martedì 15 marzo 2022

E' arrivato il momento.... il nuovo romanzo

Ci sono pause che servono a distaccare da tutto ciò che ami e che non ti senti in grado più di amare... un vuoto di sentimenti, come se il buio fosse più forte della luce.... perché stai chiudendo gli occhi e vorresti non aprirli più.

Le ferite si rimarginano, anche se una canzone ti ricorda la persona che ti ha strappato il cuore... e quello che ti batte dentro è solo uno dei cuori di plastica che sostituisci, senza preoccuparti....

Il dolore, le perdite, le delusioni, le disillusioni di cui si è ancora capaci a cinquant'anni fanno pensare che anche il tronco tagliato alla base, se non sradicato dalle radici, germoglia oppure su di lui crescono funghi bianchi, muschio, comunque vita, come l'albero di alloro che hanno voluto tagliare alla base nel mio giardino.... una Dafne imprigionata  che ha preferito la corteccia all'abbraccio di Apollo!

Se non scrivo non vivo davvero: che poi qualcuno legga non è davvero importante, anzi, io ho sempre scritto per un solo lettore, che durante la mia vita è anche cambiato, ma per uno solo!

Io e il mio unico lettore, un tempo era una lettrice... ma una sola che non leggeva, ma io mi immaginavo lo facesse....

La storia forse è quella di un tronco d'alloro, una dafne che ancora germoglia, nonostante voglia sparire, sfuggire, continuare una metamorfosi... donna, allora, e poi tronco tagliato alla base, germogli, muschio e funghi...

Da chi fuggiva per castigo divino...in cosa si è trasformata, in cosa ancora, nonostante se stessa, rimane in vita?

Ci sono persone che non dovrebbero esistere, oppure che non dovrebbero essere scorte da nessuno, che vivono per essere lasciate libere di trasformarsi, per non essere mai trovate...

Dare la parola a questi esseri che sono solo più tronchi di alberi, che qualcuno però non si è preso il disturbo di sradicare... troppa fatica... seccherà.... invece no! Continua il supplizio di Polidoro che piange lacrime di sangue e parla ad un Enea esterrefatto mentre cercava solo un ramo votivo... Ci sono creature che solo a sfiorarle piangono lacrime e sangue, oppure sorridono al più piccolo gesto di gentilezza, forse anche solo di semplice rispetto..., dopo aver provato la scure, nulla più ti fa male, solo la presenza ti disturba, quel crescere del muschio o il solletico del fungo...

Racconterò la storia di Anna, come di quel tronco di alloro, una Dafne del XXI secolo, ma che sia uomo o donna non importa.... se non ricordo male in ebraico... è anche il nome di un uomo, di un sacerdote....

Come l'Orlando di Virginia Wolf, Anna o Hanna, o Annah...è qualunque essere che come quel tronco d'alloro del mio giardino è stato tagliato alla base, ma sradicarlo... era troppa fatica... e ancora germoglia... ancora dà fastidio in quel giardino curato... di un dio che insegue, ma da cui continuiamo a fuggire.





Nessun commento:

Posta un commento