sabato 23 gennaio 2021

La pozzanghera dello scrittore

La bambina camminava attenta a dove metteva i piedi e cercava di non inciampare, ma anche di stare al passo con i compagni. Quel sentiero le faceva paura, non voleva perderli di vista. 
Eppure le piaceva stare in silenzio e sentire tra i rami gli scoiattoli che la sfuggivano e intanto la guardavano curiosi, i merli e gli usignoli, indifferenti a lei, continuavano a cantare. Forse un furetto le tagliava la strada, senza darle il tempo di capire che animale fosse e il ruscello di montagna continuava a colpire con la sua acqua trasparente le rocce, invitandola a bagnarsi, non sarebbe successo nulla di male...
I compagni li sentiva schiamazzare, si rincorrevano, forse litigavano anche, discutendo su chi fosse arrivato prima in cima alla salita. 
Lei non era interessata a quelle corse. Ne voleva altre, con la fantasia, se si sforzava e stava attenta chiudendo gli occhi, andando a fondo di quel buio, lasciando da parte l'ultima immagine che aveva impressa sulla retina, ecco che entrava nel suo mondo, reale come quello in cui camminava, colorato, non era fatto di ombre, i movimenti li poteva controllare lei.
Ecco che quando ci riusciva doveva solo trovare una pozzanghera, osservare la prima che incontrasse, prendere ispirazione... ecco quella che vedeva, ad aprire gli occhi, era limpida, la sua storia quel giorno sarebbe stata serena, comunque a lieto fine! 
La bambina è sicura che prima di sera sarebbe riuscita ad immaginarla tutta! Nelle pause tra una lezione e l'altra, tornando a casa da scuola, mentre sembrava riposare....
L'avrebbe poi raccontata all'unica persona che credeva che lei avesse il potere di far muovere, certo di poco, i personaggi in un dipinto, le maniglie delle porte o delle finestre, movimenti minimi, ma reali, come quelli che sanno causare l'amore, l'immaginazione e la felicità.
L'unica persona che credeva ai suoi poteri... la sua mamma. 
Per lei avrebbe spostato un po' di più la maniglia e anche la mano di chi nella riproduzione del dipinto, stava distribuendo le carte...
Avrebbe creato, per lei, la storia che la pozzanghera le aveva suggerito quel giorno: le pozzanghere non mentono mai e neanche i bambini.

venerdì 22 gennaio 2021

La verità ha le ore contate?

 Ormai sono al quarto romanzo "La verità ha le ore contate" con il commissario Vinciguerra, che mi sembrava solo lo specchio dei protagonsiti in "Ricordati di me" (Leone editore 2020), poi è diventato il narratore del giallo "L'uomo della palude"(Amazon 2020), così importante da ricostruire le motivazioni della sua scelta professionalein "Ultima seduta con la morte" ambientato a Parigi nel 1997.

Un personaggio può diventare una presenza concreta nelle pagine dei romanzi, catalizzare anche personaggi secondari, di altri romanzi in cui lui non era presente, per una resa dei conti, come in questo che sto scrivendo... "La verità ha le ore contate"? Forse ne proporrò delle pagine, come se fosse un romanzo a puntate...

In diverse lingue si può scrivere... "La verità ha le ore contate", ma mi chiedo se lettori di altre nazionalità condividano con  me che l'italiano mantiene l'ambiguità: letteralmente- ma non ci pensa mai nessuno, come fosse un'ingenuità di bambini- c'è un orologio che conta le ore trascorse dal manifestarsi di una certa verità....! Anni, mesi, giorni e ore! Un computo meticoloso da quando quella verità ha cambiato la nostra vita!

Poi c'è il senso allegorico e metaforico... La Verità è in fin di vita! Come una persona ...ha le ore contate quando sta per morire! 

Così ecco che l'italiano e nel mio romanzo ci stanno entrambi, ma se traducessi in inglese, tedesco, francese, latino... greco... sarebbero due traduzioni per due siginificati.

Qualcuno magari mi dirà cosa ne pensa!


La pozzanghera dello scrittore

 La pozzanghera dello scrittore è un'immagine che mi ha suggerito questa mattina  mia figlia Gemma, di nove anni, che, con la sua immaginazione, ha cercato di raccogliere la fonte dell'ispirazione dei miei vari libri, romanzi, sillogi poetiche, testi teatrali.

Per lei lo scrittore si guarda in una pozzanghera e vede se stesso,  un cielo limpido e sereno ed ecco che il romanzo, la raccolta di poesia avrà questo clima di fondo! Oppure una pozzanghera fangosa, in cui non si vede nulla, è l'ideale per i momenti drammatici della narrazione, oppure può essere di aiuto anche una pozzanghera asciutta, prosciugata dal sole, ma con la traccia evidente... che lo è stata... una pozzanghera.

Ne abbiamo parlato proprio questa mattina andando a scuola a piedi, dicendole... si stare attenta a non mettere in piedi in una pozzanghera, che a me sembrava l'impronta di un dinosauro... sull'asfalto. 

Ecco che lei ha pensato che invece uno scrittore guarda e trae ispirazione, non evita, ma si specchia, cerca, e a seconda della situazione crea! 

Lo scrittore per lei è qualcuno che vede là dove gli altri calpestano o evitano, ma non si specchiano o non cercano qualcosa.

 Per lei lo scrittore non scrive sempre allo stesso modo, ma ha bisogno di tutti i climi per cercare la sua ispirazione, molto terrena... molto umile la pozzanghera  (non è un lago, un mare... il solito specchio d'acqua), addirittura è qualcosa da evitare, che bagna e infreddolisce, sporca, un segno addirittura di cattiva manutenzione o di nessuna cura, perché è aperta campagna, luogo non coltivato, una terra di nessuno,  ma lo scrittore immagina e crea!

Chissà cosa ne pensano altri genitori, altri lettori, altri bambini, altri scrittori... di quello che potrebbe anche diventare il titolo... che con un colpo d'occhio raccoglie tutti i miei romanzi, i racconti e le poesie...

Se qualcuno vuol scrivere le sue impressioni... sono tornata sul blog dopo mesi... e ho intenzione di continuare.