giovedì 11 febbraio 2021

Ricettario... senza ricette

 Lo so, sembra strano, ma ripetere una ricetta mi sembra inutile, noioso, per la mente e per il palato. Per l'olfatto e per la vista, per il tatto, quando il cibo può essere toccato, manipolato, come fanno i bambini che si sporcano, ma capiscono bene la consistenza!

Tornando un po' bambini, che si spalmano il cibo sulla faccia- anche fette di salame o la crema del dolce"- vedendo nel cibo un momento sensuale, perché tutti i sensi sono all'erta, ecco che questa rubrica non sarà tanto proporre una singola ricetta, quanto proporre l'idea di un gusto che non cerchi l'identico anche nell'ottimo, la ripetizione del kairos, l'attimo perfetto: fosse anche un cattivo infinito, mai raggiungibile come Hegel criticava l'infinito degli altri idealisti, in particolare quello di Fichte, direi che l'ingrediente segreto è all'interno di una ricetta tradizionale variare in quantità e ingredienti, in cottura e lievitazione,  in spezie o in  zucchero e miele, ciò che è stabile e tradizionale non solo per una ricetta regionale, ma anche una familiare.

La tentazione di cambiare qualcosa alla ricetta di mia madre o di mia nonna, ma anche a ogni mia ricetta. 

Non ci si bagna mia due volte nello stesso fiume e in realtà non assaggiamo mai lo stesso piatto, perché anche il più stabilizzato panino del Mac Donald viene consumato da persone diverse e ciascuna di essere è sempre diversa.

Rendere il piacere gastronomico legato a sensazioni riconoscibili, familiari, omologate e ripetitive è creare una grande illusione.

Certo il solito panino del Mac Donald sarà anche sempre lo stesso, ma non lo è colui che se ne ciba, pur volendo sempre lo stesso cibo. Si illude di assaggiare lo stesso hamburger, ma non è così perché lui è cambiato. Quanto più la richiesta di stabilità è forte, tanto meno stabile è la persona che ne fa richiesta e ha paura dei propri fisiologici, psicologici, esistenziali mutamenti.

I bambini, i ragazzi, quindi gli individui che sono in trasformazione ogni giorno spesso rifiutano di sperimentare, di provare... sono loro stessi in continuo cambiamento: lo stesso panino è una garanzia di ritrovare se stessi identici in quel sapore!

Se capisco i bambini e i ragazzi, ai più stabili, purtroppo spesso immodificabili adulti, posso permettermi di suggerire ricette... di una cucina senza ricettario, sapendo che è un dogma mai assaggiare due volte lo stesso cibo!

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