13 febbraio 2021 Credo che resterà una data significativa: i nomi dei Ministri del nuovo governo Draghi, ancora in stato di emergenza Covid19. Esattamente da un anno dal lock down, siamo ancora al divieto di spostamenti tra le Regioni oltre ad altre limitazioni importanti sia per i risvolti economici che per quelli culturali, affettivi, psicologici.
Scorrendo la lista dei ministri mi permetto due sole osservazioni da persona comune, certo non da politologa! Manifesto una mia impressione per quel che vale un voto... se lo si potesse esprimere in votazioni e se poi i risultati delle votazioni, per quanto controversi data la molteplicità di partiti che dividono i voti in partenza (quindi è già una scelta dei Politici non convergere in poche coalizioni, per poi sorprendersi di non ottenere una maggioranza tale da poter governare politicamente il paese senza aiuto di "tecnici)".
Quindi, per quel che può valre la mia opinione (un voto se ci fossero le votazioni e se l'esito avesse una qualche importanza) riporto un'impressione: la predominanza dei curricola dei ministri di alto livello in Economia e in Giurisprudenza, scientifici anche al ministero dell'Istruzione. Capisco che un filosofo spaventi al Ministero, ricordando che alla base dell'impostazione scolastica, nonostante le varie riforme, c'è ancora il metodo del filosofo G. Gentile, neo -hegeliano. Diversamente dall'altro neo-hegeliano B.Croce acerrimo antifascista e promotore del Manifesto contro il Fascismo firmato dagli intellettuali dai poeti italiani, Gentile fu ministro aderente al Fascismo, per questo ucciso.
Ma come c'era il fascista Gentile, c'era l'antifascista Croce e quanti filosofi come P. Chiodi, ci furono letterati, intellettuali antifascisti e scrittori. Quindi non credo che questo ricordo possa ancora terrorizzare ad indicare al Ministero dell'Istruzione e della cultura uno Scrittore, un Filosofo, un Umanista!
I cultori delle humanae litterae, gli Umanisti di oggi non sono assolutamente rappresentati, non dico i filosofi solo, alla Platone. Sono davvero passati i tempi in cui a Dante, a Machiavelli, ad Ariosto, per indicare nomi celebri... si affidavano incarichi diplomatici, di amministrazione della giustizia in territori difficili!
Ora sono gli Economisti il faro della politica e della cultura, poi certo i Giuristi, gli Scienziati.
Nessun membro dei Lincei, ugualmente docenti universitari di prestigio, non l'ombra di un Filosofo, di uno storico e di un Critico d'Arte in Paese che ha un patrimonio artistico e di artisti viventi come il nostro!
Altra considerazione: le donne al governo... le Donne in Parlamento di Aristofane, era una commedia dell'antica Grecia, Commedia antica, che derideva questa possibilità.... sono passati più di due millenni, le cose dovrebbero essere cambiate non solo nella forma. Dire che ce ne sono otto sembra già un successo, una pari opportunità, anche se non si sa perché non si pensa ad un governo di donne con una quota azzurra di uomini (invece che quote rosa di donne). Non ci siamo ancora ribellate ad essere... una minoranza rappresentata quando ormai non ci sono distinzioni di incarichi e di studi. Ci basta avere "la quota rosa"!
I ministeri poi sono quelli che ancora rientrano nelle "tradizionali" prerogative femminili: perché non un ministero agli Esteri- quando sappiamo che tante donne si occupano di rapporti diplomatici, di missioni umanitarie-, Agli interni, alla Giustizia (la Giustizia è donna! così era rappresentata)!
Come donna, come intellettuale di discipline umanistiche (letterarie e filosofiche), come insegnante, anche come "madre di famiglia" non mi sento rappresentata da un governo di Tecnici, di Tecnocrati, di Economisti. Sinceramente non sono filosoficamente d'accordo con la critica marxista della letteratura per cui il sistema economico determina i valori, i generi letterari, nel rapporto struttura e sovrastruttura!
Acnhe se questa interpretazione del mondo anche per chi in economia e in filosofia si dichiara lontano dal marxismo, è risultata vincente. Chi sopravvive nella lotta per la vita è l'homo oeconomicus. Sembra avere le caratteristiche per vivere in questo mondo dominato dall'economia e dalla tecnologia. Chi non ha valori dominati dall'economia, dall'economicità delle scelte anche esistenziali in un giousto rapporto spesa qualità, durata, efficienza, è marginale... in estinzione...
Non mi sento rappresentata da quello che Hegel potrebbe vedere come lo Spirito del tempo a cavallo, come interpretò Napoleone!
Non mi sento di dire che: "il reale è razionale e che il razionale è reale" come il Filosofo della Fenomenologia dello Spirito...
Forse il reale è più irrazionale degli incubi. Gli incubi ci appartengono, misteriosi avremmo la chiave di lettura e più sono misteriosi più sono solo nostri. La realtà è più irrazionale!
Per quel che vale la mia opinione, il mio voto in un Paese in cui non si vota o se si vota... non è importante...
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