venerdì 23 aprile 2021

La zattera di Géricault... 130 morti di fronte alle coste della Libia...Mi vergogno di essere europea

 


491x716, olio su tela, 1819, di T. Géricault al Louvre.

Duecento anni dopo, ancora! 

Nel Mediterraneo, non in un lontano Pacifico!

Il Mediterraneo, che  i Romani chiamavano "mare nostrum" e che ci è così familiare e caro, a meno che non diventi luogo di richieste di aiuti.

Siamo così impegnati...a ricordare il passato che siamo indifferenti al presente! Anche quando è identico, non c'è neanche la difficoltà di individuare l'identico nella diversità! Facile!

Ci sono gerarchie nei salvataggi!

Ci sono vite che non vengono salvate! 

Il naufrago... se non è un Odisseo, un principe,  che arriva sulle spiagge dei Feaci, se non è "bello di fama e di svenuta" come lo descrisse Foscolo, allora può anche restare disperso in mare!

Ormai si sa che che ci sono questi viaggi della disperazione, i motivi, le cause politiche ed economiche dei Paesi di partenza non devono interessare a chi presidia, è in allerta per salvare vite, come i medici che salvano e non fanno giustamente distinzione tra nessuno. No è loro compito giudicare, loro hanno giurato di salvare vite.

Allo stesso Odisseo si poteva rinfacciare il suo inganno del cavallo di Troia e il fatto di essere tra i vincitori di una città in realtà attaccata per motivi economici...per una principessa rapita, anzi fuggita con il bel Paride!

Quindi se non si è "belli di fama e di sventura", ma "brutti per dolore e umiliazione!" in mare con tragica evidenza, in terra per metaforica accezione, si è tra i "sommersi", i "dispersi", i senza nome della storia!

Homo sum,  humani nihil  mihi alienum puto! (Terenzio, Heautontimoroumenos, Il punitore di se stesso, 165 a. C)

Sono un uomo e nulla di ciò che riguarda gli uomini considero a me estraneo! Nulla che sia umano mi è estraneo!

Dopo questa sentenza che dovrebbe sintetizzare la cultura occidentale di cui ci vantiamo e poi il resto sono solo attuazioni di tale laico principio, più vicino a noi il poeta John Donne 1572-1631

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te».


John Donne,
Da Meditazione XVII

Questa campana, non suona solo per le morti per Covid19, ma per le morti di fame nel mondo, di guerre, malattie e carestie, per naufragi!

Siamo figli dell'Illuminismo, del Romanticismo, siamo post moderni o viviamo in una "barbarie della riflessione"?

Certo ... anche queste parole sono solo chiacchiere inutili, non salvano nessuno!

Infatti voglio dire che MI VERGOGNO e chiedo scusa alle vittime di essere un essere così inutile!



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