Se prendere la vita con Filosofia può indicare un sapiente distacco dai beni terreni, da passioni, invidie e gelosie, risentimenti e odi, il filosofo dovrebbe essere un asceta, un saggio orientale, un distaccato anacoreta anche tra la folla! Stoico, contemplativo, certo ai margini della società, non certo una guida come tanti filosofi hanno pensato.
Shopenhauer indicò questa via nella Noluntas, sospensione della Volontà di vivere che è essenzialmente dolore, tra noia e dolore, questo implacabile pendolo... un attimo di piacere!
Per Leopardi... molto vicino al filosofo tedesco... "piacer figlio d'affanno, unico diletto uscir di pena".
L'amore... solo una beffa di questo noumeno, finalmente conosciuto, che vuole che continuiamo la specie, a volere tramite altri esseri volenti...senza finalità!
Eppure la Filosofia è stata anche vista e intesa come ricerca della Felicità e non di un sapere teorico e teoretico, anzi questo sapere è il mezzo e non il fine, il fine, la felicità del filosofo, non turbata da affanni e falsi piacere, ma certo felicità e non assenza di dolore...
Allora in questo senso... prendiamo la vita con Filosofia e cerchiamo la Felicità del sapiente, ma cerchiamola.
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