domenica 30 maggio 2021

Spam...Silvia a Leopardi

 

Silvia a Leopardi







Fosti crudele a rendermi così simile ad un’ombra che gli studenti che leggono di me a scuola credono che io sia solo la metafora della Giovinezza, delle Illusioni!


Non ti posso perdonare questa viltà, che va oltre il pudore di dire chi io fossi, che esistevo davvero!


Non mi hai chiamata con il mio nome e hai preferito immaginarmi come un ninfa dei boschi! Silvia, come Cinzia, Lesbia, come Beatrice e Fiammetta, Laura e chissà quante altre donne!


Che poi io sia morta così giovane, non è vero, ma ti piacque raccontare così la fine della nostra storia e del mio amore!


Perché io ti amai e tu mai lo dicesti, neppure in quegli scritti confusi che chiamasti Zibaldone! Ho letto tutto, nell’eternità c’è anche tempo per gli analfabeti per leggere tutte le vanità dei dotti!


Mai scrivesti di me una parola sincera, vera!

Questo mi uccise, ben prima di una morte che non fu prematura! 

Venni al tuo funerale e sopravvissi a molti che tu conoscesti!


Non avere un ricordo vero mi ferì allora e continua!

Nessuno sa il colore dei miei capelli, dei miei occhi le mie fattezze e tu, che immaginasti l’infinito, non fosti all’altezza di descrivere il volto della ragazza che ti amava!


Preferisti descriverti come colui a cui la Natura fu matrigna e negò ogni bene.

Mentisti per la fama oppure per la paura di mostrare che l’amore di una donna neanche i poeti lo sanno descrivere?

Cantate il vostro, ma il nostro non riuscite neanche a vederlo!

Mi sposai e chiamai un mio figlio Giacomo, di secondo nome!

Fui infelice, molto più di te!

Le parole di una donna non contano.

Qualcuno lo deve sapere che ti ho amato, ma non mi chiamavo Silvia e la mia vita fu lunga e inutile, senza di te.


Spam... Ginevra a Re Artù

 

Ginevra ad Artù



In realtà amavo solo te, ma tu mi preferisti i tuoi cavalieri a consiglio, le guerre e le giostre, le cacce. Poi chissà la dama del Lago, Morgana, cosa erano per te?

Ci sono spade che una volta estratte non possono più essere messe nel fodero, perché è come una piaga che si rimargina, due labbra serrate sul segreto…

Dissero che tu eri il prescelto per quella spada, ti credesti anche degno di regnare su di me.

La tua arroganza era pari solo alla forza , che il tuo sguardo aveva su di me, quasi una bambina, quando mi scegliesti.

Cosa potevo fare se non seguirti?

Al tuo fianco essere regina, perché tu eri un re?

Ci sono donne che vogliono regnare da sole e fare del proprio uomo un principe consorte.

Fui una di loro, vivere nella tua ombra non era per me dignitoso.

Tu non mi chiamasti mai “mia regina” come fece Lancillotto: non volevo essere la regina di un regno, ma del cuore dell’uomo che amavo. Divenni la regina del cuore di un uomo che mi amava.

Non mi bastò.

Neppure l’amore di Lancillotto. Non era amore di re.

Non mi bastò il tuo, non era amore per la regina del tuo cuore.


Con Galeotto non ebbi non ebbi il regno e neppure ebbi un re, ma fui regina in una notte senza fine.


Spam: la Sirenetta al suo Principe (inutilmente salvato)

 

La sirenetta al principe



Ho divorato marinai che avevano donne in ogni porto e che donne!

Ero implacabile, li seducevo e non davo loro neppure il tempo di un respiro, se non d’amore.

Invece con te divenne muta la mia voce: non fu la strega degli abissi a chiedermela in dono, come prezzo per le gambe con cui raggiungerti.

Tu mi togliesti la voce!

Neanche il tuo nome riuscivo a pronunciare, altro che attrarti con le note della mia seduzione!

Eppure tu mi preferisti una terrestre, una principessa del tuo mondo, che non ti sapeva salvare dal mare, ma che ti salvò dallo sgomento di amare una sirena.

Vai da lei, che non ebbe il coraggio di dirti che non lei ti risparmiò dalla morte nei flutti!

Lei ti darà la vita che vuoi, tra le mura di un castello.


Non amo chi mi preferisce donne che del mare non conoscono gli abissi, che degli abissi non conoscono la passione.

Sei un terrestre come gli altri che ho divorato, gli altri almeno si sono tuffati per me. Tu ti sei lasciato portare a riva.

Non meritavi neanche un mio sguardo.


A volte anche le sirene cercano la terra ferma, certo quando è l’ora di mettere fine alla loro vita hanno questa viltà.

sabato 29 maggio 2021

Spam ...Ginevra a Lancillotto

 

Ginevra a Lancillotto


Sapere che tu eri uno dei suoi cavalieri


mi armò e mi difese allo stesso tempo, fu un baluardo, ma anche la macchina da guerra che vinse la fortificazione. Un vanto per te, per me un divieto.

Quando facemmo l’amore su quella tavola rotonda, a cui tante volte avevate presenziato, fu follia, perversione, non amore. Lo credesti tu e tutti coloro che di noi parlarono come di un grande amore!

Come se io avessi sfidato ogni divieto, ogni sacro giuramento per te!

Non valevi certo così tanto!

Neppure il mio onore di sposa e di regina!

Cosa volli infrangere?

Lui, Artù, il tuo re, mi prese bambina, gli restituii una donna.

Da bambina accondiscesi a tutto, da donna tutto dissacrai, disonorai, me stessa per prima.

Tu fosti solo uno strumento di vendetta, di punizione.

Non sono storie che si possono raccontare.


Meglio fare credere che le donne tutto sacrificano per un uomo, anche se non è il loro!

Meglio credere che tutto facciamo per amore (di un marito, di un amante, di un padre, di un figlio o di un fratello. Ricordano Alceste, come ricordano Didone, Mirra e Fedra, Antigone, follie diverse per amori comunque perversi.)

A volte è per noia, altre volte per vendetta, spesso per indifferenza.

Non si può dire che noi abbiamo guerre segrete, che non dichiariamo; non ci sono tregue, rese, trattati di pace.

Torna dal tuo re, Lancillotto.

La tua regina non vuole nulla da te, né l’ha mai voluto.

Galeotto ora non ha più rivali. Tu lo credesti tuo amico.

Spam... la premessa ... finita in Trash

 

Trash...



Rileggere a cinquant’anni come tra poco compirò le Heroides di Ovidio, può segnare una svolta creativa, perché quella sentimentale ed esistenziale, ovviamente, c’è già stata.

Leggere le suasoriae delle eroine del mito secondo la sensibilità già decadente del poeta delle Metamorfosi e dell’Ars amatoria, non è un caso.

Solo che a duemila anni di distanza non sono cambiate le donne, ma gli uomini sì: non sono più eroi che abbandonano per altri lidi, per amori con dee, ninfe o donne. Non sono neppure i don Giovanni e i Casanova, i latin lover per cui ci conoscono nel mondo e forse per cui le donne italiane un tempo erano invidiate…

No, queste lettere sono Spam, perché il destinatario infastidito dal mittente le classifica così per non leggerle neppure oppure sono state in realtà cestinate, censurate dalla Storia, dai Poeti, che hanno divulgato miti di amori, di passioni che hanno ispirato, ingannato più degli uomini creduti libertini!

Mme Bovary fu vittima di letture, come uno sciagurato don Chisciotte, che vide giganti da combattere dove c’erano solo mulini a vento, la sua serva diventa una dama a cui consacrare l’amore e persino il suo ronzino è degno di servire il paladino Orlando!

Ecco che lo scudiero razionale, l’umile Sancio Panza che cerca di avvertire l’invasato don Chisciotte, è il mio modello nel rivisitare le storie d’amore non della mitologia, ma dell’età medievale, moderna e contemporanea, sia letterarie che storiche e reali, mostrando che Dulcinea del Toboso è un’umile serva, non ci sono mostri degni di un cavaliere, ma mulini a vento…

Ecco in queste lettere non c’è e non ci sarà nessuna suasoria, nessun invito a tornare da parte della donna!

Non ci sono eroi da amare e finalmente le donne lo dicono, li sconfessano!

Allora perché si uccidono, si disperano, soffrono e sono infelici?

Gli uomini non ne abbiano il vanto!

Quindi queste lettere sono intercettate da una censura letteraria, sentimentale, da chi vuole mantenere il mito dell’amore, di certi amori, impedisce che arrivino ai mittenti, che vengano rese note!.

Queste eroine non hanno amato eroi, come don Chisciotte non ha combattuto con giganti, ma con mulini a vento, su un ronzino e non sul cavallo di Orlando!

Eppure questo hidalgo è l’antieroe più commovente della storia: così queste eroine cercano un amore e riescono anche ad immaginarselo, tanto ne hanno la fantasia anche letteraria! A loro modo sono colte! Come don Chisciotte, altrimenti non sarebbe impazzito, se non avesse letto i poemi cavallereschi anche italiani!

Però, come Sancio Panza, qualcuno glielo deve dire alla fine che questi uomini non sono gli eroi per cui morire, come Didone, neppure da attendere all’infinito come fa Penelope con il marito!

Non meno che don Chisciotte innamorato dell’avventura epica, dell’eroismo d’altri tempi, queste eroine senza eroi, come tanti hidalgo, senza più terre, senza più nulla, hanno cercato, nelle loro avventure sentimentali, di dimostrare eroismo anche in una landa desolata, senza vita e vere passioni, se le sono inventate!

Ma alla fine hanno capito!

venerdì 28 maggio 2021

Spam: lettere di eroine senza eroi. Giulietta a Romeo

 

Giulietta a Romeo




Tutte le ragazze mi invidieranno nei secoli per un amore che neppure ebbi tempo di capire, di vedere sfiorire, come sarebbe stato se noi fossimo sopravvissuti.


Se tu non fossi stato Romeo… non ti avrei guardato come chi su una zattera in mare fissa l’acqua, che lo asseta e, solo se folle, berrà.


Ti bevvi!


Questa fu la mia follia.

Tu cogliesti solo i petali della rosa che sfiorisce appena si apre al sole.


Se tu non fossi stato Romeo, credimi, non avrei visto la differenza tra te e il mio scudiero, il paggio di mio padre, la sentinella della torre.


Tu sei Romeo il rampollo della famiglia nemica!


Per non essere più una Capuleti ti scelsi! Non per essere una Montecchi. Mi bastava pensare di non essere più una Capuleti.


Il nostro amore lo cantò il Poeta e lo credettero secoli innamorati.


Le famiglie si fecero più pietose e clementi agli amori! Così invano si sposeranno fanciulle… per non essere figlie, saranno anche nuore e cognate! Accolte! Sepolte vive!


Meglio fuggire con lo scudiero: l’unica offesa che nessuna famiglia può sopportare. C’è sempre uno scudiero, anche per la più umile delle famiglie!

Con quello fuggano le fanciulle che, come me non vogliono, più essere figlie, non cerchino il nemico alla pari, cerchino l’unico che sarebbe vergogna avere come padre dei propri nipoti!



Spam: lettere di eroine senza eroi. Ofelia ad Amleto

 

Ofelia ad Amleto



Come vedi… mentre tu stavi a pensare e a diventare famoso, ridicolmente, con il tuo essere o non essere, io ho scelto di non essere!

...Di non essere la fidanzata di un uomo che insegue i fantasmi di un padre che non ha saputo tenersi un regno ed una moglie!

Non si è accorto del veleno e quale più potente veleno delle parole dei consiglieri fraudolenti, delle regine paghe solo di potere e di gioielli, delle donne che oltre al regno vogliono avere un re nel letto!

Questa era tua madre e tu ancora stai a pensare ciò che Oreste decise di fare!

Viverti accanto sarebbe stato peggio della morte, nell’ombra sempre, a vederti piangere per i morti, che non sono stati vivi mai.

Inetto!

Invece di diventare re, sei diventato un regista di inganni, un Ulisse stupido che si fa bruciare dentro il cavallo di legno da lui inventato per espugnare la città!


Tu addirittura volevi espugnare la Verità!


Chi sei tu per farlo e giudicare vittima tuo padre, assassina tua madre e il nuovo re?


Ascolta i fantasmi, parlano solo a te, certo!

Per avere un motivo a non vivere, non amarmi, non rendermi felice…


I secoli crederanno alle tue scuse e si commuoveranno ai tuoi dubbi!

Le mie certezze!

Avessero chiesto a me chi eri! Quale corteggiamenti, che voce nel parlarmi, che carezze… avrebbero riso anche i tuoi amici fidati!


Hai trovato il modo di non sapere fino all’ultimo chi sei e chi si trovava di fronte alla tua spada, quello sì, non esiti ad ucciderlo, come mio padre!


Che gran coraggio e che prova di astuta follia!

Non riconoscermi!

Fingerti pazzo, quando sarebbe bastato essere quello che sei!


Certo avrei potuto cercare altri principi, anche solo il tuo ultimo servitore, nella sua giovinezza, sarebbe stato meglio di te!

Avrei dovuto amare un Medoro e non invaghirmi di Orlando!

Almeno fossi impazzito per me!


Questa offesa alla mia bellezza e al mio amore sprecato non me la perdonai: mi sono punita perché, diversamente da te, non mi piace recitare di essere pazza, il teatro come prova di delitti non mi interessa!


Vivi o morti che siano i tuoi genitori, assassini o vittime, sono colpevoli di aver generato non un pazzo, ma un uomo inutile, che i secoli, per la grandezza del Poeta ammireranno: la poesia ha le sue colpe!


venerdì 21 maggio 2021

Blue. L'isola e il mare di Roberto Sironi e di Mariagrazia Pia

 



A due anni dal primo art book, In vino VeritArt. Love Notes oh a bottled humankind, con testi poetici nelle opere di Roberto Sironi (vino e acrilico su cartoncino) con traduzione in inglese, questo nuovo  Art Book ci vede scrivere in un viaggio visionario tra mitologia e mete immaginarie, più reali e profumate  di molti approdi...

giovedì 20 maggio 2021

Spam Lettera di Anna Karenina all'amante

 

Anna Karenina all’amante









Non hai colpa, di un amore senza scopo, senza domani, senza passato.

Sono stata tua prima di conoscerti, non ti trovavo negli occhi di quei balli da debuttante, allora ho sposato lui, ma non gli appartenevo, non mi apparteneva.

Non potrai neppure salutarmi un’ultima volta, non avrai questa pena.

Mi pensi ancora? Forse già un’altra ti sorride, le sorridi.

Dimenticami, se qualcosa ti ho lasciato oltre il guanto del mio corpo, spaiato, senza il tuo…

Fai un viaggio lontano, porta alla Francia, che mi vide ragazza, la ciocca di capelli che volesti per te, solo per te.

Gettala nella Senna!

Mi sarebbe piaciuto morire come Ofelia, ma tu non sei Amleto.

Mi sarebbe piaciuto morire come Giulietta, ma tu non sei Romeo.

Chi sei?

Ti ricorderanno come l’amante di una suicida, un biglietto da visita in società e crederanno che per il tuo abbandono, a me insopportabile, io mi sia uccisa e altre donne vorranno morire di questo amore!

Non per te mi uccido, si uccide in me la madre, non la moglie, non l’amante.

Vantati della mia morte, come della scelta di seguirti e di non voltarmi indietro…

Solo noi due sappiamo la verità!


Tu non sei stato così importante!


mercoledì 19 maggio 2021

Spam... lettere di donne, eroine senza eroi! (Anna Karenina al marito)

 

Anna Karenina al marito







Attendere che arrivasse da me

da sola ripartire per tornare

da lui, il figlio che mi togliesti

non per amore, ma per odio astuto


Pensare a te, con il profumo

di lui sulla pelle, tremendo

l’odore dell’odio, più forte

dell’amore che parte

in ritardo, l’odio torna

in orario sempre e di nuovo


Non mi ucciderò per amore,

come diranno, per il suo abbandono

risaputo fin dal suo primo sorriso

certo come la morte

la vita non può competere

con la sorellastra

con una passione matrigna


Mi ucciderò per la precisione

del tuo odio, che un sorriso di compassione

poserà su mio figlio

non oso dire…. Nostro figlio!


So che gli farai dimenticare

la mia voce, il mio profumo

del mio viso spariranno i ritratti

della sua memoria


Sarà per il suo bene, ti mentirai

lo sai fare bene, hai imparato

con te stesso ad ingannare la mente

il mio cuore lo hai solo deriso!


Sarà per il tuo bene

gli dirai, quando vorrà risposte

alle sue domande


I salotti di Mosca

ti accoglieranno e una ricca vedova

accarezzerà mio figlio

pensando al letto freddo del padre

sul cuscino ancora bagnato

dalle mie lacrime per la tua indifferenza

Non mi uccido, tu mi uccidi

sei il treno e le rotaie

sei la mano, tra la folla, che mi spinge

mentre sta arrivando il mio momento

da quando aspetti la mia decisione?

Avrai mio figlio

ma la figlia, mai!


Te la sottrassi un giorno

dicendo che era morta

appena nata, prematura

Vive in Francia

non conoscerà mai il nome

di suo padre

di sua madre

forse… è tua figlia!

Forse è tuo figlio...


Con il dubbio

maledico i tuoi giorni.