Appello artistico: Grasso Alberto, Marchiaro Giulia
Ora li trovate qui, con siti e social, ma io li ho incontrati al Liceo Artistico" Pinot Gallizio" di Alba, la cità di Beppe Fenoglio non ancora nella sede di Via Maestra ad Alba, in attesa di un'ulteriore trasloco… li ho incontrati in una seconda classe… e fino alla quinta sono stati i miei studenti. I n terza non ho saputo scegliere tra l'indirizzo Figurativo (in cui si sarebbero iscritti Pesov Boban e Gerbino Emanuel) e e l'indirizzo Grafico/Archiettura di Giulia Marchiaro e Grasso Alberto…. lo sapevano che non potevo scegliere… Ora faccio l'appello come voglio io… può essere che non mi rispondano, non sono più obbligati, neanche a motivare l'assenza e io a motivare il fatto che chiamo uno piuttosto che un altro in questa classe reale, ma in un'aula virtuale… causa Coronavirus!
Di sicuro chi uscirà di sua spontanea volontà… non entrerà più di sua spontanea volontà.
Non siamo a scuola, è la vita… si può dire no grazie, devo uscire, ma per rientrare… ora decido io.
www.filonauti.it
Non lo avete mai saputo che avevo scritto per voi una poesia...proprio nel 2008, quando vi ho lasciati… alla Maturità...
Ecco che oltre alla poesia, l'immagine di Roberto Sironi a cui ho parlato di voi!
Da "Poesie da una cattedra vuota" in "Anime nude" di Mariagrazia Pia (in corso di pubblicazione)
A
Giulia e ad Alberto
Allo
sguardo di lei, diffidente e stanco
di
ammonimenti
al
riso di lui,
come
una preghiera sull'altare
di
cattedre vuote, che non sanno più
il
castigo e il perdono,
solo
l'inutile lamento
di
piccoli ridicoli dei:
ogni
giorno
sentono
invocare e minacciare un diluvio
sulle
loro teste svogliate
abbandonate
da Numi
senza
seduzioni, senza poteri.
Non
sei arrivata a loro, che non ti hanno salvata
dall'angoscia
di non sapere far schiudere
un
uovo di pensiero nel caldo delle loro menti
tiepide
di ricordi, già calme di sogni.
Cosa
c'era tra voi a dividervi? A volte pensavi :
la
tua tragedia e la loro commedia.
Non
vi mescolavate
eppure
sapevate di essere lì a recitare una parte
sempre
la stessa...
la
monotonia alla fine vi ha vinti
tu
non avevi più la forza di soffrire
e
loro avevano finito le battute
Alberto
non si divertiva più a giocare con la tenda
come
un gatto
Tu
non lo osservavi e non lo castigavi più con il sorriso.
Lasciavi
lei alla sua inerzia
che
ormai credeva di essere brava
e
all'esame è stata meno brava
Li
hai abbandonati, eppure ti sono stati cari
li
hai abbandonati con gli altri, che non capivi e non ti capivano
li
hai lasciati perché ti capivano troppo e tu non volevi più
ti
leggessero tutto sul volto
Li
hai lasciati per pudore...
risentiti
sono spariti in un'onda di sfiducia,
la
stessa sotto la quale li avevi pescati un giorno.

Dolorosa, drammatica, ma vera.
RispondiEliminaDelfina