, la precedo e soprattutto non ho quel dono, per lei ormai fastidioso, della parola di chi consiglia, ammonisce, redarguisce! 

Io miagolo solo se necessario per esigenze mie! Con lei sono silenziosissima e le faccio compagnia!

Lo vedo, sta diventando selvatica, respingente, diffidente, quasi preferisce chi l'attacca a chi la consiglia, perché almeno è fuori dalla sua vita, nemico dichiarato, non doppiogiochista o petulante consigliere (familiari o amici, fin da quando era ragazza! Il periodo dalle decisioni più infauste fu quando addirittura parenti dissero di pregare per lei! Cosa chiesero? Sta pagando ancora oggi le conseguenze di quelle scelte!)

Le persone che hanno detto di volerle bene l'hanno ridotta... così! 

"Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io!!"

Bella frase, che anche i gatti condividono, eppure dicono che noi siamo "ruffiani" e i cani fedeli! Che facciamo le fusa per immediato tornaconto! Raccontano che siamo scostanti,  ci disinteressiamo degli umani, dopo che ci hanno saziati, abbiamo i nostri spazi, certo li possiamo cercare arrampicandoci sui mobili, anche sugli alberi, mentre i cani... no, non possono.  Vedete come anche nella peggiore delle ipotesi... siamo molto umani! Non vi piace vedere in noi i vostri difetti?

Poi io, che sono una gattina nera, completamente, so che le mie antenate le facevano bruciare con quelle che chiamavano streghe... "masche" in Piemonte. 

Quindi so cosa è il pregiudizio!

So che lei ha solo voglia di scrivere, di stare con i suoi pensieri, non sa più come dirlo che la lascino in pace.

Le hanno chiesto troppo di spiegare, di fare rendiconti della sua vita, non è stata una scelta, anche se chi la incontra oggi o l'ha incontrata negli ultimi dodici anni non lo sa! Spesso lei spiega solo per non fare la fine di Belluca... protagonista della Novella di Pirandello... Il treno ha fischiato... perché chi è attorno al lavoro o in casa, tra gli amici e conoscenti, capisca, come infatti capiva Pirandello e il suo alter ego narratore nella novella! Che poi Belluca fosse allo stremo perché di tutti i problemi dei suoi familiari si era fatto carico... non deve essere messo in discussione: era il suo modo di vivere con gli altri, non glielo potevano estirpare, ma dovevano capire che poi reggere quella vita lo aveva portato a gridare... il treno ha fischiato!

Ora non fischiano più i treni, è un vero peccato, ma il senso è lo stesso. Lei spiega non per avere consigli, per questo ci sono pareri tecnici, ma per far capire perché reagisce in un certo modo.

Inutile, non la smettono invece di volerla consigliare, proteggere, addirittura rimproverare! 

Sa bene quali sono i suoi nemici dichiarati. Il problema sono gli amici, le persone che dicono di volerle bene... in realtà vogliono solo lei, in modo possessivo, egoistico ed esclusivo, come se fosse un vanto averle dato un consiglio, pretendono che il loro sia il migliore.

Qualche persona c'è che si comporta diversamente, che sapendo che quello che lei dice è la punta dell'iceberg di una serie di eventi! 

Solo che in genere queste persone delicate come un gatto che non senti camminare, perché abbiamo le unghie retrattili, solo quasi impotenti nella sua vita, troppo affollata, con troppi che pretendono di dire la loro!

Lei è come me, ha le unghie retrattile, ma può graffiare, eccome!

 Non la sentite arrivare, ma soprattutto non la sentite andare via!

Quando non la trovate più nella stanza è perché già da giorni, mesi, addirittura anni, non era più con voi!

Certo per un umano è difficile capire, percepire, accettare anime feline, preferite il cane che abbaia- ma non morde- ad un'anima che non sapete controllare  (un momento è accoccolata sul nostro divano, dieci minuti dopo in agguato sul mobile più alto o nascosta tra vestiti scuri, come faccio io, ben mimetizzandomi), un'anima che sembra contenta dei vostri ultimi croccantini e non vede l'ora che vi distraiate aprendo la porta per fuggire!

La differenza tra me e lei: io dipendo dagli umani, perché libera non so procurarmi il cibo, trovare un luogo sicuro... Lei invece può farlo.

Certo, anche lei ha bisogno delle persone, ma non di quelle che glielo impongono, pretendono che lei le trovi essenziali, soprattutto con consigli, raccomandazioni!

A volte mi sembra una Mirandolina, con il Conte e il Marchese (che pretendono di offrirle protezione uno perché senza soldi e denaro l'altro! Non mi ricordo in che ordine lo facciano, perché lei non se lo ricorda mai...ed io dipendo dalla sua memoria, ma chi non ha soldi vuole proteggerti, chi ha soldi vuole... comprare la tua gratitudine.. ma sempre una serva devi restare! E già Mirandolina era la padrona della locanda, ma è una Colombina che si è affrancata, non tanto da essere considerata alla pari da Conte e Marchese, che ne vogliono le attenzioni, non certo per portarla nel loro mondo)

Andatevi a leggere il Monologo di Mirandolina ... certo la Locandiera di Goldoni! 

Lei non si è mai divertita a far innamorare nessun Cavaliere  misogino! 

Ben vengano i misogini, i misantropi, i solitari, insomma tutti coloro che al limite saccheggiano, ma non vogliono conquistare né governare! Coloro che non vogliono controllare il territorio e men che mai i suoi abitanti. Tutto è così incerto e proprio da lei vogliono certezze?!

Lo so che non sono cose da dire agli umani e se potessero mi caccerebbero via. Ma io sono una gattina nera e scrivo, certo, ciò che le mie vibrisse percepiscono, con l'equilibrio di una coda con cui mi piace anche giocare, ma che rispetto molto!

Voi umani non avete vibrisse e neppure la coda, neanche unghie retrattili!

 Quindi, vi scuso non potete capire, non la potete capire. 

Un consiglio! Smettere di farlo, di volerla capire, aiutare, consigliare!

Lei ora non consiglia neppure più i suoi "nati", figuriamoci se si permetterebbe di dare consigli ad altri, nonostante, lo so, abbia molte perplessità sulle vite di chi, invece, è molto capace a mettere in discussione le vite degli altri.

Ora mi sento più leggera, come se avessi sputato la palla di pelo che mi girava sullo stomaco: a volte, lo scrupolo eccessivo per la pulizia, crea a noi gatti questi problemi! 

Ho vomitato la mia palla di pelo... vorrei che anche lei lo facesse, ma soprattutto, che Dio... la guardasse dagli amici, dalle anime amicali... dai nemici ci penserà lei!


martedì 20 aprile 2021

Lettera aperta....

 

Mariagrazia Pia






Lettera aperta (di un’insegnante)

ad un Preside”






Collana


“critica-mente”

Premessa


Se “partigiano”, come “poeta” è parola assoluta, senza gradazioni, secondo il professor Cocito, insegnante di Lettere dello scrittore B. Fenoglio (come scrive ne Il partigiano Johnny), lo è anche la parola “insegnante”!

Strano che a scriverlo e a rendersene conto sia un’insegnante di ruolo dal 2000, quale sono io,  arrivata a questa convinzione proprio nell’anno che ha chiesto di aspettativa,  per allontanarsi, se le sarà economicamente possibile, dal mondo dell’insegnamento statale, da quel posto fisso che sembra un sogno per molti e per lei, da subito, una condanna all’ergastolo, sembra senza sconti di pena, perché ha continuato a dire che per lei non era il “locus amoenus” dei laureati, la serenità delle certezze e delle lunghe vacanze!

Parole assolute che non possono tollerare un "ex" davanti a questi termini! 

Partigiano, come poeta, insegnante, come preside, al di là che qual ruolo ufficialmente non lo si ricopra più.

Anche se, con le ultime riforme scolastiche, il termine “Preside” è stato sostituito con “Dirigente scolastico”, (secondo ben l’idea che si tratta di manager e non necessariamente di esperti di didattica, forse neanche di cultura umanistica o scientifica in senso stretto, quanto invece di Diritto e di Economia, qualunque sia la laurea di provenienza), continuerò ad utilizzare il termine "preside"! 

Presidio, aiuto per studenti, docenti, famiglie!  

Molti Dirigenti scolastici, infatti, fortunatamente, si comportano ancora come tali, come presidi,  anche in questo frangente Covid19 lo stanno dimostrando, al di là della declinazione manageriale imposta.

L’homo oeconomicus, (di cui l’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi è l’apoteosi e il  rappresentante che ci invidiano in Europa e nel Mondo, come anni fa Silvio Berlusconi era il modello dell'imprenditore anni '90), l'homo oeconomicus appunto, di cui ho già scritto in questo blog,  sta prendendo il sopravvento persino sulle star dello sport, del cinema, della moda, della musica! 

Questi vip devono dimostrare il loro status economico per poter essere credibili nel loro talento!

Non ci sentiamo sicuri del nostro giudizio a dire è bravo o a metter anche il nostro like o ad iscriverci al canale... guardiamo prima quanti iscritti, quanti like, che tenore di vita ostenta sui social... allora vuol dire che non ci siamo sbagliati!  Come scritto ieri, la sindrome del gregge... tutti insieme a fare o anche a disfare la stessa cosa, come una settimana la folla acclamava Gesù, poi con altri sobillatori, gli ha preferito Barabba! Sempre in tanti comunque! 

Prima era "vox populi, vox dei", ma era in uso prima dell'età industriale, prima che la società fosse di massa (anche eserciti di massa, a morire nelle guerre), partiti di massa.... e che i mezzi di comunicazione fossero di massa.

Ora la vox populi... ha dietro una vox dei, ma è un dio absconditus, non si capisce quale dio... stia convincendo le varie masse a favore, come anche contro un'idea, a far sentire la propria voce.


 Quindi anche gli sportivi, gli attori e i registi, i modelli e gli attori, i musicisti e i pittori… insomma tutti per essere credibili e affidabili devono esibire, ostentare ricchezza!

Il mito del bohèmien… dell’artista maledetto, del ragazzino che diventa bravo tra le lamiere delle favelas e delle bidonville… è un mito naïf, un ritratto da pre-raffaelliti.

Invece questa sarà lettera, una lunga lettera ad un preside, come quella di Epicuro a Meneceo Sulla Felicità.

Qui si parlerà della Felicità in ambito scolastico, questo percorso che può essere un tunnel frustrante, umiliante e dispendioso di tempo e di energie per le nuove generazioni.

Esseri umani che come un oggetto sulla catena di montaggio fordista, vengono messi fin dal nido su un rullo dell’Istruzione e/o formazione professionale, per uscire diplomati, addirittura laureati, con master e dottorati… ma il rullo è sempre quello… solo che dal prodotto grezzo si arriva a confezioni sempre più accattivanti di quel contenuto!

Ci sono poi gli operai accanto a questa terribile catena di montaggio… dagli operatori scolastici, personale ATA, ai docenti di ogni ordine e grado, a loro i “presidi” che non sono più lì a presidiare nelle loro sedi di Istituti comprensivi… (nel senso che “comprendono” più istituti accorpati… non che devono comprendere le persone)!

Poi ci sono i genitori – e chi scrive questa lettera ha “quattro geniti”:  primo, secondo, terzo e una quarta! Quindi la mia esperienza è anche quella di "genitrice", oltre che di figlia di una maestra, di sorella di chi ha studiato fino al livello universitario... Ovunque mi giri dai quattro anni, da quando sono entrata come uditrice nella pluriclasse di mia madre... ovunque mi giri non vedo che Pubblica Istruzione, anche Istruzione privata, per soli due anni e mezzo ad inizio carriera, ogni ordine e grado. Credo di parlare... con cognizione di causa e con una prospettiva storica dal 1976 ad oggi.

Scrivo come insegnante al preside,  anche dal punto di vista dei genitori,  che in questi due anni scolastici Covid 19 hanno dovuto affrontare, con i figli,  esperienze nuove, da gestire nell'emergenza e nell'urgenza, cercando di gestire il lavoro, se non lo hanno perso, con gli impegni dei figli, con il loro lavoro, la situazione familiare e oltre che, ovviamente, di emergenza sanitaria ).

Per questo se studente è parola transitoria, non assoluta, come le precedenti, “figlio” è invece assoluta e quest'assolutezza dà una sfumatura particolare al termine "studente"!

Quindi questi studenti (parola non assoluta, ma attributo transitorio), sono anche figli, parola assoluta,  come poeta, partigiano, insegnante, preside, come padre e come madre.  non basta essere stati generati da qualcuno per vantarsi di esserne figli, come non  è il caso di subire questo, come altri, ruoli!

Da tutte queste parole, se non ci stanno più bene, piuttosto che trascinarle nell’ipocrisia e nel reciproco logorio, meglio fare apostasia e pubblica abiura

Si può abiurare  non volendo più essere… il figlio di quella persona, la madre, o il padre, l’insegnante o il preside, come se uno rinnegasse il suo passato politico, la sua fede religiosa e come Galileo per salvarsi dal rogo le proprie scoperte scientifiche… ecco meglio abiurare, fare apostasia, ma prendere sul serio queste parole assolute….)

A volte anche i nonni aspettano che il prodotto (il figlio diplomato, laureato, con master…) esca da questa catena di montaggio: la famiglia ha investito non solo economicamente, ma sentimentalmente, direi filosoficamente!

Alla fine di questo rullo di catena di montaggio, come ben anticipa C. Chaplin in "Tempi moderni"… eccoli lì i possibili datori di lavoro, che ogni tanto fanno visita alla fabbrica, nei vari reparti, per vedere quanti prodotti stavano producendo, adatti ad essere inseriti su quell’altra catena di montaggio… L’attività lavorativa, quella per cui valiamo nel mondo, la nostra vita è valutata dalle assicurazioni per quanto ogni infortunio danneggi le nostre capacità lavorative, in base a statistiche sull’aspettativa di vita, quantificata, senza parametri qualitativi non solo di salute fisica e mentale, ma di livello culturale. Con questo non sto parlando di livello di istruzione, ma di Cultura in senso umanistico e direi "umanitario":  può essere più profonda, creativa nelle nazioni ancora senza la scrittura, poeti per necessità, creatori di mondi, come ce li descriveva G. Vico nella sua Scienza Nuova, credo che la nostra epoca l'avrebbe definita una "barbarie della riflessione"... qui non posso spiegare Vico...

Ecco noi valiamo per le assicurazioni e, a volte,  per i nostri familiari per quanto produciamo in vita e per quanto, per nostra malattia o infortunio, o  dopo la nostra morte, essi potranno ricavare da assicurazioni sanitarie, pensioni reversibili solo per i coniugi, assegni di invalidità e di accompagnamento… se siamo ancora nel mondo da invalidi, (ma forse c’è ancora un guadagno).

Troppo cinica? 

Forse per chi non ha incontrato persone che abbiano fatto maturare tali riflessioni, sì. Sono riflessioni spietate, anche crude e crudeli! 

Visto che questa lunga lettera sarà una lettera vera, non un’opinione, frutto di esperienze del tutto reali, certo non potrà essere condivisibile, perché nasce nell’unicità dell’esistenza di chi la scrive. 

Ci saranno anche i pregiudizi sfatati rispetto ad un intellettualismo socratico, ormai troppo ottimista, ma anche una leopardiana e convinta diffidenza verso le "umane sorti progressive": non possiamo più dire che atrocità è appannaggio di popoli primitivi, senza conoscenze scientifiche e senza tecnologia, ma anche senza una cultura filosofica, letteraria e artistica che li abbia riscattati dalla ferocia. 

Non c'è laurea, Titolo accademico che certifichi eticamente la persona che se ne fregia. C'è uno scollamento, ignoto ai Greci, tra Bello/ Vero/ Buono/ colto & intelligente.

Un sapiente per gli antichi non poteva essere malvagio....ora non possiamo affidarci di chi sa, la prove della fiducia, lasciandoci cadere all'indietro certi che saremo accolti tra le braccia dei Savi... non c'è, anzi se c'è è meglio che venga proprio rimossa.

Indirizzerò questa lunga lettera a quel preside (ossia dirigente scolastico) a cui mi sento di consegnare queste memorie, come ad un esecutore testamentario. 

Le motivazioni di un testamento non si possono contestare, non si può discutere, non solo perché il testamento viene aperto post mortem, ma perché quella volontà espressa non ha intenti politici, propagandistici! 

Con questa mia lettera aperta ad un preside, non intendo convincere nessuno, neanche lui, ma ufficializzare, come in un testamento, i miei lasciti intellettuali, filosofici, poetici, esistenziali e anche sentimentali.

Non si discute un testamento! L'esecutore testamentario è il preside e gli eredi… potranno rifiutare l’eredità, ma non potranno  fare altro, al limite,  che maledire colei che ha redatto tali volontà.

Perché passare dall’ambito scolastico a quello familiare? 

Perché la scuola assorbe, non so in quale percentuale emotiva, affettiva oltre che economica, l’energia di tutto il contesto familiare: per un bambino all’asilo nido, poi alla scuola dell’Infanzia, alle Scuola Primaria, Secondaria inferiore, Secondaria Superiore, Università, Dottorati e Master, ci sono genitori, nonni, zii, fratelli che sono in palpitante attesa di risultati… dai quattro mesi al nido fino ai venticinque di uno studente in corso, ai trenta di un Dottore di ricerca! Dimenticavo fidanzati e famiglie di fidanzati…

Quindi il peso sentimentale, esistenziale, psicologico, oltre che economico di un singolo individuo è sproporzionato all’esperienza- si tratta di studiare e non di andare al fronte- e qualunque risultato brillante si ottenga, il bilancio è quasi sempre negativo di tale coinvolgimento (solo nelle ultime due generazioni e sempre più con l’obbligo/dovere scolastico fino ai sedici anni). 

Se anche è positivo in termini economici per lo studente brillante, dagli altri punti di vista (esistenziale, sentimentale, psicologico…) è esorbitantemente caro non solo per lui, ma per tutte le persone citate in famiglia a cui sia aggiungono docenti, presidi, personale scolastico!

Sarà una lettera aperta al preside che riceverà questo scritto sulla Felicità scolastica e, ovviamente sull’infelicità di tutti i soggetti citati (lo studente con la sua famiglia d’origine, via via anche quella di amici, fidanzati/ e in competizione, invidia, apprensione e ovviamente,  con tutto il personale scolastico che vive con angoscia e frustrazione il fallimento degli studenti, ma non sempre si vede riconosciuto un qualche merito… per una “operazione riuscita”!)

Cosa farà il Preside in questa lettera? Ascolterà, forse protocollerà e metterà agli atti, nel fascicolo del docente, vedendo come fargli capire che forse non è “idoneo” all’insegnamento e magari lo aiuta a trovare altra via!

Oppure il preside prenderà atto e archivierà senza commenti.

Diciamo che ne ho scelto uno, tra i diversi Dirigenti scolastici, uomini e donne, nella mia carriera, che credo farà lo sforzo di leggere, senza pregiudizi, senza sentirsi personalmente accusato o lodato, senza pensare che ci sia una posizione politica dietro a questo scritto.

Questa lettera aperta ad un preside, come Lettera ad una professoressa, ricordando don Bruno Valente che al Ginnasio parlò a noi giovani studenti di don Milani, di una scuola di Barbiana, che non ha più nulla a che fare con la nostra. 

Quindi se quegli studenti ebbero il coraggio di scrivere una lettera aperta ad una professoressa, una professoressa deve avere il coraggio di scriverne una ad un preside.


20/04/2021

P. S Buon compleanno alla mia maestra elementare, Mondo Delfina, ricordando quel tipo di scuola, la pluriclasse di S. Stefano di Montegrosso d’Asti anni 1976/1980.

lunedì 19 aprile 2021

Ecco quando avremo l'immunità di gregge!!! Anche "insegnante", come "poeta", è parola assoluta (B. Fenoglio)

Capisco tutto il senso metaforico dell'espressione, se non ci fossero coincidenze che urtano la sensibilità, la cultura, la libertà di pensiero!

Sinceramente piuttosto che avere l'immunità di gregge e dover stare in un gregge, con i cani che mi abbaiano contro, se leggermente mi discosto, con il "buon pastore" che addirittura mette a repentaglio tutto il gregge per cercarmi... pecorella smarrita di un sistema sociale, lavorativo...,preferisco andare in bocca al lupo! 

Ora si chiama Covid 19, ma non è il primo dei lupi con cui l'opinione pubblica è stata spaventata da quando c'è la società di massa e ci sono i mezzi di comunicazione di massa dalla radio alla televesione a internet e i social!  

Nei miei cinquant'anni ricordo telegiornali dagli anni 1975 in poi... e non c'è stato anno, mese in cui non dovessimo raccomandarci ai santi laici della politica per evitare la guerra fredda, il disgelo e le emigrazioni, il terrorismo, le crisi petrolifere, tra epidemie... varie dall'AIDS alla mucca pazza, all'Aviaria, all'ebola, Sars, senza farci mancare crisi petrolifere dagli anni '70, crisi economiche come quella speculativa del 2008 che non so se sia mai finita, per non parlare degli anni di Piombo, le guerre del Golfo...

Altro che dire che Leopardi è un pessimista, con la sua operetta morale "Il venditore di Almanacchi"!!

Dice solo una scomoda verità! 


Paura, terrore, stare in gregge e ora... per tornare a trovarci dalle scuole, ai cinema, ai teatri, alle piazze per concerti o anche manifestazioni... ecco ci vuole questa immunità di gregge!

Bello portare in turismo culturale sulle Langhe gli studenti  del Verbano Cusio Ossola, come ho fatto alcuni anni, e ricordare che al Liceo Classico "Govoni" di Alba, (città in cui ho insegnato, all'indimenticabile Liceo Artistico, "P. Gallizio" unito al Classico come presidenza  (del prof. Donato Bosca) e collegio docenti, B. Fenoglio aveva insegnanti come Cocito di Lettere e Chiodi di Filosofia, il traduttore di Essere e Tempo di Heidegger! 

Insegnanti che formavano classi di studenti, anche dissidenti, se il caso, anche partigiani, nel senso  che sono non di quella "parte" che ha il potere nel momento in cui insegnano!

 Diventano martiri laici dopo, sul momento non lo sono mai! 

Se Fenoglio nel suo romanzo "Il partigiano Jonny" ricorda che il suo prof. Cocito (poi lasciato morire dissanguato ad un gancio per macellaio dai nazifascisti) diceva ai suoi studenti che "partigiano" è una parola assoluta, come "poeta", poteva anche aggiungere come "insegnante", alla Socrate, a cui fecero bere la cicuta perché secondo i Trenta tiranni il suo insegnamento corrompeva i giovani!

Sarà che "à rebours" non è solo il titolo del romanzo di J.K. Huysmans, tradotto con "Controcorrente"!

 Non si tratta di essere Esteti, come addirittura, già ai tempi del Liceo classico Alfieri,  mi sentivo dire, appena letto Kierkegaard, perché sembravo avere un'indole da preferire la vita estetica dell'attimo contrapposta alla vita Etica, della scelta, della famiglia.

Controcorrente può essere uno stile di vita, un'impostazione intellettuale, filosofica, emotiva.

Controcorrente, d'inverno, nel Lambro mi diceva di allenarsi a nuotare un "filosofo analfabeta" come Adamo Pozzoli, un "tapezziere" della Brianza che sposò una cugina monferrina di mia nonna!)!

Per fortuna che io fin da piccola sono stata anche affascinata e ho ascoltato a lungo non  i "profeti disarmati" alla Savonarola, ma i "filosofi analfabeti", come Adamo,  a cui la scuola era stata negata e che, con la loro intelligenza, erano arrivati là dove le persone scolarizzate non arrivavano.  Miracoli dell'eloquenza di mio nonno Gustavo Pia con solo la terza elementare che faceva discorsi politici per i politici deputati, o il nonno bersagliere Mondo Serafino Mario, certo non della parte giusta della Storia, ma coerente fino in fondo, idealista ingannato da chi gli ideali li  aveva usati  per strumentalizzare le volontà degli entusiasti, lettore onnivoro, con solo la quinta elementare anche di testi in latino.

Sarà che ascoltando la canzone di Roberto Sironi... "nella massa diventi matassa"|! la condivido!

Oppure sarà un'agorafobia istintiva, ma sapere che mi vorrebbero mettere in un gregge di "Salvati, immuni" mi crea un moto di repulsione...Capisco che ci sono allergie molto personali e questa sarà certo solo mia! 

Tranquillizzo tutti coloro che cercano e a cui dà serenità l'immunità di gregge... sto facendo di tutto perché i nostri percorsi non si tocchino mai!  Mai più.

Auguratemi : "in bocca al lupo"!!! Ma sapete davvero cosa significa questa frase? In bocca al lupo... il luogo più sicuro che ci sia, certo non come pecora!

A tutti coloro a cui piace l'immunità di gregge... spero che la trovino presto, ma che almeno ci sia il rispetto per chi non la sogna e non la vuole.

Non mi interessa convincere nessuno... mica voglio creare un altro gregge!

 Proprio l'opposto. Non voglio persone che la pensino come me,  perché voglio starmene in pace da sola, solo con il rispetto e il silenzio per le mie opinioni.

 Vorrei solo che ci fosse rispetto autentico per altre opinioni, espresse in modo corretto, anche se risentito, certo,  verso chi emargina in modi diversi, chi non è nel coro!

Peccato che "fuori dal coro" sia diventato solo uno slogan per un aperitivo! La frase è bella!

mercoledì 7 aprile 2021

Filosofica-mente: M. Foucault, G. Vico e G. Vattimo

 Quando nel 1989/90 ai corsi di Teoretica di G. Vattimo,  sentii parlare dei Maestri di Parigi (in quell'anno li approfondiva in un seminario, in tardo pomeriggio, dalle 18 alle 20) non adatto alle matricole, come me, ma per laureandi e dottorandi, ma qualche volta avevo assistito, non ci cacciava via!), il nome di M. Foucault fu quello che mi attrasse di più,  associato ai titoli suggestivi dei suoi saggi. Di recente, ad una mia studentessa adulta che lavora in ambito carcerario,  ho consigliato "Sorvegliare e punire", ma per il saggio sulla letteratura di R. Sironi ho letto "Utopie e Eterotipie"... 

Tra i vari titoli... "Storia della follia nell'età classica" , "Le parole e le cose. Un'archeologia delle scienze umane", "Tecnologie del sé", "Storia della sessualità" in più volumi, "Malattia mentale e psicologia", "Il potere psichiatrico"...

"Sorvegliare e punire", invece che associato alla storia carceraria, mi veniva in mente insegnando a scuola, ripetendo ai miei studenti che non ero lì per "sorvegliare" che non copiassero, non si facessero del male... e se la sorveglianza non era stata abbastanza rigida, lo sguardo non troppo duro.. per "punire" sia con sanzioni disciplinari che con bassi voti...ma ero lì... per insegnare (imprimere segni nella mente, non note sul registro ai tempi ancora cartaceo), se vogliamo... per educare, non nel senso moralistico,  ma nel senso latino e-ducere, condurre fuori, non un sapere nozionistico che non possono avere senza lo studio, bensì proprio le loro idee personali, creative già solo perché idee loro, al di là del fatto che poi qualcuno riesca ad esprimerle con un'arte... come i miei primi studenti del Liceo Artistico ben sapevano fare. Insomma la maieutica socratica, con cui oltre a spiegare si potesse poi far nascere un pensiero nuovo da quelle spiegazioni...

Ecco, non è bello che "sorvegliare e punire" mi sembrasse la mansione che avrei dovuto svolgere e che proprio mi ripugnava, sentendomi io, per prima, in un carcere, con orari, regole, protocolli, programmi per classi parallele, dove io non riuscivo neanche a mettermi in parallelo con me stessa avendo due classi mie (due terze, due quinte per esempio), perché anche nel caso fossero state dello stesso indirizzo, erano due classi distinte, con persone molto diverse e anche consigli di classe diverse... Il carcere mentale è per me ovunque mi facciano vedere l'insieme, mentre io vedo gli individui dentro l'insieme. 

Sono stata molto ligia al dovere e per nulla una contestatrice... credo proprio perché non era la singola disposizione a suscitarmi la contestazione... ma il sentirmi in un carcere, che operava secondo un'altra logica dalla mia, quindi per non sbagliare potevo solo obbedire... ciecamente, perché se ci pensavo, non facevo meglio, dentro il sistema non potevo portare miglioramenti, solo fare danni se insegnavo in un modo più personale, proponendo altri autori... che nella classe parallela non venivano proposti o non in quel modo.

Come nelle relazioni personali: alcune sono delle carceri e per uscire o finisci di scontare la pena... (la morte si sconta vivendo ... scriveva Ungaretti...) o cerchi di evadere!


Non mi ha ben insegnato mia madre maestra l'insiemistica alle elementari, non l'ho ripresa alle Medie?

Ecco tutte le categorie e le sottocategorie (dal  Corpo Docenti, classe insegnanti, Collegio Docenti, al Consiglio di Classe, alla Classe, ) certo le ho rispettate tutte, ma sempre vedendo gli elementi dentro, non  il cerchio o l'ellisse di contenimento di questi individui...pur ben visibile alla fine per me era irrilevante o fastidioso alla vista!

Nei miei primi due anni di studi torinesi, avevo un grande sospetto (proprio mentre studiavo con Vattimo i "maestri del sospetto",  per i filosofi  e le correnti di pensiero che mi sembravano... così naturalmente le mie che ne fuggii, ritornando al mio primo sogno pisano, la Scuola Normale di Pisa, ...lì studiai un Filosofo che già dal Liceo sembrava ostico per la sua prosa, ma che il nostro insegnante, poi professore ordinario a Roma, ci propose di leggere direttamente!

Diventai una vichiana, con studi filologici,  collaborando con il Centro Studi vichiani di Napoli, oltre che di storia della filosofia e di storia delle storie della filosofia in latino! 

Il mio filosofo... quello su cui avrei dovuto laurearmi a Torino con G. Vattimo, sarebbe stato M. Foucault.

Di Vattimo, con la sua ironia, maestro di un "pensiero debole" che per me era l'unico forte, non divenni mai allieva in tesi, solo due esami di teoretica... cercai un pensiero "altro" dal mio, studiai filosofia moderna, Cartesio, Spinoza, Bruno, Campanella, Pascal, Vico, Gravina... con R. Bodei, P. Cristofolini.

Torno ora a M. Foucault "Le parole e le cose" . Ora lo leggerò, però, vichiana-mente: per Vico, (citato da un altro maestro Derrida anche nella Grammatologia), c'è un vocabolario mentale comune a tutte le nazioni, idee, parole e cose si corrispondono, in questa ulteriore corrispondenza mentale, da cui non si sottrae nessuna nazione (popolo), anche nella fase della barbarie eroica, anche prima, nella fase primitiva, senza che poi tutte le nazioni ( nazione come "nascimento" come nascita e non con un'interpretazione romantica risorgimentale, meno che mai strumentalizzabile da nazionalismi, anzi il vero antidoto!).

Ecco leggerò Foucault... vichiana-mente, e simbolicamente proverò a scrivere quella tesi di laurea mai discussa a Torino, con G. Vattimo come primo relatore...

Nei miei sogni... mi mancano dieci esami, eppure sono insegnante di ruolo! 

Non è assurdo: i miei studi universitari ebbero questa cesura nel 1991. La parte teoretica maturò a Torino con Vattimo e i ricercatori di allora, i seminari in cui la lettura dei classici e la nostra rielaborazione scritta ed orale erano immediate, fin dal primo anno... in effetti ne frequentai solo due... ma la mole di letture (da Kant a Hegel, da Fichte a Shelling... Heidegger e Derrida) teoretiche su quella determinante.

Vico arrivò dopo, ma permeò così tanto i miei anni pisani da diventare poi e da essere ora la lente attraverso cui leggo tutto, anche la letteratura.

Come diceva Bacone bisogna passare in rassegna i propri "idola" (idola fori, specus, theatri), dopo essersi immersi ... riemergere in un certo senso nuovi, eppure con tutte quelle esperienze, che però saranno le "nostre" e non più di chi ce le ha proposte e a volte, come capita in ambito familiare... imposte!



Un cuore di plastica. Capitolo IV

 In questi giorni mi ha lasciato qui sul Lago maggiore, con la sua amica, ora anche mia amica...Adriana. Solo che non capisco ancora perfettamente lo spagnolo...mi ha parlato di suoi gatti argentini, noi non siamo stati puniti con la confusione delle lingue, non abbiamo mai voluto costruire nessuna torre di Babele e con i nostri miagolii ci capiamo ovunque.

Mi sono intrufolata nell'armadio che ha lasciato socchiuso e ho scoperto che non ce n'è solo uno, ma tanti cuori di plastica! Una fornitura, come i detersivi della Folletto!  Perché bisogna anche sostituirli questi cuori di plastica, poi la mia padrona li stanca molto!

Credo che il prossimo intervento sarà il 26 aprile... il tempo di festeggiare i dodici anni del suo terzo genito...Figlio... è una parola importante, bisogna meritarsela!

Così sostituirà ancora una volta il suo cuore, il secondo trapianto... con la garanzia di un anno!

Ogni cuore di plastica ha un colore diverso, questa volta sarà blu!

Blu mare profondo, con venature azzurre...come gli occhi della mia padrona!

Ora mi chiama Adriana, mi sembra che mi stia dicendo quando torna ...lei!

Spero che anche il nuovo cuore di plastica batta di affetto per me... come l'altro di carne e di sangue e come questo... rosso... come il suo conto in banca! 

Non dovrei sbirciare gli estratti conto, ma penso alle mie crocchette! Qui non ci sono topi e io non mangio nulla se non crocchette! Il latte solo quello di mia madre!

Insomma spero che torni presto, mi manca e so di mancarle anche io!

Ha pianto, lo sento a centinaia di chilometri di distanza, e non c'ero io ad asciugarle le lacrime con la mia lingua ruvida.

Miao a tutti.

martedì 6 aprile 2021

Nuove uscite: Blue L'isola e il mare (testi di Mariagrazia Pia e Roberto Sironi, immagini di Roberto Sironi)



 Parole a cui non basta stare a galla, ma che si inabissano, giocano con i coralli, guardano attraverso i corpi delle meduse, cavalcano cavallucci marini e vogliono approdare solo su isole artistiche e letterarie, non certo le spiagge con sdraio e ombrellone del turismo di massa.

Tra baie e golfi, risacche e alte maree, correnti sotterranee e grotte misteriose, personaggi mitologici, ma più reali e immortali di tanti esseri umani, con struggimento e malinconia, con amore per lo Sconosciuto, nasce questo Art Book, due anni dopo "In vino VeritArt. Love notes of a bottled humankind"(Hoffamnnehoffmann)

Il Naufrago, arrivato sulla Nave dei folli, ma di quelle follie savie, piene di passione, di vita, di emozione, di visioni che portino lontano, ma molto lontano da un continente dove se il criterio di ogni valore è economico... non si capisce come sia tollerabile tanta miseria! Perché tollera il disordine una persona che non ha l'ordine come priorità, tollera la cattiva musica chi non ha educazione e orecchio musicale, oppure non fa caso ad errori grammaticali e sintattici, ad un lessico povero e monotono chi ha altri criteri per scegliersi amici e compagni... ma quanto devono soffrire questi Economisti, con la loro sensibilità per statistiche, previsioni, quotazioni di Borsa... a vedere Paesi sempre più poveri, come devono soffrire! Ecco per fuggire non  dalla povertà... ma da coloro che pur professandosi medici-economisti permettono che dilaghi, pur avendo il Benessere economico proprio nei loro valori... ecco per fuggire da contraddizioni talmente clamorose... che forse a raccontarle ci direbbero... stai scherzano... nascono questi testi, queste parole che non si permettono di galleggiare su un mare di ovvietà, piuttosto si inabissano, sfidano mostri marini reali e immaginari, pur di non finire nelle reti dei pescatori di branchi di pesci, che stanno tutti vicini, tutti insieme... per farsi catturare meglio e più in fretta. Eppure sono contenti così!

sabato 3 aprile 2021

Citazioni letterarie: L'innesto del vaiolo,1761 G. Parini, Odi.


A 260 anni da questa Ode di G. Parini,  per il vaccino  contro il Vaiolo, tra speranze e sospetti, con lo stile neoclassico e una passione già romantica, questa Ode, del Maestro di Foscolo! 

Da rileggere il Giorno, ora non potremmo più irridere al risveglio del "giovin signore" e alla sua oziosa giornata da cicisbeo... Non sono più i nobili ad essere oggetto di satira poetica... ma ci sono altri "giovin signori", non nobili, neanche nobili d'animo (non sono i "cor gentil" a cui "rempaira sempre amore...da Guinizelli a Dante). Non sono nobili, "gentili"  ossia di nobili origini, il loro non è l'otium latino, tra letture filosofiche, letterarie o scientifiche, in una pausa tra politica e arte militare o altro che faccia parte del "negotium"... ma questa è un'altra rivisitazione, un'altra prova di come gli artisti, i poeti e gli scrittori proprio nell'essere completamente contemporanei siano "classici" ossia parlino di tutti e a tutti....

Questo è il confronto non con una delle tante pandemie della storia (dalla peste nel campo degli Achei, come punizione divina per l'hubris di Agamennone,  che non vuole restituire, neanche a fronte di ricchissimo riscatto, Criseide al sacerdote di Apollo Crise... alla peste di Atene durante la guerra del Peloponneso, attraverso tutte le innumerevoli pandemie dell'antichità, per arrivare al Decameron e ai Promessi Sposi e all'esistenziale Peste di Camus!). Dopo un anno di Covid19, stiamo parlando di vaccini e forse questa Ode di Parini è quanto di più attuale ci sia pur nella sua complessità, proprio nella sua complessità per cui il lettore, non più abituato allo stile letterario del Settecento, deve fermarsi a meditare ogni parola...

Quando la smetteremo di volere solo frasi da slogan pubblicitari? Facili, immediati, che non ci chiedono di pensare per capire? Anche quelli scritti sui muri ... tanti anni fa, incancellabili, erano immediati!

Sforziamoci di capire, se volete, potete anche fraintendere qualche verso di quest'ode... Non dobbiamo sempre pensare che qualcuno ci dia il voto, lasciamo stare tutte le parafrasi su internet... sbagliamo nel capire, pazienza, ma leggiamo!  Ci sono errori intelligenti e risposte giuste da cretini, da burattini, da  pappagalli ammaestrati!  Compiacimenti nel sentirsi ripetere ciò che abbiamo detto...forse meglio sentire un ragionamento fatto sul momento, perché lo studente non ha studiato e in quel suo arrampicarsi sugli specchi almeno usa tutta l'intelligenza che ha e non suggerimenti di varia natura! 

Meglio una domanda intelligente, che una risposta mnemonica (lasciamo stare poi le copiature, i plagi, i suggerimenti in diretta...che la tecnologia permette), meglio una parafrasi sbagliata... ma con quello che si ha nella testa... che una ripetizione di parole... per quel famoso sei.... pietoso! (Lo so queste sono riflessioni da prof... che vorrebbe studenti "critica-mente" attivi! Le illusioni di Leopardi? Oppure no!

Ecco l'Ode

 Al dottore Giammaria Bicetti De’ Buttinoni

 
O Genovese ove ne vai? qual raggio
Brilla di speme su le audaci antenne?
Non temi oimè le penne
Non anco esperte degli ignoti venti?
Qual ti affida coraggio5
All’intentato piano
De lo immenso oceano?
Senti le beffe dell’Europa, senti
Come deride i tuoi sperati eventi.

Ma tu il vulgo dispregia. Erra chi dice,10
Che natura ponesse all’uom confine
Di vaste acque marine,
Se gli diè mente onde lor freno imporre:
E dall’alta pendice
Insegnolli a guidare15
I gran tronchi sul mare,
E in poderoso canape raccorre
I venti, onde su l’acque ardito scorre.

Così l’eroe nocchier pensa, ed abbatte
I paventati d’Ercole pilastri;20
Saluta novelli astri;
E di nuove tempeste ode il ruggito.
Veggon le stupefatte
Genti dell’orbe ascoso
Lo stranier portentoso.25
Ei riede; e mostra i suoi tesori ardito
All’Europa, che il beffa ancor sul lito.

Più dell’oro, bicetti, all’Uomo è cara
Questa del viver suo lunga speranza:
Più dell’oro possanza30
Sopra gli animi umani ha la bellezza.
E pur la turba ignara
Or condanna il cimento,
Or resiste all’evento
Di chi ’l doppio tesor le reca; e sprezza35
I novi mondi al prisco mondo avvezza.

Come biada orgogliosa in campo estivo,
Cresce di santi abbracciamenti il frutto.
Ringiovanisce tutto
Nell’aspetto de’ figli il caro padre;40
E dentro al cor giulivo
Contemplando la speme
De le sue ore estreme,
Già cultori apparecchia artieri e squadre
A la patria d’eroi famosa madre.45

Crescete o pargoletti: un dì sarete
Tu forte appoggio de le patrie mura,
E tu soave cura,
E lusinghevol’ esca ai casti cori.
Ma, oh dio, qual falce miete50
De la ridente messe
Le sì dolci promesse?
O quai d’atroce grandine furori
Ne sfregiano il bel verde e i primi fiori?

Fra le tenere membra orribil siede55
Tacito seme: e d’improvviso il desta
Una furia funesta
De la stirpe degli uomini flagello.
Urta al di dentro, e fiede
Con lièvito mortale;60
E la macchina frale
O al tutto abbatte, o le rapisce il bello,
Quasi a statua d’eroe rival scarpello.

Tutti la furia indomita vorace
Tutti una volta assale ai più verd’anni:65
E le strida e gli affanni
Dai tugurj conduce a’ regj tetti;
E con la man rapace
Ne le tombe condensa
Prole d’uomini immensa.70
Sfugge taluno è vero ai guardi infetti;
Ma palpitando peggior fato aspetti.

Oh miseri! che val di medic’ arte
Nè studj oprar nè farmachi nè mani?
Tutti i sudor son vani75
Quando il morbo nemico è su la porta;
E vigor gli comparte
De la sorpresa salma
La non perfetta calma.
Oh debil’ arte, oh mal secura scorta,80
Che il male attendi, e no ’l previeni accorta!

Già non l’attende in orïente il folto
Popol che noi chiamiam barbaro e rude;
Ma sagace delude
Il fiero inevitabile demòne.85
Poichè il buon punto ha colto
Onde il mostro conquida,
Coraggioso lo sfida;
E lo astrigne ad usar ne la tenzone
L’armi, che ottuse tra le man gli pone.90

Del regnante velen spontaneo elegge
Quel ch’è men tristo; e macolar ne suole
La ben amata prole,
Che non più recidiva in salvo torna.
Però d’umano gregge95
Va Pechino coperto;
E di femmineo merto
Tesoreggia il Circasso, e i chiostri adorna
Ove la Dea di Cipri orba soggiorna.

Montegù, qual peregrina nave,100
Barbare terre misurando e mari,
E di popoli varj
Diseppellendo antiqui regni e vasti,
E a noi tornando grave
Di strana gemma e d’auro,105
Portò sì gran tesauro,
Che a pareggiare non che a vincer basti
Quel, che tu dall’Eussino a noi recasti?

Rise l’Anglia la Francia Italia rise
Al rammentar del favoloso Innesto:110
E il giudizio molesto
De la falsa ragione incontro alzosse.
In van l’effetto arrise
A le imprese tentate;
Chè la falsa pietate115
Contro al suo bene e contro al ver si mosse,
E di lamento femminile armosse.

Ben fur preste a raccor gl’infausti doni
Che, attraversando l’oceàno aprico,
Lor condusse Americo;120
E ad ambe man li trangugiaron pronte.
De’ lacerati troni
Gli avanzi sanguinosi,
E i frutti velenosi
Strinser gioiendo; e da lo stesso fonte125
De la vita succhiar spasimi ed onte.

Tal del folle mortal tale è la sorte:
Contra ragione or di natura abusa;
Or di ragion mal usa
Contra natura che i suoi don gli porge.130
Questa a schifar la morte
Insegnò madre amante
A un popolo ignorante;
E il popol colto, che tropp’alto scorge,
Contro ai consigli di tal madre insorge.135

Sempre il novo, ch’è grande, appar menzogna,
Mio bicetti, al volgar debile ingegno:
Ma imperturbato il regno
De’ saggi dietro all’utile s’ostina.
Minaccia nè vergogna140
No ’l frena, no ’l rimove;
Prove accumula a prove;
Del popolare error l’idol rovina,
E la salute ai posteri destina.

Così l’Anglia la Francia Italia vide145
Drappel di saggi contro al vulgo armarse.
Lor zelo indomit’ arse,
E di popolo in popolo s’accese.
Contro all’armi omicide
Non più debole e nudo;150
Ma sotto a certo scudo
Il tenero garzon cauto discese,
E il fato inesorabile sorprese.

Tu sull’orme di quelli ardito corri
Tu pur, bicetti; e di combatter tenta155
La pietà violenta
Che a le Insubriche madri il core implica.
L’umanità soccorri;
Spregia l’ingiusto soglio
Ove s’arman d’orgoglio160
La superstizïon del ver nemica,
E l’ostinata folle scola antica.

Quanta parte maggior d’almi nipoti
Coltiverà nostri felici campi!
E quanta fia che avvampi165
D’industria in pace o di coraggio in guerra!
Quanta i soavi moti
Propagherà d’amore,
E desterà il languore
Del pigro Imene, che infecondo or erra170
Contro all’util comun di terra in terra!

Le giovinette con le man di rosa
Idalio mirto coglieranno un giorno:
All’alta quercia intorno
I giovinetti fronde coglieranno;175
E a la tua chioma annosa,
Cui per doppio decoro
Già circonda l’alloro,
Intrecceran ghirlande, e canteranno:
Questi a morte ne tolse o a lungo danno.180

Tale il nobile plettro infra le dita
Mi profeteggia armonïoso e dolce,
Nobil plettro che molce
Il duro sasso dell’umana mente;
E da lunge lo invita185
Con lusinghevol suono
Verso il ver, verso il buono;
Nè mai con laude bestemmiò nocente
O il falso in trono o la viltà potente.

venerdì 2 aprile 2021

Rac-contando : il girarrosto

 Non lo avevano mai usato... eppure chissà che gustose porchette... 

Invece divenne un'arma, anzi no, un lugubre rituale di una vendetta che fredda certo la gustarono, con le frattaglie...

Dissero che fu un serial killer, un mostro uscito da "il silenzio degli innocenti", un drakula che aveva lasciato la Transilvania e si era perso in Val Grande o in Val Cannobina...

Non ho il coraggio di descrivere con che cura preparò come manicaretti  le interiora per preparare l'arrosto del suo nemico arrosto... non ho il coraggio di guardarla negli occhi, occhi di un lupo che sgozza greggi e ne lascia le carni... lui vuole il sangue... che sia un uomo o una donna, non importa. Ci sono odi che attraversano i secoli e i millenni, Medee e Clitemnestre... Lucrezie avvelenatrici...

Il girarrosto sembra una lancia di odio inossidabile, una lancia che ha passato il cuore...da parte a parte!

Sono il testimone dagli occhi di cristallo, di me potete fidarvi!

giovedì 1 aprile 2021

2 aprile: Giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo. Il blu come colore per sensibilizzare

 Ecco che mi piacerebbe dedicare il blu, (credo che il pittore Roberto Sironi lo permetta), il colore nelle sue varie sfumature che c'è in tutte le immagini presenti ne "L'isola e il mare" ("Bleu" per l'editore Fabrizio Catalfamo, Hoffmannehoffmann) che comunque di sua iniziativa, aveva già dedicato la nostra precedente opera, In vino VeritArt. Lovve notes of a bottled humnkind, sulla sua rivista I' m Italian, alla ricerca sull'Autismo.

Questa non è pubblicità, occulta o palese, sono coincidenze. diverse coincidenze... fanno una prova... che un tipo diverso di sensibilità e di ragionamento... mi interessa.

Non sapevo, se non leggendo in Orizzonte scuola, che il blu fosse il colore per segnalare che c'è questa sensibilità non solo verso chi, in famiglia e poi a scuola, è riconosciuto con difficoltà dello spettro autistico, ma ancor più per chi, in famiglia e a scuola, non è riconosciuto. 

I dati( 1 bambino su 77 , più maschi che femmine), di cui parla la rivista on line "Orizzonte scuola"... fanno pensare. 

Soprattutto per tutti i casi non riconosciuti, che certo a parte non avere adeguato aiuto, soffriranno in silenzio per delusioni scolastiche, certo, ma anche per la difficoltà di farsi accettare, di essere capiti e in sostanza amati! 

Perché se non sei perfetto, omologato, standard,  non ti amano, non ti accettano, ti vien fatto pesare a partire dai famigliari.

D'altra parte molti genitori si ostinano a non voler vedere, capire, preferiscono sgridare, magari aiutare a vita, senza però portare la persona a capire cosa ha e come possa non soffrirne così tanto sia da solo, che in mezzo agli altri.

Allora se il blu è il colore con cui, Orizzonte scuola, per questo mese, invita gli insegnanti a far colorare, il colore degli indumenti da indossare, ecco io per ora chiedo che  il blu delle immagini del nuovo art book (Bleu. L'isola e il mare) sia un pensiero in questa giornata, che rientra in un mese dedicato.

Parlo di coincidenze... perché da due mesi mi sono iscritta al corso di aggiornamento a metà aprile sull'Autismo, sto lavorando con un ragazzo che ha dichiarato di avere disturbi in questa sfera che definirei uno studente modello.... !

Insomma, quando ci sono più coincidenze... forse è una prova, che questo mondo mi affascina, non mi fa assolutamente paura e non solo per il film "Rain man" (1988).  Non bisogna sfruttare le potenzialità di nessuno... e non bisogna permettere a nessuno che sfrutti qualche nostra abilità... perché le nostre dis-abilità siano accettate e ci venga dato un po' di amore! 

Sono una madre di quattro figli e se dico che non mi farebbe paura sapere o capire che questo è il problema di uno dei miei figli... o fosse anche di tutti vi parlo come madre, poi come insegnante, come donna, come cittadina italiana.

Non è l'essere affetti da disturbi della sfera dell'Autismo a far vergognare una madre, se stessi, un famigliare! Ci sono intelligenze e sensibilità che noi normalmente non capiamo e per questo non accettiamo e le chiamiamo disturbi!

Ma questo è un argomento... filosofico, che non posso trattare ora!


Ci sono sensibilità e intelligenze che fanno paura... certo non arrivano come la maggioranza a quei livelli standard che chissà chi ha fissato... fanno paura, innanzitutto alle famiglie, imbarazzano, mentre un ipocrita calcolatore... è un furbo di cui la famiglia si vanta, spesso!

Posso  anche vestirmi di blu.. per tutto il mese di aprile per una giusta causa, ma lasciatemi un po' di nero... a lutto... per una mia personale causa persa!


Un cuore di plastica.... non riciclabile, termoindurente In realtà un'introduzione al nuovo romanzo



Capitolo III La decisione

 Ecco che si rimette a scrivere al pc... Una volta erano le Muse, addirittura nove, a ispirare artisti e poeti ora ci sono gatti, cani, magari anche criceti, oppure animali selvaggi... come il leone, quando si diceva meglio un giorno da leone che cento da pecora... era una scelta! Hanno poi pensato che con il progresso, la scienza farmaceutica, le biotecnologie...i giorni da leone potessero essere cento! Leopardi derideva coloro che credevano nelle "umane sorti progressive"... lui che sapeva bene come le illusioni fossero l'unica possibilità per essere felici, ma lui non voleva illudersi!

Sempre una questione di cuore.... Riccardo cuor di Leone, il re inglese della terza crociata, lo aveva il coraggio di andare in guerra e combattere valorosamente. 

Per vivere da leoni ci vuole un cuore da leoni e per questo non ci sono trapianti, soprattutto nelle pecore, il rigetto è immediato... sarà l'ostilità millenaria che oppone predatori e prede, ma ad una pecora non puoi trapiantare un cuor di leone e le pecore possono vivere cento anni, se hanno i pastori a guardia, se accettano di stare in gregge, di tornare all'ovile quando lo decide il pastore, minacciate dai morsi dei cani... da guardia!

Ecco che siamo in tema, sempre si parla di cuore!

Insomma chi preferisce i cento anni da pecora, lo può fare, ma deve ammettere di esserlo, di aver bisogno di pastori e di cani da guardia e di stare agli ordini, di sopportare tosature, di vedere sacrificati gli agnelli non per devozione, ma per golosità!

I cuori da leoni non si trapiantano.

Il leone resta leone, la pecora resta pecora, invece gli umani vogliono sempre troppo: vogliono la durata... di una vita da pecora e l'emozione, la libertà della savana, il rispetto che si deve ad un re... leone e ad una leonessa cacciatrice!

Gli umani vogliono troppo e si aspettano sempre che qualcuno dia loro tutto, anche la salute.

L'altro giorno, imi sono ancora una volta intrufolata nella libreria della mia padrona, con questo mio nero a volte non mi vede, sembro uno spazio vuoto! Se non apro i miei occhi smeraldo, non si accorge che sto tra gli scrittori latini o la letteratura medievale!

Mi piace, per farmi notare, far cadere le cose... anche un libro... Ci provavo con un tomo enorme, "Essere e Tempo" di Heidegger... Ecco spingi spingi, era già un po' in biblico, insomma è caduto e io ci ho messo il naso e i miei baffi, le vibrisse che voi umani non avete e che vi darebbero equilibrio, proprio come la mia bella coda.

Certo che so leggere, ma non so capire cosa leggo... le singole parole mi sono chiare, non il loro significato complessivo.

Ho solo capito che la vita autentica, non quella inautentica, caratterizzata dalla Chiacchiera, dal "si" ( si dice, si fa...), dalla Cura (non dall'Angoscia che è autenticità), deriva dal fatto che gli umani riconoscano di Essere- per -la Morte, riconoscano la loro finitezza. Solo in questo essere- per- la -morte, finiti (sempre che il Covid 19 abbia fatto scoprire che sono mortali, di massa, tutti, ma questa potente globalizzatrice, la più democratica delle dee, la "Livella" arriva per sovrani e per il più diseredato del mondo, per belli e brutti, buoni e cattivi, giovani e anziani. Terribile, ma lei, la Morte, arriva quando vuole.

Invece che spaventarsi tanto, meglio impegnarsi a rendere la propria vita, non un'opera d'arte da esteti dannunziani, ma "autentica".

Riconosciuta la finitezza... (non dando più retta alle chiacchiere e non partecipando a chiacchiere e pettegolezzi... "rumores" li chiamava il poeta latino Catullo, quando chiedeva alla sua Clodia, di amare e di non curarsi di questi rumores, di maldicenze e invidiosi giudizi!) la decisione diventa importantissima...

Certo che sto leggendo dal suo pc, ma io sono telepatica con lei, come i dannati avevano preveggenza vedendo in Dio gli avvenimenti futuri, mentre il presente era negato, perché ormai privi di ogni possibilità.

Insomma... non è farina del mio sacco, ma del suo e io quando entro in quel sacco... ho sempre un po' paura, perché la mia agilità mi porta a saltare sugli armadi più alti... poi però..."non dire gatto se non ce l'hai nel sacco"! Ecco, capire poi cosa vogliono fare di un gatto nel sacco... è un po' rischioso.

In quel sacco farinoso dei suoi pensieri, io mi ci tuffo, m'inciprio anche la coda!

La mia telepatia finisce nel riferire le parole che legge, che digita sul pc, o scrive disordinatamente a mano... ma non chiedetemi di capirle e men che meno di spiegarle....


" La decisione, in quando decisione anticipatrice, è perciò un originario essere- per il poter- essere dell'Esserci più proprio. La decisione comprende il "potere" proprio del poter esse- colpevole solo se si qualifica come essere -per-la-morte.

L'esserci, una volta che si è deciso, assume autenticamente nella propria esistenza di essere il nullo fondamento della propria nullità. Noi concepiamo esistenzialmente la morte come la possibilità già chiarita dell'impossibilità dell'esistenza, cioè come la pura e semplice nullità dell'Esserci. La morte non si aggiunge all'Esserci all'atto della sua "fine", ma è l'Esserci che, in quanto cura, è il gettato (cioè nullo) "fondamento" della sua morte. La nullità, che domina originariamente l'essere dell'Esserci, gli si svela nell'essere- per - la- morte autentico. L'anticipazione fa emergere chiaramente l'esser- colpevole dal fondamento dell'intero essere dell'Esserci."

Miao, non ci ho capito quasi nulla, ma la vedo sorridere, come se ritornasse alla spiegazione del suo esistere, fino a che non prese una non-decisione: quella di farsi scegliere come moglie! Lì non decise nulla: lasciò decidere!  
Le deluge! Un diluvio di lacrime e di sangue.

Sembra che da quando le hanno trapiantato questo cuore di plastica... lei si sia svegliata, dopo ben 22 anni da un coma che tutti speravano irreversibile : tutti, dai genitori al fratello, dai figli, al marito, dal compagno alle amiche! Era controllabile, in quel letto d'ospedale della sua vita vegetativa! Si sentivano buoni a venire a trovarla, a prendersi cura di lei... a provarne compassione, le parlavano... tanto pensavano non capisse, non si svegliasse mai più. 

Ricorda anche la strega che le fece l'incantesimo, tra la strega della bella addormentata e quella di Bianca neve, solo che sostituì le pesche alle mele! invece di un fuso appuntito con cui pungersi e addormentarsi... un anello di fidanzamento...

Invece lei da quel coma si è svegliata! 

Ha dovuto sostituire quel cuore straziato, con uno di plastica: ora non la commuovete più, non la ricattate con sensi di colpa sentimentali, con gelosie ... frasi che sembrano infantili, ma che sono micidiali... chi è la tua migliore amica, a chi vuoi più bene a mamma o a papà, cosa faresti per tuo fratello, sono tuo figlio! sono tuo marito, sono il padre dei tuoi figli, la nonna e il nonno.... dei tuoi figli.

Ora tutto tace dentro di lei: ha il suo cuore di plastica non riciclabile, termoindurente: non vi chiede nulla, neanche pietà, un minimo affetto, un consiglio men che mai, terribile! Il brodo che le ustionò il braccio... le fece odiare tutti i brodi!

Non può vivere a lungo con quel cuore... lei lo sa. 

Per questo chiede solo... di essere lasciata in pace.

In quel coma... mai più. 

Morirà, ma non la terrete mai più in vostro potere!

Vi offende? Allora si vede che parlava di voi!

La capite, allora siete davvero gli amici e le persone che vuole accanto: chi siete... non ve lo chiede! 

Sa che ci sarete comunque e lei, il suo amore, il suo aiuto.... non lo perderete mai... finché vive!