lunedì 27 dicembre 2021

Lettera ad un figlio nato

 So che citare la Fallaci può essere un ammiccamento di cattivo gusto, quasi commerciale.

Ma un figlio che ti è nato e hai cresciuto per vent'anni con te e dopo lui la maternità è diventa un'altra cosa: non ti interessavano più test per ipoteizzare se c'erano probabilità di down o altre anomalie.... dopo aver sentito battere il suo cuore io sono diventata mamma, prima che donna, non più donna e anche il figlio di una violenza l'avrei accettato: sarebbe stato mio figlio. 

Questo me lo ha fatto scoprire lui alla prima ecografia, al primo battito: ero madre e madre per sempre, per chiunque , non importa se per amore, sbaglio, calcolo o violenza, comunque lo fossi diventata, ero madre, perché lui mi aveva rivelato questa essenza di me che non conoscevo: io scrivevo leggevo, studiavo, la maternità di Mme Bovary o di Anna Karenina, della Longa dei Malavoglia erano maternità lette.... questa mi cambiava.

E dopo lui ce ne furono altri tre e non per questo lui ora sparito dalla mia vita conta meno, anzi.

Solo che i motivi , indicibili, mi lasciano sola: ci sono romanzi che puoi scrivere, storie che non puoi raccontare, neanche in un romanzo.

Fingi di essere la persona normale che tuti vogliono che tu sia ed e+ giusto, perché gli altri non ne hanno colpa.

Di figli non nati ce ne sono a milioni, per svariati motivi.

Di figli nati e persi così forse ce ne sono pochi e neppure un romanzo può raccontare, perché non starebbe in piedi: la realtà è più abile, se la si potesse dire.

La verità della mia vita un romanzo che non sta in piedi, forse per questo scrivo rpmanzi, forzandoli ad una coerenza, che la mia vita non  ha .


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