domenica 14 febbraio 2021

Lettera aperta a .... Dante Alighieri

 Illustrissimo Poeta, 

dopo Settecento anni siamo ancora qui a chiederci se l'Amore possa essere un destino, una "mirabile visione", se l'amore terreno, per restare nei nostri cuori, debba essere risparmiato, come il Suo per Beatrice, da ogni contatto fisico, oppure, se vissuto, possa essere ancora l'unico motivo per cui valga la pena vivere! (tra parentesi oggi 14 febbraio si festeggia S. Valentino per tutti gli innamorati, chi non lo è o è da solo non so a che santo si raccomanda).

Lo sguardo che trafigge, che non dà scampo, deve restare solo sguardo oppure può entrare nelle case, nella vita quotidiana?

Come fu il suo matrimonio con Gemma Donati? Non ci parla mai di lei, non fu neanche una donna dello "schermo". Come poté sopportarlo? Dico lei, come poté non aver nessuno spazio nella Sua opera, chissà come avrà odiato Beatrice? Si parlano ora oppure ancora no?

Lei non ebbe figlie, o mi sbaglio? 

A parte Beatrice, Lei si rivolse alle "donne che hanno intelligenza d'Amore", eppure poi incontrò all'Inferno Francesca, tra i peccatori carnali che la" ragion sommettono al talento", la ragione  e l'intelletto al piacere? Un "cor gentile" eppure all'Inferno!

Ne è ancora sicuro, dopo secoli?

Se Lei fosse qui nella nostra contemporaneità... come riscriverebbe la sua Comédia?

Lo so, cambierebbe genere, forse sarebbe un romanziere o un drammaturgo, oppure un regista o un attore! Cercherebbe l'espressione più congeniale in un'epoca laica e tecnocratica!

Sarebbe uno scienziato? Oppure un politico? 

P. S Secondo la  Sua profezia sul veltro, il cane da caccia, che allontana la lupa, la cupidigia, era prossimo...ma no, non è ancora arrivato. La sua profezia ... è scaduta! 

Attendo una Sua risposta sincera alle mie domande.

I miei omaggi.

M. P.



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