domenica 8 marzo 2020

an empty chair

 8 marzo 2020



Zone rosse, zone arancioni, scuole chiuse fino al 3 aprile… come insegnante e come madre di quattro figli dall'Università alle elementari non pensavo certo dal 2008 da quando iniziai a scrivere "Poesie da una cattedra vuota" per esprimere il mio senso di impotenza, di inefficacia nel raggiungere le menti e i cuori degli studenti come avrei voluto… che potesse essere il titolo di una distopia che diventa realtà al tempo del Coronavirus e proprio nelle regioni in cui vivo, abito, lavoro o ho abitato, il Nord d'Italia.
Non solo cattedre vuote, ma banchi vuoti.

Allora fino a tre anni fa quando scrissi le ultime… solo un'indicazione psicologica, emotiva: la cattedra in realtà era occupata da me, ma non come avrei voluto!
ora lo scenario del panico, del terrore e soprattutto l'idea che nulla sarà mai più come prima, anche dopo l'emergenza!
Non è sfiducia, ansia, forse è solo malinconia!

Ecco una di queste poesie…. di anni fa



A Giulia e ad Alberto

Allo sguardo di lei, diffidente e stanco
di ammonimenti
al riso di lui,
come una preghiera sull'altare
di cattedre vuote, che non sanno più
il castigo e il perdono,
solo l'inutile lamento
di piccoli ridicoli dei:
ogni giorno
sentono invocare e minacciare un diluvio
sulle loro teste svogliate
abbandonate da Numi
senza seduzioni, senza poteri.

Non sei arrivata a loro, che non ti hanno salvata
dall'angoscia di non sapere far schiudere
un uovo di pensiero nel caldo delle loro menti
tiepide di ricordi, già calme di sogni.


Cosa c'era tra voi a dividervi? A volte pensavi :
la tua tragedia e la loro commedia.
Non vi mescolavate
eppure sapevate di essere lì a recitare una parte
sempre la stessa...
la monotonia alla fine vi ha vinti
tu non avevi più la forza di soffrire
e loro avevano finito le battute
Alberto non si divertiva più a giocare con la tenda
come un gatto
Tu non lo osservavi e non lo castigavi più con il sorriso.
Lasciavi lei alla sua inerzia
che ormai credeva di essere brava
e all'esame è stata meno brava

Li hai abbandonati, eppure ti sono stati cari
li hai abbandonati con gli altri, che non capivi e non ti capivano
li hai lasciati perché ti capivano troppo e tu non volevi più
ti leggessero tutto sul volto

Li hai lasciati per pudore...
risentiti sono spariti in un'onda di sfiducia,
la stessa sotto la quale li avevi pescati un giorno.www.robertosironi.com





IV

Tanti volti dalla Macedonia

Il più caro ti sarà sempre il primo
che hai ammirato,
Boban, l'attore, che umiliava con le sue doti
gli italiani indolenti.

Ora tanti volti macedoni ti guardano
e sperano da te un ponte
tra il rumore, che a fatica capiscono, e i loro pensieri.

Alcune invece, più caparbie di Boban,
sfidano l'ignavia di compagni
annoiati e sfidano te, a fare ciò che faresti
per i migliori.

Hanno sentimenti di nostalgia, delicati,
pieni di pudore e di fierezza
tra loro quasi ostili e rivali
non assecondano la cattiva volontà
di chi fa dell'ultimo arrivo
l'alibi per rimandare l'impegno.

E tu ritagli dai giornali
gli ultimi scavi archeologici
di antica civiltà
vorresti andare a quelle terre assolate,
forse sparire dalla vista di chi
ti assedia con le sue minacce.

Vorresti riprendere a ritroso
la nave su cui loro sono salite
a cercare nella loro terra lontana
pace e altri suoni, altri alfabeti
che ti facciano sentire straniera a chi,
come un tiranno, ti toglie la libertà
e la speranza di essere felice....



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