Forse
è colpa mia
Trovo
curioso che se si confessa ad amici e parenti che il tuo uomo ti ha
lasciata (marito, amante, fidanzato, convivente)... si crea una rete
di solidarietà, con tanto di "è capitato anche a me". poi
troverai quello giusto", "meglio prima che dopo... con
mutui e figli"... "non ha senso soffrire in due .."
Il mondo è ormai pieno di
frasi fatte e rifatte per coppie che si lasciano, con o senza figli,
con o senza mutui, con o senza tradimenti, con o senza colpe
evidenti...
Ma una madre che sia stata
lasciata da un figlio e con motivi, che in realtà nessuno dei due
può dire, non perché ridicoli, ma perché tagliano e fanno
sanguinare... ecco che ancora una volta, quella stessa donna che non
poteva raccontare la prima storia.... neppure alle maestre di scuola,
non può raccontare il suo dolore, non le importa che le diano la
colpa o la confortino, non può dire nulla.
La Ragione, quella pura, la
lascio a Kant e ai filosofi.
Io parlo di dolore che non si
può raccontare, e per la seconda volta nella mia vita mi sento
isolata a vivere un'esperienza solo mia: di abbandono! Quanti ce ne
sono, figli che delinquono, drogati, ladri, criminali, persi dietro a
qualche attività strana, nulla facenti e mantenuti fino a
quarant'anni a godersi la vita....
Il mio è un universitario per
bene che vive in collegio! Chapeau!
Non questa è la mia seconda
esperienza con questo figlio di cui non posso parlare: nessun
tribunale mi ascolta e amici e parenti sanno solo dirmi.... non
pensarci, passerà, tornerà....
Se fosse un ex marito, amante
fedifrago ci sarebbero le invettive delle amiche, degli amici,non
ti meritava, è un cretino, si stancherà dell'altra....ma nel
mio caso è mio figlio, la sua condanna, il suo abbandono, la gente
si imbarazza, non sa e non vuol sapere i motivi, come la prima volta,
ora per la seconda storia. Neppure i miei più stretti parenti
capiscono questo mio vuoto. Mio padre, mia madre, mio fratello, i
suoi stessi fratelli… lo capirà una lettrice o un letttore?
Sono sola con un vuoto che non
può essere riempito da un altro dei miei figli: gli altri tre,
loro sono il motivo per cui credo ancora nell'Amore, anche se temo
che ci sia la data di scadenza dei vent'anni, come per il primo.
Questo distacco mi ha resa
cinica, anche se me lo aspettavo da tempo e ne ho le tracce nei libri
che ho scritto nel frattempo, ma credevo ancora fosse mia
fantasia....
Mi aspetto che gli estranei mi
assalgano come Erinni scatenate dall'Inferno: il patriarcato ha vinto
con Oreste sul Matriarcato: il padre non si tocca!
Forse le tragedie greche
bisogna leggerle tante volte e non solo una : il figlio che uccide la
madre per vendicare il padre viene protetto dalle Eumenidi!
Mai toccare i padri, qualunque
cosa facciano!
Nessuno consola un dolore, di
cui nessuno ha neppure il coraggio di parlarmi: ma tuo figlio.... e
questo silenzio pesa come una condanna su di me, come un pietra
tombale.
Non so neppure che effetto
farebbe rivederlo dopo quattordici mesi.... Un estraneo, un'estranea
io, che mi sento reduce di una guerra, che nessuno forse ha capito
che ho combattuto e non sono guerre che lasciano medaglie o neppure
disonore. Sono come dopo l'8 settembre, devo essere partigiana o
repubblichina o imboscarmi tra i miei pensieri e le mie letture e
aspettare che davvero la guerra finisca.
Le guerre finiscono fuori,
dentro è molto più difficile.
Sono guerre da reduci,
“ridotte al silenzio dagli stessi reduci” prima che dopo i casi
del Vietnam dagli Usa si parlasse di stress post traumatico di
guerra…. Ma tutti i nostri reduci del 15-18, del 40-45…. che
vite hanno vissuto?
Almeno loro avevano nemici
dichIrati!
Sono le guerre di chi, come un
mio prozio, è tornato dalla Russia con i capelli completamente
bianchi, irriconoscibile, persino alla madre e la stessa madre lo
aveva spinto ad andare mentre si teneva al cancello, altrimenti lo
fucilavano sul posto. Poi si sposò, ebbe un figlio professore
universitario: ma chissà se farsi fucilare sul posto non lo avrebbe
salvato da anni di orrore che non poté raccontare, non solo perché
non era uno scrittore.
Il dolore vero si tace e si
raccontano le briciole cadute come se si potesse capire com'era fatto
quel cibo di dolore!
Ma le briciole non sono il
morso di dolore, di amore, di felicità che anche la persona che ti
ha abbondonato ti ha dato e quella felicità, quell'amore, che hai
vissuto e a cui hai creduto, fa più male del dolore che potresti
perdonare....Lo hai già perdonato.
Ma ti manca l’Amore, la
vicinanza, l’amore che davi e non chiedevi altro che darlo.