Zone rosse, zone arancioni, scuole chiuse fino al 3 aprile… come insegnante e come madre di quattro figli dall'Università alle elementari non pensavo certo dal 2008 da quando iniziai a scrivere "Poesie da una cattedra vuota" per esprimere il mio senso di impotenza, di inefficacia nel raggiungere le menti e i cuori degli studenti come avrei voluto… che potesse essere il titolo di una distopia che diventa realtà al tempo del Coronavirus e proprio nelle regioni in cui vivo, abito, lavoro o ho abitato, il Nord d'Italia.
Non solo cattedre vuote, ma banchi vuoti.
Allora fino a tre anni fa quando scrissi le ultime… solo un'indicazione psicologica, emotiva: la cattedra in realtà era occupata da me, ma non come avrei voluto!
ora lo scenario del panico, del terrore e soprattutto l'idea che nulla sarà mai più come prima, anche dopo l'emergenza!
Non è sfiducia, ansia, forse è solo malinconia!
Ecco una di queste poesie…. di anni fa
A
Giulia e ad Alberto
Allo
sguardo di lei, diffidente e stanco
di
ammonimenti
al
riso di lui,
come
una preghiera sull'altare
di
cattedre vuote, che non sanno più
il
castigo e il perdono,
solo
l'inutile lamento
di
piccoli ridicoli dei:
ogni
giorno
sentono
invocare e minacciare un diluvio
sulle
loro teste svogliate
abbandonate
da Numi
senza
seduzioni, senza poteri.
Non
sei arrivata a loro, che non ti hanno salvata
dall'angoscia
di non sapere far schiudere
un
uovo di pensiero nel caldo delle loro menti
tiepide
di ricordi, già calme di sogni.
Cosa
c'era tra voi a dividervi? A volte pensavi :
la
tua tragedia e la loro commedia.
Non
vi mescolavate
eppure
sapevate di essere lì a recitare una parte
sempre
la stessa...
la
monotonia alla fine vi ha vinti
tu
non avevi più la forza di soffrire
e
loro avevano finito le battute
Alberto
non si divertiva più a giocare con la tenda
come
un gatto
Tu
non lo osservavi e non lo castigavi più con il sorriso.
Lasciavi
lei alla sua inerzia
che
ormai credeva di essere brava
e
all'esame è stata meno brava
Li
hai abbandonati, eppure ti sono stati cari
li
hai abbandonati con gli altri, che non capivi e non ti capivano
li
hai lasciati perché ti capivano troppo e tu non volevi più
ti
leggessero tutto sul volto
Li
hai lasciati per pudore...
risentiti
sono spariti in un'onda di sfiducia,
la
stessa sotto la quale li avevi pescati un giorno.www.robertosironi.com
IV
Tanti
volti dalla Macedonia
Il
più caro ti sarà sempre il primo
che
hai ammirato,
Boban,
l'attore, che umiliava con le sue doti
gli
italiani indolenti.
Ora
tanti volti macedoni ti guardano
e
sperano da te un ponte
tra
il rumore, che a fatica capiscono, e i loro pensieri.
Alcune
invece, più caparbie di Boban,
sfidano
l'ignavia di compagni
annoiati
e sfidano te, a fare ciò che faresti
per
i migliori.
Hanno
sentimenti di nostalgia, delicati,
pieni
di pudore e di fierezza
tra
loro quasi ostili e rivali
non
assecondano la cattiva volontà
di
chi fa dell'ultimo arrivo
l'alibi
per rimandare l'impegno.
E
tu ritagli dai giornali
gli
ultimi scavi archeologici
di
antica civiltà
vorresti
andare a quelle terre assolate,
forse
sparire dalla vista di chi
ti
assedia con le sue minacce.
Vorresti
riprendere a ritroso
la
nave su cui loro sono salite
a
cercare nella loro terra lontana
pace
e altri suoni, altri alfabeti
che
ti facciano sentire straniera a chi,
come
un tiranno, ti toglie la libertà
e
la speranza di essere felice....

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