giovedì 17 marzo 2022

Leté ed Eunoé.... vivere in un eterno presente, senza passato, senza futuro.... i giovani lo stanno già facendo

 Che oggi sia la ricorrenza della proclamazione del Regno d'Italia, per cui i Carborari, i mazziniani, potevano sembrare i terroristi del tempo per Austriaci e Borboni, per lo stato della Chiesa...gli eroi sono quelli a cui è andata bene, perché la loro parte ha vinto e la storia costruisce momumenti fino a che la parte avversa non li distrugga.

Dimenticare il passato- non è vero che la storia sia  maestra di vita!- lo dico come insegnante di Storia.

La storica ci dà i perché siamo quelli che siamo, sia a livello singolo, che collettivo, è descrittiva, non didattica! Bando alla retorica! La storia mi dice, come per l'evoluzione della specie di DArwin, che derivo da una scimmia .... e forse non è il peggior antenato, il più scandaloso.

Quale nazione europea o occidentale ha il coraggio di fare la "morale" sulla democrazia, il rispetto dei diritti umani, con i genocidi perpetrati nel nuovo continente, con lo schiavismo fino al XIX secolo, la colonizzazione della Seconda rivoluzione industriale, con il lavoro minorile in vari ambiti, certo non dei bambini europei! 

E' così banale dire che la guerra è male, uccidere è contro natura, rubare, dire falsa testimonianza.... che non ci vorrebbe uno Stato, una legislazione per quel diritto naturale per cui sono morti Antigone, Socrate, Gesù, G. Bruno....e tutti coloro che hanno combattuto per la libertà dall'oppressione, dal qualunquismo e dalla facile propaganda, dal buonismo e perbenismo!

La guerra è male chiunque la inizi e la finisca. Uccidere è male anche se molti Stati hanno ancora la pena di morte e Cesare Beccaria nel XVIII secolo scriveva che non è un deterrente, non risolve nulla....

I dittatori, i totalitarismi cambiano faccia, ma il diritto alla felicità è ancora un mito.... un ricordo dell'età dell'oro o una speranza per chi crede.

In questo mondo l'unica è vivere ogni giorno, dimenticando il passato e non pensando al futuro. Così forse si riesce a continuare la propria vita e ad essere utili alla società, dalla famiglia al mondo, ad essere solidali non per appelli umanitari, occasionali, ma perché senza che ci siano ricorrenze od emergenze umanitarie, da soli, in base alle nostre possibilità già ci siamo attivati, con senso quasi di vergogna ad essere comunque ancora dei privilegiati.



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