Unità d'Italia. Commemorazioni nei giorni del Coronavirus
Forse un bilancio, storico, filosofico, culturale, linguistico, non solo economico, istituzionale di questi anni proprio nell'emergenza da Coronavirus lo dovremmo fare… ma non aspettare i filosofi, gli opinionisti, i politici, gli esperti del mercato, delle Borse….
Credo che ciascuno il proprio ragionamento lo possa fare, non solo in base alla propria esperienza, ma confrontandosi con la generazione che lo ha preceduto e che lo segue...
Possibile che debbano dirci gli altri se stiamo bene, male, economicamente, culturalmente?
Con un obbligo e diritto all'istruzione salito fino ai 16 anni, con molti che si diplomano e cercano un percorso universitario, con tutti i mezzi (dall'ormai quasi desueta Tv, con tanti di quei canali… i social, i gruppi, può essere più vicino l'amico che è in Cina e ci aggiorna della situazione che la famosa vicina della porta accanto.
Non dico nulla… ricordo solo che la famosa frase "abbiamo fatto l'Italia" ora dobbiamo fare gli Italiani… ecco spero solo che non siamo arrivati ad un'unità da contagio… siamo stati contagiati, non l'abbiamo creata noi questa unità… e a me come Piemontese, Astigiana… è già andata bene.... il contagio nazionale a livello politico è partito dal Piemonte... anche l'Unificazione può essere vista come un contagio... da zone rosse, arancio.... fino alla completa unificazione!
Invece che parlare di confini, di potere, di dogane economiche, sarebbe meglio si ricordasse che gli Italiani si sapevano uniti già prima di questa data e per questo avrebbero voluto esserlo. L ' unità prima del 17 marzo 1861... era di fatto, non di diritto... ora sembra che lo sia di diritto, di diritto ma non di fatto e se ci sentiamo uniti... perché tutti in zona protetta... è una triste unità.
Sentirsi uniti solo quando si ha paura, quando si viene attaccati... non è vera unità.
Quella vera è l'unità culturale, artistica, filosofica, linguistica.
Non è vero che un popolo con alta percentuale di analfabetismo sia più ignorante, più stupido degli alfabetizzati, se l'alfabetizzazione serve a dare risposte ufficiale e a non ascoltare le domande intelligenti, curiose... come dei bambini, innocenti, se non si va a cercare il pensiero non contaminato non dal Coronavirus, ma da una pseudocultura che è arrogante e sempre più ignorante, perché crede di sapere!
La vera sapienza di Socrate era sapere di non sapere... sanno fare questo passo indietro... tutti i sapienti che ci stanno dicendo come vivere... quando il buon senso, l'educazione, una normale empatia verso il prossimo avrebbe fatto subito senza leggi e scenari apocalittici quel che è imposizione!
Se non siamo educati, puliti, non rispettiamo quotidianamente scontate norme igieniche... non abbiamo la preoccupazione di non andare se non sani a casa di bambini, malati e anziani, che non è il caso di stringere la mano e dare il segno di pace a chi non conosci per poi continuare a non avere che indifferenza quando quel gesto non ti è indicato da qualche autorità religiosa o istituzionale.
Gli italiani prima dell'unità riconoscevano una lingua, una cultura come unificante:... la lingua toscana non era regionalismo... ma letterario lo poteva diventare e certi autori lo fecero essere il dialetto Veneziano, il Milanese, il Romanesco, il Napoletano... da chi dipendeva che un dialetto prendesse il sopravvento? dD un artista geniale o più artisti geniali che lo usassero, lo rielaborassero.
Se Dante fosse stato napoletano, certo avrebbe attinto dai vari dialetti di cui ci parla nel "De vulgari eloquetia"... , ma avrebbe imposto come lingua nazionale il napoletano e i corrispettivi Petrarca e Boccaccio.... Lo poteva diventare il Siciliano, se la morte di Federico II di Svevia nel 1250 non avesse trascinato in disgrazi con la dinastia normanna anche un centro autonomo di cultura che avrebbe potuto imporsi...
(La lingua parlata dal volgo, ma se un grande scrittore o poeta avesse scritto in napoletano si sarebbe affermato il napoletano come lingua letteraria, non solo nel mondo musicale, La cultura era unificata ben prima dell'unificazione del 17 marzo 1861 e può esserlo meno il 17 marzo 2020!!!
L cultura e la tradizione artistico-filosofico-letteraria unifica, è un orizzonte a cui guardare, quando si è imbarcati su NAVI DEI FOLLI che tutti i porti respingono! Questa unità culturale fu un orizzonte a cui guardare anche nelle varie invasioni, non nelle dispersioni, ma nella sottomissione che avrebbe voluto essere anche linguistica, culturale, non solo politica. Gli Ebrei della Diaspora e dispersi in tutto il mondo sono riusciti a mantenere nei secoli l'identità di popolo!
La Comedia di Dante, Il Decameron potevano essere guardati allo stesso modo anche se adattati...
Possiamo dire da intellettuali, scrittori, artisti, filosofi, creativi pensatori, liberi pensatori, che l'arte riesce ad essere cosmopolita senza smettere di essere nazionale, nazionale senza perdere identità regionale, regionale senza smettere di essere un modo per declinare la propria nazionalità e il proprio sguardo sul mondo.
Non dobbiamo essere contagiati... da idee politiche, economiche, religiose per sapere di essere italiani: come ad un uomo e a una donna non devi spiegare come esserlo... devi solo lasciarli in pace e lasciar che siano.
Così per gli scrittori, i poeti, gli artisti, i filosofi.... ma li avete trovati nominati nella riforma?
Come? Ah l'Arte deve aprire la partita IVA... , così la Filosofia... altrimenti... non esiste per lo Stato
La filosofia... se non si sale in cattedra... se non si è professori ordinari? Ma chi vuole essere ordinario? Fregiarsi di aver superato concorsi ordinari...
Mi ci metto anche io... certo ho un curriculum noiosissimo, la prima ad annoiarsi sono stata io, pensate un po'... ancora sentendomi in colpa... di non essere contenta...
Non sono mai stata... così fuori dal biro borghese... per poter lamentarmi se non compaio nei provvedimenti del governo.
Anzii ci sono grazie, non sono stata abbastanza coraggiosa, onesta, con me e con gli altri.... non era la mia vita... non lo è stata mai.
Dal momento che non parlo per me... credo che la mia protesta... possa valere qualcosa!
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