Ci sono cause perse in partenza: due che, non sanno nuotare, che si vogliono aiutare a vicenda
Capire, vigilare, arrivare ad accettare la verità e non sapere come cambiare il finale della storia, perché tanto quella storia non l'hai scritta tu, qualcuno la dettava....
Per se stessi... la rassegnazione alla propria infelicità non è che un dato di fatto, per alcune persone un'educazione sbagliata, come l'inganno famoso di mettere zucchero per bere medicina amara, ma senza avvertire dell'inganno, che è comunque manipolazione a fin di bene? Tanto funziona una volta sola, almeno così dovrebbe; invece no! La persona, abituata fin da piccola ad assumere, tante medicine amare che il proprio stomaco rifiutava, si è abituata anche a crederci e a credere che quella fosse l'unico atteggiamento di rapporto relazionale e affettivo!
Non scopro nulla di nuovo, ma scoprire il regista... e non poter ormai più cambiare la storia... quando non è un romanzo, ma vita, è doloroso... spacca davvero il cuore, perché è un masso di Sisifo, lo porti sulla cima, ma poi tutti collaborano in inezie e in modi forti a portarlo via...
Sapere non è potere, la volontà non basta o sarebbe bastata prima, ma quando è troppo tardi... devi capire che è troppo tardi per tutti, anche per coloro che volevi aiutare.
Allora come avevo scritto in uno dei miei romanzi: "amare non è restare!"... ma ci sono sottigliezze esistenziali, empatiche che solo per alcuni, forse per una sola combinazione di persone nella vita è possibile, ma se quella combinazione non te l'hanno lasciata usare, sbagli tutto!
Penso che anche ciascuno abbia il diritto di dire una banalità scontata a chi incontra: " Sono stanco, sono stanca, sarebbe stato bello... continuare, iniziare, mi affatica anche solo ascoltarti"
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