lunedì 1 marzo 2021

Rac-contando: pacchetto di sigarette

 Pacchetto di sigarette


Ancora lo nasconde, come se fosse un'adolescente! 

Si consuma a poco a poco la sua protesta: per sua madre è ancora un gesto sconveniente, non la riconosce se fuma, ne prova imbarazzo come se l'avesse sorpresa in una posa sconveniente.

Proprio perché lei lo sa, fuma per rabbia, per dispetto. Quando si sente sola e disperata, non le serve per calmarsi, ma per dire che non le importa più di essere giudicata. 

Anche lei può farlo e sa di non sbagliarsi, per questo evita il più possibile di giudicare gli altri.


Quando lo trovarono, c'era un mozzicone di sigaretta accanto a quel cadavere sorpreso dalla morte.

Non ci volle molto a risalire al DNA del fumatore assassino. La trovarono che non aveva ancora finito il pacchetto.

C'erano ancora cinque sigarette, sparse, una addirittura spezzata, con il tabacco sputato fuori dalla carta.

Sul pacchetto la solita ipocrita frase... il fumo uccide.

Non provava alcun male a spegnersi le sigarette sulla pelle... aveva una soglia del dolore molto alta.

Aveva sopportato molto, tutto, fino al giorno in cui decise che se il fumo uccide, anche lei poteva farlo.

Disse al commissario che quella sigaretta l'aveva fumata dopo aver sparato, non ne aveva mai fumata una più buona.

Lui  provò un tale disgusto per la sua freddezza, che decise di smettere di fumare, per non avere nulla in comune con lei.

Lei faceva con il palmo della mano un posacenere  insensibile come se fosse d'argento o di cristallo. 

Una lebbra dell'anima la rendeva immune al dolore, con una vita che andava a pezzi e si staccava come pelle morta.


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