Mi piacciono le parole... in effetti fin da piccola giocavo con le parole, mi inventavo improbabili e improponibili scenografie... il divano era ... la rupe dei disperati, quando ancora nulla sapevo della rupe di Leucade della greca poetessa Saffo... si vede che nel DNA delle femmine... bambine e donne c'è un destino d'amore tragico!
La parola Ghost... certo mi affascina... dall'ironico Gost buster... il cartone animato anni '80, gli Accalappiafantasmi, al film Ghost con Demie Moore...
Ghost writer... come in effetti erano i funzionari di corte, con il privilegio poi di potersi dedicare ad altre composizioni oppure anche no!
Ecco che oltre alla scrittura come lavoro su commissione, per altri, perdendone la paternità o maternità, più che uno pseudonimo forse anche un modo per essere completamente liberi!
Nel film Un ragazzo d'oro, Scamarcio è un giovane aspirante scrittore di ottimi racconti, che non trova la via per il romanzo chiesto dalle case editrici...poi trova le parole e le pagine del romanzo vengono con dolore e fatica, con un impegno che lo sfianca, in fondo diventa il ghost writer per il padre...con il romanzo di successo, postumo del padre, autore di film commerciali, poiché tradì la sua vena letteraria più autentica oppure la lasciò tutta in eredità al figlio! Il successo del romanzo non è un successo letterario meno del protagonista! Non gli importava la fama personale, gli importava dimostrare a se stesso di saper scrivere quel romanzo che lo facesse giudicare uno scrittore!
Ecco che scrivere le vite degli altri come saggio o come romanzo, come testo teatrale di colpo mi affascina e la vedo come un'emancipazione dalle cadute autobiografiche, dall'intimismo e dalle introspezioni!
Ho voglia di conoscere la vita degli altri e di raccontarla...
Spero che mi vengano proposte vite da raccontare dopo quella su cui inizierò presto a lavorare...a scrivere leggera come un fantasma.
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