Ormai sono al quarto romanzo "La verità ha le ore contate" con il commissario Vinciguerra, che mi sembrava solo lo specchio dei protagonsiti in "Ricordati di me" (Leone editore 2020), poi è diventato il narratore del giallo "L'uomo della palude"(Amazon 2020), così importante da ricostruire le motivazioni della sua scelta professionalein "Ultima seduta con la morte" ambientato a Parigi nel 1997.
Un personaggio può diventare una presenza concreta nelle pagine dei romanzi, catalizzare anche personaggi secondari, di altri romanzi in cui lui non era presente, per una resa dei conti, come in questo che sto scrivendo... "La verità ha le ore contate"? Forse ne proporrò delle pagine, come se fosse un romanzo a puntate...
In diverse lingue si può scrivere... "La verità ha le ore contate", ma mi chiedo se lettori di altre nazionalità condividano con me che l'italiano mantiene l'ambiguità: letteralmente- ma non ci pensa mai nessuno, come fosse un'ingenuità di bambini- c'è un orologio che conta le ore trascorse dal manifestarsi di una certa verità....! Anni, mesi, giorni e ore! Un computo meticoloso da quando quella verità ha cambiato la nostra vita!
Poi c'è il senso allegorico e metaforico... La Verità è in fin di vita! Come una persona ...ha le ore contate quando sta per morire!
Così ecco che l'italiano e nel mio romanzo ci stanno entrambi, ma se traducessi in inglese, tedesco, francese, latino... greco... sarebbero due traduzioni per due siginificati.
Qualcuno magari mi dirà cosa ne pensa!
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