domenica 30 maggio 2021

Spam... Ginevra a Re Artù

 

Ginevra ad Artù



In realtà amavo solo te, ma tu mi preferisti i tuoi cavalieri a consiglio, le guerre e le giostre, le cacce. Poi chissà la dama del Lago, Morgana, cosa erano per te?

Ci sono spade che una volta estratte non possono più essere messe nel fodero, perché è come una piaga che si rimargina, due labbra serrate sul segreto…

Dissero che tu eri il prescelto per quella spada, ti credesti anche degno di regnare su di me.

La tua arroganza era pari solo alla forza , che il tuo sguardo aveva su di me, quasi una bambina, quando mi scegliesti.

Cosa potevo fare se non seguirti?

Al tuo fianco essere regina, perché tu eri un re?

Ci sono donne che vogliono regnare da sole e fare del proprio uomo un principe consorte.

Fui una di loro, vivere nella tua ombra non era per me dignitoso.

Tu non mi chiamasti mai “mia regina” come fece Lancillotto: non volevo essere la regina di un regno, ma del cuore dell’uomo che amavo. Divenni la regina del cuore di un uomo che mi amava.

Non mi bastò.

Neppure l’amore di Lancillotto. Non era amore di re.

Non mi bastò il tuo, non era amore per la regina del tuo cuore.


Con Galeotto non ebbi non ebbi il regno e neppure ebbi un re, ma fui regina in una notte senza fine.


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