Perché ho messo un titolo in inglese… io che non l'ho studiato? Solo francese, poi tedesco, farei prima a scrivere in latino o in greco!
Tra chi visualizza queste pagine molti sono inglesi o stranieri che leggono in inglese, non conoscono l'italiano...e io vorrei dire qualcosa a loro, come se fossero segnali ad alleati che spero prima o poi arrivino a … capirmi, ad aiutarmi!
Ho tradotto il titolo, magari qualche riga… come un abstract di un articolo scientifico, quelli che scrivevo anni fa, di Filosofia!
Se provo a tradurre… lo confesso uso il traduttore google… confesso la mia ignoranza, chissà perché non l'ho mai voluto studiare questo inglese, mi imbarazza la pronuncia, mi sentirei ridicola a parlarlo e allora quasi non ascolto, la mia mente si chiude, lo rifiuta e certo una lingua non ti violenta, forse ti aspetta…. chissà.
Poi trovare un editore americano… che traduce le mie parole, certo un italo americano, che capisce il mio imbarazzo, è stata una gran cosa, una scommessa e io ora vorrei impararlo, questo inglese che mi permette di parlare con il mondo!
Ho deciso, lo studierò!
Per ora provo a tradurre… qualche frase e lasciarla lì… capirete lo sforzo, riderete, pazienza, ma io voglio comunicare! Forse per questo imparerò la lingua, ho un motivo!
Ci sono persone da qualche parte nel mondo che potrei raggiungere e non ci riesco se continuo solo a scrivere in italiano! A leggere solo in italiano, ad ascoltare solo in italiano, a leggere il mondo con la cultura italiana, con le parole solo italiane per interpretarle! Ho bisogno di arrivare a queste persone per conoscerle! Perché possano scrivere una riga di commento e capiscano che io leggerò!!!
Ecco una motivazione per studiare l'inglese, non semplicemente per il voto a scuola, che nessuno mi darà, non per scatti di carriera… no, solo per incontrare persone nel mondo che niente possono fare per me se non leggere! Forse scrivere! Comunque esistere!
Dal 2007 ho iniziato a scrivere Poesie da una cattedra vuota! Ero insegnante al liceo artistico" P. Gallizio" di Alba (Cuneo) città famosa per il suo scrittore B. Fenoglio, ma sicuramente per i vini, per il tartufo e la buona cucina! Famosa per i suoi Partigiani aiutati dagli alleati americani, divisi tra garibaldini, badogliani come Fenoglio che scriveva in inglese e poi traduceva in italiano, pensava in inglese!!
Ecco io non penso che in italiano, piuttosto un po' in latino, qualche citazione in greco, ma le ho studiate come lingue morte… ora si propongono anche nello studio come lingue vive!
Non avrei mai immaginato che "Poesie da una cattedra vuota" potesse essere il titolo per un romanzo, una raccolta di poesie, un film di una situazione apocalittica come quella che stiamo vivendo in questi giorni in Italia: lo dico da madre di quattro figli che dall'Università alle elementari sono sempre tra i banchi, lo dico come Mariagrazia Pia che a cinque anni è entrata nel mondo della scuola e non ci è mai più uscita, come figlia di una madre maestra, come insegnante… che ora dovrebbe fare lezioni on line neanche a scuola, ma da casa!
Questo scenario è apocalittico perché al di là delle discussioni politiche fino ai discorsi da bar o meglio da corridoio… di scuola, la Buona scuola delle riforme, è una certezza che di colpo è sparita, madre o matrigna questa Scuola dall'unificazione d'Italia c'è sempre stata e sembrava non dover mai sparire, anzi essere sempre più importante e fondamentale… fino alla crisi che dura dal 2008... Troppo, non per i tempi della Storia, ma per i tempi del secolo breve che è stato il XX e brevissimo che sembra questo, dall'11 settembre 2001 al febbraio 2020 quando un atto terroristico non umano… fa crollare tutte le torri che rappresentano le nostre certezze.
Il XXI secolo brevissimo!
La cattedra è vuota, addirittura fino al 15 marzo avremo chiuse le scuole… la cattedra è vuota, i banchi sono vuoti, la scuola è vuota! Le classi vocianti, le note per il continuo disturbo, le sospensioni … siamo stati tutti sospesi dallo Stato! Studenti e insegnanti! La colpa del Coronavirus… non possiamo più lamentarci reciprocamente… delle classi, degli studenti, loro degli insegnanti, dei colleghi, dei presidi, dei collaboratori scolastici e viceversa!
No, tutti sospesi, forse espulsi da quel tipo di scuola, di vita e di certezze!
Certo ora tutti si augurano il ritorno alla normalità: le classi vocianti, gli insegnanti o noiosi o odiosi (il prof. ce l'ha con me!), i presidi burocrati etc.. tutti luoghi comuni, comuni perché con le loro verità.
Avevo scritto poesie da una cattedra vuota, ma ora anche i banchi sono vuoti e non potrei mai scrivere poesie come questa che ora vi trascrivo… guardando negli occhi studenti che mi facevano disperare, ma con cui c'era un'empatia che addirittura faceva male!
Anche
la cimice sa volare...
Catturare
la tua attenzione
non
come una cimice
da
riporre fuori dal davanzale
senza
strepiti.
Catturare
la tua attenzione
non
per imprigionarla
ma
per darle la libertà
che
non trova da sé
pigra
nel caldo di ore.
Sei
lì con la paura
che
la lezione di Storia
-come
una cimice schiacciata-
puzzi
di noia.
Ricordati
anche
se ripugnante
quell’insetto
sa volare.

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