Anna Karenina al marito
Attendere che arrivasse da me
da sola ripartire per tornare
da lui, il figlio che mi togliesti
non per amore, ma per odio astuto
Pensare a te, con il profumo
di lui sulla pelle, tremendo
l’odore dell’odio, più forte
dell’amore che parte
in ritardo, l’odio torna
in orario sempre e di nuovo
Non mi ucciderò per amore,
come diranno, per il suo abbandono
risaputo fin dal suo primo sorriso
certo come la morte
la vita non può competere
con la sorellastra
con una passione matrigna
Mi ucciderò per la precisione
del tuo odio, che un sorriso di compassione
poserà su mio figlio
non oso dire…. Nostro figlio!
So che gli farai dimenticare
la mia voce, il mio profumo
del mio viso spariranno i ritratti
della sua memoria
Sarà per il suo bene, ti mentirai
lo sai fare bene, hai imparato
con te stesso ad ingannare la mente
il mio cuore lo hai solo deriso!
Sarà per il tuo bene
gli dirai, quando vorrà risposte
alle sue domande
I salotti di Mosca
ti accoglieranno e una ricca vedova
accarezzerà mio figlio
pensando al letto freddo del padre
sul cuscino ancora bagnato
dalle mie lacrime per la tua indifferenza
Non mi uccido, tu mi uccidi
sei il treno e le rotaie
sei la mano, tra la folla, che mi spinge
mentre sta arrivando il mio momento
da quando aspetti la mia decisione?
Avrai mio figlio
ma la figlia, mai!
Te la sottrassi un giorno
dicendo che era morta
appena nata, prematura
Vive in Francia
non conoscerà mai il nome
di suo padre
di sua madre
forse… è tua figlia!
Forse è tuo figlio...
Con il dubbio
maledico i tuoi giorni.
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