Giambelliners
Non solo un omaggio a Joyce! (Dubliners)!
L'impresa di Roberto Sironi è epica come l'Ulysses, ma con una scrittura in questo romanzo realistico, misurata e lirica, mentre in altri testi la sua prosa ricorda l'avventura mentale e intellettuale, letteraria e stilistica, linguistica dell'Ulysses!
C'è anche un Dedalus, un ritratto d'artista da giovane mentre parla di Giambelliners! Invece che Dublino abbiamo non già Milano, ma un quartiere di Milano, il Giambellino, famoso nel mondo, tristemente famoso, per Roberto Sironi semplicemnte il suo quartiere, quello che lo caratterizza come uomo e come artista.
Roberto Sironi, Gente del Giambellino, Racconti e storie di una periferia del mondo, 2016
Non solo un omaggio a Joyce! (Dubliners)!
L'impresa di Roberto Sironi è epica come l'Ulysses, ma con una scrittura in questo romanzo realistico, misurata e lirica, mentre in altri testi la sua prosa ricorda l'avventura mentale e intellettuale, letteraria e stilistica, linguistica dell'Ulysses!
C'è anche un Dedalus, un ritratto d'artista da giovane mentre parla di Giambelliners! Invece che Dublino abbiamo non già Milano, ma un quartiere di Milano, il Giambellino, famoso nel mondo, tristemente famoso, per Roberto Sironi semplicemnte il suo quartiere, quello che lo caratterizza come uomo e come artista.
Roberto Sironi, Gente del Giambellino, Racconti e storie di una periferia del mondo, 2016
Epico
e lirico, corale, realistico, un romanzo storico, certamente, di
storia contemporanea, passionale e appassionato, malinconico e
provocatorio, tragico, mai comico, anche se si potrebbe a volte
sorridere, triste, ma mai disperato anche se si potrebbe piangere,
ma al Giambellino non si può.
Roberto
Sironi scrive “Gente del Giambellino” e ancora nessuno si è
accorto di cosa ha fatto con il primo di questo trittico!
Normale!
La
sua prosa è lirica e filosofica anche quando descrive e quando
narra, certo non si pone problemi di poetica… vera.
L’autore
ci avverte di quanto sia vera la storia “I nomi dei personaggi
contenuti nel libro sono stati volutamente cambiati”. Quindi nulla
è frutto di fantasia, solo c’è tanta discrezione quella
dell’autore. Noi che non li conosciamo… non potremo andare a
suonare al loro campanello e fare delle domande a loro su Roberto
Sironi e su questo libro, che non leggeranno a meno che non lo vedano
straricco in limousine, allora sì, andranno fieri di essere in quel
libro e proprio con il loro nome, quasi che lui avesse rubato le idee
alla Vita!
Il
romanzo è scritto in prima persona, non per vezzo, scelta
stilistica, ma perché è la verità, l’autore parla di se stesso,
come uno dei tanti del Giambellino/Lorenteggio, non si nasconde
dietro ad un alter-ego letterario, dice … “io” ecco è proprio
lui, ma non tutto lui, perché “Gente del Giambellino” non è un
diario, un’autobiografia, ma per parlare della Gente del
Giambellino non ci si può certo vergognare di esserne parte o
fingere di esserlo, ostentarlo per posa!
Ecco
che tra la gente del Giambellino troviamo lui, i suoi genitori, gli
amici, i nemici… insomma tutto il quartiere!
“Caro
Lettore… Mi permetto con un po’ di eleganza popolare e
canagliesca sciccheria di darti del tu, spero non offenda la tua
sensibilità, ma la storia che ti appresti a leggere non è un
racconto per intellettuali, non è una favola, ma un viaggio
primitivo per lettori appassionati di una letteratura da marciapiede,
quella che non offende mai l’anima, ma spacca il cuore.
Non
ci saranno sconti per nessuno, soprattutto per me.
E’
una di quelle storie che non vuole insegnare niente, solamente creare
un’occasione per mettere insieme brandelli, ritagli e schegge di
vita che si sono incrociate, come del resto accade sempre, con la
fatalità o con il destino!Sarai tu a scegliere se con una o con
l’altro. Saranno la tua cultura e la tua coscienza ad avere occhi
per seguire e inseguire le parole di questa storia, io non posso fare
altro che proportela così come è stata. Probabilmente ti farai
molte domande e molte di queste non troveranno mai una risposta! Per
quanto mi riguarda, io personalmente ho voluto rispondere ad una sola
domanda: scrivere o non scrivere questo libro.
Come
vedi l’ho fatto e l’ho fatto spinto da una sola ed esclusiva
ragione: riordinare in maniera assolutamente distaccata, ma sincera
una storia che aveva bisogno definitivamente di essere non solo
raccontata ma anche spiegata, definita, mostrata al mondo senza
nessun bagarinaggio politico, requisitorie retoriche ed enfatiche e
intellettuali magniloquenze sociologiche.1”
Ecco
sappiamo che questo romanzo non ha pretese di denuncia sociale, non
è una presa di posizione politica, neanche vuole inaugurare una
nuova poetica verista, naturalista, tornando dalla Francia e
riprendendo cento cinquant’anni dopo il ciclo dei Rougon
-Maquart
di Zola o la Commedie
Humaine di
Balzac, finalmente riportando il naturalismo in città, tirando la
barca, la “Provvidenza” dei Malavoglia, sul marciapiede, invece
che a riva, tra Milanesi operai e non tra pescatori siciliani, tra la
rotaia di un tram e un semaforo.
Non
è Naturalismo, non è Verismo… è Naturale, è Vero, non è
impersonale, ma personalissimo nell’oggettività ed impersonale
nella soggettività del narratore e autore, è politico nel senso
greco della parola, riguarda la polis,
i cittadini, di un quartiere!
Lo
stile è elevato, anche se chiaro e semplice, sta attento ad ogni
parola, più che negli altri scritti “Visioni alcoliche”,
“Ritratti su bicicletta”, “La macchina del tempo non ha motore”
e diversi altri, pieni di energia e vitalità, irriverenti,
provocatori, visionari.
La
prosa del romanzo “Gente del Giambellino” è misurata, parola per
parola, perché tra le regole del Giambellino c’è il rispetto
della parola data, i conti si pagano e per una parola detta al
momento sbagliato e alla persona sbagliata si può anche morire. Non
è paura, è sapere che le parole vanno rispettate, si rispettano
così anche le persone a cui sono rivolte, le parole sono gesti,
hanno un peso.
Ha
scritto con la tensione di chi sa che per una parola sbagliata si può
morire e l’attenzione e la serietà si sentono tutte, è un romanzo
che ha tutta la serietà della vita e della morte.
R.
Sironi, Gente, del
Giambellino, Storie e racconti di una periferia del mondo,
2016, Il mio libro, pp.208.
Nessun commento:
Posta un commento