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Certo
la canzone di G. Gaber mi risuonava nelle orecchie fin da bambina, canticchiata da mia madre, abituata al jukebox del ristorante e bar di famiglia, il bar… non di Cerrutti Gino, ma di un paese di 2000 abitanti in provincia di Asti..
"Gino" è anche il nome di mio zio…il fratello di mia madre… i bambini procedono attraverso ciò che è noto… di quella canzone mi rimase impresso il nome "Gino". Anni dopo… più di quaranta, chi avrebbe mai detto che avrei letto pagine di un romanzo sul Giambellino? ("Gente del Giambellino. storie e racconti di una periferia del mondo". di Roberto Sironi di cui ho già parlato in questo blog..... Ecco come una luce il sottotiolo… da un perifieria del mondo...nel cosmopolitismo sotteso, per Roberto Sironi il Giambellino non è la periferia… di Milano, ma alla periferia di quella Città di cui siamo tutti cittadini… il Mondo, solo che di qualunque lingua, religione, estrazione sociale lo abitiamo, in pochi vivono al centro o nelle zone residenziali, la maggioranza condivide con il Giambellino un'esistenza di periferia (esistenziale, sociale, geografica, religiosa, sentimentale).
Da bambina non mi chiedevo dove “cosa" fosse il
Giambellino, forse un luogo immaginario e surreale, distante anni
luce dalle mie colline del Monferrato, abituata a vivere in una
cascina di campagna senza vicini… isolata tra vigne e prati…
Strani
i casi della vita… addirittura avrei conosciuto un artista, uno
scrittore Roberto Sironi, che nella sua vastissima produzione ha
dedicato un romanzo epico e lirico allo stesso tempo, dal titolo
“Gente del Giambellino”… di cui ho già parlato in questo blog…
certo “Dubliners” è l’evocazione immediata…
Qui sotto Estratto della mostra "Giambelliners" di Roberto Sironi (www.robertosironi.com)
Dall’autore
so che sta portando avanti una trilogia dove il protagonista è lui,
il Quartiere del Giambellino, la verità protetta solo dalla
discrezione, dalla dignitosa voce del testimone, Roberto Sironi che
ancora vive nel quartiere anche se avrebbe potuto ,come cantautore,
artista vivere altrove, prendere la cittadinanza francese… in
quella Francia per cui ascoltarlo anche mentre cantava canzoni in
milanese… era un onore e nonostante gli stereotipi sugli Italiani,
la stampa francese gli ha attribuito il titolo, che si è meritato
sul campo, di gentilhomme italien!
Ecco
che poi come mia abitudine cerco altri autori che ne abbiano parlato,
G. Testori, “Nebbie al Giambellino” pubblicato postumo e proprio
quest’anno pubblicato “Al Giambellino non si uccide” di Matteo
Lunardini..
Aspetto
il secondo volume della trilogia da Roberto Sironi e intanto oltre a
Gaber conosco Herbert Pagani…
leggendo le prime pagine del romanzo di Lunardini, e cerco con la sua musica il Giambellino...il bar di Cerrutti Gino di Gaber… qui sotto nel video...
Herbert Pagani
Non
so se per parlare del Giambellino e ci voglia un lasciapassare speciale, come per
parlare di persone e vicende profondamente umane e vere che le
ipocrisie delle definizioni, del buonismo, del qualunquismo non
devono toccare, per rispetto, quel rispetto che leggendo le pagine di
“Gente del Giambellino” si impara a immaginare che sia qualcosa
di diverso dalla semplice educazione.
Ecco
questo quartiere così suggestivo si sta organizzando in autonomia,
per arrivare al dolore sommerso, per intervenire là dove la dignità,
l’orgoglio e la riservatezza non eprmetterebbero di entrare…
Devono fare da soli… hanno chiesto un aiuto, ma lo devono gestire
loro… si può solo imparare a provare rispetto se anche in una
situazione drammatica come quella del Coronavirus… troppi vengono
dimenticati, invisibili al mondo...quasi come Mattia Pascal era nei
confronti della propria vita… chiunque lo poteva offendere,
derubare e lui non avrebbe potuto neanche difendersi… Pirandello
sembra non aver idea… che capita ormai così nel quotidiano… non
è il caso di avvallare la falsa notizia della propria morte per
diventare improvvisamente invisibili e muti, colpevoli di essere in
difficoltà… non perché persone difficili, ma perché si sono
vissute situazioni difficili!
Ecco
quindi questo Comitato di Quartiere che arriva là dove non arrivano
gli aiuti ufficiali… si può solo sperare che questo aiuto lo
accettino, nelle forme che ritengono...

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