domenica 25 luglio 2021

Dante e Napoleone oggi esibirebbero il green pass?

 Nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte del Poeta, che coincidono anche con i 200 dalla morte di Napoleone, ci possiamo chiedere cosa farebbero questi due esiliati oggi?

Parteciperebbero alle manifestazioni contro il green pass, oppure, da mesi, si sarebbero vaccinati?

Politicamente, culturalmente e filosoficamente, oltre che esistenzialmente, cosa farebbero?

Leggere e rileggere le opere o le biografie dei grandi è ancora uno stare come nani sulle spalle dei giganti, ma per vedere più lontano di loro, ma nella stessa direzione!

Noi celebriamo l'opera letteraria di chi, Dante Alighieri, per la Firenze contemporanea fu un corrotto, condannato in contumacia, per questo, se fosse tornato, c'era una morte ignominiosa ad attendere lui e i suoi figli!

Non migliori i rapporti di questo guelfo di parte bianca con il Papato, (tanto che Foscolo lo ricorda... come il ghibellin fuggiasco, il suo papa, Bonifacio VIII, lo collocò all'Inferno! 

Per non parlare dei grandi di tutti i tempi: da Socrate a Seneca, da Giordano Bruno ai tanti fuoriusciti, esiliati per motivi politici, i Carbonari, Silvio Pellico e Mazzini e Garibaldi, ai Partigiani, facilmente esaltati dai posteri, ma perseguitati e derisi da molti, troppi dei contemporanei! Se la loro parte vince... i terroristi di un tempo diventano gli eroi dei posteri: si vedano, per non toccare la storia più recente, ma facendo riferimento a quella Risorgimentale, dalle interpretazioni più consolidate,  tutti i partecipanti ai moti insurrezionali del 1821, 1831, 1848! Le Primavere dei popoli temute dalla Santa Alleanza europea post napoleonica!

I Rivoluzionari... se perdono sono terroristi, se vincono sono eroi, ma quando combattono lottano per un'idea non sanno se saranno esecrati con una damnatio memoriae o messi nei libri di scuola, ricordati in vie e piazze di città, con tanto di monumenti! Stessa cosa anche per i santi martiri o eretici impenitenti bruciati al rogo!

Sarebbe troppo facile e per nulla eroico mettersi subito dalla parte giusta.... per i posteri!

Mettersi dalla parte che ci convince... è l'unica cosa che possiamo fare e lo dovremmo fare non solo permettendo, ma sollecitando anche i nostri contraddittori a stare dalla loro, con il coraggio del confronto, dell'argomentazione, della legalità, della scientificità e mai della paura o della forza.

Convinceteci e saremmo con voi! Non spaventateci, non ricattateci, dimostrate scientificamente e legalmente, giuridicamente e filosoficamente che avete ragione!

Troppo facile, lo dico, non solo come madre, ma anche come insegnante di Storia della Letteratura italiana, di Storia e di Filosofia, di Greco e di Latino, leggere ai miei figli e agli studenti come furono coraggiosi molti insegnati liceali e docenti nel periodo del Fascismo, nel cercare di creare un senso critico nelle menti dei loro studenti. Leggere le pagine de "Il partigiano Johnny" e sapere che il professore di lettere,  Cocito, del Liceo Classico  di Alba,  proclamava che "partigiano" è una parola assoluta, come "poeta"... e per questo fu lasciato morire dissanguato al gancio da macellaio dai nazifascisti.

Più difficile è che mi chieda... cosa avrei fatto io... al posto suo, se avessi avuto una convinta idea dissidente rispetto alle leggi del momento, ai poteri del momento... cosa avrei fatto?

Si può esaltare il coraggio altrui, sapendo che si tratta di eccezioni inarrivabili?

Un pensiero critico, autonomo, responsabile, rispettoso delle idee altrui, della molteplicità dei pareri,  senza paura o senza pigrizia mentale, senza ricatti: questo gli insegnanti sono tenuti a sostenere, ognuno con la propria disciplina, che promuova la ricerca scientifica sperimentale e condivisa, quanto le discipline umanistiche. Noi non dobbiamo essere ideologici, suggerire la nostra idea agli studenti, per quanto la riteniamo giusta, ma dobbiamo continuare a ripetere, instancabilmente, "Sapere aude", il monito illuministico del Filosofo tedesco I. Kant... Dobbiamo credere che avere il coraggio di sapere significhi pensare in modo autonomo e i nemici di questa autonomia, nel testo del filosofo, non erano l'ignoranza e la povertà che limitano, ovviamente, la cultura, ma i saperi accademici, le autorità politiche, religiose, la stessa cultura istituzionale! Non Aristotele, ma l'aristotelismo e gli aristotelici hanno frenato la scienza fino a Copernico, Bruno e Galileo, non Petrarca, ma il petrarchismo e i petrarchisti hanno reso stereotipata la poesia d'amore... così vi fu il Manierismo ora abbiamo tutta una produzione seriale di contenuti artistici, letterari  che dovrebbero essere di massa, comprensibili... Se fosse il loro fine, sarebbero innocenti, addirittura accoglienti, inclusivi, (termine ora molto usato), ma se nel messaggio comprensibile io metto un messaggio manipolatorio, subliminale allora non è più di massa, Pop... è mistificazione e manipolazione, inganno, strumentalizzazione, si tratta di entrare nelle Malebolge infernali... tra i traditori, consiglieri fraudolenti per esempio e non abbiamo sempre un Ulisse come capogruppo!

Per questo, non basta conoscere tutta l'opera di Dante, le gesta di Napoleone e avere la formazione dello storico, pronunciare   l'"Ardua sentenza" che solo i posteri avrebbero potuto formulare sulle sue imprese, come scrisse Manzoni, nell'ode 5 maggio.

I posteri di Dante e di Napoleone ... siamo noi e possiamo fare un bilancio artistico e politico delle loro opere;  ma chiederci cosa farebbero loro oggi, in un periodo storico che impone di scegliere, di schierarsi anche a chi non ne aveva intenzione, volendo vivere una vita privata, non pubblica, senza velleità politiche, neanche da consigliere comunale di qualche paese di campagna, senza tessere di partiti...

Ora non possiamo più esimerci dall'esprimere la nostra idea... trincerandoci dietro alla frase "il voto è segreto"!

Il green pass non lo è e, a parte tutte le normative, sulla privacy lo dobbiamo esibire! 

Così anche esibiremo se siamo convinti sostenitori delle decisioni del nostro governo italiano, delle direttive europee o no!

Anche se non ne avevamo nessuna intenzione, era ciò che più volevamo evitare: dovremo scegliere!

Altrimenti andremo ad affollare quell'Anti Inferno di Ignavi, che ... mai non furon vivi, di cui non resta fama nel mondo, non voluti dal Paradiso, ma neanche dall'Inferno, incapaci di fare il bene,  come il male.

Ci sono momenti storici, come questo, in cui si deve scegliere. 

lunedì 19 luglio 2021

"Libertà va cercando": facile declamare versi, molto più difficile viverli! Arruolamento volontario o obbligatorio, diserzione, tradimento della patria?

 La libertà è libertà di pensiero e di parola, anche scritta certo, per chi, come me, è insegnante, era anche libertà di insegnamento, se ne parlava ancora quando iniziai a fine anni Novanta e chi la reclamava nei Collegi Docenti aveva vissuto, come giovane attivista, gli anni del Sessantotto! Questi docenti, con circa venti anni più di me, li trovavo spesso polemici, quasi per partito preso, come se volessero contestare, a priori, i Presidi, che non si chiamavano ancora... Dirigenti Scolastici, rappresentati del potere, non ex docenti.

Ricordo che negli anni Ottanta al Liceo  e poi nei primi Novanta all'Università, anche gli studenti erano ancora debolmente contestatori: c'erano ancora le occupazioni, conoscevo ragazzi a Palazzo Nuovo a Torino che appartenevano alla "Pantera", erano tra gli occupanti, ma io stessa, quando li riconobbi militanti, evitai di frequentarli. Non mi interessava quel modo di pensare e di vivere anche le Istituzioni. 

Credevo fossimo lì  solo per imparare, come ora, dall'altra parte della cattedra, per insegnare e  portare avanti valori di civiltà, commentando la letteratura e le vite di chi, da qualunque parte della barricata fosse, non fu mai allineato con il potere politico o religioso, anche se poi divenne un classico, anche per questi poteri e poi da essi celebrato con postume rettifiche. Un esempio su tutti Dante, esule da Firenze, città che ora ne può vantare i natali. Dante  scrisse un poema epico e didascalico sulla Cristianità, eppure il suo esilio fu per motivi politici di contrasto con il Papa che si immaginava poi all'Inferno. 

Neppure da morto, le sue spoglie sono tornate a Firenze.

Lui stesso mise a custode del Purgatorio Catone l'Uticense, suicida per non sottostare al potere di Cesare, perché il suicidio degli Stoici non era il peccato mortale che poi fu per la Chiesa: il sapiente è felice solo se può esercitare la virtù, che è premio a se stessa, come ancora ricorda I. Kant nella Critica della Ragion Pratica. Senza premi e senza castighi, la morale deve essere pura, altrimenti non segue imperativi categorici, universali, ma massime.

La virtù del sapiente, però, non è astratta contemplazione: il sapiente (filosofo, artistica, letterato, scienziato) non è un mistico asceta, la sua virtù è, in senso latino, capacità di agire, senza connotazioni negative come hanno attribuito a Machiavelli, capacità di domare la Fortuna, essendo volpe e leone, come deve essere il Principe, esempio per  tutti i despoti e i dittatori a venire!

Il saggio stoico, come Catone ben rappresenta, come il filosofo Seneca, che cercò di istruire Nerone, ha bisogno di libertà politica e civile, così come la Filosofia nasce e può vivere solo dove c'è libertà di pensiero. Altrimenti è legittimo il suo suicidio: senza libertà non può essere virtuoso, se deve obbedire non può dimostrare la sua saggezza, che non è erudizione, ma è essere sapiente circa la vita, l'Etica, oltre che la Metafisica, la Logica, l'Estetica...

Ora, ho letto che addirittura c'è chi rabbrividisce al pensiero di insegnanti non vaccinati in cattedra, non per il timore del contagio, (diventerebbero untori), ma per il pensiero che le menti dei giovani siano affidate a loro, a dissidenti, non obbedienti alle leggi, che contestano, astenendosi dalla vaccinazione, non condividendo, è evidente, le scelte del governo, dei governi a livello mondiale.

Questo vaccino obbligatorio, di diritto o di fatto, (perché non vaccinati non si può insegnare, quindi bisogna prepararsi a perdere il lavoro, come già per il personale sanitario è stato, )per i docenti è qualcosa di diverso ancora dall'obbligo per altri: noi siamo lì anche per dare un esempio di pensiero critico, di libertà di riflessioni che certo possono essere messe in discussione, non soffocate sul nascere, non per imporre il nostro pensiero, ma per manifestarlo nei limiti del rispetto altrui.

Gli studenti fanno anche domande personali, quando hanno anche coraggio e pensiero critico, vogliono capire chi hanno davanti a parte il laureato in quella disciplina. Prima mi chiedevano: " Lei è di ruolo o supplente, ci sarà anche il prossimo anno o chiederà trasferimento? E' credente? E' cattolica? E' sposata? Ha figli? Di che partito è e va a votare, per chi vota? Quel collega ... vero che le è antipatico? Che musica ascolta? Lei da piccola ha suonato il violino vero? "

Certo il voto è segreto, ma loro volevano sapere, in un certo senso lo ritenevano giusto, sapere chi avevano da vanti e cosa avesse fatto con tutta quella letteratura nella testa, quegli studi appassionati... chi era diventato e chi potevano diventare loro...Quei versi li aveva solo letti o anche vissuti? Si era baloccata leggendo Leopardi e Dante, Fenoglio e Dostojevskij, oppure ci credeva davvero?

Se fosse stata ai tempi del Fascismo, sarebbe stata una fascista convinta o avrebbe preso la tessera solo per non perdere il lavoro?

Ora chiederanno: cosa pensa dei vaccini, ha vaccinato i suoi figli? I suoi genitori certo anziani come stanno e sono vaccinati?

Lei è vaccinata?

Forse queste saranno domande superflue, daranno per scontato  se io sarò lì con loro e i miei figli a scuola e non isolati isolati e discriminati perché non vaccinati... tutto è successo come da copione.

Con che coraggio citerò ancora scrittori, poeti, intellettuali che hanno testimoniato con la loro vita e con la loro morte che la pensavano diversamente?

Perché se la pensassi... come loro, non ci sarebbe problema: direi giustamente, come molti, la maggior parte dei miei colleghi... per fortuna siamo fuori dal tunnel per la campagna vaccinale e questi colleghi fanno bene a farlo, perché se lo pensano, loro sono coerenti! Ora, se non siamo vaccinati siamo dissidenti, praticamente siamo disertori, traditori della patria!

Se non ci vacciniamo, possiamo essere accusati di corrompere i giovani, cosa di cui fu condannato Socrate, costretto a bere la cicuta. E lui la bevve, non fuggì, per rispetto alle leggi della città.

Se per alcuni il vaccino è come la cicuta, che almeno sia chiaro che lo assume per rispetto a leggi che lo obbligano, con un arruolamento obbligatorio. Oggi si può avere un'opinione su tutto, ma non sull'opportunità o meno di vaccinarsi, diventa tentata pandemia. Questo lo dico non per convincere altri a non vaccinarsi, perché sarebbe una propaganda che aborro: come rispetto chi si vaccina, vorrei che si rispettasse anche il pensiero di chi trema a vaccinarsi!

Nel 1918, poco più di cent'anni fa l'Italia era divisa tra Neutralisti e Interventisti;  poi ci fu il segreto Patto di Londra per far entrare in guerra l'Italia, addirittura cambiando lo schieramento delle alleanze preventive dichiarate.

Ora siamo divisi tra coloro che desiderano vaccinarsi e coloro che non lo vorrebbero fare: se saremo costretti tutti, sia chiaro che è  come i giovani del del 1900,  costretti ad andare in guerra, non volontari come all'inizio tanti, tra cui poeti come Ungaretti!  Se non ci vaccineremo saremo disertori, traditori della patria.

Si possa almeno dire che la nostra leva è stata obbligatoria e non siamo stati volontari! Non ci facciano firmare nessun consenso! Non ci costringano a ringraziare, se abbiamo paura per noi e per i nostri figli soprattutto. Che poi siamo nel torto, non si può certo sapere ora, ma è semplicemente il rispetto di un'opinione e di un sentimento. I pericolosi sono i non vaccinati perché contagiosi o perché dimostrano di non fermarsi al fatto che sia legge ciò che devono fare?

Cosa leggiamo Antigone a scuola, se Antigone non la possiamo essere?

Ci furono poi i disertori, che si fecero fucilare per non combattere quella prima guerra, ci furono altri episodi di storia più recente, con la Seconda Guerra mondiale, ma tutto diventa troppo ideologico e non è questo che voglio fare.

I miei colleghi che si sono prontamente e convintamente vaccinati sono coerenti, loro, non io!

Mi chiedo se una madre che ha perso un figlio per quello che ha avuto il coraggio di dirgli e cercare di fargli capire, ora per arrivare a fine mese... tacerà e mentirà ai suoi studenti e insegnerà la vigliaccheria e l'obbedienza, la sudditanza?

Perché questo farò se entrerò vaccinata in classe: perché ho fatto... i conti della serva, io che ho studiato Filosofia, la Filosofia che non serve...perché non è serva di nessuno, come scriveva Aristotele, ed era quello che volevo insegnare, per cui sono morti filosofi come G. Bruno, solo per dire che l'Universo è infinito e non era corretto il sistema geocentrico tolemaico! Solo che quella critica metteva in discussione molto di più che l'Astronomia!

Quindi questo scritto di oggi è un'autocritica e una pubblica confessione, direi anticipata: se sarò in classe a settembre, non sarò lì come chi è sollevato di vivere in quei paesi civili che si possono permettere il vaccino!

Che io abbia torto o ragione scientificamente, non è importante: solo che io, ancora una volta, sarò in cattedra, di ruolo, a tacere su ciò che penso, come se insegnassi altro... mentre quando scrivo sono un'altra persona, espongo le mie idee... in libri che non vendo, in blog che non legge quasi nessuno...e forse solo così, con questa certezza, di essere nascosta, al riparo da ogni notorietà e ruolo pubblico, come è invece quello istituzionale e statale, scrivo ciò che penso. Come se fosse letteratura clandestina!

E spero proprio che non venga letto da nessuno... intanto io l'ho scritto e un po'... credetemi, mi dà pace.