domenica 8 marzo 2020

8 marzo Festa della donna al tempo del Coronavirus: da "Femmine in bottiglia"

"Femmine in bottiglia"
 in corso di stesura

Lettera aperta al Lettore

Ma Dio da che parte sta?

8 marzo 2020

Fino allo scorso anno questa era la data della festa delle donne (delle femmine in bottiglia e non!)
Auguri a tutte!
Perché da oggi ci sono provvedimenti speciali in certe Regioni e in certe Province d’Italia…, speriamo di sacrificarci con efficacia per il resto d’Italia, d’Europa e del mondo...

(...)

Insomma oggi è un giorno che mi colloca con tutto il mio mondo privato (di donna, madre di quattro figli, figlia di genitori ovviamente anziani, insegnante proprio a Milano scrittrice che voleva a Milano ripartire) nel cuore di un momento non più di panico, ma di terrore nazionale, mondiale, con uno scenario che neanche nei film di fantascienza ho visto! Nemmeno in tempi di guerra coprifuoco e rifugi c’era!
Anzi, i rifugi sarebbero il peggio… tutti ammassati, tutti insieme!


Ora lo scenario non è solo di femmine in bottiglia, alcune, mentre altre non lo sono: sicuramente è uno scenario da umanità in bottiglia, ciascuna rigorosamente nella sua bottiglia, non più vino sfuso, in damigiane, in fustini… rigorosamente ciascuno nella propria bottiglia, non solo tappo, ma una ceralacca igienica!
Ecco questo scenario mi fa pensare a pubblicare comunque queste memorie… parlo di un mondo che forse non ci sarà più, mai più come prima di sicuro!
Spariscono le folle! Artisti toglietele dai vostri quadri anzi, dipingetele!
Non le vedremo più! Voi siete la memoria culturale di un mondo che Qualcuno ha deciso che deve sparire, la Fiumana del quarto, quinto Stato deve sparire, deve essere dispersa!
Dipingete la folla, ne ha nostalgia chi come me soffriva di agorafobia!
Una patologia in meno!
Dipingetela perché ora diventa la nostra utopia!
La Fattoria degli animali di Orwell… una favola per bambini come Cappuccetto rosso o Biancaneve!
Pinocchio invece resiste! Mangiafuogo, i burattini, il paese dei balocchi e poi tutti asini!
Sono della generazione nata negli anni ‘70 e adolescente negli anni ‘80 (chi ha cultura musicale, conosce la storia dell’economia, si occupa di sociologia e di storia contemporanea, di statistica può integrare ciò che dico come gli pare, il pensiero debole di Vattimo … la paura dell’AIDS!) in cui si viveva nel paese dei Balocchi, al liceo dicevano che stavano formando la classe dirigente d’Italia… ora ci troviamo con le orecchie d’asino! Come minimo o asini del tutto, senza balocchi!
Chi siano Il Gatto e la volpe non si sa…
Quindi niente fattorie… dobbiamo stare divisi, individui individualizzati, localizzabili, sempre dai movimenti delle carte di credito, ai cips ovunque dalla tessera sanitaria, ai bancomat e basta con denaro liquido che sporca!
Cellulari che ti localizzano e tu non te ne accorgi, computer con delle memorie che se devi trovare un file si bloccano, ma se ammazzi qualcuno ti dicono tutto, anche quando hai fatto una pausa per andare in bagno - non avevi alibi per la doccia, pensa se poi fai il bagno nella vasca!- e allora avrai ammazzato tu il vicino della porta accanto!
Insomma isolati, isolabili, individualizzabili, con tutto on line, con la cronologia di viaggi, prenotazioni, la spesa al supermercato!
Forse i nuovi nati avranno un cips sottocutaneo come gli animali d’affetto! Se perdi un figlio lo trovi, perché ora sono obbligatori seggiolini anti abbandono, perché ormai dimenticare in auto un figlio per ore è la prassi!
Non una distrazione di cinque minuti… no, proprio non ricordi di averlo.
Mi ricordavo i tempi in cui la madre e io stessa mai si sarebbe lasciato un figlio in auto per paura che qualcuno lo rapissero, dalle zingare in poi.
Ora i genitori si ricordano di prendere la borsa dall’auto, ma il figlio no!
Ecco, non incolpo certo chi lo ha dimenticato, ma che sia scontato al punto da obbligare a mettere i sedili anti abbandono!
Che genitori siamo noi nati nel paese dei balocchi? Oppure eravamo ancora genitori attenti, ma vent’anni dopo neanche più questo, erano già cresciute le orecchie d’asino! I miei figli che genitori saranno?
Non sarà che li confiscano i figli e li educherà lo Stato? Quale?
(..)
Cosa c’entra con Dio il Coronavirus?
Dio c’entra sempre per chi ci crede!
Per chi non ci crede, ecco che almeno rispetta l’idea e lo lascia dove è o dove non è!
(...)
Dio da che parte sta? Di chi non sa chi amare, chi baciare, di chi è solo e non vuol dirsi perché?!
Sta con chi evita gli altri, con l’eremita che poteva avere il suo mondo in una stanza, tra libri e computer , tutto on line, anche le lezioni le faceva già prima molto bene in video conferenza, perché il rapporto umano, l’empatia non l’ha mai avuta e negli occhi non ha mai guardato nessuno studente…
(...)

Nessun commento:

Posta un commento