sabato 26 febbraio 2022

Il personaggio sfuggente e lo scrittore indolente secondo capitolo

 Capita di essere inseguiti da un personaggio, come in un incubo, che non riesci ad identificare, ti cerca, prende varie forme, ti tenta e ti spaventa, ma questa volta non ci stai.

Il romanzo con lui e per lui non lo vuoi scrivere!

Basta!

Le storie vere sono troppo intime, incoerenti: la mia verità è un  romanzo che non sta in piedi, troppi personaggi, altro che unità di tempo, luogo e azione delle tragedie, ma anche la mescolanza di verità e rielaborazione dei miei precedenti romanzi mi ha stancata.


Solo che io non credo  nel romanzo di formazione, non  credo nell'evolversi di una trama: per me è già tutto successo e la vita è solo capire chi sei, non cambiare, non lasciarti modificare dagli eventi, neppure dagli incontri più apparentemente sconvolgenti.

Non credo nel mutamento, ma in una coerenza che non si contraddice neppure nelle più evidenti scelte di vita: neppure negli abbandoni e nell'accoglienza.

Eppure ho scritto romanzi, come una sfida, ma il personaggio che mi tormenta e che vuole qualcosa da me non è certo uno dei personaggi in cerca d'autore di Pirandello: coerenti con una storia ben chiara da raccontare, più vera di quelle delle persone in carne ed ossa.

Il personaggio che mi tormenta è .... uno sconosciuto che con un aspetto curato, un comportamento impeccabile, nel quartiere gira con una birra e uno sguardo assorto, come se dovesse risolvere un problema scientifico. Lo so che ormai sa qual'è la mia auto, che ho dei figli, che a volte ho la sua stessa concentrazione su un dolore che non ha voce.

La sua storia ecco vorrei raccontare, come quella di Roberta, la ragazza incontrata più di due anni fa sotto i portici in piazza duomo a Milano, sdraiata per terra, come un dannato di Dante, che mi ha parlato, ci siamo presentate e strette la mano... poi ha abbassato la testa ed è tornata al suo dolore che mi ha detto non saper raccontare.

Che differenza c'è tra me e loro? 

Che io potrei scrivere le loro vite, ma loro non me le racconteranno mai e hanno ragione! 

La verità, come la felicità, non si racconta, la si vive!

La verità ti taglia in due e non esce il sangue!

La verità è dolce e amara!

Il realismo e i romanzi realistici sono un inganno, più della fantascienza e del fantasy, delle fiabe e delle favole... la verità si tace, perché è incoerente, a volte così banale, respingente. Non è la verità del gossip, delle vicende strappa lacrime, del sociale o della politica.

E' la verità di un signore distinto, con una bottiglia di birra, uno sguardo più assorto del pensatore e una dignità che lo potrebbe far apparire un primario d'ospedale, non certo un disperato.

Questo sarebbe il mio personaggio, come Roberta a Milano, come la signora che cerca nei rifiuti, ma non è così povera, l'uomo che chiede i soldi per una sigaretta o una birra, la donna che cammina e attraversa Verbania perché in casa non resiste...

Ma sono storie che nessuno vuole sentire e nessuno osa chiedere a loro cosa è la verità, il bello, l'odio e l'amore, la pace e la guerra, il giusto e l'utile... a questi vorrei fare domande esistenziali, filosofiche, ultime, di estetica e di etica, ma anche di teologia e di storia... ma chi l'ha detto che la storia insegna ad evitare gli errori? Ricordiamo il passato e non vediamo il presente! 

Credo proprio che non scriverò più storie se non riuscirò a immaginare le loro storie!



sabato 19 febbraio 2022

Fascino, Charme, Zauber, Encanto, Glamor? Come porre la domanda, prima di rispondere.

 Abituata ( dalla lettura di Heidegger dagli anni dell'università, molto lontani ormai, ) a non porre più la domanda "cos'è" , perché rende tutto un oggetto, "cosa" anche l'Essere più spirituale, ineffabile, non mi sono più impegnata a riflettere sulla domanda di cosa è il fascino in qualunque lingua lo vogliamo tradurre.

    Parto dal fascino, come potrei partire dal Vero, dal Giusto, dal Bello, credo che in questo blog continuerò proprio a fare questi interventi.

Credo che non esista fascino in nessuno, se non ci sono persone affascinate: l'inerzia attorno alla persona più bella, intelligente, virtuosa non è segno di fascino intrinseco e incompreso. E' calamita senza ferro!

    Questo non vuol dire che si debba confondere il fascino con  la popolarità, il seguito che si ha: sono consapevole di vivere in un mondo mio, forse antiquato, comunque le mie idee sono legate alla mia data di nascita, alla mia giovinezza, senza cellulari, social, il telefono fisso e ancora la televisione in bianco e nero della mia infanzia, che mi fa preferire il bianco e nero al colore, per nostalgia, quel grigio nebbia, tipico delle mie zone dell'Alto Monferrato astigiano.

    Il fascino è ancora qualcosa per me di misterioso, come la magia delle streghe, che noi chiamiamo "masche", che forse esistono o forse no, dei fantasmi, di ciò che non si può dimostrare, degli angeli o dei demoni, di qualcosa che non si può vedere, dimostrare, misurare, solo vivere!

Si può essere scettici, agnostici, atei, devoti credenti nel Fascino, come a proposito di Dio, dell'aldi là, dell'anima, delle presenze spirituali del paradiso e dell'Inferno, dei sensitivi e dei veggenti....

    Per me il Fascino ne fa parte: se si è stati ammaliati anche solo una volta, per magia bianca o nera, vi si crede, che si è stati affascinati da una persona, nonostante si fosse lontani con il pensiero e la volontà, direi anche con i sensi dal cercare una situazione d'amore, di passione, anche solo di attrazione fugace come un tramonto o un'alba particolarmente suggestivi, per un gioco di luci e ombre irripetibile, ecco allora si crede nel fascino.

Chi lo ha subito o chi lo esercita, anche consapevolmente o inconsapevolmente, accorgendosi di persone affascinate... ecco che ci crede, ne vede gli effetti, non le cause.

Gli effetti del fascino si vedono, le cause no, e non per tutti come non tutti i giorni il tramonto e l'alba ci ammaliano, la luna ci incanta per luminosità, le nuvole ci portano a immaginare figure, ad adagiarci su di loro e farci trasportare lontano, come da un amore.... eppure siamo sempre fisicamente nello stesso identico luogo.



mercoledì 16 febbraio 2022

La nebbia sul lago Maggiore e noi gente di pianura e di collina!

 Un velo di sposa abbandonato 

prima di andare all'altare

perché non è l'uomo giusto

quello che ti aspetta.


La nebbia sul lago

come un incubo notturno

non sai come muoverti

cosa ti aspetti

perché non sei abituato 

a soffrire!


Noi gente di pianura e di collina

la nebbia l'abbiamo nell'anima!

A banchi ti agguanta, poi sparisce

come prendi velocità e sicurezza

un altro banco e ti schianti!


Abbiamo imparato la prudenza

noi gente di pianura e di collina

soffriamo, ma aspettiamo 

che un po' di visibilità

ci lasci vedere quel sole

o quella luna e quelle stelle

che non sono una guida

ma un ricordo di tempi migliori.


Sul lago non si aspettano la nebbia

ho visto fotografarla

come un eclisse di sole

un fenomeno anomalo.


C'è chi il nostro dolore 

di gente di pianura e di collina

lo coglie come un evento incomprensibile

come quando siamo felici

Non ci capiscono mai!

Eppure noi, che la nebbia l'abbiamo nel cuore,

siamo capaci di intense gioie

dolori disperati

che non si vedono 

perché la nebbia 

è la nostra riservatezza

il nostro pudore.



mercoledì 2 febbraio 2022

I torcetti si fanno con il burro o con lo strutto?

 Ci sono ricette d'epoca  che lasciano dubbi: esiste ancora lo strutto o il burro o l'olio o la margarina?

Domande banali, forse, eppure la tradizione delle nonne è in competizione, i palati non sono ingenui, ma di parte, mia madre li  ha appena fatti ricordando la ricetta della madre, che come le Madelaine di Proust ricordano l'infanzia.....

Per me quelli di mia madre non sono quelli della mia infanzia, era mia nonna Gemma, generosa di burro, lo strutto non lo avrebbe usato e io ho il ricordo dei torcetti , dei dolci della nonna Gemma, da portare ai clienti a degustare il moscato... questi di mia mamma sono altri dolci, come di un altro ramo familiare-

I gusti sono un ritorno al passato, la bontà è il Tempo perduto alla Proust! 

La bontà è nel ricordo, nell'atmosfera, negli occhi di chi ha fatto.

Così ora i biscotti di mia mamma sono una nuova tradizione.... 

Uova, zucchero, strutto o burro,  tanto amore per i figli e per i nipoti: questo è l'ingrediente essenziale e se non c'è più il forno a legna, ma elettrico, si perde il profumo del legno che brucia.... ma l'amore è ciò che rende unico qualunque piatto.

Grazie mamma, ora nonna Delfina per i miei figli!

Stanchezza post Covid... oppure è già aria di primavera?

 Ppeferisco pensare così, che non sia la malattia appena superata, ma l'aria di primavera, che adoro, il risveglio, la Persefone che è in me, e che vive nel mondo oscuro, ma aspetta ogni anno di tornare a sorridere, a vivere e a creare.

i miti servono per qualcosa che va oltre il tempo e l'eternità del Dio creatore: i miti sono sono racconti di uomini e di donne che cercano di spiegarsi il perché di una cupa tristezza e la voglia di vivere, ogni anno , come le piante, eppure si vedono stecchite, senza germogli ... sembra, eppure sono gemme, che saranno belle tra poco!