Baseball mat
Liscia, senza neanche un’ammaccatura, un graffio... mi sta accanto superba! Strano oggetto in Italia, per lo meno inconsueto.
Infatti non è italiana, lei viene dalla Florida! Era stanca di uragani, ci dice. Voleva solo il Maestrale, piuttosto la Bora, aspettava Zefiro come una donna innamorata la primavera!
Non sapevo che potesse essere romantica, con quell’impugnatura e anche lei lo sguardo sulla palla da colpire, come se non avesse altro negli occhi!
Eppure è malinconica. Chi lo potrebbe immaginare! Sarà per quel che le è successo qui, sarà che il suo destino l’ha portata lontano dai campi da gioco! Dicono che capiti anche agli esseri umani! Nati per essere un oggetto molto preciso, arma, utensile da cucina, strumento musicale e poi venir imbracciato come un fucile, sparare contro la vita tutta la propria rabbia e ferire, a volte a morte, uccidere! Perché altri hanno ucciso il loro destino: un violino che non suona, ma viene appeso al muro come se fosse un piatto di Limoges, un coltello militare che diventa un oggetto da collezione e lui ha sete, sete di sangue, invece deve mangiare polvere... di casa!
La mazza da baseball parla un italo americano che ci fa sorridere, mentre per lei deve essere un segno di distinzione! A volte le chiedono di raccontare dell’America... sì perché lei con il suo giocatore ha girato per vari stati degli Usa! Una volta è stata portata qui, in Italia, in vacanza, a trovare i parenti... di lui e non è stata ben accolta! Qui si gioca a calcio! Per lei è una palla troppo grossa! Oppure a tennis a basket anche a Ragby, ma a baseball... no! Che Paese arretrato ha pensato!
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