"Femmine in bottiglia"
in corso di stesura
Lettera
aperta al Lettore
Ma
Dio da che parte sta?
8
marzo 2020
Fino
allo scorso anno questa era la data della festa delle donne (delle
femmine in bottiglia e non!)
Auguri
a tutte!
Perché
da oggi ci sono provvedimenti speciali in certe Regioni e in certe
Province d’Italia…, speriamo di sacrificarci con efficacia per il
resto d’Italia, d’Europa e del mondo...
(...)
Insomma
oggi è un giorno che mi colloca con tutto il mio mondo privato (di
donna, madre di quattro figli, figlia di genitori ovviamente anziani,
insegnante proprio a Milano scrittrice che voleva a Milano ripartire)
nel cuore di un momento non più di panico, ma di terrore nazionale,
mondiale, con uno scenario che neanche nei film di fantascienza ho
visto! Nemmeno in tempi di guerra coprifuoco e rifugi c’era!
Anzi,
i rifugi sarebbero il peggio… tutti ammassati, tutti insieme!
Ora
lo scenario non è solo di femmine
in bottiglia,
alcune, mentre altre non lo sono: sicuramente è uno scenario da
umanità
in bottiglia,
ciascuna rigorosamente nella sua bottiglia, non più vino sfuso, in
damigiane, in fustini… rigorosamente ciascuno nella propria
bottiglia, non solo tappo, ma una ceralacca igienica!
Ecco
questo scenario mi fa pensare a pubblicare comunque queste memorie…
parlo di un mondo che forse non ci sarà più, mai più come prima di
sicuro!
Spariscono
le folle! Artisti toglietele dai vostri quadri anzi, dipingetele!
Non
le vedremo più! Voi siete la memoria culturale di un mondo che
Qualcuno ha deciso che deve sparire, la Fiumana del quarto, quinto
Stato deve sparire, deve essere dispersa!
Dipingete
la folla, ne ha nostalgia chi come me soffriva di agorafobia!
Una
patologia in meno!
Dipingetela
perché ora diventa la nostra utopia!
La
Fattoria degli animali di Orwell… una favola per bambini come
Cappuccetto rosso o Biancaneve!
Pinocchio
invece resiste! Mangiafuogo, i burattini, il paese dei balocchi e poi
tutti asini!
Sono
della generazione nata negli anni ‘70 e adolescente negli anni ‘80
(chi ha cultura musicale, conosce la storia dell’economia, si
occupa di sociologia e di storia contemporanea, di statistica può
integrare ciò che dico come gli pare, il pensiero debole di Vattimo
… la paura dell’AIDS!) in cui si viveva nel paese dei Balocchi,
al liceo dicevano che stavano formando la classe dirigente d’Italia…
ora ci troviamo con le orecchie d’asino! Come minimo o asini del
tutto, senza balocchi!
Chi
siano Il
Gatto e la volpe
non si sa…
Quindi
niente fattorie… dobbiamo stare divisi, individui individualizzati,
localizzabili, sempre dai movimenti delle carte di credito, ai cips
ovunque dalla tessera sanitaria, ai bancomat e basta con denaro
liquido che sporca!
Cellulari
che ti localizzano e tu non te ne accorgi, computer con delle memorie
che se devi trovare un file si bloccano, ma se ammazzi qualcuno ti
dicono tutto, anche quando hai fatto una pausa per andare in bagno -
non avevi alibi per la doccia, pensa se poi fai il bagno nella
vasca!- e allora avrai ammazzato tu il vicino della porta accanto!
Insomma
isolati, isolabili, individualizzabili, con tutto on
line,
con la cronologia di viaggi, prenotazioni, la spesa al supermercato!
Forse
i nuovi nati avranno un cips
sottocutaneo come gli animali d’affetto! Se perdi un figlio lo
trovi, perché ora sono obbligatori seggiolini anti abbandono, perché
ormai dimenticare in auto un figlio per ore è la prassi!
Non
una distrazione di cinque minuti… no, proprio non ricordi di
averlo.
Mi
ricordavo i tempi in cui la madre e io stessa mai si sarebbe lasciato
un figlio in auto per paura che qualcuno
lo rapissero, dalle zingare in poi.
Ora
i genitori si ricordano di prendere la borsa dall’auto, ma il
figlio no!
Ecco,
non incolpo certo chi lo ha dimenticato, ma che sia scontato al punto
da obbligare a mettere i sedili anti abbandono!
Che
genitori siamo noi nati nel paese dei balocchi? Oppure eravamo
ancora genitori attenti, ma vent’anni dopo neanche più questo,
erano già cresciute le orecchie d’asino! I miei figli che genitori
saranno?
Non
sarà che li confiscano i figli e li educherà lo Stato? Quale?
(..)
Cosa
c’entra con Dio il Coronavirus?
Dio
c’entra sempre per chi ci crede!
Per
chi non ci crede, ecco che almeno rispetta l’idea e lo lascia dove
è o dove non è!
(...)
Dio
da che parte sta? Di chi non sa chi amare, chi baciare, di chi è
solo e non vuol dirsi perché?!
Sta
con chi evita gli altri, con l’eremita che poteva avere il suo
mondo in una stanza, tra libri e computer , tutto on
line,
anche le lezioni le faceva già prima molto bene in video conferenza,
perché il rapporto umano, l’empatia non l’ha mai avuta e negli
occhi non ha mai guardato nessuno studente…
(...)
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