lunedì 15 febbraio 2021

Politica-mente: democrazia diretta e televoto

 La democrazia diretta delle poleis greche, di Ginevra calvinista potrebbe essere una realtà: non solo per sondaggi, primarie di partiti, ma veramente un sistema di coinvolgimento attivo: non un televoto per cantanti e Grande Fratello, ma una partecipazione per le decisioni  politiche, dalle amministrative comunali alle regionali e anche alle politiche.  

La priorità una accessibilità della rete, certo, una gratuità che permetta anche a senza tetto, senza casa di esprimere il loro voto in aree free per wifi. 

Sarebbe possibile, realizzabile, proprio grazie alle tecnologie.

Inoltre se ci ispirassimo all'antica Grecia e ancor più all'antica Roma Repubblicana, le cariche erano collegiali e di durata annuale, non ripetibile!

Solo in casi di emergenza il dictator per motivi di emergenza militare per un massimo di sei mesi, come il podestà medievale, prima che prendessero piede le Signorie e poi i Principati, in cui ex podestà aveva abusato della loro carica.

Certo che c'era un cursus honorum nell'antica Roma, ma la stessa carica non doveva essere mantenuta per più di un anno: i consoli davano nome all'anno, erano "eponimi", ma allo stesso tempo ciò non ne limitava l'importanza, anzi! Il loro operato rimaneva negli Annali, in un anno decidevano la loro permanenza nella Storia per sempre.

Ecco che la collegialità della carica, la costituzione mista, chiave del successo politico di Roma, secondo lo storico greco Plutarco... "la costituzione mista" monarchica, aristocratica e popolare allo stesso tempo, potrebbe essere una formula ripetibile: i consoli due al posto di un re, il Senato come espressione dell'aristocrazia, dei mores maiorum, i costumi e le tradizioni, i Comizi, il Tribunato della plebe come espressione del popolo, dei cavalieri imprenditori e commercianti...

Sfruttare tutti i mezzi tecnologici per una vera democrazia diretta, la collegialità delle cariche, la durata annuale invece che pensare che solo con la continuità quadriennale si possa fare qualcosa di importante, la presenza di tutti i livelli della popolazione. In vece che un limite di continuità chiamato crisi di governo, caduta di governo, instabilità politica, una regola, un avvicendamento necessario perché governare dovrebbe essere un onere, una fatica e una responsabilità che è giusto non cada sulle stesse persone, ma ci sia un giusto avvicendamento, prestabilito.

In Grecia c'era come indennizzo la paga giornaliera di un lavoratore, in modo che tutti potessero partecipare, non solo i ricchi, ma era un indennizzo per far partecipare tutti, non un modo per diventare ricchi o far pensare a chi era escluso che questa fosse la vera motivazione.  

Se possono votare gli Italiani all'estero, possono votare anche gli Italiani in Italia con aggiornamenti per le decisioni importanti che poi se sbagliate non possono essere attribuite a pochi, ma ai più.

Invece che deleganti, dovremmo finalmente essere  responsabilizzati.

Chissà se la democrazia diretta è ancora un'Utopia?

 Pensiamo ad abitare Marte, ma abbiamo paura che a decidere della scuola siano più gli studenti, le famiglie, il personale docente e non docente che i grandi Esperti.

Quelli ci saranno comunque... per un anno! Come se a decidere quale casa comprare fosse il nostro architetto, a chi lasciare i nostri beni fosse il notaio, chi amare fosse chi celebra il matrimonio civile o legale... Gli esperti ci devono dire la procedura, il modo migliore per ottenere ciò che vogliamo, ma ogni cittadino deve poter esprimere ciò che vuole, se non sa non si esprime, ma se sa, lo fa direttamente ogni volta e non delegando una volta ogni quattro anni... chi poi non si sa in quale schieramento andrà a finire.

Forse non solo per concorsi di bellezza, premiazioni e nomination si potrebbe ricorrere al televoto: invece che per un gioco o per intrattenimento, potrebbe essere finalmente una vera democrazia diretta, con cariche collegiali e annuali.

Utopisticamente parlando?


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