giovedì 5 marzo 2020

L'isola e il mare

da "L'isola e il mare" di Mariagrazia Pia e Roberto Sironi (testi di Pia- Sironi, opere olio su tela di Roberto Sironi, libro d'arte in corso di ultimazione)

Il marinaio ascolta e consola Calipso di Mariagrazia Pia

L’isola di Calipso


Quando è arrivato lui credevo fosse uno dei tanti naufraghi, quando è arrivato lui pensavo fosse uno dei tanti. Nella mia eternità uno vale l’altro, giorni, mesi o anni non significano nulla.

La mia noia è noia di dea, ma il mio amore è amore di donna.

Così senza immaginare mi sono innamorata di lui come una donna e la dea ha dimenticato che l’eternità non piace agli uomini, la noia solo gli dei la sanno sopportare, anzi neppure loro, hanno creato questo mondo per distrarsi, per divorare ciò che creano.

Ecco che come una donna mi sono innamorata di Odisseo e come una donna l’ho voluto fermare su quest’isola che in nulla gli ricordava Itaca.

Lui rimpiangeva tra le mie braccia una donna mortale, voleva l’attimo non l’eternità.

Ho capito l’ebrezza degli uomini, l’intensità di chi sa che domani forse non potrà più vivere, non potrà più godere.

Anche Zeus mi ha amata, ma tra le braccia di Odisseo ho voluto il piacere infinito subito, come se non avessi più domani, come le mortali e questo ho scoperto, il piacere che non ha domani.

Non potevo fermare Odisseo, non potevo fermare il suo Tempo come lui non poteva darmi Tempo, farmi scorrere tra le gambe quel liquoroso amore che è il Tempo dei mortali, che rende le loro vite irripetibili, belle persino nell’orrore.

Lui non poteva o non voleva.

Mai lo fece, io fui sterile per lui, come se non ne avessi diritto oppure ne aveva paura.

Non voleva generare semidei.

Potei solo assaggiare il suo Tempo, mi resta il ricordo, un sapore che il mare mi ricorda e che io su quest’isola in esilio non potrò mai dimenticare.

Ho l’eternità, ma volevo il Tempo, volevo lui.

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