Quando ci si libera, non solo politicamente, militarmente, come la giornata del 25 aprile ricorda, è sempre perché si hanno nella mente, nel cuore, degli ideali, delle prospettive. Liberarsi non è solo fuggire, cacciare, (la pars destruens), ma anche ricostruire, cercare di raggiungere!
C'è utopia e non solo realismo!
Da quella Liberazione nacque poi la Costituzione e la Repubblica che il 2 giugno ricordiamo.
Lo Stato in cui viviamo è quello per cui hanno combattuto i partigiani come Milton, come Johnny descritti da Fenoglio?
Liberarsi vuol dire molto di più che fuggire! Vuol dire liberarsi da qualcosa e qualcuno per fare di meglio, molto di meglio! Non solo il contrario, non solo l'immediato opposto che risulti un anti-.... qualunque cosa siano stati il precedente regime, la precedente vita. Liberarsi non è solo far dispetto, rinnegare, contraddire, ma dire qualcosa di molto diverso, di "positivamente" diverso ( non nel senso del "positivismo" dal XIX secolo in poi)
Il titolo "Una questione privata" è molto intrigante!
Una questione privata, all'interno della lotta partigiana contro il nazifascismo, è anche una riflessione su come ogni adesione e partecipazione attiva politica sia anche un fatto privato di coscienza intima.
I valori, a cui erano stati educati giovani, come B. Fenoglio, da insegnanti (dissidenti, oppositori di un regime fino alla morte di Cocito!) come Cocito e Chiodi, portarono ad intendere "Partigiano", come "Poeta" , come "Filosofo", parola assoluta: ideali che nulla hanno a che fare con l'Utile privato, ma con il Giusto.
Il fatto che il linguaggio comune confonda i due termini, (come il Bello confuso con il Piacevole, l'imperativo categorico, con una massima), fa pensare che molte persone, troppe, siano davvero morte invano! Per riconoscere le differenze non è necessario aver letto I. Kant, anche se aiuta, semplifica!
Ci sono diritti naturali, leggi non scritte inviolabili che tutti i popoli e tutti gli individui, se appena fai riflettere, non possono che condividere, ma bisogna riportarle al piano del Giusto e non dell'Utile!
Non è "filosofeggiare", non è fumo, non sapere cos'è la vita pratica, come funziona per pagare le bollette a fine mese... o cosa si deve fare per diventare imprenditori e manager....Si tratta di una prospettiva, di un orizzonte che fa collocare i fatti, i misfatti, le parole e i silenzi in un contesto importante, fossero anche le parole più insignificanti e fa trovare commenti e risposte, che non sopportano le statistiche, non sono ragionamenti quantitativi, ma qualitativi.
Il quantitativo, il misurabile lasciamolo alle scienze esatte.
Ritorniamo ad un Umanesimo che prenda semplicemente coscienza del principio di una Commedia - non di un trattato filosofico, senza nessuna particolare pretesa religiosa..., la Commedia di Terenzio, nel II secolo a. C:
"Homo sum, humani nihil mihi alienum puto"
Sono un uomo e nulla di ciò che riguarda gli uomini lo ritengo a me estraneo!
Quindi, tutto ciò che capita agli uomini è una questione privata, anche mia, non nel senso pettegolo, invadente, invidioso, senza rispetto della sensibilità altrui, senza comprensione, con un'arroganza giudicante che non ha limiti, non solo dei dotti, ma anche di qualunque persona che ha disselciato tutto per colpire gli altri, per lapidare!
Terenzio non aveva assolutamente in mente il voyeurismo, che non sono certo stati i mezzi di comunicazione di massa, il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi, ad iniziare, lo hanno solo reso evidente, un'apoteosi della curiosità per le vite altrui, che, quindi, perdono ogni dimensione privata. Lo si nota anche in famiglia, nell'ambiente di lavoro, tra vicini... non è il caso di andare ai format televisivi, che appunto sfruttano questo atteggiamento, almeno distogliessero un po' l'attenzione nella vita reale!
Difficile provare apprensione e condividere ogni dolore... lasciando che resti "privato": si chiama empatia, immedesimazione, comprendere Einfuhlen e non intendere Verstanden, razionalmente, come ben fece capire il filosofo Dilthey, distinguendo tra le Scienze dello Spirito, umanistico-letterarie e le scienze esatte... che intendono, ma non si possono certo immedesimare nell'oggetto di studio (in chimica, in fisica, in matematica, ora anche in informatica o astrofisica... meccanica ma anche in biologia)!
Al di là delle ragioni dell'epistemologia che voleva portare avanti nel XIX secolo Dilthey, difendendo le humanae litterae, non dai testi sacri, come nell'Umanesimo del XV secolo ma da quelli scientifici, come nei confronti del Positivismo del XIX secolo, .. è una chiarezza che può essere ben vissuta nel quotidiano.
Il Materialismo non ha solo negato la trascendenza, ma spesso l'umanità! In questo è andato oltre, forse proprio contro, la laicità!
L'Einfuhlung è immedesimarsi, come ventun secoli prima già indicava Terenzio e in una Commedia, fruibile al popolo, non solo per i sapienti....Tutto ciò che è umano, fatto, subito da un essere umano, mi coinvolge, mi tocca...
Homo homini deus!
Un uomo può essere un dio per un altro uomo! Se non lo abbiamo realizzato in ventun secoli di storia e con tutto il nostro sapere scientifico a cui negli ultimi secoli ci siamo affidati sperando nel progresso... allora almeno una riflessione la dobbiamo fare.
Fosse solo per ... una questione privata.
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