Mi chiedo se abbia senso parlare di attualità, quando ormai l'evento, la notizia, la smentita sono in una successione così rapida che non c'è il tempo per formulare un pensiero coerente, con nessi causali, appena enunciato già è superato.
Meglio aspettare sotto un albero, che cadano tutte le mele... tanto la legge di gravità l'ha già scoperta Newton!
Non sono le mele a far immaginare la legge: serve il genio e se non c'è, possono cadere per anni mele e non succede nulla.
Però se c'è il genio basta una mela!
Certo sembra ironia, ma non lo è!
Il genio, come l'intuitivo detective, trova la legge, vede ciò che gli altri non vedranno mai, eppure dopo sembra così evidente!
Se pensiamo alla naturalezza con cui ormai pensiamo alla legge di gravità, capiamo che la spiegazione più semplice è quella di cui si serva la Natura, quel deus sive natura, di cui parlava il filosofo Spinoza, non i luoghi naturali di Aristotele. La complessità ha una sua semplicità che a volte è impressionante.
Siamo bombardati di numeri, dati, percentuali, ci sono logaritmi... siamo così aggiornati ora per ora, in qualunque parte della terra che non ci accorgiamo che siamo all'oscuro di tutto.
Come se avessimo la luce puntata in un commissariato perché confessiamo ciò che non abbiamo fatto, ma la punizione sarà sempre meno di quella luce accecante negli occhi.
L'informazione che da un anno ci tiene legati ai mezzi di comunicazione ... valeva la pena si seguirla ora per ora? Esattamente un anno dopo quasi allo stesso punto, non sapendo mai cosa fare il giorno dopo con certezza.
La scuola poi, in cui la programmazione è parte integrante della didattica dei docenti, saper programmare e saper gestire il tempo un luogo comune che gli studenti si sentono ripetere, del tutto saltato...Forse sfatato nella sua illusorietà!
Cosa possono programmare esseri così deboli ed effimeri, ma anche così inconsapevoli del proprio non sapere nulla.
Torniamo alla saggezza di Socrate... l'uomo che l'oracolo proclamava il più saggio, perché ammetteva di non sapere nulla.
Non è un invito alla resistenza passiva, all'inattività, all'obbedienza, anzi, è l'invito a pensare se tutta questa informazione abbia un senso sia teoretico, intellettuale, che pratico, morale e culturale.
Sappiamo qualcosa in più degli uomini del '300 o del '600 che per la peste a parte cercare capri espiatori tra gli ebrei o tra individui accusati come untori... non poterono far altro che aspettare che passasse?
Un po' di Leopardi... a volte ci vuole, anche se pagò caro con i suoi contemporanei il non aderire all'idea di progresso, persino di felicità con cambiamenti istituzionali... le "umane sorti progressive"... il progresso come via per la felicità era una di quelle illusioni necessarie, come credere all'età dell'oro, all'amore e ad altre illusioni che hanno il merito di rendere sopportabile la vita.
Allora non togliamole, ma non stigmatizziamo chi non ci crede, come se odiasse l'umanità o fosse un pessimista.
Le illusioni servono... anche illuderci di essere veramente informati e preparati ad affrontare la vita.
Inutile rincorrere le notizie, l'attualità è già...in-attuale.
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