Ci sono intuizioni che poi avranno una dimostrazione e non sempre chi ha avuto l'intuizione sarà capace di dimostrazione! Il filosofo G. Bruno in Campo dei Fiori a Roma, il 17 febbraio... non so se viene ricordato questo martire laico del pensiero. Con la "lingua in giova", ossia stretta da una tenaglia, perché non potesse parlare nemmeno quando, legato fu condotto al rogo! Anche le sue ultime parole facevano paura! Ma siamo nel 1600...tempi lontani, tempi superati, vero?? Le sue opere in latino e in italiano sono restate e gli studiosi di tutto il mondo hanno dedicato la loro vita per capirle e divulgarle!
Gli uomini sono straordinari nel non rendersi conto, come in forme diverse, continuino ad avere gli stessi comportamenti neanche "sotto mentite spoglie", solamente in forme diverse, con la tecnica e la tecnologia del momento, gli strumenti di repressione, controllo delle menti dissenzienti, controllo delle menti in generale!
Ridicolo è che noi, per evitare che ci siano altri Totalitarismi, per esempio ci aspettiamo altri dittatori simili a quelli della prima metà del '900 !
Siamo allerti a quelle forme, datate storicamente, non alla sostanza!
Così per Caino e Abele!
Certo un mito, un racconto di fratricidio che poi viene ripreso dal mito di Romolo e Remo...
A parte i miti fondanti, comuni (come già scrisse nella Scienza Nuova del 1744 G. Vico, esiste un "vocabolario mentale comune" a tutte le nazioni (ossia a tutti i popoli, perché per Vico "nazione" non ha il senso che poi ebbe dal XIX ) un vocabolario mentale di idee, parole e cose, per cui "la storia delle umane idee", non la storia delle idee filosofiche, è rintracciabile anche popoli (nazioni) da noi distanti cronologicamente e geograficamente.
Non è un divagare, ma un necessario preambolo, per prendere tempo, emotivamente, per consegnare un'intuizione, anche se sarebbe piuttosto il risultato di un metodo induttivo, di una raccolta di indizi, da anni conservati! Anni, non mesi e giorni"
Solo che poi risulta per una "epifanica" situazione tutto chiaro.
Mai cercare la stessa forma che avvolge la stessa sostanza: Caino continua ad uccidere Abele, per l'invidia non dell'agricoltore verso il pastore, ma per personalissimi motivi.
Caino non uccide Abele sfidandolo ad una prova di coraggio, per vedere chi davvero si meriti stima, dal dio, molto personale, a cui si rivolge, ognuno ha il suo referente d'amore e di stima!
Caino, nel XXI secolo, può uccidere Abele senza versare una goccia di sangue, ancora sorridendogli e parlando con lui...Caino si può servire anche di Adamo e di Eva, che ignorano il suo progetto e il suo risentimento, di una gelosia efferata, mai superata.
Il filosofo greco presocratico, Eraclito (detto l'oscuro) ben ricordava che non ci si bagna mai nello stesso fiume, perché tutto scorre! L'alveo del fiume (anche questo è variabile tra piene e secche" ) diciamo che quello almeno può essere stabile, il percorso del fiume, almeno nell'arco della vita di un uomo....
Quindi non possiamo aspettarci, anche se abbiamo attivato nel corso dell'anno, tutta una serie di giornate della Memoria e del ricordo, di commemorazioni laiche come religiose, che nella stessa forma si debbano difendere i diritti dei lavoratori, delle donne... perché abbiamo il primo maggio e l'8 marzo! Così le dittature che cerchiamo di scongiurare festeggiando il prossimo 25 aprile nulla avranno a che fare con il nazifascismo e i crimini efferati.
Eppure il ricordare è terribilmente necessario, perché un giorno i pezzi di quel puzzle... verranno messi insieme!
Ci ho messo 15 anni io per capire l'immagine da ricostruire di un mio personale puzzle, e in questi anni non ho fatto altro che cercare tutti i pezzi del puzzle! Perché ne mancavano e soprattutto, provateci voi a costruire un puzzle da 2000 pezzi! Quando manca l'immagine di riferimento da costruire... avete i pezzi, ma non l'insieme che vi aiuti!
Anche Giuseppe, figlio di Giacobbe, subì l'odio e l'invidia tremenda dei suoi fratelli, meglio fratellastri che fecero di tutto per allontanarlo dall'affetto del padre, lo avrebbero ucciso, ma preferirono venderlo, per non macchiarsi del suo sangue e allo stesso tempo far credere al padre che il prediletto fosse morto!
Insomma non importa la forma raccontata dai miti di ogni popolo, rivisitata dagli scrittori che come T.Mann dedicarono romanzi e cicli di romanzi, (Giuseppe e i suoi fratelli in sei distinti volumi), come Saramago Caino)... non importano le rivisitazioni, perché comunque ognuna è un insieme di pezzi di puzzle che ha una immagine diversa da costruire.
Eppure un giorno tutti quei pezzi, li saprete ricomporre e mentre lo state facendo e siete in conclusione, la precisione, in cui i ricordi di parole, di gesti, di fatti, si incastrano, è assicurata, vi farà quasi perdere i sensi, perché avrete ritrovato il senso di tutto, avrete l'immagine che doveva essere ricostruita, come l'idea platonica, di cui la vita terrena offre solo copie, mai archetipi.
Caino continua ad uccidere Abele, senza sporcarsi del suo sangue, come i figli di Giacobbe! Lo vende, lo mette nelle situazioni più dure e umilianti perché ne ha sempre riconosciuto il valore e la superiorità!
Chi sia poi l'Adamo per questo Caino o il Giacobbe padre per Giuseppe...è una storia unica ogni volta... ma ora si parla di Caino, non di Adamo e delle sue colpe!
Bisogna stare sul pezzo e capire la strategia di Caino! Del nostro Caino, quello che ora ci appare davanti e noi non dobbiamo essere come gli stupidi che guardano l'indice puntato e non nella direzione!
Abele è sempre troppo ingenuo per accorgersene, troppo leggero come Giuseppe a vantarsi dei propri sogni profetici, in cui era superiore ai fratelli.
Ora capita di vedere... Caino con un ormai stanco Adamo, molto più simili al Gatto e alla Volpe! Cercano sempre di ingannare Pinocchio, lasciarlo appeso ad un albero! Adamo e Caino hanno la loro vittima, ma Caino non uccide più! Caino inganna, come i più astuti fratelli di Giuseppe: vale di più un fratello venduto che un fratello morto! Creduto sbranato da una belva!
Bisogna essere attenti e capire i tanti miti raccontano verità eterne, come l'odio tra fratelli, la gelosia e l'invidia per cui si è arrivati a tutto: ad uccidere, a vendere come schiavo il fratello più dotato, a farlo credere per morto... ma non l'ingegno umano decostruisce in infiniti modi e li ricostruisce come uno splendido e terribile caleidoscopio, gli stessi pezzi, ma a riconoscere Caino e Abele, Adamo Eva, Giuseppe e i suoi fratelli... Pinocchio e il gatto e la volpe, Geppetto e Magiafuoco ... ce ne vuole...
Collodi ha ripreso il lamento del tronco gemente, che lo terrorizza, ad inizio del romanzo di Collodi, dal racconto di Virgilio, Polidoro ucciso a tradimento e poi trasformato in arbusto, come Dante se ne servì per la scena di Pier delle Vigne, i suicidi trasformati in alberi.
Ecco che lo stesso elemento è così rivisitato nei secoli e nei millenni, a partire certo da una tradizione popolare, che non lo vediamo neppure più... vedere Caino e Adamo, stanchi per i millenni di bugie e inganni, contro Abele, come il Gatto e la Volpe, spelacchiati... è difficile, quasi impossibile, lo so.
Sulla settimana enigmistica c'è quel bell'esercizio: Aguzza la vista, sembra che si chiami. Ne facevo molti da bambina... trovare lo stesso particolare in tutt'altro contesto... una maniglia... che diventa un orecchio o una parte del labbro... oppure si possono fare interi dipinti...come Arcimboldo!
Aguzza la vista... lì c'è un Caino, là un Adamo che si nasconde dando la colpa ad Eva! Un gatto e una volpe... che vanno a spasso e hanno solo... nascosto la coda! o l'hanno messa nel posto sbagliato e fa ancora male!

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