La libertà è libertà di pensiero e di parola, anche scritta certo, per chi, come me, è insegnante, era anche libertà di insegnamento, se ne parlava ancora quando iniziai a fine anni Novanta e chi la reclamava nei Collegi Docenti aveva vissuto, come giovane attivista, gli anni del Sessantotto! Questi docenti, con circa venti anni più di me, li trovavo spesso polemici, quasi per partito preso, come se volessero contestare, a priori, i Presidi, che non si chiamavano ancora... Dirigenti Scolastici, rappresentati del potere, non ex docenti.
Ricordo che negli anni Ottanta al Liceo e poi nei primi Novanta all'Università, anche gli studenti erano ancora debolmente contestatori: c'erano ancora le occupazioni, conoscevo ragazzi a Palazzo Nuovo a Torino che appartenevano alla "Pantera", erano tra gli occupanti, ma io stessa, quando li riconobbi militanti, evitai di frequentarli. Non mi interessava quel modo di pensare e di vivere anche le Istituzioni.
Credevo fossimo lì solo per imparare, come ora, dall'altra parte della cattedra, per insegnare e portare avanti valori di civiltà, commentando la letteratura e le vite di chi, da qualunque parte della barricata fosse, non fu mai allineato con il potere politico o religioso, anche se poi divenne un classico, anche per questi poteri e poi da essi celebrato con postume rettifiche. Un esempio su tutti Dante, esule da Firenze, città che ora ne può vantare i natali. Dante scrisse un poema epico e didascalico sulla Cristianità, eppure il suo esilio fu per motivi politici di contrasto con il Papa che si immaginava poi all'Inferno.
Neppure da morto, le sue spoglie sono tornate a Firenze.
Lui stesso mise a custode del Purgatorio Catone l'Uticense, suicida per non sottostare al potere di Cesare, perché il suicidio degli Stoici non era il peccato mortale che poi fu per la Chiesa: il sapiente è felice solo se può esercitare la virtù, che è premio a se stessa, come ancora ricorda I. Kant nella Critica della Ragion Pratica. Senza premi e senza castighi, la morale deve essere pura, altrimenti non segue imperativi categorici, universali, ma massime.
La virtù del sapiente, però, non è astratta contemplazione: il sapiente (filosofo, artistica, letterato, scienziato) non è un mistico asceta, la sua virtù è, in senso latino, capacità di agire, senza connotazioni negative come hanno attribuito a Machiavelli, capacità di domare la Fortuna, essendo volpe e leone, come deve essere il Principe, esempio per tutti i despoti e i dittatori a venire!
Il saggio stoico, come Catone ben rappresenta, come il filosofo Seneca, che cercò di istruire Nerone, ha bisogno di libertà politica e civile, così come la Filosofia nasce e può vivere solo dove c'è libertà di pensiero. Altrimenti è legittimo il suo suicidio: senza libertà non può essere virtuoso, se deve obbedire non può dimostrare la sua saggezza, che non è erudizione, ma è essere sapiente circa la vita, l'Etica, oltre che la Metafisica, la Logica, l'Estetica...
Ora, ho letto che addirittura c'è chi rabbrividisce al pensiero di insegnanti non vaccinati in cattedra, non per il timore del contagio, (diventerebbero untori), ma per il pensiero che le menti dei giovani siano affidate a loro, a dissidenti, non obbedienti alle leggi, che contestano, astenendosi dalla vaccinazione, non condividendo, è evidente, le scelte del governo, dei governi a livello mondiale.
Questo vaccino obbligatorio, di diritto o di fatto, (perché non vaccinati non si può insegnare, quindi bisogna prepararsi a perdere il lavoro, come già per il personale sanitario è stato, )per i docenti è qualcosa di diverso ancora dall'obbligo per altri: noi siamo lì anche per dare un esempio di pensiero critico, di libertà di riflessioni che certo possono essere messe in discussione, non soffocate sul nascere, non per imporre il nostro pensiero, ma per manifestarlo nei limiti del rispetto altrui.
Gli studenti fanno anche domande personali, quando hanno anche coraggio e pensiero critico, vogliono capire chi hanno davanti a parte il laureato in quella disciplina. Prima mi chiedevano: " Lei è di ruolo o supplente, ci sarà anche il prossimo anno o chiederà trasferimento? E' credente? E' cattolica? E' sposata? Ha figli? Di che partito è e va a votare, per chi vota? Quel collega ... vero che le è antipatico? Che musica ascolta? Lei da piccola ha suonato il violino vero? "
Certo il voto è segreto, ma loro volevano sapere, in un certo senso lo ritenevano giusto, sapere chi avevano da vanti e cosa avesse fatto con tutta quella letteratura nella testa, quegli studi appassionati... chi era diventato e chi potevano diventare loro...Quei versi li aveva solo letti o anche vissuti? Si era baloccata leggendo Leopardi e Dante, Fenoglio e Dostojevskij, oppure ci credeva davvero?
Se fosse stata ai tempi del Fascismo, sarebbe stata una fascista convinta o avrebbe preso la tessera solo per non perdere il lavoro?
Ora chiederanno: cosa pensa dei vaccini, ha vaccinato i suoi figli? I suoi genitori certo anziani come stanno e sono vaccinati?
Lei è vaccinata?
Forse queste saranno domande superflue, daranno per scontato se io sarò lì con loro e i miei figli a scuola e non isolati isolati e discriminati perché non vaccinati... tutto è successo come da copione.
Con che coraggio citerò ancora scrittori, poeti, intellettuali che hanno testimoniato con la loro vita e con la loro morte che la pensavano diversamente?
Perché se la pensassi... come loro, non ci sarebbe problema: direi giustamente, come molti, la maggior parte dei miei colleghi... per fortuna siamo fuori dal tunnel per la campagna vaccinale e questi colleghi fanno bene a farlo, perché se lo pensano, loro sono coerenti! Ora, se non siamo vaccinati siamo dissidenti, praticamente siamo disertori, traditori della patria!
Se non ci vacciniamo, possiamo essere accusati di corrompere i giovani, cosa di cui fu condannato Socrate, costretto a bere la cicuta. E lui la bevve, non fuggì, per rispetto alle leggi della città.
Se per alcuni il vaccino è come la cicuta, che almeno sia chiaro che lo assume per rispetto a leggi che lo obbligano, con un arruolamento obbligatorio. Oggi si può avere un'opinione su tutto, ma non sull'opportunità o meno di vaccinarsi, diventa tentata pandemia. Questo lo dico non per convincere altri a non vaccinarsi, perché sarebbe una propaganda che aborro: come rispetto chi si vaccina, vorrei che si rispettasse anche il pensiero di chi trema a vaccinarsi!
Nel 1918, poco più di cent'anni fa l'Italia era divisa tra Neutralisti e Interventisti; poi ci fu il segreto Patto di Londra per far entrare in guerra l'Italia, addirittura cambiando lo schieramento delle alleanze preventive dichiarate.
Ora siamo divisi tra coloro che desiderano vaccinarsi e coloro che non lo vorrebbero fare: se saremo costretti tutti, sia chiaro che è come i giovani del del 1900, costretti ad andare in guerra, non volontari come all'inizio tanti, tra cui poeti come Ungaretti! Se non ci vaccineremo saremo disertori, traditori della patria.
Si possa almeno dire che la nostra leva è stata obbligatoria e non siamo stati volontari! Non ci facciano firmare nessun consenso! Non ci costringano a ringraziare, se abbiamo paura per noi e per i nostri figli soprattutto. Che poi siamo nel torto, non si può certo sapere ora, ma è semplicemente il rispetto di un'opinione e di un sentimento. I pericolosi sono i non vaccinati perché contagiosi o perché dimostrano di non fermarsi al fatto che sia legge ciò che devono fare?
Cosa leggiamo Antigone a scuola, se Antigone non la possiamo essere?
Ci furono poi i disertori, che si fecero fucilare per non combattere quella prima guerra, ci furono altri episodi di storia più recente, con la Seconda Guerra mondiale, ma tutto diventa troppo ideologico e non è questo che voglio fare.
I miei colleghi che si sono prontamente e convintamente vaccinati sono coerenti, loro, non io!
Mi chiedo se una madre che ha perso un figlio per quello che ha avuto il coraggio di dirgli e cercare di fargli capire, ora per arrivare a fine mese... tacerà e mentirà ai suoi studenti e insegnerà la vigliaccheria e l'obbedienza, la sudditanza?
Perché questo farò se entrerò vaccinata in classe: perché ho fatto... i conti della serva, io che ho studiato Filosofia, la Filosofia che non serve...perché non è serva di nessuno, come scriveva Aristotele, ed era quello che volevo insegnare, per cui sono morti filosofi come G. Bruno, solo per dire che l'Universo è infinito e non era corretto il sistema geocentrico tolemaico! Solo che quella critica metteva in discussione molto di più che l'Astronomia!
Quindi questo scritto di oggi è un'autocritica e una pubblica confessione, direi anticipata: se sarò in classe a settembre, non sarò lì come chi è sollevato di vivere in quei paesi civili che si possono permettere il vaccino!
Che io abbia torto o ragione scientificamente, non è importante: solo che io, ancora una volta, sarò in cattedra, di ruolo, a tacere su ciò che penso, come se insegnassi altro... mentre quando scrivo sono un'altra persona, espongo le mie idee... in libri che non vendo, in blog che non legge quasi nessuno...e forse solo così, con questa certezza, di essere nascosta, al riparo da ogni notorietà e ruolo pubblico, come è invece quello istituzionale e statale, scrivo ciò che penso. Come se fosse letteratura clandestina!
E spero proprio che non venga letto da nessuno... intanto io l'ho scritto e un po'... credetemi, mi dà pace.
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