La cassapanca
Le piacerebbe pensare di custodire un tesoro... il suo tesoro sarebbero lettere, scritte con il pennino e l'inchiostro, un po' macchiate, ingiallite, anche rosicchiate da un topolino o dal criceto di casa!
Sparito! Forse un lettore... insaziabile di quelle lettere, rimasto prigioniero nel suo caveau!
Lettere chiuse in buste mai aperte, perché aprirle sarebbe stato troppo doloroso, oppure sarebbe stato leggere parole di un amore che non si sarebbe potuto seguire!
Anche lettere politicamente compromettenti: il padrone di quella cassapanca... magari aveva conservato, nascosto e non distrutto le lettere della donna di cui si era innamorato... che lasciò il suo ultimo sorriso per lui sull'asfalto, in una sparatoria tra terroristi e polizia... lui avrebbe voluto conservare i bossoli di quell'amore!
La cassa panca si accontenta di conservare i quaderni di ricette, scritti già con una biro, rigorosamente nera, con la grafia di chi aveva imparato a scrivere negli anni Trenta e Quaranta... la bella scrittura! Faceva perdere in riconoscibilità, era quasi un lento ricamo, come quello delle camicie da notte mai indossate!
La cassapanca sogna, cartoline con scritte di viaggi che sembravano lontanissimi da casa, in Liguria rispetto al Piemonte o che arrivavano dall'Argentina: una promessa di matrimonio... la zia Maria aveva accettato a sposare... lo zio Angelo, già ottantenne!
La cassapanca sogna, desidera, è stata fatta per conservare cose inutili ed essenziali... come i ricordi.
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